I rendimenti calano ma gli Emittenti hanno disperato bisogno di fare commissioni per cui occhio alle offerte che ti arrivano, perché le banche spendono fior di quattrini a far fare corsi di formazione ai loro uomini: peccato che sono corsi di tecniche di vendita così da preparare le migliori esche per vendere, non certo per saperne di più su come funziona e quali caratteristiche deve avere un buon certificato.

La stragrande maggioranza delle persone, se posta davanti al bivio tra minor rischio e maggior rendimento, solitamente alla fine opta prima di tutto per la garanzia di non perdere soldi.

Se ad aprile c’è stato un boom di investimenti in certificati è perché c’erano le condizioni migliori, prezzi bassissimi, volatilità alle stelle per cui rendimenti altissimi con barriere profonde.

Taluni pensano di poter trovare ancora quelle condizioni, beata ignoranza!

Magari si fanno pure intortare dalla propria banca e vanno a vendere l’unico prodotto buono che gli è capitato tra le mani nel 2020 (un capitale garantito comprato bene con il sottostante già salito del 15-20%, anche se questo non lo si vede nel prezzo del certificato se non in parte) per comprare le nuove emissioni scadenti nel 2026-2027 speranzosi di fare le medesime performance.

Se per una volta ti è andata bene ti ricordo le statistiche che mi ha confidato un Emittente: il 90% dei certificati a capitale garantito rimborsano giusto il capitale che garantiscono, nulla di più, per cui il grande rischio che corri è che presti i tuoi soldi all’Emittente per tanti anni (se devi vendere prima e lo hai comprato in collocamento ahimè sono dolori) senza ricevere nulla in cambio.

Anche quando si cerca dichiaratamente un prodotto a basso rischio e a capitale garantito, è facilissimo cadere vittime di proposte che sembrano decenti, giusto perché solo l’espressione “capitale garantito” quieta gli animi e abbassa le difese, ma che in realtà sono spesso oberate di costi e non sarebbero in grado di reggere confronti con altri prodotti simili (anche perché se non si sa che esistono alternative e non si sa confrontarli, il dialogo ha vita breve e di solito si firma in filiale poco convinti una montagna di cartaccia, che tanto il capitale è garantito, chissà tra quanti anni…)

L’espressione “capitale garantito” può fare gola, ma al di là dei caricamenti impliciti ben nascosti, su cui gli Emittenti fanno dei bei numeri ben oltre la legittima remunerazione che un prodotto finanziario deve avere, a volte l’autoinganno in cui cadono i più inesperti è prima di tutto nel significato parziale che viene attribuito all’aggettivo “garantito”.

Cosa preferisci tra un certificato a capitale garantito emesso da IMI o da Akros o da Unicredit, rispetto a un certificato con sottostante Intesa San Paolo e barriera al 50%?

Se ti limiti a guardare la protezione al 100% senza tenere conto del contesto, stai scegliendo a occhi chiusi: se Intesa dovesse dimezzarsi dai prezzi attuali e infrangere la barriera del 50% (parliamo di una delle banche meglio gestite al mondo) quel certificato perderebbe la protezione ma, se succedesse un fenomeno del genere, dubito che il rimborso del capitale a scadenza sarebbe davvero così garantito, anche sui certificati a capitale garantito, perché in ogni caso c’è sempre il rischio Emittente.

Questo solo per farti notare come a volte anche solo una parola anziché un’altra possa indurre le nostre decisioni di acquisto in una direzione piuttosto che in un’altra.

Oggi il mio consiglio è quanto meno passare ad esaminare qualche certificato con cedole garantite, che ti può lasciare sereno per quanto concerne i flussi di cassa (certi sino a scadenza) con l’unico rischio del rimborso finale legato alle barriere di protezione.

Io non li amo molto, anche perché sono uno che segue il mercato per cui mi fa poca differenza la cedola garantita da quella non garantita ma a memoria, però mi rendo conto che, soprattutto per un consulente finanziario è una bella tranquillità, anche perché il prodotto diventa molto più facile da spiegare, al cliente gli si dice che avrà queste cedole (tutte garantite) e a scadenza il rimborso del capitale sarà condizionato alla tenuta delle barriere di protezione.

Non ci sarà dunque da guardare tutte le date di rilevazione intermedie ed il cliente non lo si dovrà sentire così spesso una volta che gli si ha costruito un mix di certificati di questa natura.

Vi faccio un paio di esempi, su Italia ed Estero così da avere un minimo di diversificazione e un ottimo flusso cedolare.

DE000VP7SC32 Certificato Phoenix emesso da Vontobel con scadenza 31/08/2022; cedole trimestrali garantite del 3.76% per un flusso cedolare annuo del 15,04%.

La clausola autocall è già attiva. L'effetto “Quanto” sterilizza il rischio cambio.

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Ha la semplicità di un bonus, l’unica incertezza è il rimborso a scadenza in cui farà fede l’essere sopra alla barriera, posta al 60% degli strike.

