La volatilità è una misura della variazione percentuale del prezzo di uno strumento finanziario nel corso del tempo; si dice che è il termometro della paura, perché quando il prezzo di uno strumento finanziario oscilla poco, fa poca paura e quando invece si muove istericamente su e giù, fa crollare i nervi anche ai più stoici.

L’altra faccia della medaglia è che proprio nella volatilità risiede il profitto e questo è lo stesso indirizzo in cui risiede anche il pericolo; d’altronde si sa che rischio e rendimento sono legati da una funzione direttamente proporzionale. Finché leggi queste informazioni nei libri, hanno un certo fascinoso appeal, ma quando la volatilità polverizza il tuo dossier titoli, la lezione assume un sapore ben più rancido.

La volatilità è nostra nemica o è nostra amica?

La verità è che la volatilità, come tutti gli strumenti che ci possono capitare per le mani, nasce neutra e senza pretese dolose nei nostri confronti; è solo l’utilizzo che ciascuno di noi fa nel tempo a determinarne la natura, che poi concorrerà a creare la nostra memoria e le nostre convinzioni al riguardo.

Se ti interessi di strumenti ordinari (v. azioni) è sempre meglio che tu sappia in che fase di volatilità ci stiamo muovendo, ma l’incidenza della volatilità sui tuoi risultati di fatto è solo indiretta.

Quando invece tratti strumenti più elaborati – come i certificati di investimento e le opzioni – l’incidenza della volatilità è diretta, perché è una componente stessa che concorre a formare il prezzo che stai comprando, o vendendo.

Senza scendere in dettagli troppo tecnici in questa sede, devi sapere che il prezzo delle opzioni, e quindi dei certificati che non sono altro che una combinazione di opzioni, è composto dal prezzo del sottostante cui si riferiscono + una componente di decadimento temporale + una componente che esprime appunto la volatilità.

C’è chi campa solo con i meccanismi legati al time decay e chi campa solo tradando la volatilità, quindi sono aspetti tutt’altro che secondari.

La situazione attuale ha dell’incredibile: mai avevo visto in 30 anni che i prezzi delle opzioni call OTM potessero valere più delle put OTM: questo in realtà sta succedendo solo sui titoli tecnologici americani, ma per assurdo non sull’indice Nasdaq.

Queste le foto delle griglie opzioni con evidenziata questa anomalia:

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La call Tesla Otm esattamente come la put vale 7 dollari in più, mentre se guardo le opzioni sul Nasdaq, come è giusto che sia e come è sempre stato da quando faccio le opzioni, vedo che la call distante 600 punti dal prezzo di mercato vale esattamente la metà della put stessa distanza.

In base a queste considerazioni cosa è meglio fare sui certificati?

Partendo dal presupposto che quando la volatilità è alta il prezzo dei certificati si abbassa, oggi più che mai si trovano situazioni interessanti con titoli americani saliti e certificati invece scesi di prezzo proprio per l’impennata di volatilità.

Poi se pensiamo che la volatilità è più alta sulle scadenze 18-24 mesi che non sui 5 anni occorre privilegiare le strutture a scadenza più vicina che potrebbero dare grandi soddisfazioni ma soprattutto darle con meno rischi, per cui il rapporto rischio rendimento è molto favorevole sulle scadenze più vicine.

Questi potrebbero essere degli esempi interessanti, tutti targati Vontobel, che è l’Emittente che più degli altri ha capito come muoversi sul mercato:

DE000VP6LTY9 Certificato emesso da Vontobel scadenza tra 17 mesi. Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola semestrale a memoria del 10.73% (21.46% annuo) a condizione che nessuno dei titoli quoti a un livello inferiore al trigger cedola, che decresce dal 70% della prima rilevazione al 60% dell’ultima.

L’autocall è sempre attiva.

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Il certificato quota 99.60 ed il rendimento è molto elevato perché in caso di autocall offre un rendimento pari ad oltre l’11% in meno di 5 mesi, mentre il rendimento a scadenza risulterebbe essere pari ad oltre 23% annuo.

I titoli sono tutti saliti dal 2% di Tripadvisor, al 9% di Booking e il 15% di Expedia per cui si compra sotto la pari solo grazie alla volatilità attuale.

Se devo fare una scommessa sulla fine del Covid penso sia meglio puntare su questi titoli più che su quelli delle compagnie aeree che perdono decisamente molti più soldi avendo costi fissi poco comprimibili, tanto da rischiare il fallimento, non a caso queste sono tornate tutte vicino ai minimi.

DE000VP6LT15 Certificato emesso da Vontobel scadenza tra 17 mesi. Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola semestrale a memoria del 7,80% (15,60% annuo) a condizione che nessuno dei titoli quoti a un livello inferiore al trigger cedola, che decresce dal 70% della prima rilevazione al 50% dell’ultima.

L’autocall è sempre attiva.

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Il certificato quota 99.60 per cui offre anche la possibilità di ottenere un rendimento pari all’8% in meno di 5 mesi in caso di autocall, mentre il rendimento a scadenza risulterebbe essere pari a circa il 17% annuo, o al 23.8% in 17 mesi.

Il titolo worst of oggi è Beyond che è sopra del 5% al suo prezzo strike, per cui anche in questo caso il certificato si compra sotto la pari solo grazie alla volatilità salita.

Ma per spiegare certe sfumature ed affrontare al meglio gli ultimi mesi dell'anno ti aspetto al mio prossimo

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