La storia ci insegna che quando si è scottati in un’operazione che ci ha fatto perdere soldi evitiamo alla grande di ripetere ogni operazione simile che ci possa far pensare di ricadere ancora in errore, perché a quel rischio associamo un risultato che ci ha sconvolto.

Ora sento molte persone che dalla faccenda Wirecard ne sono uscite malissimo, ma non tanto perché la perdita ha intaccato il proprio capitale economico (pur essendo stata pesante), ma perché la perdita è andata ad intaccare il capitale psicologico ed ora non si è più disposti ad investire in certificati simili a quello che ha generato questo turbamento.

Personalmente so di essere molto diverso dalla stragrande maggioranza dei miei lettori: ricordo come nel 2004, dopo una grande perdita subita su un covered warrant, pochi avrebbero avuto la forza di riprenderli tutti senza più sbagliare un colpo in soli 10 mesi di guadagni costanti usando lo stesso strumento finanziario; se non mi conosci e hai tempo e voglia di guardarti oltre un’ora di video su youtube trovi questa mia intervista di 5 anni fa estremamente interessante a riguardo, che tratta temi sempre attuali.

Senza andare tanto indietro ma limitandomi solo agli ultimi dodici mesi posso solo dire che prima di abbandonare uno strumento finanziario o una strategia profittevole non mi faccio certo condizionare dalle performance di un singolo trade o di una singola strategia.

Quest’anno ho avuto diverse esperienze personali particolarmente negative:

PRIMO ESEMPIO: a gennaio 2020 il giorno dopo della scadenza opzioni dove fui assegnato di 50000 azioni Mac Dermott l’azienda è di fatto stata delistata ed oggi ho una perdita potenziale di quasi 53000€ anche se in parte alleviata dai 29000€ di profitti fatti sulle opzioni.

Questo non mi ha condizionato nelle mie decisioni quando due settimane fa vidi che si era creata una situazione simile sulla griglia opzioni di NKLA, anche in questo caso le put erano strapagate e le call a fatica pagavano qualche spicciolo di valore tempo: segnale evidente che il titolo doveva scendere anche se francamente dubito possa fallire (essendo una startup appena quotata).

Se avessi pensato all’analogia con Mac Dermott ed al risultato ottenuto con quel titolo ci sarei stato alla larga; invece no, perché un’opportunità di guadagno del genere (50000€ potenziali in un mese con 30-40 mila euro impegnati a margine dell’operazione non capitano tutti i giorni) la devo prendere, magari userò qualche accorgimento in più proprio per tutelarmi maggiormente.

Ad oggi sono in utile di quasi 10000 e nei prossimi dieci giorni posso fare 3600$ al giorno solo grazie al trascorrere del tempo, certo non vedo l’ora di chiudere l’operazione e magari ripeterla su agosto, perché è sempre difficile credere che il mercato possa regalare i soldi in maniera così facile.

Questa la situazione di mercato attuale coi prezzi di mercato (ossia quanto può darmi oltre ai 10000€ già maturati da qui alla scadenza del 17 luglio) :

1

Se fossi stato condizionato dalla paura avrei comprato un numero maggiore di put così da avere tutto lo strategy verde (gain a qualsiasi prezzo), cosa resa possibile per la struttura delle opzioni assolutamente insolita: in effetti se io compro 7 call 90 a 0.32$, vendo 7 put 90 a 47$ e vendo 700 azioni (con prestito titoli) a 57,23$ sono certo (salvo richiamo del prestito) di ricomprarmi il 17 luglio le azioni vendute al prezzo di 90-47+0.32= 43,32$ con un guadagno sicuro di ben 13,91$per azione, cosa francamente quasi impossibile da trovare su altri titoli.

Ma il prevalere della razionalità e la mia abitudine a valutare costantemente i rischi (ed accettare di prenderne, anche dopo una sonora batosta) mi fa pensare che sia difficile ipotizzare nel breve il fallimento di una startup come NKLA, per cui ho accettato di prendermi questo rischio “calcolato”.

2

SECONDO ESEMPIO: a gennaio 2020 mi sono beccato in faccia il rialzo di Tesla e in soli due giorni con due call mi sono trovato a perdere circa 50000€. Cosa faccio? Non uso più Tesla nelle mie strategie in opzioni? Dopo averla cavalcata con successo in tutto il 2019? Ho solo adottato delle modifiche che mi permettessero di gestire le strategie con maggiore tranquillità, ma non ho rinunciato alla profittabilità che mi dà un titolo così volatile tanto che oggi ho totalmente ribaltato la performance negativa di inizio anno.

