Con lo scoppio della guerra all’Iran ci siamo messi alla finestra in un primo tempo, niente turbo short a copertura, ma semplice studio del mercato per andare a trovare soluzioni di switch intelligenti. La volatilità ha portato a situazioni diverse a seconda degli emittenti e solo chi ha osservato il formarsi dei prezzi ha saputo cogliere certe occasioni.
Devo dire che pochi come noi ne hanno saputo approfittare: il mercato si è riempito di certificati su indici e/o certificati di nuova emissione con barriere profonde (del resto, se il mercato chiede quello, l’industria finanziaria riempie il mercato di sponsorizzate che ti propongono quello che vuoi, non quello che sarebbe meglio per un investitore intelligente), perdendo una grandissima occasione di fare performance, anche con prodotti che ancora avevano grande protezione.
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Un esempio su tutti lo abbiamo dal certificato IT0006772997 preso a 894 il 2 aprile, venduto sopra al prezzo di rimborso a 1012.93 il 16 aprile, ricomprato a 959.75 il giorno successivo per poi venderlo di nuovo (era in bid only) dopo 5 giorni a 985 e chissà magari lo ricompreremo ancora (vale 955 ed è tornato a fare bid e ask).
Tante cose accadute su un unico certificato in uno spazio di tempo molto ristretto, ma dai movimenti di questo certificato si possono trarre tanti insegnamenti:
- il professionista capisce che con un titolo a -20% e barriere al 35% un certificato come il IT0006772997 non può valere meno di 90 se non per la volatilità del momento; così come quello su Hertz (Hertz a -20%) DE000VJ1G554 non poteva valere meno di 80 con il rendimento e la struttura che aveva (pensate che è stato rimborsato a 102.50!! per un 28% in un mese).
- il professionista non compra un certificato su indici non a sconto anche se rende 1.25% mese se quello può essere il suo max rendimento in caso di rimborso dopo un mese, piuttosto compra un vecchio certificato su indici che quota 95 ed ha un’ottima struttura di stepdown come quelli emessi da Unicredit a gennaio, ma l’industria finanziaria deve venderti i nuovi che rendono di più mensilmente (per via della volatilità) ma di meno se si simula un eventuale rimborso anticipato.
- il professionista dà un occhio tutti i giorni al prezzo di mercato e deduce (prima ancora che possa succedere) quello che potrebbe succedere, come sono riuscito a vendere il 554 sopra al prezzo di rimborso, ho subito pensato che se capitava la stessa cosa sul 997 era da essere già nel book (alle 9:42 non era ancora arrivato a fare prezzo).
Certi errori di prezzo si ripetono nel tempo e spesso avvengono nelle date di rilevazione (quando è probabile l’autocall e/o è in bilico) o in occasione delle date successive.
Questo è stato uno dei casi che abbiamo evidenziato: è sì un certificato su indici (che noi non amiamo) ma, avendo ricevuto in regalo la cedola del 2% (di fatto un 1% ripaga dello spread e l’altro 1% è regalato) posso sempre farlo fuori per prendere qualcosa di meglio (se lo vendessi a 975 farei comunque un 1,5% in meno di 2 settimane). - il professionista non cerca necessariamente uno switch allo stesso prezzo della vendita, ma guarda che il prodotto sia migliorativo di quello che vuole vendere come è stato nel caso del CH1491786716 venduto a 857 per passare sul CH1550415223 comprato a 1002 (migliore cedola, migliore barriera, migliore step down); in questo caso il mercato è sceso ma il 716 oggi vale 768 in denaro (-89 punti) mentre il 223 vale 972 lettera (-30 punti) per cui lo switch ora mi costerebbe quasi 56 punti in più (sarebbero 60 ma c’è stato uno stacco di una cedola settimanale sul 716).
- il professionista può decidere di fare uno switch anche solo per migliorare il proprio portafoglio, ovvio che in ogni switch devo sempre tenere conto anche del costo dello spread, quindi deve esserci un miglioramento evidente nel certificato che vado a preferire.
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Ecco allora un bell’esempio che mi viene fornito da questi due certificati.
