L’investitore capace nel nostro manuale “Bankarate” è rappresentato dal castoro.

Dopo avere ottimamente cavalcato il tema dei viaggi, visti i rimborsi dei prodotti con Tui, Carnival e Tripadvisor della settimana scorsa (DE000VQ1K3Z4 8% trimestrale purtroppo andato in autocall) e visti i recenti rialzi di Airbnb (da noi suggerita in un recente articolo) , senza aver trascurato la tecnologia che è pur sempre un tema forte e che rimarrà tale anche nei prossimi anni, oggi mettiamo in risalto un altro tema che sta correndo molto ma che è destinato a continuare in virtù dei nuovi governi, sia americano che italiano e delle rinnovate attenzioni che verranno poste nei prossimi Summit a tutela dell’ambiente.

In un momento delicato come questo tutti gli investitori sono alla ricerca di temi che offrono delle opportunità: sicuramente post covid i temi che hanno avuto la maggiore attrazione sono stati il 5G, Fintech, Clouds ed energie rinnovabili.

Proprio su queste ultime voglio porre la mia analisi: la transazione energetica si può definire come un megatrend pluridecennale che sta letteralmente rivoluzionando l’economia e perché no, anche il nostro modo di vivere.

Uno dei fenomeni che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di molti investitori è stato il titolo PLUG POWER: è’ una società americana che concentra il suo core business nello sviluppo di celle a combustione a idrogeno che sostituiscono le classiche batterie per autoveicoli e apparecchiature alimentate ad energia elettrica.

Building the Clean Hydrogen Economy è il loro motto e lo potete trovare a caratteri cubitali sullo loro home page; la società è stata fondata nel 1997 e quotata in borsa dal 2002.

Qui di seguito potete trovare il grafico:

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                                                                                                        Fonte Binck

Lo spike al rialzo di gennaio è dovuto in parte al trend di settore ma in parte anche al fatto che la società ha firmato un memorandum di intesa con la Renault: tale accordo lancerà una joint venture in Francia entro la fine del 2021.

Che sia l’inizio dell’era dell’idrogeno per il settore?

Sembra che il connubio energia rinnovabile e settore automotive funzioni a meraviglia, sapete perché?

Perché SOLAREDGE TECHNOLOGIES, un’azienda israeliana quotata sul Nasdaq che si occupa di sistemi di monitoraggio per impianti fotovoltaici, nel 2015 ha stretto una collaborazione con Tesla per lo sviluppo di una soluzione di accumulo fotovoltaico per il mercato residenziale.

Morale della favola ha ricevuto un ordine per un valore di 800 milioni dollari e come potete notare graficamente il titolo ormai da 6 anni non ha mai preso una pausa nemmeno durante la pandemia.

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Fonte: Binck

La corsa continuerà?

Magari entrare su questi titoli è difficile, ma se si crede nel megatrend di fondo puntare ad un buon certificato con una discreta protezione potrebbe essere la soluzione migliore.

In un panorama in cui si fa sempre più fatica a trovare prodotti interessanti oggi analizziamo questo ottimo prodotto di Citigroup che ha le carte in regola con le nostre attuali necessità di trovare al tempo stesso

ALTO RENDIMENTO

ALTA PROTEZIONE

SCADENZA VICINA

XS1575018103 certificato phoenix emesso da Citigroup con scadenza dodici mesi

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I titoli Edf ed Enel sono in leggera discesa e Plug Power ha perso il 6% dallo strike facendo scendere il prezzo del certificato a 965 lettera, per cui il certificato rende a scadenza ben il 40%: puoi facilmente mmaginare che se il rendimento del certificato è del 9% trimestrale questo è in gran parte dovuto proprio a Plug Power, per cui la situazione migliore potrebbe verificarsi qualora Plug Power salisse ed Enel o Edf tenessero in vita il certificato sino alla sua naturale scadenza.

La cosa sorprendente è che un prodotto simile, il DE000UE6XA59 emesso da UBS, ma a 5 anni con barriera al 60%, offra un flusso cedolare di solo l’1,25% al mese.

Purtroppo molti di quelli che mi leggono non sanno calcolare quale rendimento attendersi da una determinata struttura per cui si lasciano ingolosire da rendimenti interessanti solo perché non vanno a cercare il confronto.

Noi da sempre predichiamo l’arte del confronto e in questo caso evidenzio quanto sia pericoloso comprare i prodotti di UBS, sicuramente uno degli Emittenti più cari e che non vedono l’ora di approfittarsi dell’ignoranza del risparmiatore a caccia di rendimento, pagano sponsorizzate a destra e manca per far vedere quanto è bello il loro prodotto per poi venire facilmente smascherati da chi, come noi, lascia parlare i dati oggettivi che emergono dal confronto.

Un 15% per un prodotto a 5 anni contro un 36% per un prodotto a un anno è un abisso, non so con che coraggio si possa essere così avidi, del resto se UBS è nella mia black list da qualche anno forse c’è più di un perché.

La prossima settimana sarà molto calda, per i miei lettori ho preparato tre appuntamenti imperdibili e totalmente gratuiti e se non riuscite a partecipare iscrivitevi ugualmente e vi invieremo il link per vedere la registrazione e le slide di presentazione.

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Lunedì 22 Febbraio ore 18.00 

 

 

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Venerdi 26 Febbraio ore 14.00 

 

 

Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing