La società in sintesi

La BP è uno dei principali gruppi petroliferi del mondo con sede nel Regno Unito.

Nata nel 1998 dalla fusione tra British Petroleum Company e Amoco (American Oil Company) è una delle sette sorelle assieme a Chevron, Eni, ExxonMobil, Royal Dutch Shell, TotalEnergies e ConocoPhillips.

In termini di entrate, BP è la quarta più grande compagnia petrolifera del mondo dietro a PetroChina, Sinopec e Saudi Aramco.

L’attività copre più di 70 paesi ed includono oltre alla distribuzione di petrolio e gas anche la produzione e commercializzazione di petrolchimici, lubrificanti e combustibili.

Il fatturato netto è così ripartito per attività:

– raffinazione e distribuzione (89,9%): 8,7 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati commercializzati al giorno nel 2019. Alla fine del 2019 il gruppo disponeva di 18 raffinerie (di cui 3 negli Stati Uniti) e di una rete di 18.900 stazioni di servizio (di cui 7.800 negli Stati Uniti);

– esplorazione e produzione di idrocarburi (9,9%): petrolio (1.288.000 barili prodotti al giorno) e gas naturale (221,5 milioni di m3 prodotti al giorno);

– altro (0,3%).

Il 9% del fatturato netto è realizzato all’estero.

Principali azionisti 

 

Indicatori economici

Totale azioni sul mercato: 20.497.395.301

Capitalizzazione: 68,1 Mld

Ricavi: 160 Mld

Utile netto: 9,66 Mld

P/E: 9,2

Presentazione dati: 29/03/2022

Analisi tecnica

Le azioni di British Petroleum si trovano attualmente sulla parte bassa di un canale ascendente che ha mantenuto perfettamente i valori negli ultimi 6 mesi, la rottura verso il basso innescherebbe probabilmente delle vendite con target potenziali in area 300 GBX.

Positivo la tenuta dell’attuale supporto dinamico in area 335 GBX con possibilità di testare nuovamente l’area dei 400 GBX.

Resistenza in area 400 GBX

Supporto a 335 GBX e successivo a 300 GBX

NEWS

L’aggressione russa all’Ucraina ha scatenato come era prevedibile un terremoto anche dell’economia e della finanza.

Il 27 febbraio scorso, il colosso petrolifero ha annunciato la clamorosa uscita con effetto immediato dalla sua partecipazione in Rosneft, la più grande compagnia russa nel settore oil, di cui Bp deteneva una quota del 19,75% pari ad un valore di 14 miliardi di dollari a fine 2021.

Analoga decisione è stata presa da un’altra major come Shell e dalla norvegese Equinor.

Rosneft, infatti, fornisce carburante all’esercito russo, e il presidente Igor Sechin è considerato uno stretto alleato di Vladimir Putin.

«L’attacco della Russia all’Ucraina è un atto di aggressione che sta avendo tragiche conseguenze in tutta la regione – ha dichiarato il presidente di BP Helge Lund in una nota – la holding di Rosneft non è più allineata con il business e la strategia di BP».

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