La società in sintesi

Carnival Corporation & plc, è una società anglo-statunitense ed è la più grande compagnia di viaggi di piacere al mondo, il suo portafoglio di marchi globali della compagnia di crociere comprende Carnival Cruise Line, Princess Cruises, Holland America Line, Seabourn, P&O Cruises (Australia), Costa Crociere, AIDA Cruises, P&O Cruises (Regno Unito) e Cunard.

Carnival Corporation gestisce anche Holland America Princess Alaska Tours, la principale compagnia di tour in Alaska e nello Yukon canadese.

Insieme, questi marchi costituiscono la più grande compagnia di crociere del mondo con una flotta di oltre 100 navi che visitano più di 800 porti in tutto il mondo.


Principali azionisti

Dati da it.marketscreener.com (18/09/2026)


Indicatori economici

  • Totale azioni sul mercato: 1.511.649.119 Flottante 1.272.305.331
  • Capitalizzazione: 30,45 Mld 18 settembre 2026
  •  Ricavi: 6,7 Mld 2 trimestre 2026
  • Utile netto: 537 Mln  2 trimestre 2026
  • Presentazione dati 29/09/2026

Analisi tecnica

Carnival: il titolo torna su un supporto chiave di lungo periodo

Carnival, sul lungo periodo, continua a muoversi all’interno di una mega congestione che ormai caratterizza il titolo da diversi anni. Dopo il forte recupero partito dai minimi del 2022, la quotazione ha progressivamente recuperato terreno arrivando a testare più volte l’area dei 32-33 dollari, senza però riuscire a superarla in maniera convincente. Proprio questa fascia rappresenta quindi la grande resistenza di lungo periodo, mentre nella parte bassa della congestione troviamo oggi un’area altrettanto importante.

Negli ultimi sei mesi Carnival ha attraversato una fase di marcata debolezza, in linea con quanto osservato anche sui principali competitor del settore crocieristico, in un contesto condizionato dalle tensioni geopolitiche e dal conflitto in Iran. Dopo aver raggiunto nuovamente l’area dei 32-33 dollari, il titolo ha infatti progressivamente perso forza, tornando a 21-22 dollari, proprio in prossimità di un supporto tecnico particolarmente significativo.

La fascia 20-21 dollari è oggi il livello fondamentale da monitorare perché, oltre a essere stata più volte interessata dai prezzi nel corso degli ultimi anni, coincide con la trendline rialzista di lungo periodo che parte dai minimi del 2022. La tenuta di quest’area consentirebbe quindi di mantenere ancora intatta la struttura rialzista di fondo e, soprattutto, di evitare che l’attuale correzione si trasformi in qualcosa di più profondo. Al contrario, una rottura netta e confermata dei 20 dollari rappresenterebbe un segnale di deterioramento importante, con il rischio di pericolosi allunghi ribassisti.

Anche l’RSI, sceso in area 36-37, evidenzia la forte perdita di momentum e si sta avvicinando alla zona di ipervenduto. Non siamo ancora in una condizione di ipervenduto vero e proprio, ma il movimento dell’oscillatore conferma quanto la pressione ribassista sia diventata intensa e lascia aperta la possibilità che proprio dall’attuale area possa arrivare una reazione.

Un altro elemento che merita attenzione riguarda il comportamento di alcuni componenti del management. Particolarmente significativa è stata la vendita effettuata dal CFO David Bernstein, che ha ceduto 361.790 azioni Carnival a un prezzo medio di 33,22 dollari, per un controvalore di circa 12 milioni di dollari, praticamente in corrispondenza dei massimi pluriennali del titolo. A maggio anche Bettina Deynes, dirigente della società, ha venduto 43.058 azioni a 28,10 dollari, per circa 1,21 milioni di dollari.

Le vendite degli insider, naturalmente, non possono essere considerate da sole un segnale ribassista, perché possono essere determinate da esigenze personali, piani di vendita programmati o altre motivazioni non necessariamente legate alle aspettative sul titolo. Tuttavia, è interessante osservare che entrambe le operazioni sono state effettuate a prezzi significativamente superiori alle quotazioni attuali, con quella di Bernstein avvenuta addirittura sulla fascia dei 33 dollari, proprio in prossimità dei massimi degli ultimi anni.

Sul fronte opposto, il primo segnale concreto di miglioramento arriverebbe con il ritorno sopra i 26 dollari, che permetterebbe al titolo di interrompere l’attuale sequenza di debolezza. Un successivo recupero di 28 dollari rafforzerebbe ulteriormente il quadro, mentre sarebbe naturalmente il superamento dei 32-33 dollari a rappresentare il vero segnale di svolta, con l’uscita dalla mega congestione e la possibilità di aprire una nuova fase di crescita.

Carnival si trova quindi in un punto tecnico particolarmente delicato: i 20-21 dollari rappresentano l’area da difendere per mantenere intatta la struttura di lungo periodo, mentre i 26 dollari costituiscono il primo livello da riconquistare per iniziare a parlare di una vera reazione. Tra questi due livelli il titolo rimane in una fase di debolezza, con l’RSI vicino all’ipervenduto e una pressione ribassista ancora evidente. La partita, dopo il forte arretramento dai 32-33 dollari, si gioca quindi proprio sull’area 20-21, la sua tenuta manterrebbe aperto lo scenario di un nuovo recupero all’interno della mega congestione, mentre una sua violazione cambierebbe sensibilmente il quadro tecnico, presentazione dei dati trimestrali attesi per il 29 settembre 2026.

Resistenza a 26$

Supporto area 20-21$


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