Jackson Hole ed altri ameni “non event”

 

Purtroppo, gira e rigira, specie negli ambienti finanziari ed economici, è tutto, o quasi, un rincorrersi di aspettative, mezze verità, notizie taciute o evidenziate all’occorrenza di chi ha gioco facile e di comando sull’indirizzare l’opinione pubblica verso interessi tendenziosi e profittevoli per poche nicchie. La Storia insegna questo, checchè se ne dica, non potrebbe essere diversamente, il Grande Gioco Globale è un’autentica e sublime ricapitolazione, fin dai tempi antichi, seppur nelle ovvie forme più sofisticate dei tempi correnti. Non fa eccezione l’ennesimo “non event” di Jackson Hole, non si muove una foglia che l’Establishment non voglia, perchè nell’anno delle presidenziali americane parlare di taglio dei tassi è sempre tabù, ed anche a questo giro figurarsi se Powell si espone, sia mai! Il contrario di quanto sta insistendo a dire il mercato dei bond che pompa in area massimi, scontando ribassi dei tassi molto più accentuati di quanto non venga pronosticato dalla stanza dei bottoni. 

Questo è l’ennesimo bluff che conferma l’incongruenza estremizzata tra economia reale e quotazioni di mercato, che per lo più vengono stressate per almeno l’80% da algoritmi e trading ad alta frequenza, senza sentimento e appunto per questo non riconoscono, o sono programmati per ignorare l’eccesso e la confidenza che sia tutto regolare. D’altronde sul biglietto verde domina incontrastato “IN GOD WE TRUST” minaccioso verso chiunque mai osasse mettere in dubbio questa associazione: “dio&denaro”, un binomio indivisibile. Sicchè, non resta che stare al gioco e sperare di non svegliarsi un bel giorno, bastando un click o un bug, con la giustificazione riposta ad arte per il -12% del Nikkey o la pandemia 2020 o il crollo delle Dot.com o l’11/09 o la crisi dei Subprime, e chi più ne ha più ne metta, giusto per dimostrare che l’apparenza inganna e a volte arriva a coinvolgere anche persone non necessariamente “impegnate” negli investimenti diretti. 

Finita la lunga nota di avvertenze, probabilmente interpretata come aria al vento, ma utile almeno ai posteri, due parole sulla settimana appena conclusa che ha visto un consuntivo di ulteriore recupero positivo del +1,84% con il MIB40 che ha chiuso le contrattazioni a 33.650, azzerando la negatività di agosto. Settimana prossima la regina incontrastata e più attesa dell’anno sarà Nvidia che presenterà le trimestrali e soprattutto le prospettive future del suo business, questo sì che sarà un vero “drive event”, quindi occhi puntati sul 28 agosto sera, post chiusura delle contrattazioni americane. Sarà come un terno al lotto, da cui uscirà un esito che influenzerà tutti i mercati finanziari mondiali, nel bene e nel male. I massimi storici sono circa il 10% più in alto delle quotazioni attuali, quindi anche solo per l’attrattiva ad un doppio massimo storico è più probabile che non una delusione delle aspettative. Sicuramente non è saggio andar contro alla forza in atto sul titolo più chiacchierato da un anno a questa parte, seppur le quotazioni esprimano sopravvalutazione.

 

Per rimanere aggiornato puoi sempre seguirci anche sui canali Instagram, Facebook e LinkedIn o iscriverti alla newsletter ottenendo diversi servizi in omaggio.

VOGLIO ISCRIVERMI ALLA NEWSLETTER