22 Giugno 2026 Certificati

La Stellantis continua a far discutere.

Oramai la seguiamo nei suoi alti e bassi da oltre due anni, ossia da quando ha cominciato la sua discesa dai 25€ di aprile 2024 agli attuali 5,60€. Personalmente ho più volte venduto e comprato certificati con questo sottostante, sicuramente ho più perso che guadagnato, ma di sicuro posso dire che non mi ha certo rovinato le performance.

La vera unica perdita dolorosa è stata quella di febbraio 2026 quando, 20 giorni prima della trimestrale, dall’oggi al domani (il 6 febbraio scorso) sono state anticipate le perdite del 2025 (25 miliardi) che hanno fatto aprire il titolo con una perdita secca di 2€ senza dare possibilità di ridurre l’esposizione in maniera meno indolore così come era successo in tutte le discese precedenti.

La prima volta che feci un pò di pulizia e coperture sul titolo è stato a luglio 2024 quando Stellantis valeva 16€ e fui accusato di catostrofismo e mi pubblicarono un articolo citando 6 certificati (oggi tutti ampiamente scoppiati che vanno dal 30 al 40% del loro valore iniziale) dicendo che gli “affari si fanno quando scorre il sangue“.

Sono anch’io dell’idea che gli affari si fanno quando scorre il sangue, o semplicemente quando la volatilità è alle stelle, ma una cosa è mediare i prezzi sulla discesa (prendere il coltello dalla lama mentre cade) e una cosa è scegliere strutture come il IT0006772997  a 90 con Nexi a -12% e barriere al 35% il cui prezzo era sceso più per la volatilità che per il calo dei prezzi del sottostante.

Occorre comunque abbinare questo coraggio alla capacità di essere camaleonte ed accettare anche che si possa cadere in errore; nella mia lunga carriera penso di aver ammesso più volte di aver sbagliato perché so che il trader professionista non può non sbagliare mai e se conoscete gente che afferma il contrario prendete pure le distanze, probabilmente non sono neanche operativi sui mercati ma sono dei semplici mestieranti della formazione.

 HAI DOMANDE? CHIEDICI SU TELEGRAM

Proviamo a spiegare il proverbio “A mali estremi, estremi rimedi”  con un esempio che riguardi il mercato finanziario.

Ipotizziamo un investitore che sta subendo forti perdite su un portafoglio diventato ad alto rischio (dico diventato perché spesso il desiderio iniziale era di prendere un prodotto con barriere molto difensive) a causa del crollo del prezzo delle azioni Stellantis potrebbe dover adottare strategie di liquidazione immediata e strategie di copertura massicce (hedging) onde evitare danni maggiori;  il proverbio in finanza si traduce con azioni energiche e tempestive, spesso non convenzionali, sostenendo che situazioni gravi richiedano decisioni proporzionate e coraggiose.

Il problema è che l’investitore in certificati non ha niente a che vedere con il trading e non è abituato a gestire situazioni di MALE ESTREMO e più è un investitore prudente e più ha comprato prodotti lunghi e barriere profonde, per cui si è preso in faccia tutto il ribasso di Stellantis confidando semplicemente nella tenuta delle barriere o nel fattore tempo che gli dà la speranza che il titolo possa ancora risalire  (una totale idiozia dal punto di vista matematico-statistico) preferendo rimandare ogni decisione dolorosa.

Sono andato a vedere i prodotti emessi tra luglio e agosto 2024 con Stellantis come sottostante e non ce n’è alcuno che si sia salvato: due airbag quotano intorno al 50% del proprio valore iniziale, quasi tutti non pagano cedole e ho fatto fatica a trovarne uno che sia ancora conveniente vendere (gli altri sono quasi tutti sulla lineare, proprio perché non hanno più speranza alcuna).

L’unico certificato (tra quelli emessi tra luglio e agosto 2024) che ho trovato che quota ancora ampiamente sopra alla lineare è il certificato  DE000HD7RLA3. Deve sperare che Stellantis faccia un +41% per rivedere la luce, ma ha un grande problema, ha il tempo che gli gioca terribilmente contro in quanto se Stellantis sta ferma ai prezzi attuali  tra un anno si otterrebbe un -20% su base annua ossia ogni mese costerebbe circa un 1.65%, anzichè prendere una cedola dell’1,65% al mese (o anche di più). La speranza di vedere risalire il prezzo delle azioni Stellantis mi costa un 1,65% al mese. Un’autentica follia quando con gli stessi soldi (ovviamente comprando meno certificati) si potrebbe ambire a ritorni ben diversi.

 


Se infatti guardiamo il prossimo certificato XS3127870833 ha la stessa durata del precedente ma barriera a 3.35€. Ipotizziamo di aver investito 10000€ nel primo, vediamo cosa succederebbe in caso di switch su questo secondo prodotto.

Incasserei 4845€ dalla vendita del primo e potrei prendere 5 certificati del secondo 8e mi rimarrebbero pure 160€ in cassa) ed incassare nello stesso periodo di investimento circa 6000€  (con un recupero di 1300€ in più anziché perderne altri 900€).

Direi decisamente meglio, visto che anche con un +30% di Stellantis otterrei comunque un risultato migliore; addirittura se Stellantis facesse -30% il vantaggio nello switch sarebbe ancora più evidente, visto che anziché prenderne 2739€ subendo passivamente il futuro andamento di Stellantis ne prenderei 6150€.


E stiamo parlando comunque di uno switch fatto in maniera tardiva !!!  E non ho neanche preso il miglior certificato con Stellantis, ma un softcallable che si presta bene al confronto perché difficilmente rimborserà prima della scadenza e ha una scadenza simile, per cui basta vedere questa differenza dall’analisi di scenario, senza dover spiegare calcoli matematici complessi o presunte autocall possibili.

