Nell’era in cui in molti paesi sviluppati si sono vinte le elezioni grazie all’uso dei social, senza che ci fosse alcuna credibilità nel programma di governo ed esperienza nel chi sarebbe andato a governare, vediamo che anche in borsa ci sono titoli che godono dei favori delle grandi masse (che spesso capiscono poco di borsa).

Basta che si apra un canale nuovo (la piattaforma Robinhood) che permetta alle masse di investire a costi zero in azioni Tesla e si assiste a pura follia, come se anche le azioni dovessero arrivare su Marte.

Possiamo dire che il fenomeno Tesla non conosce limiti e/o rivali?

 

Il grafico di Tesla sembra assomigliare a quello dei bitcoin, ma il bitcoin è tutta un’altra cosa, è una moneta virtuale, se anche un domani valesse 100000 dollari se ne riuscirebbe a dare una giustificazione.

C’è chi paragona Tesla alla FEBBRE DELL’ORO, visto che la crisi dovuta al Covid ha scatenato molte persone alla ricerca del colpo grosso, vanno online, vedono articoli di persone che sono diventate milionarie investendo in Tesla qualche anno fa, per di più ci sono piattaforme che ne permettono acquisti anche di modiche cifre e senza commissioni: non occorre neanche la fatica di dover cercare l’oro, tutto sembra facile per cui ci si butta senza pensare che possa andare male.

Pochi focalizzano l’attenzione sul valore complessivo dell’azienda: un prezzo può andare da 10 a 100 o da 100 a 1000, ma il valore di un’azienda può centuplicare e valere 800 miliardi di dollari ma dovesse centuplicare ancora mi dite per quale motivo dovrebbe valere 80000 miliardi quando tutte le 500 aziende dell’SP500 capitalizzano 20000 miliardi.

Ricordiamoci che Tesla è un’azione che rappresenta un pezzo di azienda per cui nel lungo termine deve avere un prezzo che dipende più dal patrimonio netto, dal fatturato, dagli utili anche se sono il primo ad accettare che la borsa sconta già nel prezzo di un’azione anche gli utili futuri.

Ma Tesla produce auto ed è difficile pensare che un domani venda 100 volte le auto che vende oggi, il mercato mondiale vale 90-100 milioni di auto ma nel 2020 ha perso quasi il 25% di vendite e ci vorranno anni per tornare a 100 milioni di auto: d’accordo Tesla può rubare quote di mercato agli altri, ma vendere auto non è come fare business online: Facebook o un’altra start up può passare da 1 a 10 a 100 milioni di utenti e poi arrivare a 1 miliardo di persone.

Può secondo voi reggere queste quotazioni a lungo? Forse sì ma il fatturato e gli utili dovrebbero crescere del 50-100% all’anno per i prossimi 10 anni: possibile? Tutto sembra possibile a un visionario come Elon Musk, ma credo che quando tutte le altre case automobilistiche si saranno attrezzate e avranno i loro modelli elettrici, sicuramente più economici (Stellantis, Toyota, Volkswagen, Nio etc etc), sicuramente più belli (Porsche, Maserati, Audi, Bmw, Mercedes, etc etc) assisteremo al “RITORNO SULLA TERRA”.

Musk magari avrà ben speso la sua ricchezza e sarà riuscito a tornare indenne dai suoi viaggi spaziali, ma non credo che la sua azienda possa reggere a lungo queste quotazioni: fossi in lui cercherei di fare accordi con altre case carta contro carta, ma non so se Agnelli accetterebbe di avere un 1% di Tesla per la sua quota Stellantis o per la sua quota di Ferrari.

Il 2020 è stato l’anno dell’elettrico dell’industria automobilistica statunitense.

Una indagine Reuters ricorda come la capitalizzazione di mercato della società di Elon Musk, abbia superato gli 800 miliardi di dollari facendo di una “matricola da scommessa” una società dal valore maggiore dei 5 top player di automobili del mondo messi insieme.

Inoltre a dicembre la notizia dell’entrata di diritto nell’indice S&P 500 ha avuto un impatto non solo di ritorno di immagine ma anche psicologico perché si sono innescati tutta una serie di acquisti di carattere tecnico (fondi ed Etf legati all’indice che devono inserire Tesla nei loro portafogli) che hanno fatto allungare ancor di più la corsa del titolo che sembra essersi fermato in area 850-900 dollari.

Qui di seguito potete trovare il grafico.

tesla grafico

Fonte: Binck

Mi piacerebbe darvi una risposta ma è difficile fare previsioni.

