Come anticipato nello scorso articolo, abbiamo lanciato sul nostro gruppo Facebook il sondaggio per capire quali sono gli Emittenti più apprezzati nella loro attività di Market Maker ed è balzato subito all’occhio come ci sia soprattutto da stare alla larga da certi Emittenti

Nel webinar di lunedì vi illustrerò una panoramica dei loro comportamenti abituali così da tener conto anche di questo fattore assolutamente non trascurabile soprattutto quando si compra un certificato e lo si segue mese dopo mese.

Vedere un certificato a -3% con due cedole dello 0,5% pagate e con i 3 sottostanti saliti di almeno il 15% la dice lunga di come sia indispensabile conoscere l’arte del confronto (barriera, scadenza, autocall, volatilità, correlazione dei titoli all’interno del paniere) ma anche il comportamento di goni singolo Emittente.

Un utente Facebook ha scherzosamente commentato che molto meglio dell’IA è il QI: probabilmente avere entrambe le cose è il Top e noi di Gbinvesting da quando abbiamo a disposizione un potente software che ci permette di monitorare tutto il mercato abbiamo alzato decisamente l’asticella del nostro servizio: ma il software servirebbe a ben poco se non ci fosse l’analisi sapiente dell’uomo che va ad analizzare il perché ed il per come di quello che sta succedendo sul mercato.

Troppe variabili entrano in gioco, soprattutto quando andiamo a parlare di certificati worst of che hanno un paniere fatto di più sottostanti.

Ora gli Emittenti cavalcano le mode, sono alla disperata caccia di compratori, poco importa la qualità dei sottostanti, l’importante è solo vendere, fare budget, e i caricamenti in termini di commissioni implicite sono in certi casi vergognose: visto che si vende di meno per far quadrare i conti si alzano le commissioni!!

Vedere un certificato con Tesla, Nio e Renault fa sorridere, ma proprio Renault doveva essere il terzo titolo? Non basta la volatilità dei primi due per fare un ottimo certificato? Occorre inserire un cadavere che cammina all’interno del certificato?

Oggi personalmente sono più esposto su titoli esteri rispetto all’Italia, in realtà se consideriamo il peso che ha la Borsa Italiana ha sulla capitalizzazione mondiale, sono anche fin troppo esposto sui titoli del nostro listino, troppo spesso i miei uomini mi riferiscono di coaching fatte con dei clienti che hanno magari anche 10 certificati in portafoglio ma poi in 9 dei 10 c’è sempre Eni ed Unicredit o Intesa, non mi sembra sia il modo giusto per investire in certificates.

Tornando a Nio, sicuramente uno dei titoli maggiormente gettonati, che tutti definiscono la nuova Tesla, per cui i report positivi si sprecano, segnalo questi due certificati interessanti, entrambi contenenti NIO, per cui la differenza se preferire il primo o il secondo è data dagli altri sottostanti:

Nel primo, codice Isin DE000VQ2MJJ7 Nio è abbinata a solo due titoli, Amazon e Moderna

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Partendo dal presupposto che dubito che un colosso come Amazon possa perdere il 50% del suo valore in soli 18 mesi, il mio giudizio sarà sulla bontà del terzo sottostante, ossia Moderna che sta pagando le inevitabili prese di beneficio dopo la lunga corsa al rialzo.

Per assurdo il primo ribasso avuto dal titolo Moderna non ha fatto scendere di molto il prezzo del certificato, se non frazionalmente, questo perché allunga la vita del prodotto allontanando la possibile autocall a ben più dei 3 mesi previsti dal prospetto informativo.

Nel secondo, codice Isin DE000VQ2L2T7 Nio è affiancata a tre titoli, Fca, Expedia e Lufthansa

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Anche in questo caso la barriera al 50% e la durata di soli 18 mesi è allettante, Expedia e Lufthansa già scontano il lockdown attuale, per cui c’è da attendersi un calo della volatilità su questi titoli e indubbi benefici sul prezzo del certificato, su Fca non mi attendo un rialzo ulteriore del prezzo ma difficilmente potrà perdere il 50% del proprio valore in soli 18 mesi.

A me piace spiegarti le caratteristiche e l’eventuale evoluzione dei prezzi in base alle barriere, alla durata del certificato e alla vicinanza dell’autocall, posso avere una mia idea personale sui titoli sottostanti, per cui magari io preferisco uno all’altro, a me piacciono più le cedole trimestrali o semestrali, ma tanti preferiscono di gran lunga le cedole mensili: dal punto di vista tecnico li trovo molto simili, anche perché la discesa di Moderna fa sì che per almeno sei mesi li potremmo vedere entrambi sul mercato.

Noi di Gbinvesting ti spieghiamo principalmente la tecnica, le variabili che muovono il prezzo di un certificato, non ci interessa il payoff a scadenza, perché difficilmente lo porteremo a scadenza, mentre ci interessa quanto potrà valere tra un mese o due mesi, cosa che nessuno ti dice; non a caso la scommessa che feci ad ottobre sull’esito dei due certificati messi a confronto, quello di Credit Suisse codice isin XS1973476945 e quello di Citigroup codice Isin XS1575022808, nonostante tutti i titoli sottostanti siano saliti di oltre il 15%, vedono nel primo caso che chi ha comprato il certificato di Credit Suisse sta perdendo soldi (ne ha dell’incredibile ma è esattamente quello che avevo previsto, perché so come agisce l’Emittente, e soprattutto so quale rendimento pretendere a parità di altre variabili), mentre nel secondo caso il certificato è praticamente al cap, ossia ha un rendimento minimo per chi lo compra, viste le altissime probabilità di autocall tra poco più di due mesi.

Per cui la variabile Emittente è di primaria importanza e a noi di Gbinvesting nessuno ci può mettere in bocca cose che non pensiamo ed approviamo.

La nostra forza è l’indipendenza e nel webinar di domani vi darò alcune pillole su come sono arrivato a poter esprimere giudizi così precisi sui principali Emittenti.

Attenzione però, questo non significa che un Emittente bravo oggi lo sia anche in futuro, vanno continuamente monitorati, studiati e testati con operatività reale che a noi non manca di sicuro.

Vi aspetto domani lunedi 28 dicembre alle ore 14 e se non potrai esserci ti faccio già adesso i miei auguri per un 2021 straordinario.

 

ISCRIZIONE AL WEBINAR GRATUITO "GB Certificates"

28 Dicembre ore 14.00 

Giovanni Borsi e lo staff GB Investing

 

PS: vista la grande richiesta di formazione sugli Aumenti di Capitale il 18 gennaio dalle 14.00 alle 17.00 terrò un CORSO ONLINE SUGLI AdC dal costo di 366€ (300€+iva) che sarà gratis per chi contestualmente sottoscriverà un abbonamento al servizio annuale AdC.

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18 GENNAIO ore 14.00