Tank: “Allora, cosa vi serve, a parte un miracolo?”

Neo, l’Eletto: “Armi. Tante armi.”

Il capolavoro dei fratelli Wachowski a cavallo del nuovo millennio, Matrix, ci aveva già fatto immaginare l’esistenza di un’altra realtà cui poter collegarsi tramite una linea telefonica speciale, utilizzata come uscita di sicurezza in caso di emergenza.

Quanto farebbe comodo avere un’arma speciale come seconda chance quando le cose precipitano in borsa? Il rischio sarebbe molto facilmente un abuso di questo jolly ma, se lo potessimo usare almeno una tantum in un caso estremo in cui sappiamo di aver fatto tutto il possibile, ma un evento esterno inatteso e magari anche fraudolento ha distrutto i nostri ragionevoli piani, tu lo useresti per rimediare quale strafalcione?

Io lo userei per Wirecard. Il passato non si cambia, ma siamo ancora tutti in piedi e, visto che si può, usiamo a nostro vantaggio quanto accaduto per costruire per il futuro un’arma a prova di Wirecard & friends.

Dopo 30 anni di borsa l’insegnamento più pragmatico che mi sento di darti è:

Fai tutti gli errori che puoi più velocemente possibile (e ringraziali),

non ripeterne per la seconda volta neanche uno.

In questi giorni di calura estiva in cui gli scambi in borsa latitano, più paure stanno freezando gli operatori:

-         La paura che le borse siano sui massimi di periodo drogate dalla liquidità che non sa dove andare

-         La paura che ad agosto ci sia l’ennesimo sciacquone estivo, come è capitato in molti degli ultimi anni

-         La paura di incappare in una nuova Wirecard, che può sempre essere dietro l’angolo, così come potrebbe non ripresentarsi più. Non ci è dato saperlo.

Sul fatto che le borse siano drogate artificialmente, c’è poco da dire, se non che è assolutamente vero e questo ci deve indurre non tanto ad avere paura, ma ad avere la consapevolezza che i fondamentali dell’economia sono peggiorati e che le quotazioni sono un po' tirate.

Certo che se l’alternativa è investire in bond o in oro, allora forse l’azionario è ancora interessante e può reggere multipli sugli utili che sino a qualche anno fa erano considerati folli. Non tralasciamo che quando i tassi sui Btp erano al 4-5%, si chiedeva alla borsa un p/e del 10%, mentre oggi coi tassi vicini allo zero, anche un p/e del 20% è tanta roba.

La scelta di uno strumento finanziario non va fatta in base al rendimento che offre, ma in base al rapporto rischio/rendimento che offre.

Riguardo la stagionalità, credo che in effetti agosto sia un mese eccezionale per l’industria finanziaria per andare a cercare profitti facili: basta vedere come l’estate scorsa i mercati vennero manipolati con una forte discesa prima di ferragosto e con una salita impetuosa successiva. Ma tutto va sempre contestualizzato e prendere per oro colato i movimenti del passato, aspettandoseli uguali nel futuro, è la strada migliore per disconnettersi dalla realtà e cadere in un mondo pieno di illusioni.

La scarsa liquidità dei mercati della scorsa estate rese esplosive le dichiarazioni di Elon Musk, i tweet di Trump - addirittura c’era chi faceva trading sui Btp, seguendo i tweet di Conte, Salvini o Di Maio.

Poi non lamentiamoci se con questo approccio superficiale si azzerano i conti al primo starnuto del mercato.

Statisticamente agosto fornisce giornate “sui generis”,

per cui è saggio avere cartucce da spendere nel caso arrivino opportunità ghiotte

Sembra una follia per chi conosce i numeri e i meccanismi, ma a volte la realtà supera la fantasia e ora dobbiamo abituarci sempre di più al fatto che i fondamentali aziendali ed i prezzi di borsa non sono sempre allineati come insegnano teoricamente i manuali, anche se rimane pur sempre vero nel lungo termine che i vincenti (es. Amazon) faranno sempre nuovi massimi ed i perdenti (es. BMPS) faranno sempre nuovi minimi, ammesso che non si invertano realmente i trend non per la speculazione, ma perché cambia sul serio la sostanza, anche se forse neanche i registi di Matrix oserebbero tanto con la fantasia con alcune bocce perse come BMPS o altre banche italiane.

