CERTIFICATO IDEALE PER CHI E’ IN CERCA DI CAPITALE GARANTITO   

Se mi leggi da tempo, sai che i certificati a capitale protetto per me di solito sono solo degli impacchettamenti fatti ad hoc per renderne facile il collocamento massivo da parte delle banche presso i clienti più prudenti, o che per il loro profilo Mifid possono comprare solo questo tipo di prodotti, senza troppe domande e troppe spiegazioni.

 

In realtà basterebbe andare un pelino più a fondo per realizzare che questa categoria il più delle volte è uno specchietto per le allodole.

Come ho ampiamente argomentato nel mio ultimo libro “I certificati di investimento. Come Giovanni Borsi sceglie i migliori”, io non ho mai amato, né trovato minimamente vantaggiose per l’utente finale queste strutture, proprio perché solitamente non danno nulla al risparmiatore, se non il capitale garantito rigorosamente a scadenza e per tutta la durata dello strumento l’unico ipotetico finto vantaggio per l’acquirente è solo di natura psicologica, ossia l’illusione di non avere niente da fare fino a quando appunto alla fine si riavranno indietro giusti i soldi iniziali e poco altro, se va bene.

Un esempio di questo ragionamento vale più di 1000 parole, guardiamo i dati e le caratteristiche di un tipico certificato a capitale garantito, che non comprerei mai:

Codice Isin: XS2113982644 CAPITALE PROTETTO su indici europei, emesso da Imi il 18/03/2020

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Questa la mia analisi:

Lati positivi:

-      gli strike sono ottimi, essendo nato in concomitanza di quasi i minimi del mercato un mese fa in piena esplosione pandemia

Lati negativi:

-      per avere la garanzia del capitale bisogna aspettare ben 7 anni;

-      garantisce solo il 40% della performance

-      il lato forse più dolente di tutti sta nel prezzo corrente e in come il certificato ha dimostrato di reagire a seconda dei naturali sali&scendi dei sottostanti: Banca Imi lo ha collocato a 1000 e neanche una settimana dopo, il 24 marzo il prodotto valeva già 838, cioè con un bel -16% da recuperare l’anno del poi e il mese del mai. Non solo: con gli indici risaliti nei giorni successivi del 10%, è arrivato a risalire solo fino a 933. A quanto pare, le discese le prende tutte, ma la struttura non è capace di prendere anche le successive risalite, un po’ troppo poco per i miei gusti, se il vantaggio è solo quello di rivedere il nominale tra 7 anni…

-      che fosse un po' troppo carico di commissioni per la Banca?

Sarei curioso di sapere con che coraggio è stato descritto e venduto allo sportello e sapere dal malcapitato di turno che lo avrà sottoscritto in fase di collocamento quanto è soddisfatto del bellissimo investimento che gli hanno fatto fare e che facilmente adesso terrà, pur essendosi accorto di quanto è triste, perché a vendere in perdita ci riescono ben in pochi. E intanto per 7 anni uno sta ingessato.

Ma mai fare di tutta l’erba un fascio! E’ doveroso mantenere l’apertura mentale per guardare caso per caso se ci possono essere le cosiddette ECCEZIONI ALLA REGOLA, soprattutto in un momento di mercato talmente unico nel suo genere che per definizione richiede ancora più flessibilità del solito.

La situazione insolita che si è venuta a creare sui mercati infatti ha permesso la creazione di prodotti con un’elevata appetibilità anche per chi preferisce avere in portafoglio uno strumento che preveda la garanzia assoluta del capitale – coi giorni che corrono, come dargli torto!

Continuo ad essere di base critico, se non proprio contrario, nei confronti della categoria intera dei certificati a capitale garantito ma, come ogni buona regola che si rispetti, ecco trovata una eccezione, che ritengo decisamente migliore di una cedolina del 3-4% all’anno, che oggi eventualmente si potrebbe ottenere dai vecchi certificati a capitale garantito comprati sotto la pari, come una sorta di zero coupon.

