Veniamo da una settimana in cui gli indici sono risaliti abbastanza velocemente e contestualmente è discesa la volatilità, per cui i prezzi di molti certificati sono risaliti dai minimi e molti di loro stanno quotando inevitabilmente sopra la pari.

Ergo: l’incapacità di valutare la convenienza matematica degli strumenti mixata alla paura/ignoranza di comprare uno strumento sopra la pari senza saperne calcolare il reale rendimento, porta a scegliere tra due strumenti analoghi “a occhi chiusi” quello sotto i 100, anche se non sta scritto da nessuna parte che è effettivamente il migliore.

Comprare sopra alla pari è psicologicamente difficile, perché fa pensare alla perdita in conto capitale che si otterrà quando il certificato verrà rimborsato al suo valore nominale, che però è solo un elemento da considerare, ma non l’unico!

Se nel frattempo avremo incassato delle cedole, non possiamo ignorarle nel conteggio finale!

La tendenza sbagliatissima è purtroppo quella più frequente e che viene più naturale: andare a caccia di certificati che quotano a sconto e magari addirittura coi titoli sottostanti sopra lo strike e lontanissimi dalle barriere; è un po’ come chi vuole fare le opzioni per guadagnare 1000-2000€ al mese ed al massimo è disposto a perdere qualche centinaio di euro.

Noi siamo alla costante ricerca di occasioni dal rapporto rischio-rendimento favorevole e questo include anche le occasioni in cui sgamiamo gli errori ed i ritardi di alcuni Emittenti nell’adeguare i prezzi alle mutate condizioni del mercato, come quando recentemente sono stati rimandati gli stacchi dei dividendi a data da definirsi, il che ha inevitabilmente avuto delle ripercussioni su tutti i strumenti finanziari collegati a quelle società (link articolo).

Oggi stiamo monitorando il mercato, facendo massima attenzione a come quotano alcuni certificati di investimento, soprattutto riguardo ai dividendi stimati futuri, che sono parte essenziale della struttura di un certificato:

- SE UN EMITTENTE PREZZA BASSI DIVIDENDI FUTURI, PREZZERA’ MOLTO PIU’ CARO IL CERTIFICATO

- SE UN EMITTENTE PREZZA ANCORA COI DIVIDENDI ATTESI COME QUANDO ERA NATA LA STRUTTURA, OFFRE OPPORTUNITA’ INTERESSANTI DI INVESTIMENTO A PREZZI SCONTATI

La linea di demarcazione non è tanto se il titolo sia sopra o sotto la pari,

ma piuttosto quanto il certificato sotto osservazione

stia quotando a sconto o meno

rispetto a quello che dovrebbe essere il suo prezzo

idoneo alle condizioni di mercato correnti

Questo non significa che se un software ti dice che il certificato quota a sconto questo sia da comprare al volo: va anche analizzato se fa al caso nostro in termini di rischiosità e validità dei sottostanti.

Di seguito 3 certificati tra i nostri favoriti che stanno prezzando ancora decisamente a sconto:

DE000VP3BJJ9: Phoenix su Amazon, Beyond, Uber e Snap, scadenza 5/05/2022

1

 

Questo Phoenix rimane per me uno dei migliori certificati attualmente in circolazione, perché unisce tutto quello che si può desiderare da un certificato:

- scadenza breve, a 2 anni

- barriere profonde al 50% dagli strike

- tutti i sottostanti sono saliti in maniera decisa

- rendimento del 15% annuo

- prezzo sotto la pari a 94 che addirittura, in caso di rimborso anticipato, permetterebbe un rendimento in poco più di 5 mesi del 13.5% (30% su base annua)

CH0524352256 Phoenix AIRBAG su 5 titoli europei, scadenza 20/03/2025

2

Questo certificato, emesso da Leonteq a marzo 2020, ha tutti i titoli sopra lo strike, sicuramente sono titoli volatili, ma il rendimento del certificato è uno dei più alti del mercato relativi a strutture che hanno anche la protezione dell’airbag.

Il prezzo a 920-930 permette di incassare a metà giugno la prima cedola trimestrale del 3% ed avere poi come minimo altre 3 cedole prima dell’eventuale autocall, che non potrà essere prima di marzo 2021 per cui, se ipotizziamo il rimborso anticipato del certificato tra 9 mesi, otterremmo un rendimento in 9 mesi e mezzo di oltre il 20% (quasi il 25% su base annua). Se non dovesse rimborsare anticipatamente, permetterebbe a scadenza, in caso di tenuta delle barriere, un rendimento annuo del 15%, che non è per niente male su un certificato airbag con tutti i titoli sopra lo strike.

Rispetto al primo, questo ha solo l’handicap della scadenza a 5 anni, che ovviamente poco conta se dovesse centrare il rimborso anticipato, ma se dovessi assegnare un punteggio al certificato e dare un bel 9 a quello precedente, a questo dovrei assegnare un 8.

Quando si va a scegliere un certificato di investimento sul mercato secondario, è facile trovare il suo prezzo lontano dalla pari, perché nel durante i titoli avranno oscillato ed allontanato il prezzo dal nominale, ma fermarsi con le analisi davanti a un sotto o sopra la pari è estremamente riduttivo e soprattutto fuorviante.

Quando un certificato viene emesso, il suo profilo di payoff è chiarissimo, ma bisogna sempre mantenere la flessibilità necessaria per capire che lo stesso certificato, a fronte di oscillazioni più o meno ampie, nell’arco della sua vita può cambiare prezzo e pertanto rendimento e pertanto un certificato nato aggressivo, può diventare difensivo e viceversa.

Sarà un piacere per me aiutarti a snocciolare questi ragionamenti e questi meccanismi tecnici e mentali in un webinar insieme a Davide Biocchi, grande collega e amico di vecchissima data, come vedi nella foto insieme di più di 10 anni fa… Gli anni passano, gli aspiranti trader-meteora vengono spazzati via al primo starnuto del mercato, ne abbiamo visti nascere e reggere solo una stagione a centinaia dall’inizio del millennio ad oggi, ma noi siamo ancora qua, con qualche capello bianco in più, con qualche migliaio di operazioni in più sulle spalle e sicuramente con un bagaglio di esperienza sui mercati più unico che raro.

 

IO E DAVIDE BIOCCHI TI ASPETTIAMO AL WEBINAR FREE

MERCOLEDI’ 3 GIUGNO ALLE ORE 11,00

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A presto

Giovanni Borsi & Davide Biocchi