Ad esempio, nella strategia chiusa giovedì 2 luglio, ho guadagnato ancora bene ma meno delle settimane precedenti, ma ho avuto la grande soddisfazione di aver parato il colpo basso dell’apertura di Tesla di ben 100 dollari superiore al giorno prima (avevo 5 call vendute strike 1080); mi è bastato avere in portafoglio 12 call 1200 e una pronta gestione delle put nel giorno di scadenza da riuscire a compensare le perdite subite sulle call 1080 (dalla foto qua sotto non si capisce bene perché se si fa la somma algebrica dei guadagni risultano profitti per oltre 71000€ pari a quasi 80000$, questo perché sono state contabilizzate a zero sia le 5 call 1080 che le 5 put 1220, mentre nella realtà sono state esercitate entrambe generando poi una perdita sulle 500 azioni Tesla da 1080 a 1220 pari a 70000$ lasciando comunque un gain settimanale superiore ai 10000$).

Quindi aver fatto tesoro dell’esperienza dolorosa vissuta a gennaio, mi ha permesso di non incappare nel medesimo errore ed ora ho maggiore consapevolezza nell’affrontare in maniera sempre più serena le future strategie, sapendo che i rischi non possono essere eliminati, ma che ho a disposizione più armi e soprattutto maggiore esperienza per saperli gestire: questo non significa che avrò eliminato le perdite, ma solo che statisticamente le avrò rese meno probabili.

3

TERZO ESEMPIO: a giugno 2020 sono entrato pesantemente short su Cattolica (azioni ed anche opzioni call vendute) confidando nella drammaticità evidenziata dall’Ivass che aveva imposto a Cattolica la necessità di una urgente capitalizzazione: l’entrata in campo di Generali Ass.ni improvvisa ed effettuata in modo poco trasparente e fatta deliberare in assemblea a giochi fatti senza alcun rispetto per l’azionista di minoranza mi ha generato una perdita che di sicuro non mi aspettavo e su cui avevo ben poche chance di tutelarmi (l’apertura in gap up del 40% non avrebbe permesso di applicare uno stoploss per cui diffidare di chi vi assicura che con lo stoploss siete al riparo da perdite inaspettate, quando andate overnight non avete più certezze sulle favolette che vi raccontano sugli stoploss).

Quanto è successo su Cattolica non è la prassi, per cui sarò ben lungi dal pensare che altre operazioni straordinarie o la stessa Cattolica non mi potranno fornire occasioni di rifarmi.

Per cui non vedo l’ora che parta qualche aumento di capitale che mi permetta di rifarmi del maltolto, non avrò timori ma sarò consapevole di aver aggiunto un altro tassello importante al mio bagaglio di esperienza.

Anche nel marzo 2014 ero pesantemente short su Mps in attesa dell’aumento di capitale ed il titolo raddoppiò di prezzo per via dei due fondi che aiutarono la Fondazione Monte Paschi a salvare il salvabile: mossa assurda (i fondi hanno di fatto perso tutti quei 900 milioni) che anche in quel caso mi costò cara, anche se dopo pochi mesi li ripresi con gli interessi durante l’aumento di capitale.

Anche la mossa di Generali la trovo assurda, avrebbe potuto comprarsi le azioni molto più a sconto approfittando dell’aumento di capitale, ma forse non avrebbe avuto i favori di qualche consigliere di amministrazione; giochi di potere che non possiamo sapere e nemmeno anticipare e che a volte distruggono anche analisi ben fatte, lasciando molto amaro in bocca: del resto non scopriamo oggi quanto sia sporca la finanza non solo in Italia ma a livello mondiale (a tal proposito consiglio il film prodotto da Sky: Diavoli, che trovo veramente ben fatto e che lascia capire i giochi sporchi delle grandi banche e degli stessi organi centrali, che siano governi o banche centrali).

Questo è il bello ed il brutto del nostro mestiere:

-         il bello è che non si finisce mai di imparare, anche a 60 anni non ti puoi sedere sugli allori, occorre studiare per continuare ad essere profittevoli, e ciò non può che giovare a mantenere una mente giovane e brillante;

-         il brutto è che anche con oltre 30 anni di esperienza sul campo non riuscirai mai ad essere profittevole sempre e dovrai ancora accettare di subire sconfitte come quelle che mi ha riservato il primo semestre 2020

Forse con gli anni sono diventato molto più esigente, per cui soffro maggiormente le sconfitte e non basta certo un warrant Trevi suggerito e preso ai minimi (0,50€) e volato ad oltre 20 volte (ben oltre i miei target) per controbilanciare un’amara e inaspettata sconfitta (Cattolica).

