Ormai conosciamo bene i maxi-coupon, quei certificati che staccano una prima cedola molto alta (è facile anche oltre un 20%) e che sono tanto gettonati quando si tratta di trovare uno strumento che renda un guadagno velocemente, così da spostare in avanti, o recuperare del tutto nei migliori dei casi, le minusvalenze in scadenza.

Oggi vedremo il nuovo Phoenix Maxicoupon emesso da Citigroup, che paga una prima generosissima maxicedola del 30% già ad agosto ma che, oltre ad essere un Maxicoupon, abbiamo definito anche un Maxi-Airbag.

Vediamone le caratteristiche che lo rendono un gran bel maxicertificato

Codice Isin XS1575035024: Phoenix Maxicoupon scadenza 28 maggio 2024

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I 5 titoli sottostanti sono tutti titoli ben noti del Nasdaq (Ferrari è l’unica a quotare in euro, nonostante sia quotata anche a Wall Street), che hanno in comune il fatto di essere tutti risaliti sopra ai prezzi di febbraio ed anche oltre, grazie ai loro business consolidati che non temono gli effetti della pandemia.

La volatilità di questi ultimi giorni ha permesso a Citigroup di confezionare un certificato con caratteristiche come queste e adesso sta quotando anche a sconto sul nominale (circa 960); guardiamo i possibili 3 risultati con un solo certificato:

  1. Spostare in avanti le minusvalenze in scadenza, in un colpo solo di un bel 30% - cosa che non credo di aver ancora visto in un Maxicoupon
  2. Avere un certificato tra due mesi in carico a 650-660: se dovesse andare male, la perdita sarebbe comunque del 35% inferiore alla perdita subita dal worst of, ecco perché un MAXI AIRBAG! Le cedole dell’1,5% trimestrali (6% annuo sul nominale), se rapportate al prezzo di carico post maxicedola, sarebbero superiori al 9% a cui dovrei aggiungere un potenziale 50% in 4 anni sul capitale investito (340 punti su 660). Se lo sommiamo al rendimento cedolare ne ricaviamo un rendimento a scadenza di oltre il 21% annuo !!
  3. Se rimborsa anticipatamente tra 11 mesi, sarebbe un rendimento potenziale di oltre il 50% in 11 mesi (calcolato su 660 post stacco cedolone)

Ricordo che i certificati hanno tante funzioni e che questo tipo di maxicoupon nello specifico è utilizzabile per più motivi diversi, come abbiamo già più volte sottolineato in altri nostri articoli

1°: POSTICIPARE LE MINUSVALENZE IN SCADENZA

Principalmente i maxicedola spostano in avanti le MINUSVALENZE in scadenza, ossia quelle maturate 4 anni prima, il che è sempre attuale visto che coinvolge quasi la totalità degli investitori (molti di più di quelli che lo ammettono a voce alta). Un particolare interesse a questi prodotti lo hanno i clienti dei consulenti finanziari che, investendo per lo più nei fondi comuni di investimento, non riescono a compensare le minusvalenze maturate all’interno dello zainetto fiscale.

Questo accade perché quando usciamo da un fondo di investimento in perdita per passare su un altro fondo generando delle minusvalenze, queste non possono essere recuperate, accumulandosi cosi nello zainetto fiscale. Per la loro compensazione si hanno a disposizione 4 anni a decorrere dalla loro maturazione, utilizzando plusvalenze generate successivamente ma ottenute con plusvalenze “da redditi diversi” (azioni o certificati ad esempio). Scaduti questi 4 anni, si volatilizzano nel nulla.

2°: CONSIDERARLO COME UN CERTIFICATO PRUDENTE

Analizzando la struttura di questo certificato, balza all’occhio subito la barriera posta al 60% degli strike iniziali (per quanto riguarda il maxicoupon è posta al 50%), sia per le cedole successive al maxicoupon che per il rimborso del capitale.

Considerando che il Maxi coupon è molto generoso e che si incassa dopo soli 2 mesi, si può pensare che l’investimento di fatto sia di 960 meno il maxi coupon: per cui se io investo 660 e a scadenza ottengo 1000 ho comunque investito ad oltre il 12.5% all’anno, anche se non dovessi incassare neanche una delle cedole intermedie trimestrali dell’1.5% cadauna, la cui condizione per l’incasso è che tutti i titoli siano sopra al 60% degli strike iniziali. Se anche il mercato mi aiuta a percepire tutte le cedole intermedie del 1,5% (ben 6% all’anno), ottengo che su un investimento di 660 (non di 1000 in quanto incasso subito il maxi coupon) risulta che il rendimento cedolare è superiore al 9% (6 su 660), mentre il rendimento a scadenza risulta essere superiore al 21% annuo.