Il certificato CH1491774183 è nei nostri portafogli modello, vale 937-947 e ha già pagato 6 cedole pari a un 9,798%, e non è certo a rischio pur avendo il titolo Renault a -16% e l’autocall al 90% ma avendo messo sott’occhio questo bonus cap DE000UG81PY8 che scade il 18 giugno e ha barriera simile (anche se continua), costa 102.5 e rimborserebbe 109 ho fatto questo ragionamento:
Se vendo a 937 il Leonteq e compro a 102 il bonus cap di Unicredit al 20 giugno cosa potrei ottenere:
- in caso di forte risalita di Renault potrebbero rimborsare entrambi e con Leonteq incasserei 63 punti in più della vendita e 2 cedole dell’1,63% ossia più di 9,5 punti mentre col bonus avrei sempre e solo 6.5 punti del differenziale di prezzo;
- nel caso Renault stia ferma incasserei due cedole dal certificato di Leonteq (più una probabile risalita di prezzo di 1 o 2 punti del certificato) e potrei ipotizzare dunque un +5% circa contro un 6.5% del bonus cap;
- nel caso Renault perda un 10% e vada a 27€ (non credo possa perdere di più in assenza di trimestrali) il certificato di Leonteq potrebbe perdere anche un 6-7% sul prezzo alleviato in parte da due cedole dell’1,63%, mentre il bonus cap andrebbe sempre a rimborso a 109 pagando i fatidici 6.5 punti di gain;
- solo nel caso Renault arrivi a perdere oltre il 20% potrei correre il rischio che mi salti la barriera, ma non essendoci trimestrali di mezzo ritengo che sia abbastanza improbabile, soprattutto che questo avvenga con una forte apertura in gap down, perchè in caso contrario posso sempre decidere di venderlo prima della scadenza (se non mi dovesse più lasciare tranquillo).
Quando ci si trova in questa situazione è sicuramente più facile prendere una decisione, non si ha l’ansia di avere un prodotto in difficoltà per cui si può anche non prendere alcuna decisione, occorre comunque sempre fare le considerazioni che io ho fatto, ossia le simulazioni di scenario intermedio e i pro e i contro di ogni scenario.
Mio parere personale è che difficilmente Renault farà un nuovo minimo (26.87€ circa il minimo fatto il 23 marzo) o un nuovo massimo (sopra 32.83€ fatti con la trimestrale del 23 aprile) per cui ritengo conveniente effettuare lo switch, magari a prezzi migliori qualora le nuove minacce di dazi di trump impattassero negativamente sul mercato dell’auto.
Con gli switch dell’ultimo mese si sono già recuperate le perdite effettuate su Stellantis a febbraio e forse proprio il certificato CH1491774183 è uno dei peggiori rimasti in portafoglio (ma non generebbe una perdita) e sul portafoglio modello del servizio a pagamento stiamo già quasi a zero come rendimento nei primi 4 mesi spesando tutto quello che di peggio potevamo spesare, a dimostrazione che forse è meglio essere più attivi che passivi.
Questo è il nostro lavoro: trovare prodotti interessanti da condividere con i nostri abbonati, spiegarne le caratteristiche e confrontarli con altri prodotti simili, oppure fare il percorso inverso, il nostro abbonato ci dice cosa vuol comprare e noi gli commentiamo il prodotto e se ce ne sono dei migliori con quelle caratteristiche lo educhiamo al confronto.
Una grande attività di formazione, un grande lavoro di squadra.
Se sei un passivo che non sa chiudere un’operazione in perdita rifletti se sei sulla strada giusta, se hai capito di avere sbagliato e vuoi cambiare approccio ci troverai estremamente disponibili, se invece pensi “compro scadenze lunghe perchè se va male c’è più tempo per recuperare” evita pure di contattarci per sottoscrivere un abbonamento, ne abbiamo viste già tante di perdite enormi su prodotti con barriere lontanissime e gradirei evitare di perdere tempo prezioso per spiegare concetti matematici a gente che non è disposta ad accettare un approccio diverso.
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Alla prossima,
Giovanni Borsi e Vito Morreale


