La discesa di questi giorni dei mercati finanziari torna a preoccupare gli investitori in certificati di investimento, che vedono riavvicinarsi pericolosamente le barriere.

Molti ci scrivono per chiedere su quali prodotti switchare questo o quel prodotto, a volte si vuole rimanere sullo stesso sottostante, altre volte meglio pensare a cambiare cavallo onde evitare ulteriori mal di pancia.

Un certificato decisamente interessante, anche per il suo prezzo (oggi quota 940 lettera) è il certificato emesso un mese fa da Leonteq, che proprio il 15 maggio ha la data di rilevazione che garantisce il pagamento del maxicoupon (o cedola di benvenuto, come è nominata nel termsheet di Leonteq).

Per chi potrebbe risultare interessante questo certificato di investimento

  • Per chi è interessato alla compensazione di minusvalenze in scadenza, nel qual caso è da comprare rigorosamente entro martedì 19 maggio, così da aver diritto alla maxicedola
  • Per chi sta cercando un’alternativa migliorativa per sostituire altri certificati di investimento, che valgono intorno a 600-700, nel qual caso è da comprare dopo mercoledì, cioè post stacco cedola, quando arriverà a quotare circa 710 (il prezzo potrebbe essere anche più conveniente se il mercato dovesse scendere ancora, così come potrebbe salire di prezzo se il mercato, dopo le scadenze tecniche di venerdì 15 maggio, dovesse recuperare parte del terreno perso in settimana): quindi potrebbe impegnare grosso modo gli stesi soldi rivenienti dal certificato che vuole sostituire, con la differenza determinante però che questo certificato ha la struttura intatta con strike fatti di recente, per cui è difficile fare peggio rispetto al certificato che si vuole vendere e lo si capisce andando ad analizzare la struttura e i vari possibili scenari di rendimento.

CH0535738121 phoenix memory maxicoupon emesso da Leonteq scadenza 2025

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Il certificato, una volta pagata la “cedola di benvenutodel 23%, diventa un normalissimo phoenix che paga cedole trimestrali del 2% a memoria con i seguenti pregi da sottolineare:

  • ipotizzando un prezzo di carico di 710 dopo lo stacco della maxicedola, il certificato offre un rendimento dell’8% annuo sul nominale di 1000, per cui offre 80 punti di cedole su 710 di capitale investito, pari ad oltre l’11% nei primi 11 mesi (1 mese è già passato)
  • ipotizzando di incassare tutte le cedole ed arrivare a scadenza senza autocall, al rendimento cedolare devo sommare il guadagno in conto capitale di ben 290 punti, per cui il rendimento complessivo è di 400 punti di cedole e 290 punti sul capital gain a scadenza, che si ottiene col rimborso a 1000: 690 punti su 710 investiti permettono quasi di raddoppiare il capitale in 5 anni!
  • se invece siamo fortunati ed il certificato rimborserà in anticipo ad aprile del prossimo anno, genererà un rendimento aggiuntivo di 290 punti sul prezzo di carico in soli 11 mesi, per cui se sommiamo 80 punti di cedole a questo guadagno in conto capitale, arriviamo ad un guadagno di 370 punti su 710 investiti, pari al 52% in 11 mesi
  • nella peggiore delle ipotesi, cioè se il mercato scenderà di nuovo, averlo pagato ben 290 punti sotto il nominale permetterà comunque di perdere meno di quanto dovesse perdere il worst of, che in questo caso è SocGen, per cui l'acquisto  sconto funziona come una sorta di Airbag

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Considerando che il suo worst of è SocGen e che questo certificato è particolarmente reattivo soprattutto al suo worst, riteniamo che sia molto valido in ottica di switch con quei certificati che soffrono proprio a causa di una Banca (su Unicredit e Intesa c’è pieno di certificati in sofferenza).

Personalmente non credo che né Intesa, né Unicredit, e nemmeno SocGen stessa possano recuperare il 50% dai prezzi attuali, per cui difficilmente penso che col certificato in questione si possa fare peggio del titolo azionario o di un altro certificato che ha proprio in un bancario il suo problema.

In caso di sostituzione con altro certificato in sofferenza in portafoglio, a più o meno parità di prezzo (intorno ai 710 dopo lo stacco della maxi cedola), i vantaggi enormi di questo di Leontq è di avere gli strike dei sottostanti in linea coi prezzi correnti, e non lontani del 30-40% come nei certificati presi prima di febbraio, ed anche la possibilità di vederlo già rimborsato al nominale il prossimo aprile.

Lo scoglio contro cui puoi imbatterti se hai un certificato scoppiato in portafoglio che fatichi a vendere in perdita, raccontandoti che finché non vendi, la perdita è solo ipotetica, è di natura squisitamente psicologica, ma non ha nulla a che fare con la convenienza dell’operazione.

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Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing

 

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