Ma se arriverà una nuova stagione di aumenti di capitale penso torneranno anche le vecchie amate performance stellari degli adc in cui si raddoppiavano i soldi in un weekend (Monte Paschi, Carige, Saipem solo per citarne alcuni).

QUARTO ESEMPIO: a giugno 2020 dall’oggi al domani è fallita Wirecard, un titolo che addirittura aveva scalzato Commerzbank dai primi 30 titoli dell’indice tedesco.

Se andiamo indietro, almeno negli ultimi 20 anni, ci sono stati altri casi come questo, Parmalat ed Enron in primis, oggi tornati alla memoria viste le analogie con Wirecard.

Pochi italiani credo abbiano investito direttamente sull’azione, ma molti si sono trovati con dei certificati (ben 40 strumenti quotati avevano Wirecard come sottostante e si parla di ben oltre 50 milioni di euro di controvalore andato in fumo): molti di questi investitori ora, sentendosi impotenti di fronte a certe truffe, tendono ad evitare qualsiasi prodotto simile a quello che lo hanno penalizzato, tendendo a generalizzare e considerare tutti i worst of come potenziali nuovi bubboni su cui perdere soldi.

Il rischio enorme a pensarla in questo modo è che si vada ad investire su certificati a capitale garantito (con probabile rendimento vicino allo zero) o su indici (a rendimenti anche di due terzi inferiori) o su singoli titoli (anche in questo caso con rendimenti quanto meno dimezzati).

Probabilmente ci saranno altri fallimenti (ma dovuti alla situazione economica e non a truffe finanziarie) e dovremo aspettare altri 5 o 10 anni prima di vedere un’altra truffa di queste proporzioni su uno dei titoli principali di un indice importante come il Dax, per cui personalmente io continuerò ad investire sui certificati worst of approfittando dei rendimenti che il mercato offre.

L’attenzione sarà sempre sui titoli che ne compongono il paniere ed eviterò di pensare che un qualsiasi titolo possa fare la fine di Wirecard perché a quel punto potrei dubitare di qualsiasi titolo, visto che non ci si può certo fidare dei bilanci certificati da primarie società in quanto è facile comprare il silenzio di singole persone addette ai controlli.

Da una attenta analisi dei titoli finanziari italiani ritengo sia meglio in questa fase evitare le banche tradizionali e privilegiare quelle che in un modo o nell’altro possono beneficiare dell’attuale situazione e dei cambiamenti nelle abitudini degli italiani.

Il certificato di Citigroup con una scadenza di soli due anni costruito su un paniere di titoli finanziari quali FINECO, POSTE ITALIANE e NEXI penso possa dare una certa tranquillità all’investitore che guarda le prospettive dei singoli titoli:

Fineco trova nuovo slancio ogni qualvolta c’è una crisi in quanto è vista come una delle banche più sane d’Italia, inoltre proprio il lockdown ha portato molta gente ad aprile a scoprire Fineco e la comodità di gestire le proprie cose online in piena autonomia o assistito da un consulente della Banca senza bisogno di perdere tempo in Filiale: penso che l’uscita di una semestrale record di Fineco (data della seconda trimestrale è il 31 luglio 2020) possa dare una ulteriore accelerazione al titolo.

Nexi è dello stesso settore di Wirecard, questo non significa che ne debba fare la stessa fine, anzi è la conferma che credo fermamente nello sviluppo di questo business (pagamenti online) soprattutto in Italia dove siamo ancora indietro rispetto agli altri paesi sviluppati. Attendo con fiducia anche in questo caso i dati del secondo trimestre 2020 che usciranno il 30 luglio 2020.

Poste Italiane può contare su una capillarità dei propri uffici e sulla ricerca di un porto sicuro dove depositare i propri risparmi (e le Poste sono ancora viste in questo modo da molti risparmiatori): io non investirei mai i miei risparmi in Poste ma obiettivamente le Poste possono avere grandi margini per sfruttare il risparmio che gli italiani affidano loro e non hanno certo i rischi delle banche tradizionali, che dovranno vedersela con nuove sofferenze acuite dalla crisi economica. Gli uffici postali sono rimasti aperti nel periodo di lockdown e sicuramente possono aver tratto beneficio in tutte le loro aree di business, ma in questo caso, essendo più distante dal mio modo di vedere la finanza, ho più difficoltà a recepirne le potenzialità proprio perché non ragiono come il cliente di Banco Poste, ma ritengo comunque interessante il titolo (anche per gli attestati di riconoscimento che rendono il titolo inseribile all’interno dei fondi ESG) e sono curioso di vederne ed elaborarne i risultati semestrali, anche questi pubblicati il 30 luglio 2020.

