In questa fase di massima incertezza non è facile trovare prodotti sul mercato che offrano quello che tutti vorrebbero, cioè possibilità di guadagnare bene, perché se non si guadagna quando i mercati si muovono tanto come in questi ultimi tempi, allora non si guadagna mai, però le batoste di febbraio e marzo sono recenti e quindi si va in cerca anche di protezioni profonde, e già che ci siamo con dei sottostanti solidi e impostati al rialzo, e come ciliegina sulla torta il prezzo di acquisto sotto la pari sarebbe proprio il massimo.

Non sempre si ha la bacchetta magica con cui tirare fuori il certificato dorato dalle condizioni desiderate, soprattutto quando sono pretestuose, ma … chi cerca, trova!

ISIN: XS1973491076, Phoenix Worst Of Memory emesso da Credit Suisse, scadenza 5 anni

Un bel poker d’assi:

-         RENDIMENTO ALTO: cedola a memoria 6,3% trimestrale (oltre il 2% mensile)

-         BARRIERA PROFONDA: addirittura al 45% degli strike iniziali

-      SOTTOSTANTI VALIDI: volatili sì, se no non si spiegherebbe il rendimento offerto, ma decisamente validi, avendo retto alla grande in questo 2020, anzi avendo ampliato i rispettivi business

-    PREZZO DI ACQUISTO CORRENTE SOTTO LA PARI: non di tanto, ma quel che basta per renderlo ulteriormente appetibile

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I sottostanti sono 4 titoli americani, scelti per le potenzialità loro e dei settori in cui operano.

ZOOM è stata fondata nel 2011 in California e fornisce servizi di teleconferenza remota, permettendo videochiamate, riunioni e chat online.

Nel 2017 è entrata nel club degli unicorni (società con una valutazione di 1 miliardo di dollari), attirando molti finanziamenti dal venture capital.

Il 18/04/2019 inizia la quotazione in borsa (offerta pubblica iniziale di 36$ dollari per azione).

Dall’inizio del 2020 l’uso di zoom è aumentato in maniera esponenziale in quanto molte aziende, ed anche le scuole, hanno implementato l’utilizzo della piattaforma in risposta all’emergenza del covid 19 (ad aprile ha superato i 300 milioni di utenti giornalieri). Nel seguente grafico vediamo come l’effetto pandemia abbia fatto decollare le quotazioni di questo titolo.

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Per BEYOND ti rimando all’analisi fatta in un nostro precedente articolo

SLACK è la start up con il più rapido tasso di crescita di sempre ed è arrivata ad avere circa 10 milioni di utenti attivi al giorno.

Fondata nel 2013, già nel 2014 viene lanciata al pubblico con l’obiettivo di organizzare la comunicazione di un team di lavoro attraverso canali specifici inviando messaggi in maniera istantanea - alcuni dicono che questo sistema abbia sostituito la posta elettronica, i forum privati e le chat room come principale canale di comunicazione interna. Sicuramente questo è un settore dove la concorrenza non manca: alta tecnologia ed innovazione sono due caratteristiche chiave per distinguersi dalla massa.

Nel 2019 viene quotata in borsa (ticker WORK). L’inizio delle quotazioni non sono state delle più incoraggianti, salvo poi riprendersi proprio in concomitanza di questo periodo di pandemia.

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Fonte: Saxo – Binck

 

DOMINO’S PIZZA nacque come impresa di ristorazione nel 1960 da due fratelli americani che aprirono una piccola pizzeria per poi farla diventare un’azienda leader della consegna a domicilio.

La rapida salita dei ricavi e la costante affermazione a livello mondiale hanno scatenato l’attenzione di molti player, fino a venire acquistata nel 1998 da Bain Capital.

La quotazione in borsa risale al 2004 ed anche lei è cresciuta considerevolmente durante il lockdown per il coronavirus.

Il marchio copre 70 paesi del mondo con più di 11.000 pizzerie gestite in franchising.
Nel 2015 sbarca e pianifica una rapida espansione anche in Italia, sotto l’azienda Epizza spa - apre le prime sedi nel Nord (solo a Milano ci sono ben 14 pizzerie).


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Fonte: Saxo – Binck


Fin qui abbiamo visto qualche dato su questi 4 titoli americani, che sono i 4 sottostanti del certificato di Credit Suisse XS1973491076, di cui riepilogo o dati salienti:

La cedola a memoria del 6,3% trimestrale è condizionata a che i 4 titoli sottostanti quotino tutti sopra il livello di trigger posto al 65% dello strike.

A decorrere dalla quarta cedola (giugno 2021), entrerà in funzione la clausola autocall: se in una delle date di rilevazione previste tutti i sottostanti quoteranno ad un prezzo pari o superiore al loro prezzo strike, il certificato verrà rimborsato in anticipo al valore nominale addizionato della rispettiva cedola. Se invece dovesse arrivare a scadenza, verrà verificata la barriera finale, posta al 45% degli strike: nel caso in cui non dovesse essere violata, verrà garantito il rimborso al valore nominale, mentre nel caso contrario, il rimborso avverrà con la stessa perdita percentuale del sottostante peggiore.

A volte il timing di emissione di un certificato, a parità di altre condizioni, può cambiare anche notevolmente le sue sorti e soprattutto la sua appetibilità tra il pubblico: un certificato infatti che già nasce con condizioni buone, se ha anche quel pizzico di fortuna in cui arriva sul mercato con condizioni di prezzo e di volatilità eccellenti per quel momento specifico, allora significa che è nato sotto una buona stella e chi ben comincia è a metà dell’opera…

E’ stato questo il caso di questo certificato di Credit Suisse, che risulta questa volta più difficile da confrontare con altri certificati simili, proprio perché ha un bel poker d’assi in mano:

-         RENDIMENTO: non possiamo certo paragonarlo a certificati con sottostanti a dir poco pericolosi, anche se “di moda”, tipo prodotti con compagnie aeree e/o titoli petroliferi, oppure con sottostanti i cui bilanci futuri sono abbastanza incerti (settore auto e banche)

-         BARRIERA A SCADENZA: alcuni certificati con barriere al 50% possono reggere il confronto - e di questi qualcuno interessante lo abbiamo già segnalato nei precedenti articoli

-         SOTTOSTANTI VALIDI: oggi la capacità di stare sul mercato di certe aziende americane è indubbia: il fatto che in Italia, patria della pizza, una società come la Domino’s Pizza stia facendo benissimo, la dice lunga sull’efficienza e la flessibilità che certe aziende a stelle e strisce dimostrano

-         PREZZO SOTTO LA PARI: non so ancora per quanto, ma oggi è rarissimo trovare buoni certificati a sconto sul nominale

L’unico certificato che mi sento di mettere in concorrenza a questo di Credit Suisse è uno emesso da Vontobel, sempre su ottimi titoli americani (ha Beyond in comune con Credit Suisse, ma con strike iniziale decisamente più basso, più Amazon, Uber e Snap), che ritengo essere oggi il migliore certificato in circolazione sul mercato, in quanto ha tutti i pregi di quello di Credit Suisse, ma ha la scadenza di soli 2 anni e tutti i prezzi dei sottostanti decisamente sopra gli strikes; ovvio che il rendimento risulta essere decisamente inferiore a quello di Credit Suisse, ma sicuramente, vista la salita del mercato, è decisamente più prudente.

ISIN: DE000VP3BJJ9 emesso da Vontobel scadenza 2 anni su Amazon, Uber, Beyond e Snap

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Il bello di questo certificato è che Amazon risulta essere il worst of (tra l’altro salito “solo” del 10%, mentre tutti gli altri più del 20%). Penso che per la solidità che rappresenta Amazon, tutti la vorrebbero come titolo peggiore del proprio certificato!

In questo caso, ci sono da segnalare vantaggi e svantaggi dell’autocall, posta già alla prima data di rilevazione:

-         In quello di Credit Suisse ritengo sia vantaggiosa averla dopo 12 mesi, così da assicurarsi almeno un anno di ricche cedole

-         In quest’ultimo di Vontobel non saprei se meglio o peggio, è chiaro però che se compro il certificato sotto al nominale (esempio a 98) potrei puntare ad un rendimento del 9,5% in 5 mesi scarsi, quindi quasi in linea con quello di Credit Suisse; è pur vero che con un rendimento del 7,5% semestrale mi piacerebbe mantenerlo in portafoglio, soprattutto in considerazione che a novembre il certificato avrà un solo anno e mezzo di vita residua per cui, anche se per assurdo un sottostante fosse sceso sotto strike, penso che il certificato varrà comunque più di 100

In definitiva, entrambi i certificati sono ottimi, ma non precisamente paragonabili tra loro, essendo sì simili, ma adatti a soddisfare esigenze diverse: quello di Credit Suisse, essendo a 5 anni, paga cedole più ricche, ma sarà più sensibile alla volatilità dei mercati, mentre quello di Vontobel, essendo a breve scadenza e con tutti i titoli sopra strike, ha il vantaggio che comprandolo ai prezzi di adesso, diventa indifferente tifare per il rialzo dei sottostanti (ed il conseguente rimborso anticipato a novembre) o per una loro discesa (così da tenertelo sino a scadenza).

Questa è la condizione ottimale in cui un investitore vorrebbe sempre trovarsi quando ha a che fare coi certificati di investimento: quando sei indeciso se sperare che il mercato salga o scenda perché tanto, in entrambi i casi, va sempre bene.

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Un caro saluto

Giovanni Borsi