La società in sintesi
Mediobanca S.p.A. è un importante gruppo finanziario italiano, fondato nel 1946 a Milano. Storicamente specializzata in attività di investment banking, la società si è evoluta ampliando le sue aree di business, includendo wealth management, consumer credit e servizi bancari tradizionali. Mediobanca è conosciuta per il suo ruolo di rilievo nelle operazioni di fusione e acquisizione, nella consulenza finanziaria e nel corporate lending, oltre che per la gestione di patrimoni attraverso la sua controllata CheBanca!. La banca è quotata sul mercato Euronext Milan ed è considerata un attore chiave del sistema finanziario italiano, con una significativa presenza internazionale.
Principali azionisti:

Indicatori economici

Azioni in circolazione: 826,6 Mln
Capitalizzazione: 13,56 Mld
P/E: 10,7
Dati da www.investing.it
Analisi tecnica

Le azioni Mediobanca, hanno registrato una performance positiva di poco superiore al 25% nel 2024, nonostante le escursioni di volatilità verificatisi nell’anno.
Il titolo quota attualmente al di sopra della media mobile a 200 periodi ed ha rotto di recente l’ultimo massimo di periodo, importante monitorare come si comporteranno ora i prezzi.
L’indicatore RSI, ampiamente sopra 50 segnala una fase di forza del titolo che potrebbe anche essere interpretata come una situazione di ipercomprato che potrebbe dunque portare a successive correzioni dei prezzi.
Primo supporto a 16,185 €, ex resistenza del titolo.
Secondo supporto a 15,04 €.
COMMENTO DI GIOVANNI BORSI ALLA PROPOSTA DI OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO)
Difficilmente si potrà vedere la fine di questa nuova operazione straordinaria in breve tempo, ma la notizia non fa che confermare che siamo nel pieno di un risiko bancario su larga scala.
Ricordiamo le principali operazioni annunciate:
- Unicredit compra il 9% di Commerzbank per 1,5 miliardi di euro
- Banca Generali lancia Opa su Intermonte
- Unicredit lancia OPS su Banco Bpm
- Banco Bpm lancia Opa su Anima
Nel frattempo, le Banche europee più attive in Italia sono quelle che hanno una sede e un bilancio italiani, ossia Credit Agricole e Bnp Paribas.
Credit Agricole ha già una quota significativa in Banco Bpm ed è sicuramente la più attiva in Italia tra le banche oltre confine (dopo l’acquisizione delle 3 Cassa di Risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato effettuata nel 2017 e l’ultima acquisizione con Creval nel 2021) e potrebbe essere pronta a qualche altra acquisizione, così come potrebbe creare una banca internazionale con Banco Bpm o al contrario stare dalla parte di Unicredit per sostenere l’operazione di Orcel sul Banco Bpm.
Ricordiamo che Unicredit fa già affari con Credit Agricole visti gli accordi commerciali con Amundi, ceduta ai tempi di Mustier proprio ai transalpini.
In attesa dell’esito delle elezioni tedesche del 23 febbraio 2025 (il governo di Berlino ha ancora il 12% di Commerzbank), delle reazioni nei prossimi giorni dei vari Cda delle banche coinvolte, in attesa dei dati di fine anno che verranno comunicati il 5 febbraio (Bmps) e l’11 febbraio (Mediobanca) vedremo se ci saranno altre dichiarazioni che muoveranno questi titoli.
Certo che sorprende la mossa di Lovaglio su Mediobanca, nessuno si poteva aspettare che Bmps da preda potesse diventare predatore, addirittura nei confronti di una Banca che capitalizza circa 1 volta e mezzo Bmps.
Personalmente ritengo che il piano proposto da Lovaglio, che sicuramente ha l’appoggio dei principali azionisti Caltagirone e Delfin (famiglia Del Vecchio) che sono anche i principali azionisti di Mediobanca e Generali, sia stata ben studiata e possa portare a straordinari risultati economici.
Al contrario di quanto leggo sui giornali, ritengo l’operazione proposta da Bmps una delle migliori operazioni di integrazione degli ultimi vent’anni; la politica è defilata e ha solo dato l’ok all’operazione.
I soci industriali non sono certo investitori che fanno investimenti per interessi politici e per la prima volta nella sua storia Bmps sta lavorando bene e senza seguire gli interessi di partito; troppi soldi sono stati sprecati nell’ultimo ventennio ed ora mi aspetto che il 5 febbraio vengano presentati risultati straordinari che sanciscano in modo definitivo l’uscita dal tunnel e la concreta fattibilità dell’operazione proposta su Mediobanca.
Per far fallire l’operazione, che sicuramente trova il sistema contro, perché Bmps e Mediobanca insieme potrebbero dare molto fastidio ai colossi che dominano attualmente la scena in Italia, potremmo vederne delle belle, anche una potenziale Opa su Bmps, perché no!!
La banca che sino a qualche anno fa nessuno voleva, oggi finalmente sotto i riflettori per qualcosa che la vede protagonista in positivo, sia come margini di profitto, che come capacità di porsi al centro di iniziative come quella su Mediobanca.
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