Abbiamo parlato spesso in passato delle problematiche collegate ai certificati che vengono messi in bid only, raccomandando massima attenzione quando si ha a che fare con emittenti che tendono ad usare quest’ “arma” in maniera spregiudicata.
Lo svantaggio più grande è che spesso, quando mettono i prodotti in bid only, tendono anche ad abbassarli di prezzo di 3/4 punti percentuali, rendendo dolorosa se non addirittura sconveniente un’eventuale vendita (e dunque riducendo il margine di manovra in portafoglio, specialmente per chi è molto attivo nella sua gestione personale).
Tuttavia in alcuni casi il bid only può anche ritorcersi contro l’emittente stesso, esaminiamo nel dettaglio cosa è successo con questo certificato nella speranza di darvi un’ottimo spunto didattico.
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IL CERTIFICATO DELLA SETTIMANA: DE000VD81VL8
Questa settimana abbiamo scelto un prodotto che normalmente non potrebbe mai attirare la nostra attenzione, ma che è molto utile per esaminare cosa può succedere quando un prodotto messo in bid only torna a quotare in lettera.
Il certificato in questione ha 3 sottostanti su 4 molto sopra strike e soltanto Stellantis a – 65% circa ovvero sotto barriera (strike 18,424 barriera 9,212).
Scade il 06 luglio data in cui se Stellantis chiudesse sopra barriera (ci vorrebbe un rialzo astronomico del 45% circa in un mese) potrebbe rimborsare 109,30 ( ha 4 cedole in memoria dell’1,55% e altre due da rilevare).
Come spesso accade, quando un certificato è prossimo a scadenza ed il worst of dista tanto dalla barriera, è facile che quoti molto vicino alla lineare (ovvero al prezzo di rimborso teorico in caso di prezzi fermi).
Tuttavia, se nel frattempo era stato ribassato di un paio di punti percentuali (quando lo avevano messo in bid only) è facile che il bid del Liquidity Provider quoti appunto ben sotto la lineare, rendendo di fatto estremamente sconveniente la chiusura anticipata della posizione; piuttosto avrebbe più senso hedgiarsi shortando il worst of nel quantitativo pari al multiplo del certificato, in modo da neutralizzarne i movimenti e “grattando via” almeno quei punti che distano dalla lineare.

Guardate infatti il certificato in oggetto, quotava 31,90 in bid only il 4 Giugno verso la chiusura, con Stellantis che quotava invece 6,39 circa.
A quel prezzo, il certificato avrebbe rimborsato (a scadenza) 34,68 (ovvero 6,39 diviso lo strike 18,424).
A dimostrazione del fatto che quotava ben sotto la lineare…
Ma cosa succede se all’indomani l’emittente ricomincia ad esporre lettera ma senza alzarsi nuovamente ai valori corretti ?
Praticamente questo:

Il certificato stava in sostanza quotando in lettera ad un prezzo inferiore alla lineare, naturalmente sono fioccati gli acquisti, proprio perché si poteva comprare il certificato e andare short del worst of assicurandosi un ottimo profitto praticamente certo.
Provo a spiegarvi meglio con numeri alla mano, innanzitutto il multiplo (di Stellantis) del certificato in questione è pari a 5,4288 (100/18,424 ovvero nominale/strike) vuol dire che avere 1 certificato corrisponde esattamente ad avere 5,4288 azioni Stellantis long (ovviamente in questo caso specifico in cui il worst of è sotto barriera ed è ben definito).
Prendiamo ad esempio chi ha comprato 1400 certificati a 33,10 alle 9:21, in quel momento Stellantis quotava 6,40 quindi il prezzo di rimborso (lineare) era pari a 34,73.
Comprare a 33,10 quindi dava un profitto (teorico?) di circa 1,63 euro per singolo certificato (2282 euro), ma come assicurarselo ?
Molto semplice, ricostruendo un esposizione short (direttamente sulle azioni o su un turbo short, si ottiene lo stesso risultato) di 7600 azioni (5,4288*1400).
In questo modo, a scadenza, si ottiene comunque il gain dato dallo sconto sulla lineare, ad esempio ipotizziamo che Stellantis a scadenza quoti 6,00:
- il certificato rimborserebbe 32,56 quindi si realizzerebbe un loss di euro 756: (33,10-32,56)*1400
- lo short avrebbe reso invece un gain di euro 3040: (6,40-6,00)*7600
Ergo un P/L finale di 2.284 euro, CVD.
In sostanza qualsiasi sia il prezzo di Stellantis (sotto barriera), il gain sarebbe sempre pari a 2.280 euro circa.
E se in via del tutto straordinaria Stellantis facesse un rialzo tale da tornare sopra barriera a scadenza ?
Ipotizziamo che quoti 10 euro a scadenza:
- il certificato rimborserebbe 109,3 quindi si realizzerebbe un gain di euro 106.680: (109,3-33,10)*1400
- lo short avrebbe invece generato una perdita di euro 27.360: (6,40-10)*7600
Ergo un P/L finale di 79.320 euro, un bel biglietto della lotteria, non trovate ?
Complimenti a chi ha saputo cogliere l’operazione per tempo offrendoci un ottimo esempio, ancora una volta, di come la complessità tecnica dei certificati possa offrire occasioni di grande vantaggio a chi sa padroneggiare questa affascinante quanto complessa materia.
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Ma soprattutto ci sentiamo in dovere di ringraziarli perché è anche grazie al confronto quotidiano con ciascuno di loro se riusciamo a scovare certe perle.
Alla prossima,
Giovanni Borsi e Vito Morreale

