20 Gennaio 2022 Certificati

LO SCATTO DEL SETTORE ENERGETICO E DELLE COMMODITIES: 3 AZIONI DA MONITORARE PER IL 2022

Mentre molti economisti si stanno focalizzando sull’inflazione che nell’ultimo reading di dicembre ha segnato +7%, ai massimi degli ultimi 40 anni in America, e sulle future mosse delle FED, le Materie prime stanno letteralmente volando, sovraperformando tutti gli altri settori.

Da una parte abbiamo Il NASDAQ che segna il peggior inizio anno dal 2008 con una perdita di oltre il 4% e l’S&P 500 archivia in rosso le prime due settimane dell’anno con un quasi -2%; dall’altra abbiamo il Settore Energetico che chiude con un +16% in sole 2 settimane!

Dopo aver segnato la miglior settimana da ottobre, il Petrolio registra un +12% nel 2022 e chiude sopra gli $84 a barile; ancora meglio fa il Natural Gas che chiude a $4.22 stampando un +13%, anche se con una volatilità che nel 2021 è stata da brividi.

Molto bene stanno facendo anche tutti i Metals legati all’esplosione del settore elettrico in campo automobilistico: Il Litio fa registrare un +18% in sole due settimane il Nichel +8%.

Trainati dal balzo di queste Materie Prime, il Commodity Research Bureau Index (CRB), l’indice principale che misura l’andamento di questo mercato e che consiste di ben 19 Commodities segna già un + 5.62%.

Proprio qualche giorno fa, Vitol, la più grande Trading House Indipendente al mondo, afferma come i prezzi del petrolio siano giustificati da una domanda molto forte e un’offerta in difficoltà.

Anche il forte backwardation (ossia un prezzo più elevato per il contratto spot rispetto al contratto futuro) sembra giustificato da una situazione economica che rimane relativamente forte e da una situazione Covid in forte ritirata (questa volta sembra definitiva).

Salgono anche le piattaforme petrolifere attive in America nell’ultima settimana portando il numero totale a 601, segno che secondo molti il prezzo del petrolio è destinato ulteriormente a salire.

Arrivano già i primi analisti a suggerire che entro la prima metà dell’anno il petrolio potrebbe raggiungere i $100 in scioltezza, spinto anche dalla domanda cinese che nonostante al momento abbia una politica di “tolleranza zero” per il Covid e questo fatto sta leggermente incrinando la domanda, dovrebbe continuare a crescere tornando sui livelli piuttosto elevati.

Unica incertezza è rappresentata dagli USA che, avendo annunciato l’immissione di 50 mln di barili per cercare di frenare il prezzo della pompa di benzina, potrebbe nuovamente far ricorso alle loro riserve per calmare la corsa dei prezzi.

Al coro si aggiunge anche Goldman Sachs che in una nota sostiene come il settore delle materie prime sia entrato dal 2020 in un mega ciclo al rialzo che potrebbe durare anche 10 anni; inoltre ha sottolineato che storicamente le materie prime hanno sempre offerto uno scudo in caso di inflazione elevata e strutturale.

La strategia migliore potrebbe essere quella di puntare sulle società energetiche che distribuiscono ricchi dividendi.

Exxon Mobil nonostante abbia già segnato un +53% nelle ultime 52 settimane, rimane particolarmente interessate con un dividendo atteso del 5.15%, e solo nelle ultime 2 settimane è tornata al prezzo Pre-Covid-19.

Forse un po’ cara rispetto alle altre, ma comunque interessante rimane Conoco Phillips che ha corso tanto nell’ultimo anno spingendo il titolo addirittura a un +80% ma rimane una delle regine dell’energia e attualmente dovrebbe distribuire un dividendo del 2.34%.

Forse il titolo più interessante è Rattler Midstream quotato al NASDAQ che fornisce servizi ad una delle più grandi società di Shale, ossia Diamondback Energy in USA.

È una società molto dinamica che ha tagliato fortemente i costi nell’ultimo anno per sostenere il business e garantirsi un cash flow importante.

Archivia l’ultimo anno con quasi un +20%, ma rimane molto interessante per il suo dividendo atteso che, a meno di cambiamenti imprevisti, dovrebbe attestarsi ad un 8.29%.

Il tutto considerando che il mercato non prezza alcun rischio geopolitico.

Ma l’anno è appena iniziato e tra Russia, Cina e Medio Oriente, il rischio diventa sempre più elevato.

In caso di un aumento delle tensioni, il petrolio rimarrebbe uno dei porti paradossalmente più sicuri. E profittevoli.

Angelo Ciavarella

 

Cogliamo l’occasione per segnalare un certificato che ci sembra decisamente interessante, forse uno dei migliori emessi in questo inizio 2021:

Codice Isin: IT0006749458 phoenix memory dividend emesso da Smart Etn scadenza 5 anni

 

Ha tante caratteristiche vincenti:

  • Barriera profonda 60%
  • Cedola mensile 1,1458%
  • Prezzo a sconto grazie alla volatilità del momento su Edf
  • Strike e barriere bassissimi su Edf ed Enel
  • Trigger autocall decrescente ogni 6 mesi
  • La scadenza lunga in questo caso è un vantaggio perché la volatilità è molto alta e dovrebbe rientrare, tanto da assorbire un eventuale storno dei titoli petroliferi (sui massimi ma in trend positivo di lungo termine) che potrebbe per assurdo invece favorire Edf ed Enel alle prese coi rincari delle bollette.

Per cui un rendimento che sfiora il 15% annuo con queste barriere è decisamente interessante per chi ama la strategia buy and hold.

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