In un mondo che cambia, non si può rimanere ancorati al passato e questo vale anche per gli investimenti finanziari. Con un disastro del genere a livello mondiale, inevitabilmente cambieranno le abitudini dei consumatori e dei lavoratori, anzi, sono già cambiate e, se abbiamo dei titoli in portafoglio, quello che dobbiamo chiederci è

Quali settori e quali aziende potranno beneficiare di questi grandi cambiamenti?

Sicuramente chi già ha un business online o digitalizzato è decisamente avvantaggiato; non a caso molti titoli del Nasdaq sono già tornati sopra ai prezzi di febbraio ed altri stanno recuperando velocemente.

Con questa forza relativa e queste aspettative dalla loro parte, perché allora non andare in cerca di qualche certificato di investimento con titoli strutturalmente così ben impostati come sottostanti?

Vontobel si è mosso con un ottimo certificato con scadenza soli 2 anni e con 4 sottostanti americani forti: Amazon, Uber, Beyond Meat e Snapchat.

Amazon dall’inizio delle sue quotazioni, pari a 18$ nel 1997, ha vissuto una crescita esponenziale e ha saputo fronteggiare molto meglio di altri le profonde crisi, come quella dot.com, i mutui sub prime ed ora il coronavirus. Il titolo ha raggiunto il record di ben 2.474$ ad azione!

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Fonte: Saxo-Binck

L’impennata risale al 2014-2015 in seguito alla creazione di numerosi business lungimiranti, come è sempre stato nello stile di Besoz, tra cui Amazon Studios, le basi per Amazon Prime Video e la possibilità di consegnare tramite droni.

In questo caso l’analisi fondamentale e l’analisi tecnica vanno via a braccetto: negli ultimi 3 anni sono più che raddoppiati i ricavi ed è quasi quintuplicato l’utile netto; la crescita ingente sia del reddito netto che del patrimonio netto nel periodo 2016-2019 si traduce in una fortissima capacità di generare redditività e solidità aziendale.

L’indice NASDAQ, di cui Amazon fa parte, è composto da titoli completamente scollegati alla capacità di generare utili e cassa, quindi mi chiedo dove si arresterà la crescita di questo titolo?

Staremo a vedere, intanto ci interessa constatarne la solidità aziendale e le reazioni delle quotazioni in borsa per vedere la sua idoneità ad essere un valido candidato come sottostante della nostra selezione dei certificati più promettenti del momento.

Uber appartiene al settore automobilistico, che non è di certo tra i favoriti in questo periodo di mobilità super ridotta: la pandemia ha infatti fatto crollare di oltre il 90% le immatricolazioni nel mese di aprile e del 50% nel primo quadrimestre di questo difficilissimo 2020.

Uber fornisce servizi di trasporto privato, tipo un taxi, attraverso una app che mette in contatto diretto il vettore ed il cliente; è attiva in ben 77 paesi sparsi per il mondo ed in 616 città, tra cui anche molte città italiane.

E’ una start up nata nel 2009 e ha riscosso fin da subito un grandissimo successo anche nel private equity e nel venture capital: queste società hanno iniziato ad investirci perché credevano fortemente nel progetto, fino ad arrivare alla quotazione nel NYSE nel maggio 2019, risultando al 14’ posto tra le IPO più grosse di sempre.

Grazie alla IPO, Uber ha allargato il suo bacino di operatività a settori come quello del cibo a domicilio, della logistica sino ad arrivare alle bici e ai monopattini elettrici, che potranno rappresentare il futuro della micromobilità in molte città dove si farà sempre più uso di mezzi privati al posto dei tradizionali mezzi pubblici (bus e metro).

Graficamente i dati sono limitati avendo un solo anno di contrattazioni alle spalle.

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Fonte Binck

Dopo l’apertura sotto il prezzo di collocamento, il titolo nei mesi successivi non ha riscosso un gran successo sul mercato, ma da fine 2019 ha cominciato ad essere comprato insistentemente, anche se poi con il lockdown ha fatto segnare un nuovo minimo a 13,71$, per poi riprendere a salire velocemente raddoppiando di fatto di prezzo in meno di due mesi e tornando ai prezzi di inizio 2020. Solo oggi mentre scrivo sta mettendo a segno un rialzo del 10%.

D’altronde il mercato si nutre di aspettative ed, anche se i conti del primo trimestre non potevano certo essere entusiasmanti per via della gente a casa impossibilitata a spostarsi, il mercato sembra vedere un futuro interessante per la società; probabilmente Uber verrà preferita ai normali taxi, sapendo affrontare meglio del singolo taxista la crisi del settore - non a caso ha creato un sistema per disinfettare il taxi ad ogni corsa e questo la farà sicuramente preferire rispetto ai concorrenti.