Posso solo dirvi che a livello di lungo periodo, l’azienda dovrà affrontare il tema dei volumi e dei margini di redditività i quali sono i due main drivers che contano nel settore dell’elettrico; mentre a livello di breve periodo, oltre alla speculazione e ai suoi tweet, dovrà affrontare il problema che tutti gli altri costruttori venderanno o stanno già vendendo e promuovendo i loro modelli elettrici.

Giusto per darvi qualche dato a fronte di una capitalizzazione di oltre 800 miliardi di dollari, il titolo vale più di Facebook ma anche di altri costruttori come Toyota, Gm, Stellantis, Ford e Volkswagen messi insieme!!!!

Cosa succederà alle prossime trimestrali se quello che sta accadendo in Europa si estenderà globalmente? Mi riferisco al fatto che in Europa la concorrenza dei marchi tradizionali con l'inizio dei primi lanci di veicoli elettrici se da un lato ha ridotto nel 2020 le vendite di Tesla solo di 12.000 unità rispetto al periodo precedente dall'altro ha fatto crollare la sua quota di mercato dal 33,8% del 2019 all’attuale 13,5%?

L’uomo più ricco del pianeta riuscirà nell’intento di mantenere questo status?

Di sicuro anche se Tesla dovesse dimezzarsi (vignetta docet), Elon Musk facilmente rimarrà nella top ten degli uomini più ricchi del pianeta.

Il grande pubblico sta cavalcando il titolo senza capire nulla di bilanci, ma se poi andiamo a chiedere a una Banca Emittente un certificato reverse ti propongono rendimenti cedolari del 3-4% annuo: ma se uno guarda le opzioni e la volatilità del titolo ci si dovrebbe aspettare rendimenti decisamente superiori.

La spiegazione risiede nei modelli matematici che le banche utilizzano per prezzare i rischi ed ho scoperto che Tesla, nonostante non paghi dividendi (e questo è un bene per le strutture reverse per le quali il dividendo è un costo aggiuntivo), risulta avere un prezzo “FORWARD” atteso a scadenza molto più basso di quello attuale.

Cosa significa? Che le banche sono ribassiste su Tesla?

No, semplicemente i loro modelli matematici, che si basano sull’insieme di tanti fattori, danno maggiori probabilità a un ribasso rispetto che a un ulteriore allungo delle quotazioni.

Sul fronte certificati non c’è praticamente nulla di interessante, solo prodotti che vedono già infrante le barriere, se non questo prodotto di Leonteq di recente emissione che ha una scadenza di soli 12 mesi:

Codice Isin: CH0587327617

TES

Il prodotto è di fatto un Express che paga e rimborsa (dopo il sesto mese) un coupon del 4% a memoria trimestrale per un rendimento del 16% annuo.

Se il titolo non scende di almeno il 10% in una delle date di rilevazione non si prende alcun interesse.

In compenso non si perde nulla se a scadenza Tesla è cresciuta ancora ma non è riuscita a superare i 1097$ della barriera posta al 130% dello strike.

Potrebbe essere interessante per chi crede alla sopravvalutazione del titolo, o anche solo per chi intenda proteggere strumenti long anche solo temporaneamente con uno strumento reverse.      

Un 30% può sembrare poco se guardiamo solo il prezzo, è tantissimo se guardiamo alla capitalizzazione, visto che l’azione, per andare a quasi 1100$, significa che la capitalizzazione di Tesla deve crescere di altri 250 miliardi di dollari in soli 12 mesi e, con un fatturato di 30 miliardi di dollari la vedo veramente impresa ardua.

Rammento che la neonata Stellantis capitalizza 48 miliardi di euro e ne fattura 180, per cui vale il 2,4% di Tesla ma fattura 6 volte Tesla.

Ogni tanto bisogna anche saper tornare coi piedi per terra e saper fare due conti di analisi fondamentale: il prezzo lo fa la legge della domanda e dell’offerta ma nel lungo periodo i prezzi tenderanno sempre a dei multipli sostenibili.  

Ognuno poi tragga le sue conclusioni, personalmente credo sia più probabile attendersi un bitcoin a 50000-100000$ che una Tesla a 1100-1200$, anche dal punto di vista fondamentale.

Poi il mercato faccia quello che gli pare, io, da buon camaleonte, mi adeguo.

Colgo l’occasione per ricordarvi che il prossimo GB WEBINAR CERTIFICATI – sarà mercoledì 27 gennaio alle ore 14,00

ISCRIZIONE AL WEBINAR GRATUITO "GB Certificates"

27 Gennaio ore 14.00 

Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing