3 Dicembre 2023 Borsino

Splende Piazza Affari, MIB40 sfiora 30.000 (+1,69%)

 

Si corona una splendida aspirazione a Piazza Affari, raggiungere i massimi storici dell’indice sintetico total return (reinvestendo i dividendi) è sicuramente un evento da incorniciare, a dispetto della narrativa che ha spesso snobbato il MIB40, considerandolo un indice di seconda serie. Ha indiscutibilmente favorito questo 2023 epico il contributo del settore bancario, con Unicredit (+90%) e Intesa (+28%) oltre alle popolari che però capitalizzano molto meno. Ma non solo, vanno annoverati in particolare Ferrari (+64%) e Stellantis (+51%), rispettivamente settore lusso e automotive, oltre alla tecnologia di Stm (+33%). Completano l’elenco delle “Big 7 italiane” Enel che performa +30% mentre il minor contributo da underperformer è attribuito a Eni con solo un annuale del +15%  considerando che l’indice di cui fa parte è a +26% (al netto dei dividendi!). 

Finalmente si realizzano i repentini ridimensionamenti dei rendimenti obbligazionari che avevano fatto traballare persino i blasonati fondi pensionistici, arrivati ad annoverare perdite in conto capitale, mark to market, spaventosi, mai visti prima, sia riguardo alla breve che alla lunga duration di portafoglio in bond investment grade. Beneficia di questo panorama dei tassi al ribasso anche l’oro che allunga verso i massimi storici e potrebbe superarli in virtù del contesto economico in rallentamento, oltre ad una possibile ritrovata correlazione inversa con il dollaro americano, che comunque vada mantiene forte l’oro essendo appunto denominato in $. Il Bitcoin è lanciatissimo verso la soglia tonda dei 40.000$ e farà sempre più parlare di sé considerando che entro il prossimo trimestre verrà autorizzata dalla Sec la negoziazione del relativo etf regolamentato. 

Verrebbe da dire che piove sul bagnato, una cascata di notizie che premiano qualsiasi asset, tanto da non far presupporre alcun timore per prospettive che turbino la bambagia degli investitori. Eppure è proprio in questo contesto che occorre stare in campana perchè scenari simili in passato sono stati scossi da inversioni partite in sordina e dimostratesi poi sottovalutate. E’ un anno verosimilmente irripetibile, ancora più probabile per il fatto che l’anno successivo statisticamente non può essere eguagliato, anche se va ricordato che il 2024 sarà l’anno delle elezioni per il secondo mandato democratico e faranno di tutto in USA per non presentarsi con problemi economico-sociali che impediscano di cedere ai repubblicani il mandato. Pertanto, sbagliata da tutti l’interpretazione prospettata per il 2023, salvo eccezioni, potrebbe essere il 2024 a farne le spese in negativo, almeno nel primo semestre, per quanto ancora non espresso nelle quotazioni  finanziarie relativamente al rallentamento economico in atto.   

 

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