Inoltre più di altri operatori potrà cogliere velocemente le opportunità offerte dallo sviluppo di nuovi business legati alla mobilità nelle grandi città.

Beyond Meat è una società californiana nata nel 2009 che produce sostituti per la carne e prodotti caseari a base vegetale.

Possiede un record: è la prima azienda con questo business ad essere sbarcata in borsa nel Nasdaq e che annovera tra i suoi finanziatori Bill Gates e Leonardo di Caprio; è diventata famosa per aver lanciato il primo hamburger vegano interamente composto da prodotti vegetali, ma con il sapore della carne.

La start up dichiara di usare molto meno energia ed emissioni per produrre il suo prodotto quindi, in un contesto di finanza sostenibile, rientra tra i titoli da preferire e probabilmente è già stata inserita nei portafogli ESG (environmental, social and governance) dei grandi fondi internazionali, che vanno sempre più di moda adesso.

I media l’hanno classificata come l’IPO di maggior successo per una azienda negli USA con capitalizzazione di mercato di 200 milioni di dollari dal 2000 ad oggi.

Dopo un boom iniziale, l’hamburger è rimasto indigesto a Wall Street e le sue quotazioni si sono sgonfiate considerevolmente (da 196$ di luglio a 84$ di ottobre 2019) per l’incremento della concorrenza, nonostante importanti accordi siglati con McDonald’s.

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Fonte Binck

Il concorrente che ha messo al tappeto Beyond Meat l’anno scorso è stato IMPOSSIBILE FOODS, che fornisce prodotti analoghi alle catene della grande distribuzione.

La crescita del fatturato e dell’utile lordo è esponenziale, anche se il reddito netto per ora rimane negativo. Personalmente credo molto in questo settore ed ai possibili accordi commerciali che potranno essere stretti con grossi partner, come Starbucks, dopo quelli già siglati solo lo scorso mese col mercato cinese.

Nei giorni scorsi è uscita la prima trimestrale del 2020, con vendite più che raddoppiate e segnando finalmente il suo primo utile, che è stato festeggiato in borsa con un +26%, complici i recenti accordi commerciali, oltre che la chiusura degli impianti produttivi di diverse aziende concorrenti.

Snapchat è un social che seguo da tempo e che è uno dei miei sottostanti preferiti anche per le mie strategie in opzioni.

Si tratta di una app creata da tre studenti dell’università di Stanford nel 2011 con lo scopo di inviare messaggi di testo, foto e video agli utenti della propria rete, visualizzabili solo per 24 ore, dopodiché si autoeliminano.

Nel giorno del suo primo sbarco sul NYSE, Snapchat ha iniziato gli scambi a 24 dollari per azione, ben il 40% in più rispetto al prezzo di collocamento di 17 dollari, per una capitalizzazione superiore a 33 miliardi dollari. Al boom inziale ha fatto seguito una rapide discesa del titolo fino a toccare i quasi 5 dollari nel gennaio del 2019. Da lì la risalita che ha fatto tornare il titolo ai livelli dell’IPO.

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Fonte Binck

L’ultima trimestrale ha sorpreso il mercato in positivo, facendo registrare un balzo del 35% delle azioni, nonostante la condizione generale dei mercati finanziari mondiali: i ricavi sono saliti del 44% a 462,5 milioni di dollari, permettendo alla società di ridurre le perdite nel primo trimestre a 305,9 milioni di dollari, ossia 21 centesimi per azione.

In ottica di diversificazione dei social, SNAP potrebbe essere una valida alternativa ai classici big TWO Facebook e Instagram.

Veniamo ora al certificato di investimento costruito sui 4 titoli appena visti

Isin: DE000VP3BJJ9 emesso da Vontobel con scadenza 5 maggio 2022

 DE000VP3BJJ9 AMAZON UBER BEYOND SNAP corretto

Cedola semestrale del 7,5% a memoria.

Trigger cedola iniziale all'80% del prezzo strike: il trigger decresce ogni 6 mesi del 10% ed arriva a maggio 2022 al 50% dello strike, per cui basta che tenga la barriera a scadenza del 50% che si incassano tutte le cedole + il capitale.

La clausola autocall è attiva a tutte le date di rilevazione, a partire da novembre 2020.

Tra i tanti certificati di investimento che abbiamo sotto la lente di ingrandimento ed i ragionamenti che faremo nel nostro prossimo appuntamento online, ci sarà anche questo, sicuramente una delle ultime emissioni più interessanti, che nel primo giorno di quotazione si è potuto comprare a 97,40 (lo abbiamo inserito nel nostro portafoglio modello) per un possibile rendimento del 10% in 6 mesi, se rimborserà già il prossimo novembre.

 

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Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing