Se fino a poco tempo fa per avere un buon raccolto dall’investimento in certificati di investimento si guardava a una scadenza a 5 anni, con le condizioni attuali del mercato e soprattutto della volatilità, penso che i migliori raccolti si possano ottenere accorciando l’orizzonte temporale a 12 – 18 mesi.

La volatilità sulle opzioni è prezzata in maniera decisamente anomala e va a premiare le strutture a 18-24 mesi rispetto a quelle a 5 anni, per cui investire a 4-5 anni non permette più di avere un sufficiente premio al rischio.

Inoltre, sui titoli tecnologici americani le put otm valgono molto meno delle call otm, cosa che francamente non ho mai visto in 30 anni che faccio opzioni.

Anche sul fronte dividendi, sempre fin troppo erroneamente trascurati nelle valutazioni, sono avvenuti cambiamenti epocali che hanno cambiato sostanzialmente le regole del gioco anche nel mondo dei certificati di investimento.

I continui cambiamenti di aspettativa sull’erogazione dei dividendi ha permesso lo scorso aprile a chi come noi aveva prontamente colto i mutamenti in atto di fare grandi affari.

Questi cambiamenti nelle politiche dei dividendi ora rischiano però di penalizzare molti certificati di nuova emissione, perchè alcuni Emittenti, per non prendersi rischi, prezzano i certificati ipotizzando dividendi futuri molto più bassi delle attese. Questo significa che non si vogliono prendere rischi e che li scaricano sull’utente finale.

Alla luce di questi e di tanti altri cambiamenti che hanno portato notevoli stravolgimenti nei prezzi dei certificati, ti anticipo 4 certificati di cui parlerò più approfonditamente nel mio webinar di domani, in cui ti spiegherò perché ritengo estremamente interessante questa nuova offerta con scadenza 18 mesi, a gennaio 2022 (gennaio, scelto non a caso, è un mese statisticamente favorevole ai mercati borsistici).

Isin: DE000VP6LTX1

Cedola semestrale a memoria del 6,85% (13,70% annuo), a condizione che nessuno dei titoli quoti a un livello inferiore al trigger cedola, che decresce dall’80% della prima rilevazione al 60% dell’ultima. L’autocall è sempre attiva.

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Il certificato quota 95 per cui offre anche la possibilità di ottenere un rendimento pari al 12% in soli 6 mesi in caso di autocall, mentre il rendimento a scadenza risulterebbe essere pari al 17% annuo.


Isin: DE000VP6LTW3

Cedola semestrale a memoria del 5,80% (11,60% annuo), a condizione che nessuno dei titoli quoti a un livello inferiore al trigger cedola, che decresce dal 75% della prima rilevazione al 65% dell’ultima. L’autocall è sempre attiva.

2

Il certificato quota 95 per cui offre anche la possibilità di ottenere un 11% in soli 6 mesi in caso di autocall, mentre il rendimento a scadenza risulterebbe essere pari al 15% annuo. Il titolo worst of oggi è Telecom che perde circa il 5% dal suo prezzo strike.


Isin: DE000VP6LT15

Cedola semestrale a memoria del 7,80% (15,60% annuo), a condizione che nessuno dei titoli quoti a un livello inferiore al trigger cedola, che decresce dal 70% della prima rilevazione al 50% dell’ultima. L’autocall è sempre attiva.

3

Il certificato quota 99 per cui offre anche la possibilità di ottenere un 9% in soli 6 mesi in caso di autocall, mentre il rendimento a scadenza risulterebbe essere pari al 16% annuo.

Il titolo worst of oggi è Beyond comunque salito rispetto allo strike (attenzione ai dati trimestrali dell 4 agosto) anche se decisamente meno rispetto ad Amazon e PayPal (salito addirittura già del 10%).

Isin: DE000VP6LTY9

Cedola semestrale a memoria del 10.73% (21.46% annuo), a condizione che nessuno dei titoli quoti a un livello inferiore al trigger cedola, che decresce dal 70% della prima rilevazione al 60% dell’ultima. L’autocall è sempre attiva.

4

Il certificato quota 92 per cui offre anche la possibilità di ottenere un 20% in soli 6 mesi in caso di autocall, mentre il rendimento a scadenza risulterebbe essere pari al 30% annuo. Il titolo worst of oggi è Expedia, che è sceso di circa l’8% dal suo prezzo strike.

Se dobbiamo fare una scommessa sulle conseguenze del Covid sui titoli quotati, penso sia meglio puntare su titoli come Booking, Expedia e Tripadvisor, più che su quelli delle compagnie aeree che perdono decisamente molti più soldi avendo costi fissi poco comprimibili, tanto da rischiare il fallimento.

Anche se pure questi titoli stanno sicuramente soffrendo per le minori transazioni dovute al calo del flusso dei viaggi, hanno comunque strutture decisamente più agili e minori costi fissi da sostenere (ad esempio, Tripadvisor ha perso nel secondo trimestre 85 milioni di dollari, mentre Air France-Klm ha perso 2,16 miliardi di euro, a fronte di 80 mln di utile netto nello stesso periodo dello scorso anno, fatturando 1,8 miliardi, cioè un calo del -83%).

Capite bene che per Air France-Klm significa fatturare 1,8 e avere costi per 4 miliardi; se anche fatturasse il doppio di adesso (considerando che ci sono parte dei costi che sono variabili, per cui i costi saranno sicuramente superiori ai 4 miliardi), non potrebbe arrivare a pareggio.

Questo solo per dire che non dico che non si possano cercare scommesse, ma qualora si voglia investire puntando sul vaccino o sul ritorno alla normalità, cerchiamo sempre di analizzare pro e contro del singolo strumento finanziario e cerchiamo di capire cosa potrebbe succedere sui sottostanti coinvolti.

Una struttura bella come ad esempio l’airbag CH0524352256, che più volte ho citato come uno dei migliori airbag in circolazione, oggi non è più tra i miei favoriti, infatti l’ho venduto il 21 luglio a 935,38 proprio perché le trimestrali mi facevano paura, anzi di più... mi terrorizzava il possibile annuncio di una ricapitalizzazione di Saipem - non è avvenuto, ma è bastata la trimestrale per riportare il titolo ai suoi minimi storici.

Sul fronte banche invece è bastato l’annuncio dell’ennesima ricapitalizzazione necessaria per BMPS, che il titolo è sceso in poco più di una settimana da 1,90€ a 1,40€ (penso che ai minimi di marzo, a 0,975€ ci possa arrivare molto presto). Magari non è stata Bmps a trascinare al ribasso tutto il settore, ma la dice lunga sul vero stato di salute del settore, per cui ok investire su sottostanti quali Fineco, Poste o Nexi ma starei alla larga da TUTTI gli altri.

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Un caro saluto

Giovanni Borsi

 

“Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno.

Forse lo faranno tutti.”

(Albert Einstein)