10 Dicembre 2021 News

Lo scenario dei mercati finanziari è cambiato drasticamente con l’arrivo del Covid, infatti da 18 mesi siamo praticamente sempre a rialzo.

Gli 80 miliardi di dollari messi sistematicamente in acquisto dalla FED sui bond governativi ogni mese, ne ha schiacciato a tal punto i rendimenti, da renderli “irricevibili” per la gran parte degli investitori, specie in ragione della galoppante inflazione.

Così, questi ultimi hanno dovuto rivolgersi per forza al “casello secondario” delle azioni, visto che quello principale (i bond) risultava “chiuso al traffico”.

Ciò ha generato una crescita abnorme del valore dei titoli e di conseguenza dei principali indici, sino a farli disallineare completamente da parametri fondamentali plausibili. Si tratta di inflazione finanziaria, che si manifesta quando si acquista un bene “finito” (le azioni), con una liquidità che invece continua a crescere a dismisura.

Qual’è quindi l’esito? Borse principali senza più relazione con le economie sottostanti e grafici dei listini sempre più somiglianti ai bilanci delle banche centrali. Finché verrà pompata liquidità nel sistema, i mercati avranno linfa per salire.

Per comprendere meglio la portata della distorsione, basta osservare che indici di Small Cap come il Russel 2000, sono rimasti al palo nel 2021, mentre S&P500 e Nasdaq hanno macinato massimi dopo massimi storici.

Per usare un esempio, si potrebbe dire che le Borse attuali stanno all’economia reale, come il wrestling sta allo sport. Visto però che quest’ultimo è in realtà spettacolo, potremmo definire tale anche l’andamento dei mercati. Sarebbe così più facile accettarne gli eccessi.

Consapevoli di questo, ci siamo goduti lo spettacolo e dovremo continuare a farlo, finché ci sarà “momentum”. A lungo, è bastato comprare a caso per diventare fenomeni e seguire le mode ha “pagato” alla grande, a dispetto di multipli senza senso. Non c’è però critica in tutto ciò, perché nessuno può essere biasimato se fa soldi e questo è da tempo il modo migliore per riuscirci.

Chi invece avesse adottato negli ultimi 18 mesi l’abituale, saggia e classica strategia di investimento, basata sul mix tra analisi fondamentale, osservazione dei grafici (per trovare il miglior Market Timing) e attenzione ai cicli della macroeconomia, potrebbe essersi trovato annichilito e in grande difficoltà coi risultati.

Da qualche settimana però la musica sembra un po’ diversa. Il “Tapering”, cioè la riduzione graduale della liquidità immessa nel sistema, ha portato maggiore nervosismo sui mercati e con esso maggiore volatilità.

Serve già oggi alzare l’asticella nel selezionare cosa comprare, perché il Market Timing sta lasciando più spazio allo stock picking, cioè alla capacità di scegliere.

Chi ha fatto bene sin qui, dovrà presto fare sue le doti del camaleonte. Già sull’ultima discesa, basarsi unicamente sul “Buy On Dip”, cioè la tecnica di acquistare qualsiasi ritracciamento, avrebbe prodotto ben due falsi segnali, prima del verificarsi una vera reazione. Già solo per questo motivo, sono in molti ad essere rimasti incastrati alle prime avvisaglie…

Occorre quindi essere preparati ad affrontare una fase che non porterà a crolli, ma che metterà alla prova i trader meno abituati alla consapevolezza nelle scelte, che – mutatis mutandis – dovranno adeguarsi in fretta.

Come andrà a finire? Lo scopriremo presto…nel frattempo, essere un po’ più prudenti potrebbe aiutare a districarsi meglio.

Alla prossima

Davide Biocchi