Nei risultati del primo trimestre Poste Italiane aveva un po' deluso il mercato con questi dati:

-         ricavi dei servizi di corrispondenza, pacchi e distribuzione: -12,4%

-         pagamento e mobile: +18,4 %

-         servizi finanziari: -1,4 %

-         business assicurativo: + 5,1 %

Penso che il prossimo trimestre possa confermare questi dati, per poi riprendere a crescere nella seconda parte dell’anno.

Vediamo ora le caratteristiche di questo certificato:

XS1575025819 Certificato emesso da Citigroup con scadenza 2 anni

4

Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola trimestrale a memoria del 2,60% (10,40% annuo) a condizione che nessuno dei titoli quoti a un livello inferiore al trigger cedola, che è posto al 70%

Da aprile 2021 scatta la clausola autocall con il conseguente rimborso anticipato al valore nominale + la cedola se tutti i titoli sono sopra strike.

Oggi il certificato quota in lettera a 1015 con tutti i titoli sopra strike.

Molti di voi potrebbero obiettare che le barriere sono al 70%, quando altri certificati simili hanno barriere più profonde e rendimenti simili.

Io penso che la qualità dei titoli sottostanti un certificato la si paghi, per cui o si è disposti a rinunciare ad un po' di rendimento in termini di flusso cedolare, o si è disposti a sacrificare un po' di protezione.

Sono scelte soggettive, io posso solo esprimere un mio personale giudizio.

Se penso ad altri prodotti con scadenza 2 anni mi vengono in mente questi di Vontobel, uno con barriere al 50% e titoli americani tutti abbondantemente sopra strike e l’altro con barriere al 60% e titoli italiani anche in questo caso abbondantemente sopra strike.

DE000VP3BJJ9 Certificato emesso da Vontobel scadenza 22 mesi.

5

Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola semestrale del 7,5%, con trigger iniziale all'80% del prezzo strike, il trigger decresce ogni 6 mesi del 10% e arriva a Maggio 2022 con livello del 50% del prezzo strike, anche la barriera finale è al 50% del prezzo strike.

Le cedole sono a memoria per cui è sufficiente che a scadenza il worst of sia sopra alla barriera che si è sicuri di incassare tutte le cedole (anche quelle con trigger 80% per intenderci). La clausola autocall è attiva a tutte le date di rilevazione, a partire da novembre 2020.

Oggi il certificato quota in lettera in area 100 anche se tutti i sottostanti sono saliti, il peggiore è ora tornato ad essere Uber, ora sopra strike di poco più del 9%

Amazon è salito del 20%, Snap del 38% e Beyond del 40%, per cui interessante sia per rendimento in caso di autocall (oltre il 8% in poco più di 4 mesi) ma anche se dovesse fallire l’autocall, visto che avrebbe poi solo 18 mesi di vita residua.

DE000VP4D4B1 Certificato emesso da Vontobel con scadenza 23 mesi.

6

Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola semestrale a memoria del 8% (16% annuo) a condizione che nessuno dei titoli quoti a un livello inferiore al trigger cedola, che è decrescente, nella prima osservazione è posto all’75%, nella seconda al 70%, nella terza al 65% e nell’ultima al 60%, di fatto essendo prevista la clausola memory, è sufficiente che nessuno dei 4 titoli abbia perso oltre il 40% nel giorno di rilevazione finale per avere il 32% di cedola, anche se in una delle date intermedie non ci fossero state le condizioni per avere diritto al pagamento.

A ogni data di rilevazione cedola, se tutti i titoli dovessero quotare al di sopra del loro prezzo strike, scatta la clausola autocall con il conseguente rimborso anticipato al valore nominale + la cedola. Anche se i sottostanti quotano in valute diverse (Ferrari è quotata in dollari avendo preso il prezzo del mercato americano), il certificato non risente dell’effetto cambio essendo prevista la clausola “Quanto” che sterilizza il rischio cambio.

Oggi il certificato quota in lettera a 100 con tutti i titoli sopra strike.

Per approfondire partecipa al  WEBINAR GRATUITO GB CERTIFICATES

Mercoledi 5 Agosto ore 14,00

>>>ISCRIVITI ORA AL WEBINAR FREE<<<

Se non riesci a partecipare iscriviti in ogni caso così potremo inviarti il link con la registrazione di questo webinar e dei webinars passati.

Per le tue letture estive scarica subito il nuovo E-book GRATUITO: "CERTIFICATI DI INVESTIMENTO - NOVE FUNZIONI PER OTTIMIZZARE IL PORTAFOGLIO" che trovi nella tua area, dopo esserti loggato, o registrati gratuitamente.

Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing