Ricevo regolarmente le newsletters con le comunicazioni “di servizio” dei principali Emittenti, così da essere sempre aggiornato su tutte le ultime nuove emissioni di certificati di investimento per inserire i certificati di volta in volta più meritevoli nella TOP100 GB Certificati.

 

Io non ho certo bisogno di abbellimenti di marketing per farmi persuadere a un acquisto piuttosto che ad un altro, gli elementi utili per la selezione ed il confronto sono molto chiari e sono di natura squisitamente matematica; di sicuro non mi faccio corteggiare da un titolo più accattivante di un altro, anzi, tendo ad alzare i livelli di allerta quando vedo che gli uffici commerciali prendono il sopravvento rispetto agli uffici tecnici.

In fondo facciamo finanza e dovrebbe essere prioritario per tutti coloro che si occupano di finanza occuparsi realmente di finanza.

Ma purtroppo il pubblico-target è ancora complessivamente molto acerbo e facile ai colpi di fulmine, gli Emittenti lo sanno benissimo e usano tutte le armi a loro disposizione per attirare acquirenti, incluso spacciare una cosa col nome di un’altra.

E’ quello che è successo con una recentissima emissione di Unicredit, che ha avuto la fantasia (questo bisogna riconoscerglielo) di spacciare un banalissimo Phoenix aggressivo come se fosse un Maxicoupon!

Che trovata furba: oggi che il mercato è ingessato, la gente compra solo certificati per recuperare le minusvalenze, e i maxicoupon sono i più gettonati ed amati dal pubblico, visto che staccano cedoloni a distanza di poco tempo dall’acquisto e quindi consentono di recuperare minus e di tirare un bel respiro di sollievo (dopo tante batoste in fila, il nostro sistema della ricompensa si attiva e prova piacere quando riceve almeno un bel cedolone!).

L’emissione-esca di Unicredit a cui mi riferisco ha queste caratteristiche:

Codice Isin: DE000HV4FRK9 su titoli tecnologici americani (Netflix, Paypal, Spotify, Twitter)

Paga cedole mensili del 2,45% non a memoria ma, anziché pagarle ad agosto, settembre, ottobre e novembre, se ne esce bello bello che paga un maxicoupon del 10% a novembre!!

Cosa cambia? A me sembra un po’ il gioco delle 3 carte: gli elementi in ballo sono sempre quelli, ma rimescolando le carte, l’effetto percepito risulta ben diverso.

Se anziché rimandare le 4 cedole a novembre, Unicredit le avesse pagate frazionate come le altre volte, il risultato non sarebbe cambiato, se non che a quel punto non avrebbero più potuto chiamarlo maxicoupon… e addio a buona fetta di lettori e di acquirenti!!

Visto che gli emittenti si “infurbiscono”, dobbiamo infurbirci anche noi per non essere circuiti già solo all’altezza del titolo.

Prendiamo il prossimo certificato di Credit Suisse, codice Isin XS1973491076, che è un Phoenix vero e non un Maxicoupon mascherato.

Mensilmente rende come quello di Unicredit (anche se il pagamento della cedola è trimestrale): fiscalmente entro la fine del 2020 paga 2 cedole del 6,30% cad., per cui i due prodotti sono analoghi in termini di recupero minus da qui a fine anno e il Credit Suisse risulta anche migliore perché ha le cedole a memoria e una barriera a scadenza a ben il 45% degli strike iniziali.

 

1

 

 Se invece uno è in cerca di un VERO MAXICOUPON, che stacca la prossima settimana una cedola del 30%, forse è meglio se dà un occhio qua:

 

Codice Isin: XS1575035024 emesso da Citigroup

2

 

Impariamo a far lavorare il cervello anche quando siamo sotto l’ombrellone, ricordandoci che l’unico modo per investire consapevolmente e nel migliore dei modi è investire del tempo e non fermarsi alla prima offerta che sembra interessante.

Per quanto le comunicazioni dei Big siano carine e colorate, alla fine concentratevi solo sui numeri per i confronti, senza nessun pregiudizio verso gli Emittenti, ma con rigore assoluto verso le loro emissioni.

Buone vacanze

Giovanni Borsi & il Team GB Investing

Il 15 agosto sul Corriere della Sera potrai leggere una mia intervista su un tema molto attuale e molto scottante.