5 agosto 2024: inferno per le borse mondiali

 

Immortalare il lunedì nero del 5 agosto 2024 è doveroso per i posteri, seppur non servirà ad evitare l’ecatombe di conti azzerati per i margin call che hanno falcidiato trader più o meno esperti, più o meno longevi, più o meno rovinati. Il fenomeno della margin call, la famigerata chiamata a margine, è l’azione di recupero della liquidità che la banca adotta anche senza l’autorizzazione del cliente di procedere alla chiusura delle posizioni scoperte in opzioni nel momento in cui il saldo del conto non è più sufficiente a coprire le garanzie per tenerle aperte. In alcuni rari casi, come quello avvenuto proprio ieri sul mercato delle opzioni, i trader hanno vissuto situazioni di panico totale, sia per l’esplosione di volatilità che per l’assenza dei market maker indisponenti ad esporsi sui book per far chiudere le posizioni chiamate a margine. Sicchè nel momento meno opportuno, e senza la liquidità sufficiente per rimpinzare i saldi dei conti di trading, i clienti sono stati costretti a chiudere a prezzi folli. 

Per fare un esempio, opzioni su SP500 put deep otm hanno battuto il +1600% di vola, il che è sinonimo di ladrocinio indotto da chi dovrebbe essere lì a coprire la liquidità dei book, invece hanno approfittato del caos per distruggere portafogli senza giustificazione plausibile. Solo l’asset obbligazionario di alta qualità ha beneficiato di questo cataclisma finanziario, da non confondere con la classica capitulation dove tutti vendono tutto, niente affatto, è stato il volmageddon di cui si titolava non pù tardi di due settimane fa l’articolo settimanale di questa rubrica, e altre volte in tempi non sospetti. Magra consolazione, visto che la sottovalutazione delle cassandre e la sopravvalutazione della propria capacità predittiva offuscano anche le menti più preparate. Buffet si è liberato di una bella fetta di Apple, Bezos di azioni Amazon, Zuck che pure ha venduto azioni Meta, e via dicendo… 

Insomma, alla fine si scopre che le azioni erano care, ma non riuscivano a scendere, poi in una settimana il Nasdaq non si accontenta di fare -10% dai massimi storici, bensì accelera fino a perdere un altro 5% nella sola seduta di lunedì 5 agosto, diventando un’altra data che rimarrà negli annali. E siamo solo a martedì, bisognerà capire se si accontentano i mercati finanziari di questo storno o se affonderanno ulteriormente per sterminare i conti degli ottimisti ad oltranza, che finchè c’è vita c’è speranza, fino all’ultimo penny! Riassumendo qualche numero sul MIB40: da 34.000 di fine luglio a 30.500 di due giorni dopo con titoli in sospensione di volatilità, da togliere il fiato e far tremare le mani anche ai trader più navigati, che hanno ammesso di non aver mai visto valorizzazioni delle opzioni così fuori dalla realtà come in questa giornata da dimenticare.  

 

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