Se dovessi scegliere oggi un certificato su Stellantis la mia scelta ricadrebbe sul IT0006775867 che paga un bel 2.90% mese e che ha 2 dei 3 titoli saliti tantissimo, per cui il focus è solo su Stellantis, non mi farei certo condizionare dal prezzo, (la gente comune negli switch preferisce trovare prodotti che valgano poco, magari uguale al prezzo cui si è venduto, cosa che in questo caso è impossibile).

La cosa più assurda è arrivare a pensare in casi disperati come questi, in cui è praticamente impossibile trovare uno switch con prodotto che valga 40, di decidere di mettere il ricavato in azioni Stellantis, snaturando in questo modo l’investimento iniziale. L’investitore prudente che quasi pensava di aver preso una sorta di obbligazione con cedola ricca arriva ad avere in portafoglio delle azioni per giunta di una società messa male e altamente volatile, direi non proprio quello che ti aspetti da un investitore dal profilo prudente.

Il problema è essenzialmente uno solo: LE PERDITE DANNO FASTIDIO A TUTTI, ma non apportare soluzioni ai problemi porta anche a queste situazioni estreme.

Per cui non chiedetemi perché ho venduto questo o quel certificato, è spesso un modo di anticipare problemi più grandi, quelli che a volte poi non si presentano e ti fanno subire critiche; ma col senno di poi è facile giudicare chi si espone in prima persona da oltre 25 anni… nessuno si chiede, come mai sono ancora qui a scrivere dopo 25 anni?

  1. perché sono sopravvissuto a tutte le bufere finanziarie del passato;
  2. perché non è casuale la scelta del Camaleonte come logo aziendale, bisogna cambiare strategia, studiare sempre e perché si impara soprattutto dagli errori ed io ho 40 anni di errori commessi che sono un tesoro di esperienza enorme, tanto è vero che ancora oggi considero il mio evento del 1 ottobre 2017 dal titolo “Perdi, impara e sviluppati” la più bella giornata di formazione cui abbia partecipato negli ultimi 20 anni;
  3. perché siamo tutti recidivi nei nostri errori ma molti di voi meritano di sentirsi fare questi discorsi tutti i santi giorni, forse chissà, a furia di batoste imparerete qualcosa.

Io vendo non perché sono un mago e so che il sottostante andrà ancora peggio, ma vendo perché la probabilità che il prezzo del certificato scenda ancora parecchio (basta vedere l’analisi di scenario a prezzi fermi) è talmente elevata che preferisco avere le probabilità di successo dalla mia parte: di sicuro tra un mese  arrivano tanti rimborsi di Stellantis a 30, 35 40 quando solo un paio di mesi fa (già sotto barriera) si poteva prendere 60 o 70, questi sono errori imperdonabili.

Chi mi conosce sa che la mia propensione al rischio è alta, ma questo non significa essere incoscienti, ed infatti non gioco al lotto e non compro gratta e vinci e non porto a scadenza un certificato che balla intorno alla barriera, preferisco prendere 80 rispetto a rischiare e fare la scommessa con il 50% di probabilità di successo in cui se mi va bene prendo 100+ la cedola e se mi va male prendo meno di 60, perché anche se le probabilità sono 50-50 chi mi dice che un trader navigato che lavora per l’Emittente non agisca proprio sul fixing finale (se si gioca sui centesimi) e faccia in modo di far segnare un prezzo a lui favorevole?

Alla fine chi si abbona ai miei servizi beneficia di tutta la mia esperienza, che vale ben più del prezzo pagato.

Però se andate dal dottore e poi non seguite i suoi consigli è come quando venite da me e vi tenete i cadaveri in portafoglio anche quando vi dimostriamo, matematicamente parlando, che lo switch su altri prodotti è sempre conveniente, o ha un rischio minore e lo stesso rendimento o ha lo stesso rischio e un maggior rendimento. Il più delle volte ha addirittura un minor rischio ed un maggior rendimento!!

Noi non facciamo consulenza e non gestiamo i soldi di nessuno, il nostro compito è educarvi a conoscere lo strumento e a saper riconoscere quando una strumento cambia a livello di rischio o a saper utilizzare l’arte del confronto per poter scegliere i prodotti migliori che possano soddisfare il vostro profilo di rischio.

Purtroppo molti mi leggono per avere le dritte su cui investire, ma mi leggono tanto come leggono anche gli altri FinInfluencer che non ti spiegano quello che propongono o non fanno quanto meno un confronto con quello che offre il mercato; queste persone alla fine comprano un pò di quà o un pò di là (come se fosse un modo di diversificare) senza capire i pro o i contro dei loro acquisti.

Non sono certo questi i clienti o i lettori che noi andiamo cercando.

Noi vi forniamo tanta di quella formazione gratuita che vale molto più di tanti corsi a pagamento, SFRUTTATELA !!

Ma anche sulla formazione a pagamento abbiamo tanto da poter dire, alcuni abbonati ci hanno riferito di percorsi di formazione sulle opzioni da 5-10 mila euro (addirittura c’è chi ti dà la formazione per sempre al modico prezzo di 24.000€), purtroppo il mondo della formazione formazione sembra sia governato sempre più dal marketing che da seri contenuti didattici per cui se sei interessato ad approfondire il mondo delle opzioni stai molto attento a quello che gira sul web!!

 CHIAMAMI SENZA IMPEGNO

 

Alla prossima,

Giovanni Borsi