25 Settembre 2023 Borsino

Banche all’arrembaggio con gli obbligazionari in atterraggio

 

Piazza Affari a doppio risvolto questa settimana, risultato consuntivo del -1,11% con un’inerpicata del MIB40 a 29.200 per poi piombare a 28.600. Numeri significativi che devono far riflettere su come gli umori degli operatori siano alquanto ballerini ed inaffidabili, forieri di contraddizioni ed inaderenze rispetto alle aspettative rivenienti dall’economia reale. Inflazione, tassi, occupazione, PIL, Debito Pubblico, spread, manovre economiche, masse monetarie, credito al consumo, e via dicendo, sono variabili che influiscono in maniera imprevedibile sullo stato di salute delle economie interconnesse globalmente, pertanto ogni elucubrazione al riguardo è di poca utilità per districarsi nel mondo degli investimenti. L’aleatorietà è imprescindibile e l’unica arma di difesa che si possa mettere in campo è la ponderazione del rischio e, quando meno ci si aspetta, potrebbe insinuarsi nei “porti più sicuri” dove la garanzia del certo può essere scalzata da nuovi paradigmi. 

 

Negli ultimi anni sono occorsi tantissimi esempi di accadimenti e reazioni inattese, impossibili da pronosticare, onde per cui è d’uopo applicare una ferrea disciplina nipponica nell’allocazione dei propri investimenti, ora più che mai, senza farsi tentare dall’abbassare la guardia. Il settore in grande forza rialzista si conferma essere quello bancario (questa settimana i primi quattro migliori sono banche con performance fin oltre il +7,5%), in relazione inversa all’asset obbligazionario che non trova ancora pace, bersaglio carnefice dei ribassisti ancora assetati di rendimenti sempre più alti, quasi a voler significare che il rischio emittente non è correttamente remunerato. Ci si augura che non abbiano ragione nell’accanirsi così insistentemente e a lungo perchè un eccesso che tardi a rientrare potrebbe provocare problemi incontrollati a catena che sfocerebbero in un disordine sfuggente agli organismi preposti. 

Dimostrazione del fatto che a dettare regole siano dilettanti improvvisati, di cui un esempio lampante è la promulgazione della tassa sui profitti delle banche, abortita a stretto giro dal governo costretto a ricredersi dopo la bacchettata da parte della Bce. Banche che ridono, Debito Pubblico e Legge di Bilancio che piangono e necessità di raccogliere denaro con il prossimo BTP, l’ennesimo indebitamento per trovare la quadra entro fine anno. Sarà un caso che la società di rating Fitch non si sia pronunciata settimana scorsa come aveva preannunciato, rinviando “senza motivazione” a data da destinarsi, così come sotto traccia il governo italiano risulta l’unico europeo a non aver ancora ratificato il MES. Molti nodi stanno venendo al pettine: “la polpetta avvelenata si nasconde dietro ai BTP e/o allo spread con i Bund?!”, fatto è che i bond del governo Usa rendono più degli italici e già questo deve far riflettere…incrociamo le dita.

 

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