Amazon e BMPS sono due casi-limite, ma il messaggio importante che voglio convogliare è che è doveroso avere sempre un’idea del business legato alle aziende su cui si investe: questo non ci garantisce che ci salvaguarderemo dalle perdite, perché solo l’astinenza garantisce dalle perdite (alla faccia del capitale garantito, del free risk e tutte le illusioni di quel tipo... ahimè!), ma un conto è perdere una battaglia perché capita un evento altamente improbabile, ma pur sempre possibile come una truffa o una pandemia mondiale, ben diverso è se invece continuo a comprare minimi decrescenti raccontandomi che per me il prezzo è troppo basso, o ugualmente se continuo a shortare massimi crescenti perché per me il prezzo è troppo alto. Questo con buona pace dei ribelli, che si mettono sempre “contrarian” rispetto al trend perché arrivano prima…

Io non ho mai usato l’analisi tecnica per prendere decisioni operative in 30 anni, anche se naturalmente la conosco (pur non potendomi spacciare per un esperto in questo, perché sarebbe una bugia), ma il buon Charles Dow quasi 150 anni fa, senza inventarsi 1.754 indicatori pseudo-inutili, aveva già capito che mettersi contro il trend non è proprio una gran genialata. Keep it simple!

Qua si aprirebbe un Matrix sulla realtà e sulla percezione dove solo chi conosce la mente prima dei grafici potrebbe forse trovare la via d’uscita, non senza farsi qualche graffio anche nel più roseo dei casi.

Se hai investito ad esempio due mesi fa su BMPS ed oggi, dopo che è uscita la notizia che la Bce chiede un ulteriore – ennesimo!!! - aumento di capitale da 700 milioni di euro, e ti ritrovi in perdita, con chi te la puoi prendere?

Diverso è il caso Wirecard, che mi ha toccato molto da vicino, visto che ci ero dentro e come me tanti altri, probabilmente anche tu che stai leggendo.

Il business dei pagamenti online era ed è tuttora solido e vincente e, anche se giravano le voci di qualche irregolarità, mai e poi mai mi sarei aspettato una truffa di quella portata: davanti a bilanci falsificati, evento si spera sempre meno frequente, ma non per questi impossibile, cosa deve fare un operatore? Nulla, prenderlo come dato di fatto, immagazzinarlo e passare oltre, oppure arrendersi e stare alla larga per sempre se la pressione è insostenibile.

Il rammarico è stato grande anche per me che sono navigato e ormai non mi tocca più niente in borsa: questo episodio, per quanto negativo, non ha minimamente inficiato la mia autostima e neanche le mie competenze, perché i ragionamenti che stavano alla base erano corretti. Solo che la vita non è un manuale e neanche un film e l’eccezione che conferma la regola è una variabile che va sempre tenuta in considerazione, sia quando si è in gain (per non gasarsi troppo), sia quando si è in loss (per non crollare in depressione e lasciare i soldi a marcire sul conto in attesa che arrivi un miracolo che ti riporta in pareggio).

Personalmente in 20 anni ho visto 3 grandi truffe - Wirecard, Parmalat ed Enron - ed un grande fallimento, Lehman Brothers.

Se dopo Lehman Brothers non avessi più investito in borsa per la paura,

avrei perso il più lungo bull market della storia

 

La paura che arrivi un’altra Wirecard è alta e sta paralizzando una marea di investitori; non è che sia ingiustificata, ma nel momento in cui diventa invalidante bisogna usare il cervello, anziché lasciarsi dominare dalle euristiche: la verità è che se hai paura di una nuova Wirecard, sappi che allora ti può capitare anche con un certificato a capitale garantito che ti rifilano in banca spacciandotelo per rischio basso, perché se vogliamo fare i catastrofisti, allora può saltare qualunque Emittente in qualunque momento e senza preavviso. Se ragioni così, consiglio spassionato: cambia sport.

La musica cambia tanto anche se su Wirecard ci avevi messo una parte sensata dei tuoi risparmi o se l’ingordigia ti ha fatto investire più del dovuto. Ma qua siamo alle solite: è colpa del titolo o della size sbagliata??

Fortunatamente scandali del genere non sono all’ordine del giorno, ma dobbiamo toglierci dalla testa l’utopia che una forza superiore ci tuteli. Dobbiamo essere noi in prima linea a prenderci la responsabilità della nostra stessa protezione.

Questo è un tema bollente in questa estate altrettanto bollente e gli Emittenti più svelti sono già all’opera per cercare di fare l’unica cosa che è nelle nostre umane possibilità, ossia cercare strumenti che tengano conto di quanto accaduto e limino il rischio il più possibile, possibilmente senza fare crollare esageratamente il rendimento (anche se questa clausola aggiuntiva ovviamente ha un costo, un po’ come se fosse un’assicurazione).

Morpheus: “Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è.

È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre.

Pillola azzurra: fine della storia.

Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai.

Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie

e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio.

Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.”

Leonteq ha già dimostrato più volte di essere particolarmente reattivo ed anche in questo caso non si è smentito: così sono nati i due nuovissimi certificati di investimento Phoenix Worst of Reload.

Gli informatici e gli amanti dei video giochi (chi non ricorda Super Mario che prima del game over, poteva usufruire di più vite?) la chiamano Vita extra, cioè una chance in più: proprio quello che serve per sconfiggere la paura di un’altra Wirecard.

