Tra tutti i certificati di investimento, la categoria degli AIRBAG oggi è la più gettonata, nonostante anche loro abbiano largamente patito il ribassone di marzo. Quando sono arrivati a quotare anche 400-500, gli acquisti sono arrivati in massa, dato che per essere rimborsati a 400-500, sarebbe servito un ulteriore ribasso del worst of in certi casi addirittura del 40-50%.

Adesso che il mercato si è un po’ calmato, anche se la volatilità è rimasta abbastanza elevata ed i rendimenti offerti sono quasi doppi rispetto a prima del crollo, pensiamo agli AIRBAG come strumento finanziario da cedola, sicuramente più contenuta che un semplice phoenix senza airbag, ma che di questi tempi paga comunque cedole superiori ai phoenix senza airbag emessi prima della crisi.

Oggi puoi investire su un prodotto a cedola, che paga cedole come un normalissimo phoenix ante crisi, ma con due vantaggi enormi rispetto al passato:

-         parti da strikes molto più bassi, per cui le probabilità di infrangere le barriere sono minori

-         hai la clausola airbag ad ulteriore protezione del certificato

In uno dei miei precedenti articoli avevo già parlato di questo certificato, ora finito in sold out, che ritenevo essere uno dei migliori del mercato, addirittura predicando che ci sarebbe stato da fare il tifo per il ribasso di almeno uno dei titoli sottostanti (non di tutto il mercato come è avvenuto), così da non essere rimborsati in anticipo; ebbene questo certificato oggi ha ancora le barriere intatte e paga le cedole dell’1,15% mensile, una enormità pensando a quando è stato emesso:

CODICE ISIN: XS1273325339 emesso da Citigroup con scadenza 2/10/2024

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Oggi ci sono questi altri 2 airbag con rendimenti addirittura superiori:

CH0524352256: Phoenix memory Airbag emesso da Leonteq con scadenza 20/03/2025

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Leonteq ha emesso questo certificato a metà marzo 2020 e dura 5 anni, salvo non intervenga prima la clausola di autocall, che sarà attiva dal 15 marzo 2021 e che decrescerà del 5% ogni anno.

Il certificato oggi quota pure sotto la pari (930 circa), per cui garantisce un ottimo flusso cedolare attualmente non a rischio, avendo tutti i titoli sopra strike di ben oltre il 10% (Arcelor, Tenaris e Thyssenkrupp ben oltre il 25%).

A scadenza, se verrà rimborsato a 1000 (e quindi avrà pagato tutte le cedole a memoria e condizionate allo stesso livello del rimborso a scadenza, cosa assolutamente da non sottovalutare), offre un rendimento di circa il 14,5% annuo.

Ha anche ottime possibilità di rimborso anticipato tra un anno e in tal caso il rendimento sarebbe di 120 punti di flusso cedolare + 70 punti di capital gain, per un totale di 190 punti su 930 investiti, ben il 20%.

Per quello che riguarda il book di negoziazione, Leonteq sta quotando il prodotto con uno spread dell’1,5% tra bid e ask, sicuramente c’è chi fa meglio ma ci sono tanti emittenti che da marzo non sono più rientrati con spread inferiori al 2-3%

 

XS1575038556: phoenix memory Airbag emesso da Citigroup con scadenza 14/04/2025

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Quest’altro certificato ha un rendimento più alto a livello di flusso cedolare (1,4% mensile, contro 3% trimestrale), ma costa poco più del nominale, per cui non c’è da guadagnare nulla in caso di rimborso anticipato (anche in questo caso l’autocall entra in funzione dopo 12 mesi).

Questo ha un rendimento annuo del 16,8%, un po' più elevato del precedente, ma un rendimento inferiore qualora andasse in autocall tra un anno.

Entrambi questi certificati rendono molto di più di quello che sino a pochi giorni prima dello scoppio della pandemia globale definivo il miglior certificato del mercato come rapporto rischio-rendimento ed entrambi hanno la clausola AIRBAG, che oggi in tanti vanno cercando.

Un nostro lettore mi ha scritto questo appunto a proposito dell’ultimo articolo sul capitale garantito costruito sul fondo di PIMCO: “Buongiorno, sono sorpreso nel leggere una mail come quella sottostante. Probabilmente mi sbaglio, ma per il poco che conosco Giovanni Borsi, per gli articoli pubblicati e l'ultimo libro scritto, forte attenzione é sempre riposta nei costi degli strumenti (uno dei motivi per cui sconsiglia i collocamenti) nello spread bid/ask, ora invece propone un certificates con sottostante un fondo comune di investimento senza citare i costi, impliciti, insiti in questo tipo di investimento. A mio parere chi compra questo certificates 'paga' implicitamente i costi di gestione del fondo sottostante che giorno per giorno sono applicati al nav e mi aspettavo qualche riferimento a questo.”

Al di là del fatto che la mia spiegazione di quel certificato non voleva essere un consiglio all’acquisto (GB Investing fa educazione finanziaria), io sono tenuto come formatore a dare gli strumenti obiettivi per ragionare sui parametri ed offrire alternative a tutti i tipi di profili di investitori e di lettori: è chiaro che quel certificato sul fondo Pimco poteva andare bene a chi è solito comprare fondi comuni di investimento, cioè tantissimi investitori, (la commissione di gestione del fondo la pagherebbe comunque) : sostituendo il certificato al fondo si garantisce la medesima performance a 5 anni in caso di scenario positivo ma con in più la garanzia del capitale (cosa che non si può ottenere, investendo direttamente nel fondo). Io non compro per me certificati a capitale garantito, ma questo non significa che possano essere interessanti per altri profili di investitore.

Io il mio minor rischio possibile lo vado a trovare nei certificati che ho sopra descritto. Difficilmente entreranno nel mio portafoglio certificati che abbiano un grado di rischio ancora più basso di questi 2 ultimi airbag, o del primo prodotto che comprai lo scorso anno e che ho ancora nei nostri portafogli modello.

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Alla prossima

Giovanni Borsi & il Team GB Investing