Il vantaggio di avere una scadenza inferiore ai 2 anni permette di avere una buona tenuta sul prezzo; ad esempio se tra un anno un titolo fosse anche sceso del 20% per andare sotto barriera dovrà perdere un altro 25%, ma sul mercato un certificato con trigger 75% e scadenza un anno difficilmente rende il 15% per cui il prezzo potrebbe ancora essere vicino al nominale.

Ad oggi il certificato vale circa 100 con worst of il titolo NETFLIX che perde circa il 5% dal suo prezzo strike.

Il rendimento a scadenza è di circa il 15.5% annuo.

DE000VQ11HQ5 Certificato Phoenix emesso da Vontobel, con scadenza al 29/11/2022; cedole trimestrali garantite del 2% e autocall attiva da Giugno 2021.

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Oggi vale in lettera 96 con Atlantia come worst of a -9% dal suo prezzo strike.

In caso di risalita del mercato e autocall alla prima data utile renderebbe 8% in quattro mesi e mezzo, mentre se arriva a scadenza e rimborsa 100, il rendimento diventa di circa l’10.5% annuo se comprato in area 96.

Ipotizziamo di essere un consulente finanziario e andiamo a proporre ad un cliente che ha 100 mila euro investiti di mettere un 20% in certificati: un investimento di 20000€ complessivi in questi due certificati significherebbe comprare 102 certificati di entrambi ed ottenere ogni 3 mesi 587,52€ totali (delle due cedole) partendo dai primi di marzo, di fatto un 1% al mese sull’investimento (certo in quanto cedole tutte incondizionate) con in più a scadenza un premio sul rimborso del nominale pari a quasi 400€ avendoli pagati sotto la pari.

Il cliente è a posto, se anche i fondi o gli etf e le gestioni che fanno l’altro 80% del suo portafoglio dovessero rendere zero, basta che i due certificati rimborsino che vi garantiscono un 2,5% annuo circa su tutti i 100k del patrimonio del cliente.

E soprattutto non dovete preoccuparvi di dover seguire i certificati ad ogni data di rilevazione con l’ansia di vedere se la cedola è pagata o meno.

Ma noi di GBinvesting abbiamo sempre la soluzione per qualsiasi esigenza, vuoi conquistare un cliente con una chicca senza farli prendere troppi rischi e dandogli un risultato nel breve?

DE000VQ1K3Z4 Certificato Phoenix emesso da VONTOBEL, con scadenza al 13/05/2022; cedole trimestrali a memoria dell’8%, trigger cedola decrescente, ogni 3 mesi si abbassa del 5%, inizia dall’85% per arrivare al 60%. Autocall già attiva.

L'effetto “Quanto” sterilizza il rischio cambio.

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Oggi si riesce a comprare a 106 con tutti e tre i titoli sottostanti saliti dal loro prezzo di partenza di minimo un 30% per cui tra meno di un mese il rimborso è quasi certo e significherebbe fare un 2 in un mese.

I titoli sono volatili e possono sembrare molto rischiosi, ma un rendimento stellare dell’8% ogni 3 mesi oggi non esiste più per cui se uno dei 3 titoli dovesse scendere tanto da andare sotto strike il certificato pagherebbe comunque l’8% di cedola e rimarrebbe in vita ma probabilmente varrebbe ancora più di 100 anche dopo lo stacco cedola per cui il cliente cascherebbe sempre in piedi.

Se questo scappa via di prezzo non è un problema, il mercato offre continue opportunità e noi abbiamo sempre l'alternativa, ad esempio quest'altro DE000VP6LT15, col rialzo di Beyond ha tutti i titoli sopra strike e a fine mese dovrebbe rimborsare 107,80 e si comprava il 14 gennaio 2020 a 105,50 e se non dovesse rimborsare forse meglio, visto che avrebbe un solo anno di vita residua con un rendimento potenziale del 15,60% e barriere al 50%.

10 DE000VP6LT15 Amazon Beyond Paypal

Se sei un consulente finanziario sappi che solo la Gbinvesting è in grado di darti risposte rapidissime che vadano a soddisfare le esigenze più disparate della tua clientela, noi non forniamo elenchi di prodotti sparati fuori da un software, ma analizziamo i prodotti e le loro variabili, su prodotti così complessi non c’è ancora il software magico che ti dice cosa fare, quindi molto meglio un buon QI e tanta tanta esperienza che un buon software, è molto più facile che te la raccontino visto che siamo nel mondo dell’illusione (fa figo dire di avere il Robot Advisor o un Programma fichissimo basato sull’Intelligenza Artificiale … del resto visto che i gestori non riescono spesso a performare meglio del benchmark si devono attaccare a qualche altra arma commerciale).

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Colgo l’occasione per dirvi che il prossimo GB WEBINAR CERTIFICATI – sarà mercoledì 27 gennaio alle ore 14,00

 

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27 Gennaio ore 14.00 

Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing