Questa settimana descriviamo un altro tipo di operatore finanziario sui generis che ho soprannominato il “trader salmone”. 

Un particolare operatore che fa del controtrend, della ricerca ossessiva di minimi e massimi, dell’inversione del trend in essere una vera e propria fede personale, il suo credo, la sua religione.

Il trader salmone si riconosce facilmente perché sempre intento a mugugnare e lamentarsi sull’andamento borsistico: per permettervi di visualizzarlo “in carne e ossa” farò un passo indietro negli anni.

I più esperti o semplicemente più “anzianotti”, ricorderanno con piacere il famosissimo giornalista Everardo Della Noce che curava l’andamento giornaliero dei mercati finanziari in collegamento da Piazza Affari su Rai 2, sempre sorridente, distinto, con il suo aplomb inglese annunciava un + 0,5% o un - 3% in maniera molto zen, con calma serafica, un grande professionista nonostante avesse alle spalle uno sfondo parecchio concitato, contraddistinto da numerosi agenti di cambio che si sbracciavano con tanti foglietti e attraverso segnali astrusi e molto buffi che ricordavano il nostro sasso – carta- forbice!

Nella Borsa valori di Milano fino al 1994 le contrattazioni avvenivano con le “grida”, la legge infatti stabiliva che le offerte di compravendita dovessero essere fatte dagli intermediari autorizzati ad alta voce, in modo che le transazioni fossero pubbliche, poi tra il 1992 e 1994 ci fu il passaggio al mercato telematico.

Ora resettate il sorriso, il viso sereno, la calma, la professionalità tutte le qualità appena descritte, chiudete per un attimo gli occhi, riapriteli e visualizzerete il leggendario TRADER SALMONE!

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Viso contrito, seccato, impaziente, con una voce solitamente infastidita, non importava se il mercato fosse in verde o in rosso avrebbe esordito con “anche oggi il mercato scende/sale dello zero virgola” senza alcun entusiasmo anzi con una visibile irritazione che a stento prova a mascherare.

Tutto questo perché ovviamente non ritiene giustificati gli attuali corsi dei prezzi, qualsiasi essi siano in quel momento, perché in contrasto con la sua “religione” il suo credo, la sua visione economica globale e il famosissimo motto americano “the trend is your friend” un nemico alieno da sconfiggere a tutti i costi.

Il “TS” dà il meglio (PEGGIO) di sé nei mercati fortemente direzionali, quelli per intenderci nei quali anche casalinghe, ristoratori, elettricisti e macellai con tutto il rispetto per le categorie appena citate guadagnano, lui no, anzi sapere che questi “operatori della domenica” guadagnino per lui rappresenta una conferma della sua “Fede”, perché è convinto che il mercato non prezza correttamente il contesto macro-geo-socio-politico-economico-meteorologico!

Il guru del troppo alto e troppo basso, sic et simpliciter battezza l’attuale situazione non coerente con i prezzi, senza pattern grafici, senza alcuna tesi plausibile a sostegno, solo perché ritiene i mercati non allineati a chissà quale personale visione, non utilizza il Fading, Flashback, l’Hanging man, configurazioni peraltro che hanno la loro valenza e significato, proprio no!

Questo strano personaggio ad un certo punto prende una decisione perentoria, irremovibile, questo mercato è in bolla!

E pur di dimostrarlo arriva a cercare, spulciare e scovare qualsiasi cervellotica teoria che possano confermarlo anche solo in minima parte.

Il grafico sottostante è un lampante esempio di come il trader salmone piuttosto che leggere i dati che si presentano davanti ai suoi occhi e limitarsi a lavorare in trend si ostini a cercare segnali tecnici che non esistono.

Per lungo tempo resta alla ricerca di una correzione che tarda ad arrivare e per mesi soffre, poi, quando finalmente si avvera, diventa troppo violenta e profonda per i suoi canoni e ritorna a patire, allo stesso modo il rimbalzo che ne consegue non ha motivi per essere tale, e le veloci escursioni a rialzo e ribasso e la successiva volatilità in aumento non fanno altro che aggravare le sue decisioni errate e perlopiù annebbiate da una rabbia inspiegabile a tratti incomprensibile.

L’operatore ne fa una questione di principio inveisce contro tutto e tutti portando avanti la sua personalissima battaglia contro un nemico invisibile e spesso inesistente, perdendo di vista lo scopo principale dell’investitore che dovrebbe essere quello di perdere poco ma principalmente di guadagnare e perché no anche divertirsi di tanto in tanto.

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Il trader “rosastro “in cuor suo ha tutto perfettamente pianificato, nella sua mente malata ha un’immagine alternativa che rappresenta il vero grafico che dovrebbe apparire, purtroppo non coincide quasi mai con la dura realtà e considera gli attuali prezzi come frutto di numerosi trucchetti perpetrati ad arte dai numerosi “squali” (o mani forti) che infestano i mercati finanziari, e lui non si fa certo abbindolare da queste trappole, tanto prima o poi i prezzi andranno dove dice lui!

Il personaggio in questione si accontenta di poco per auto gratificarsi per altri 2-3 anni e dimenticare inenarrabili sofferenze, dei veri e propri martiri; per superarle è sufficiente che becchi un’inversione, un minimo o un massimo all’anno!
Infatti a lui non  interessa dove vanno i mercati azionari, il trend di fondo, i dati macroeconomici, lo scenario internazionale, il suo unico fine è andare contro corrente e dimostrare di avere ragione, indovinare perfettamente un numero, un prezzo e dire in modo compiaciuto l’avevo previsto te l’avevo detto!

Se vi siete riconosciuti in qualche comportamento appena descritto, fermatevi un attimo, fate un lunghissimo respiro, mettevi comodi e chiamate subito il mio personale numero di cellulare per un’ora di coaching psicologico, di terapia intensiva e di cure immediate e gratuite.

Se invece come mi auguro è stata solo una veloce fase che avete attraversato e superato allora ci sono ancora speranze di sopravvivenza sui mercati finanziari.

I Certificati di investimento potrebbero rappresentare per il trader salmone una vera e propria salvezza, la cura alla sua “patologia”, un modo alternativo per evadere da quel “carcere mentale” nel quale lui stesso si è imprigionato, impegnando il suo tempo non più in arti divinatorie ma più semplicemente a ricercare le corrette barriere sui sottostanti che più predilige.

Questo è il bello dei certificati, non bisogna e non è necessario essere dei precisini, dei geni dell’informatica, dei super analisti, logorandosi per ore, giorni, anni, provando a beccare key points, è sufficiente scegliere strumenti con ottime strutture, sottostanti e size adeguati al proprio profilo di rischio, saper paragonare e scegliere tra i diversi emittenti evitando quelli truffaldini e riuscire ad intascare le cedole.

Un esempio interessante potrebbe essere fornito da questo certificato:

DE000VQ6PYC5 Certificato emesso da Vontobel, con scadenza 18 mesi.

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Il certificato è strutturato su 3 delle migliori IPO del 2020, quota 96.20 lettera ed ha un buon flusso cedolare, il titolo worst of è Uber a -27%. Ha pagato le prime 4 cedole, per cui se il nostro trader salmone avesse comprato il certificato a 100 anziché i 3 sottostanti oggi perderebbe un 5% sul certificato ma grazie alle cedole sarebbe sopra del 3,50%. Comprando i 3 titoli si troverebbe sotto di circa un 10% (la media del paniere sottostante) e sarebbe lì a struggersi sul da farsi.

Come questo certificato, che ha il pregio che scade tra poco più di un anno, e che a me piace in quanto mi piacciono i sottostanti (tutti con ottime prospettive, come ha evidenziato anche la recente trimestrale di Airbnb) ce ne sono altri che hanno strutture simili.

Sento parecchie persone che vogliono puntare su qualche titolo cinese per sfruttare il potenziale recupero una volta finita la speculazione attuale: a tal proposito i più solidi potrebbero essere titoli come Alibaba ed in questo caso c’è questo ottimo certificato che paga ben l’1,84% mese (Alibaba da sola renderebbe un 7-8% annuo essendo tra i titoli cinesi uno dei meno volatili)

DE000VQ8ZCH5 Certificato emesso da Vontobel, con scadenza Dicembre 2022

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Certificato che quota in lettera a 90,80, ha pagato la prima cedola, Alibaba worst of, in perdita di circa il 23%, mentre gli altri due sono sopra strike.

Anche in questo caso la scadenza vicina (16 mesi) è da preferire rispetto a prodotti più lunghi ma con barriere più profonde (si può sempre fare lo switch in un secondo momento).

O se vogliamo stare sull’Italia a me non dispiace questo:

CH1111685355 Certificato emesso da Leonteq, con scadenza Giugno 2023

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Il certificato quota in lettera 999, il titolo worst of è Bper in perdita di circa il 10% dal suo prezzo strike, a giorni staccherà la prima cedola del 3,125% e dei 4 titoli ritengo Bper il migliore in quanto le ultime trimestrali ne hanno dimostrato il potenziale di rivalutazione, ben più ampio degli altri tre titoli del paniere, per cui ben venga che sia il titolo worst of di questo paniere.

Il trader salmone non deve rinnegare le proprie idee, se ha dei temi da cavalcare e lo fa coi certificati evita lo stress della sua spasmodica ricerca di comprare i minimi e vendere i massimi, ma si limita a valutare se le barriere dei sottostanti che ha scelto siano per lui sufficienti a proteggerlo dalle montagne russe del mercato e deve poi solo limitarsi al buy and hold buttandoci un occhio ogni tanto per vedere che tutto fili liscio e le cedole vengano incassate con regolarità.

I Mercati finanziari sono più semplici di quello che si possa pensare, l’importante è saperli leggere ed assecondarli e soprattutto sono gli unici ad aver sempre RAGIONE.

Ad maiora!

Giovanni Borsi e Biagio Spinelli

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