La clausola reload offre un’àncora di salvezza

se a scadenza un sottostante è sotto la barriera nel giorno della rilevazione finale

Questa preziosissima clausola (che alcuni chiamano Souvenir perché, come abbiamo sempre detto, in assenza di una nomenclatura universalmente condivisa, ogni Emittente si inventa il nome che gli pare, giusto per aumentare ulteriormente la confusione nel pubblico) offre una seconda chance al certificato: solo a scadenza e solo riguardo al rimborso del capitale, la rilevazione finale guarda il secondo worst of per cui, per non rimborsare il nominale di 1000, ben due sottostanti su 4 dovrebbero risultare sotto alla barriera.

Nel caso del certificato di Vontobel su Amazon, Netflix, Paypal e Wirecard, 3 titoli su 4 erano ampiamente sopra strike, ma il crollo rovinoso di Wirecard ha raso il certificato quasi a zero. Se lo stesso certificato avesse avuto incorporata la clausola reload, avrebbe perso tutte le cedole, ma tutt’oggi sarebbe altamente probabile il rimborso del nominale. Molti avrebbero accettato volentieri di perdere le cedole, ma salvaguardare il capitale.

Di seguito le caratteristiche dei due certificati, ovviamente il rendimento è decisamente minore di quello che si sarebbe potuto ottenere senza la clausola reload, ma rimane interessante coi tempi che corrono e soprattutto permette di allontanare i timori che un singolo titolo possa cadere in disgrazia.

Di questi tempi, in cui i rendimenti sono ancora discreti, può valere la pena dotarsi della clausola reload che, per il mercato di oggi ritengo decisamente migliore della clausola airbag: l’airbag non ha potuto nulla su Wirecard o su Hertz, così come non potrebbe nulla su un aumento di capitale iperdiluitivo, come è stato ad esempio nel 2016 Saipem (-95% in un mese!!!), e che oggi personalmente ritengo molto più probabile che un nuovo caso Wirecard.

Proprio oggi Saipem ha perso oltre il 10% su dati trimestrali deludenti; la settimana scorsa ho venduto un certificato airbag con diversi titoli industriali, tra cui Saipem, proprio per i timori che da questa ondata di trimestrali potesse uscire qualche mal di pancia. Questo certificato (isin: CH0524352256), a livello di struttura è uno dei migliori in assoluto in circolazione, se basassi le mie scelte di investimento solo su un software o sulla validità di una struttura, lo avrei conservato, ma l’esperienza e il fiuto maturato mi hanno indotto a evitare di essere troppo esposto in questo frangente di mercato su un titolo come Saipem – e questo non lo può suggerire alcun software

 
 Supera la paura di un nuovo scandalo tipo Wirecard, ma evita accuratamente tutti quei titoli che all’improvviso potrebbero comunicare al mercato la necessità di un aumento di capitale.

 

Codice Isin: CH0555289310 emesso da Leonteq con scadenza 15/07/2025

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Il certificato in questione è su 4 titoli americani di cui 3 hanno già presentato i dati trimestrali (manca all’appello Facebook che li fornirà giovedì), potrebbe essere interessante comprarlo dopo i dati (non me li aspetto positivi, per cui potrebbe fornire un buon punto di ingresso qualche punto meno di 1000).

Il titolo a maggior rischio risulta ovviamente Tesla, visto che c’è chi lo vede a 2000$, così come c’è chi lo ritiene già in bolla: lo stesso Elon Musk lo ha definito caro, ma non mi sembra personaggio molto affidabile (semmai la cosa grave è che ancora oggi gli permettono di fare affermazioni che sconvolgono il mercato e condizionano notevolmente il normale andamento del titolo in borsa).

Su un certificato come questo il timing di acquisto è particolarmente importante: l’ideale sarebbe che un solo titolo, possibilmente Netflix o Facebook, si mantenesse di un 10% sotto lo strike, così da poterlo comprare a sconto senza dover patire i su e giù di Tesla e avendo la tranquillità che, se proprio dovesse andare male un titolo, la clausola reload correrebbe in nostro aiuto.

Codice Isin: CH0555289328 emesso da Leonteq con scadenza 15/07/2025

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Il certificato in questione è su 4 titoli europei di settori differenti ed esprime un buon rendimento in relazione alla protezione offerta dalla clausola reload.

Con lo storno di questi giorni si può comprare anche leggermente a sconto sul prezzo di emissione, così che il suo rendimento a scadenza risulta superiore al precedente, anche se il flusso cedolare è leggermente inferiore.

Queste strutture sono appena nate quindi sono ancora rare, ma credo che a breve, visto quante persone ci leggono (in modo particolare gli Emittenti) potranno cominciare ad essere apprezzate al posto dei tanto amati Airbag.

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Un caro saluto

Giovanni Borsi

Morpheus: “Benvenuto nel mondo vero.”

Neo: “Sono morto, vero?”

Morpheus: “Tutto l'opposto”