Una delle sottigliezze più importanti ed utili da acquisire quando si parla di certificati è la capacità di saper analizzare correttamente tutte le caratteristiche di un certificato con l’obiettivo di ottenere una buona comprensione di come i prezzi potrebbero reagire alle sue variabili principali.

In sintesi, avere la “percezione” corretta del rapporto rischio/rendimento.

Noi di GB Investing riteniamo che per valutare la bontà di una struttura esistano due possibilità:

  • quella di fare analisi basate su simulazioni matematico/statistiche molto complesse; strada sicuramente ostica se non impossibile anche per l’investitore medio/alto.
  • quella più rapida ma altrettanto efficiente, il confronto con strutture più o meno similari presenti sul mercato; a tutti gli effetti un’arte che richiede esperienza ma che con il giusto impegno può essere acquisita da ognuno di noi nel tempo.

Veniamo adesso al certificato della settimana e che sia proprio il confronto a guidarci nella sua valutazione di merito.

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IL CERTIFICATO DELLA SETTIMANA: DE000VJ62CU6

Questa settimana abbiamo scelto un prodotto emesso a febbraio e con scadenza residua di 10 mesi circa.

 

Il prodotto offre un rendimento cedolare del 2% al mese condizionato al trigger cedola 60%, barriera capitale a scadenza di tipo europeo posta anch’essa al 60%.

Ottima struttura autocall che parte da luglio con trigger 100% per poi scendere rapidamente del 5% al mese, il mix aggressivo-difensivo che prediligiamo e che ha più volte dimostrato di contribuire alla frenata dei prezzi in caso di moderata discesa di qualche sottostante.

In questo modo, nel momento in cui scrivo, si dovrebbero prendere almeno 4 ricche cedole del 2% prima di un’ipotetico rimborso a luglio, ma possibilmente molte di più se qualche sottostante dovesse tornare sotto strike entro luglio.

Infatti al momento tutti i sottostanti sono sopra strike, BMPS +2%, Stellantis + 7% ed STM a +50% vista la sua recente salita vorticosa.

Oggi 24 aprile rileva la cedola (che avrà in pancia anche lunedì 27) e quota in lettera 102, praticamente come se si prendesse a 100 tondi.

Penso siano evidenti i motivi per cui riteniamo sia un prodotto interessante.

  • lo si prende praticamente sul nominale con uno dei 3 sottostanti diventato (almeno per il momento) quasi ininfluente (STM)
  • sono passati già due mesi dall’emissione ed è dunque più vicino all’attivazione dell’autocall step down
  • il prezzo che da martedì tornerà in area 100 con i titoli sopra strike e la volatilità aumentata (ricordo che è stato emesso prima dell’avvio delle ostilità tra Iran e Usa) significa anche che ha già spesato gran parte delle commissioni implicite

N.B: il kid non è molto attendibile se riporta ancora i dati di emissione, ma sappiamo quanto sia inaffidabile per cui è sempre meglio affidarsi al confronto.

Come prodotti simili adatti al confronto stavolta abbiamo scelto il XS3305586797 ed il NLBNPIT303O4.

Intanto presentano due kid diametralmente opposti come costi: chissà Bnp sotto quali voci li fa ricadere perché è impensabile che lavori gratis!!!

Il XS3305586797 ha come worst of Unicredit, mentre il NLBNPIT303O4 ha Stellantis a -5%. Entrambi hanno Leonardo a -8% circa.

Il DE000VJ62CU6 scade fra 10 mesi, mentre il XS3305586797 fra 18 mesi ed il NLBNPIT303O4 fra 36 mesi.

Il primo ha step down del 5% al mese a partire da luglio, il secondo del 2% al mese anch’esso a partire da luglio anche se parte dal 95%, mentre il terzo step down dell’ 1% al mese a partire da ottobre. In pratica il primo recupera in fretta il secondo (già da settembre 90% contro i 91% del secondo, distanza che da ottobre in poi tende ad allargarsi notevolmente).

Il primo rende il 2% al mese e quota 102 ma si compra praticamente a 100 se consideriamo la cedola in pancia, il secondo rende il  2,03% al mese e quota 100,40 ma rileva fra 20 giorni ed il terzo rende 1,78% mese e quota già 100,80 con la prima rilevazione che sarà fra un mese.

In sintesi il DE000VJ62CU6 ha una configurazione attuale migliore in termini di distanze da strike dei sottostanti, scadenza inferiore, rendimento superiore (o uguale rispetto al secondo) ed una struttura autocall più rapida degli altri due ma che comunque ti garantisce almeno 3 mesi di laute cedole.

Ma sono la scadenza a soli 10 mesi (che rende un barriera 60% migliore di un barriera 50% a due o 3 anni) ed anche le 3 cedole di maggio-luglio-agosto prima di un’eventuale autocall ad essere il vero plus del prodotto: ben venga che non rimborsi subito, tanto difficilmente lo avrebbe fatto con l’avvicinarsi del dividendo di Bmps.

Anzi, c’è quasi da sperare che Bmps non recuperi il dividendo così da arrivare a prendere altri 2-3 mesi di cedole e a quel punto, con la scadenza oramai a soli 3-4 mesi, anche un -20% da strike eventuale di Bmps non farebbe certo paura. Ricordiamoci che se Bmps va a -20% da strike è molto meglio avere un certificato che scade dopo 3 mesi che uno che scade dopo un anno e mezzo con magari uno o due altri dividendi da scontare.

Basta vedere il IT0006771825 ad alto rendimento con 2 titoli a -20% che vale ancora 1000 a 6 mesi dalla scadenza con barriera 60%, quando lo stesso emittente sul IT0006771452 sempre con Stellantis a -20% e barriera più profonda posta al 50% ma durata più lunga di un anno vale 920-930.  Ma di questi esempi ne potremmo vedere tantissimi e spesso con lo stesso risultato.

Sarà anche vero che se la scadenza è più lunga c’è più possibilità di rivedere salire il sottostante, ma è pur vero anche il contrario, ossia che c’è più possibilità di vedere il sottostante andare ben più giù e se avete aspettato a switchare oramai non avete più scampo se non sperare negli anni che mancano per vedere un recupero di prezzo.

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Alla prossima,

Giovanni Borsi e Vito Morreale