Come gentilmente richiesto da un utente della nostra community su Telegram – uno spazio gratuito dove condividiamo una selezione ragionata di certificati d’investimento da tenere sotto osservazione – oggi Biagio Spinelli vi propone una bella analisi del FTSE MIB 40.



Giornata storica per Piazza Affari.

Il FTSE MIB, principale indice di riferimento della Borsa italiana, ha chiuso in rialzo dell’1,24% a 44.438,88 punti. Con questo movimento, l’indice ha superato il massimo registrato nel maggio 2007, cancellando così tutte le perdite accumulate durante la crisi finanziaria globale dovuta ai subprime e riportandosi sui livelli più alti dal febbraio del 2001.

 

La chiusura sui massimi di giornata, accompagnata da un ampio range di contrattazioni, secondo solo a quello del 10 aprile scorso, in piena crisi tariffaria, lascia ben sperare per una prosecuzione del trend rialzista nelle prossime settimane.
Un segnale che smentisce, ancora una volta, i numerosi profeti di sventura che da mesi annunciano crolli imminenti, puntualmente smentiti dai fatti.

L’analisi grafica è inequivocabile: negli ultimi tre mesi il DAX si muove in una congestione laterale di medio periodo, mentre il FTSE MIB mostra una struttura di massimi e minimi crescenti, sostenuta da un momentum positivo e da una forza relativa in netto miglioramento.

Il nostro indice da inizio anno sovraperforma lo Stoxx Europe 600 con un progresso del +30%, contro il +13,7% del benchmark continentale.
La crescita del listino milanese è superiore anche a quella del DAX tedesco (+21%), del FTSE 100 britannico (+21%), del CAC 40 francese (+10,5%) rimanendo appena dietro all’IBEX 35 spagnolo (+41,3%).

 

BANCHE PROTAGONISTE DEL RALLY

La struttura settoriale dell’indice spiega in parte la forza relativa del mercato italiano.
Le banche, che pesano per circa il 39% del FTSE MIB, hanno trainato i rialzi grazie ai buoni fondamentali, ai margini record derivanti dai tassi elevati e al fermento legato al “risiko bancario europeo”.
In questa fase, le nostre banche si sono affermate come vere protagoniste e non più semplici spettatrici del consolidamento continentale.

Tra i titoli migliori da inizio anno spiccano Telecom Italia (+101%), Iveco Group (+97,3%), Leonardo (+92,6%), Banca Popolare di Sondrio (+89,8%) e Italgas (+85,1%).
Ottime anche le performance dei big: UniCredit (+72,9%), Intesa Sanpaolo (+51,4%) ed Enel (+30%).
Più debole invece Ferrari, quarta società per capitalizzazione, che arretra dell’11,7%.

Sul fronte opposto, le peggiori performance del listino sono firmate da Amplifon (-41,7%), Diasorin (-39,6%), Stellantis (-26,3%), Nexi (-23,1%) e Inwit (-15,1%).

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A presto.

Biagio Spinelli