Questo mette decisamente in competizione questi certificati con i più prudenti già presenti sul mercato, il loro rendimento è compreso tra il 6% e il 16% annuo, a seconda delle cedole trimestrali successive al maxi coupon, ed in più si potrebbe pensare come un prodotto con l’opzione AIRBAG, in quanto se anche dovesse andare male a scadenza ed il certificato essere rimborsato sotto 500 per via di una performance particolarmente negativa del worst of, la perdita sarà decisamente attenuata dal maxi coupon incassato subito.

Per cui se penso questi certificati come certificati con protezione a scadenza al 60% e con in più l’opzione AIRBAG, direi che non posso che prendere atto che sono certificati adatti anche ad un portafoglio prudente!

3°: CONSIDERARLO COME UN CERTIFICATO AGGRESSIVO AD ALTO POTENZIALE

Se alle caratteristiche appena descritte vado a sommare la possibilità di essere rimborsato con autocall dopo 11 mesi, ottengo un potenziale rendimento di oltre il 50%, per cui risulta essere adatto anche a chi, pensando che i titoli in questione possano valere più dei loro strike iniziali tra un anno, ambisce a rendimenti elevati.

Sembra abbastanza strano che lo stesso certificato possa soddisfare il palato di tanti investitori con approcci sul mercato differenti; si tratta solo di analizzare a fondo le caratteristiche del prodotto e focalizzare l’attenzione su quelle che per noi fanno la differenza o vanno a soddisfare i nostri bisogni.

Del resto anche un’opzione call, supponiamo sul petrolio, può essere comprata per motivi differenti:

  • A scopo speculativo, credendo in un grosso rialzo del sottostante sfruttando la leva dell’opzione per fare una scommessa a rischio limitato al premio pagato
  • A scopo di copertura: sono una raffineria e uso il petrolio nel mio processo produttivo, per cui compro call sul petrolio per garantirmi di pagarlo al massimo al prezzo di strike più il premio pagato: in questo caso sarò ben contento di un ribasso del prezzo del petrolio nonostante ciò mi comporti la perdita del premio pagato (diventa una sorta di assicurazione)
  • copertura dei margini impiegati: sono uno speculatore ribassista sul future ed uso la leva per incrementare i miei guadagni, la call comprata servirà per ridurre il rischio (mettere un limite alla perdita massima) per cui mi consentirà di impegnare meno soldi nell’operazione ribassista o mi permetterà con lo stesso capitale impegnato di vendere un maggior numero di future.

Come vedete il bello della finanza, soprattutto quando ci sono le opzioni di mezzo (e i CERTIFICATI DI INVESTIMENTO SONO STRUTTURE IN OPZIONI), è che a seconda di come ci si approccia al mercato, lo stesso strumento può avere scopi diversi.

Nel prossimo appuntamento webinar, oltre a vedere se saranno emerse nel weekend novità sulla grande truffa di Wirecard (che io ho paragonato, spero sbagliandomi, alle note vicende Parmalat), vedremo di fare il punto sui mercati post scadenze tecniche delle 3 streghe.

La volatilità è ancora alta, i rendimenti interessanti, ma dopo il caso Wirecard, ben diverso da Hertz, Mac Dermott o di altre crisi aziendali che non hanno nulla a che fare con le truffe finanziarie, occorrerà essere sempre più attenti a cosa si compra.

Ovvio che possiamo basare le decisioni di acquisto solo su bilanci e analisi di dati pubblici a conoscenza di tutto il mercato, ma in ogni settore può capitare una nuova Wirecard, indipendentemente dalla bontà del settore di appartenenza, che nel suo caso è addirittura in piena espansione. La risalita di Wirecard a 105€ lasciava pensare che, svelate le contestazioni risalenti a 2 -3 anni fa, pur costando alla società 400-500 milioni, la società avrebbe ripreso a correre in borsa.

Non è stato così, dobbiamo prenderne atto ed aggiungere Wirecard alle lezioni offerte dal mercato, e constatare che abbiamo ben poche armi per contrastare le truffe (vedasi BIO-ON dell’anno scorso, di cui molti si erano innamorati e che era arrivata a valere oltre 1 miliardo di euro, prima di collassare in pochi giorni).

  

 
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Un caro saluto

Giovanni Borsi