Ecco una mosca bianca tra i certificati a capitale protetto:

Codice Isin: XS1575031890 CAPITALE PROTETTO su Eurostoxx Europe Select Dividend 30, emesso da Citigroup

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Questo certificato ha fatto strike il 9 Aprile ed è in quotazione dal 14 Aprile 2020.

Questo prodotto non prevede cedole, ma potrebbe dare l’intera performance dell’indice sottostante, non meno della metà come il precedente.

Lati positivi – per i profili più prudenti:

-      il capitale è totalmente garantito (in dollari) a scadenza tra 5 anni

-      Citigroup è la terza banca nel mondo, quindi in quanto a rating e solidità è uno degli Emittenti migliori oggi presenti sul mercato

-      presenta il vantaggio enorme di poter investire a prezzi bassi, senza rischiare di perdere qualora ci fossero ulteriori discese, ma beneficiando di un eventuale rialzo del mercato, essendo garantita la partecipazione up al 100%

Le strutture a capitale garantito hanno una forte tenuta al ribasso, dovuta proprio alla garanzia del rimborso a scadenza del valore nominale (in questo caso fissato a 2000 dollari, che è anche l’importo minimo investibile), per cui è difficile pensare di vederlo molto sotto la sotto la pari.

Il sottostante Eurostoxx select dividend è sceso anch’esso, come più o meno tutto il resto, di circa il 40% tra la metà di febbraio e i primi di aprile.

Se l’indice dovesse recuperare parte della perdita subita, il certificato si candida a essere tra i preferiti per i profili più conservatori, che otterrebbero al rialzo l’intera performance (escludendo i dividendi) ed al ribasso la garanzia del capitale al 100%.

Se l’indice recuperasse l’intera perdita del 40% (cosa che non ritengo molto probabile, vista l’imminente crisi economica che dubito potremo evitare), significherebbe un incremento del 60%. Se invece risalisse anche solo da 1331 a 1731, ossia recuperasse la metà di quanto perso, in soldoni significherebbe registrare una performance del 30%, molto meglio che prendere il contentino di una misera cedola proposta da tante banche, che devono correre ai ripari e vendere qualcosa di facile da spiegare, senza perdersi in calcoli matematici su cui hanno già fin troppo ampiamente dimostrato di non essere così brillanti.

CAPITALE INTERAMENTE GARANTITO

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INTERA PARTECIPAZIONE AL RIALZO DELL’INDICE SOTTOSTANTE

Il fatto che l’emissione sia avvenuta dopo un importante ribasso torna a favore del risparmiatore, che deve anche tenere conto della questione dividendi, un particolare che di solito viene ignorato, ma che ha anch’esso un impatto importante, soprattutto in questo frangente in cui sempre più società stanno annunciando la sospensione del pagamento del dividendo.

Lo stacco del dividendo si riflette sul prezzo dell’indice, a cui viene sottratta la quota parte: se i dividendi saranno inferiori rispetto il previsto, è chiaro che la cosa volge a favore del possessore del certificato, che non sarà appunto penalizzato da questi stacchi.

Per questo ritengo che il certificato, finché quota con prezzi vicini a quelli di emissione, è da comprare in fretta: comprandolo a 2000, il massimo rischio è il rischio emittente, abbastanza trascurabile al momento, a cui sommare il rischio cambio, in quanto il certificato quota in dollari a cambio aperto (questo però può essere visto anche in ottica di diversificazione valutaria).

L’unico vero rischio che avverto io su questo certificato è che se l’indice sale e/o la volatilità cala ulteriormente, il certificato sale insieme a lui, vanificando il fatto di avere il capitale interamente protetto (nel senso che se lo si paga 2100, la protezione è sul valore nominale a 2000, quindi in caso di storno il rischio è massimo del 5%).

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Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing