Chi di voi non ha mai prenotato una camera su Airbnb? Oggi potete anche comprare le relative azioni sul mercato azionario! Ebbene sì! Il colosso degli affitti brevi è sbarcato a Wall Street lo scorso 10 dicembre facendo registrare un balzo delle quotazioni da 68$ a 146$.

Al termine della prima sessione la capitalizzazione si attestava sopra i 100 miliardi di dollari. Direi un record visto come si era messo il 2020 per il settore del turismo!

Ma andiamo per gradi e spieghiamo che cosa è Airbnb: è un portale che mette in contatto persone in cerca di un alloggio per un breve periodo con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare; generalmente il contratto avviene tra privati.

Correva l’anno 2007 quando fu aperto il sito e già nel 2012 si contavano alloggi in circa 192 paesi.

Tra il 2017 ed il 2019 la società continua ad espandersi acquisendo la società Luxury Retreats International (società canadese che noleggia ville) e HotelTonight (un sito per la prenotazione last minute di camere di albergo).

Tutte queste acquisizioni sono piccoli pezzi del puzzle principale raffigurante il “main goal” : la quotazione in borsa; la pandemia non ha fermato la piattaforma digitale che è potuta sbarcare a Wall Street prima incassando i colpi dei mesi primaverili per poi rialzare la testa nei mesi estivi facendo registrare un rimbalzo con utili che hanno toccato nel terzo trimestre 219 milioni di dollari.

Originariamente la forchetta di prezzo del collocamento era 44-50 per poi essere spostata a 56-60: mossa che ha permesso alla società di rastrellare capitali fino a 3,1 miliardi per una valutazione complessiva massima di 41,8 miliardi: qui di seguito potete notare il grafico.                                             1

Fonte Binck.

In sintesi: da 42 a 100 miliardi di dollari in una sola seduta per una azienda che ad inizio pandemia aveva sicuramente un valore più basso.

Personalmente non vedo l’ora che ci si possa rimettere in moto e sto addirittura meditando di fare il giro del mondo ad inizio 2022, l’essere segregato in casa fa aumentare a dismisura il desiderio di libertà e sono convinto che, con tutte le cautele del caso, finita la pandemia, la richiesta di vacanze (ovviamente nei limiti delle disponibilità economiche post crisi) esploderà a tutto discapito dei social.

I social possono tenere compagnia quando non c’è altro da fare ma volete mettere un tuffo nel mare cristallino e mangiare il pesce in riva al mare durante un tramonto mozzafiato?

Capisco che sia difficile investire su titoli che difficilmente fanno meno di +/- 3% ogni giorno sulla base delle notizie che provengono sulle restrizioni e sui vaccini, e forse proprio per questo l’ideale potrebbe essere andare su dei certificati.

Su Airbnb ce ne sono solo 3, tutti di Citigroup, ovviamente di recente emissione (visto che il titolo non esisteva solo un mese fa) e penso abbia fatto molto bene Citigroup a cavalcare la novità: due di questi certificati sono abbinati ad un solo titolo, TUI, società tedesca che è appena uscita da un aumento di capitale (e questa è una buona notizia, in quanto sappiamo quanto queste richieste di denaro possono spiazzarci se abbiamo posizioni in essere sui titoli coinvolti in queste operazioni straordinarie), mentre il terzo è un maxicoupon che, grazie al ribasso di ieri è decisamente interessante per prezzo (940) maxicoupon (25%) e cedole successive (2% trimestrali).

XS1575019846 Certificato Maxicoupon emesso da Citigroup scadenza 5 anni

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Oggi il certificato quota in lettera a 930 circa e il titolo worst of è Lufthansa in perdita di circa l’8% dal suo prezzo strike, il certificato, adatto a portare a nuovo minus in scadenza nell’anno 2021, potrebbe rendere oltre il 40% in caso di autocall alla prima data utile, in ogni caso, dopo lo stacco della maxicedola, lo si avrebbe in carico in area 680, come se fosse un airbag, in quanto se malauguratamente a scadenza il titolo worst of quotasse sotto la barriera, si perderebbe da 680 e non da 1000 del nominale.

 

XS1575019416 Certificato emesso da Citigroup, con durata 18 mesi e trigger cedola decrescente in quanto ogni 6 mesi scende il trigger cedola del 5%, cedole con effetto memoria.

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Oggi il certificato quota in lettera a 940 con il titolo TUI come worst of in perdita di circa il 12% dal suo prezzo strike. Il titolo TUI ha appena concluso un aumento di capitale che ha portato volatilità sulla quotazione, volatilità che dovrebbe assestarsi nei prossimi giorni.

Il rendimento a scadenza è del 32% circa mentre qualora centrasse l’autocall alla prima data utile (quella del 21 luglio) il rendimento in 6 mesi sfiorerebbe il 21% (42% su base annua)

 

XS1575019259 Certificato emesso da Citigroup, di tipo LOCK IN con scadenza a 3 anni.

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Dal giorno 21 gennaio 2022 entra in funzione la clausola LOCK IN, qualora i 2 titoli sottostanti dovessero quotare a un prezzo uguale o superiore il loro prezzo strike, il certificato diventa a capitale garantito e cedole garantite, di fatto si trasforma in un obbligazione della società emittente con rendimenti di gran lunga superiori a quelli delle normali obbligazioni circolanti, per cui se si verifica la clausola Lock in, il certificato è destinato a crescere di prezzo, tanto più è lontana la scadenza e tanto più sale il certificato. Ad esempio, il certificato tra un anno diventa a capitale garantito e cedola garantita, avrebbe una vita residua di 2 anni, e 34 punti di cedole da incassare, se lo confrontiamo con un obbligazione CITIGROUP scadenza 2 anni, notiamo che l’obbligazione rende meno dell’1%, quindi presumibilmente i 33 punti di rendimento di differenza porteranno il certificato a valere vicino a 1330 punti, se i titoli sottostanti salgono questa clausola è sicuramente la migliore a beneficio del risparmiatore, in quanto, contrariamente all’autocall garantisce il rendimento fino a scadenza, ma lo si può anche monetizzare subito ed ottenere un rendimento che in un anno sfiorerebbe il 60% se consideriamo che oggi il certificato lo si può comprare a 940 con il titolo TUI come worst of, in perdita del 12% circa dal suo prezzo strike.

Diciamo che tutti offrono in caso di mercati positivi rendimenti stellari, per cui difficilmente si potrà fare meglio investendo sul singolo titolo, i più ottimisti dovrebbero preferire il lock-in in quanto è il più reattivo ai movimenti del sottostante, mentre i più prudenti o quelli che hanno anche necessità di spostare in avanti delle minusvalenze dovrebbero preferire il maxicoupon (diventerebbe tra tre mesi una sorta di certificato airbag); chi ama un buon flusso cedolare infine sceglierà il classico worst of che oltre alla cedola mensile del 2,25% (utile anche ai fini di compensare le minus) ha il vantaggio della breve durata (18 mesi) per cui l’avvicinarsi veloce della scadenza ne può sostenere il prezzo.

Vi aspetto domani mercoledì 27 gennaio alle ore 14,00 al mio prossimo webinar 

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27 Gennaio ore 14.00 

Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing