Aspettare la conclamazione non paga! MIB40 +2,72%
Se si stesse ad ascoltare gli analisti finanziari ritenuti più attendibili, quelli che appaiono sul mainstream, e possibilmente dimostrano di non mettere i soldi in borsa e rischiare, sia mai, non si farebbero dei grandi affari! Purtroppo per molti, o per fortuna per altri, il copione dei mercati finanziari si è dimostrato ancora una volta mal interpretato, il ribasso invece di essere letto come occasione d’acquisto è stato farcito di allarmismi. Vigliacco se si fossero esposti operatori professionisti di investimenti a “chiamare” una buy opportunity, macchè, quasi tutti preoccupati e poco lucidi nel conteggiare la misura dei tracolli di titoli importanti e non, col solo scopo di fare statistiche obsolete, per non dire peggio, fuori luogo. Ancorati ad un passato che non può essere la base di stima e calcolo di cosa possa riservare il futuro, proprio perchè se tutti sapessero cosa ci aspetta, non ci sarebbe il mercato o sarebbe piatto. Questo ennesimo “treno perso” per molti, rende bene l’idea di come la manipolazione mediatica da una parte e l’autoreferenzialità dall’altra, contribuiscano a una disequazione la cui incognita contempla tutto ed il suo contrario.

Eppure, l’investitore medio dovrebbe disporre di tutto quanto è necessario per una valutazione corretta e coerente, invece la realtà dei fatti dimostra come la teoria si discosti di tanto. Il momento della conclamazione, quando i prezzi scontano tutto, è il meno indicato per salire sul carro, ma per gli affari a Piazza Affari bisogna fare esattamente il contrario, cioè andare controcorrente e possibilmente anticipare. In un mese circa, il MIB40 è riuscito a perdere e recuperare quasi 9.000 punti dai minimi e questo evento ha sballato ogni statistica, giusto per confermare che il passato… è passato e non aiuta a prendere decisioni ponderate sulla logica, che in borsa è relativa, e senza una sensibilità dettata dall’esperienza è molto difficile riuscire a piazzar bene i propri investimenti. Una nota bizzarra, ma vera, è che gli investitori istituzionali sono scarichi di azionario in quanto non si aspettavano movimenti di mercato simili, a conferma del fatto che se non lo sanno loro, e aspettano la conclamazione, figuriamoci i meno informati, che non hanno i potenti mezzi algoritmici, dove possano andare a parare.


In definitiva, chi non risica non rosica e se il giochino si rompe i cocci sono di chi paga l’errore di valutazione tardiva, se non altro sarebbe saggio sbagliare con la propria testa invece di affidarsi ad analisti incravattati che fanno credere come si muoveranno i soldi sui mercati finanziari, quando in verità non possono saperlo. Quindi un’autentica sicumera: o mentono sapendo di mentire o ci credono perchè si sopravvalutano e a rimetterci sono i retail che mettono i soldi, alimentando un mercato che ha sempre più le sembianze di una bisca.
– Iscriviti alla nuova GB Newsletter –

