Quello che sta succedendo nel mondo a livello sanitario, sociale, politico, economico e finanziario è di proporzioni galattiche e non potrà che lasciare tracce indelebili in ognuno di noi, nell’intera comunità e nei nostri comportamenti, incluse naturalmente le nostre abitudini di acquisto.

Come in ogni ribaltone che si rispetti, alcuni settori e alcune professioni verranno spazzate via senza possibilità di appello e naturalmente altre, che ad oggi non hanno ancora visto la luce e che sono ancora allo stato embrionale, in un domani non così tanto lontano saranno la nostra nuova “normalità”.

Che piaccia o no, dobbiamo adeguarci ai tempi, se non vogliamo fare la fine dei dinosauri: questo vale anche per le scelte degli investimenti finanziari, ora bisogna essere sul serio camaleonti.

Stare confinati in casa per buon senso (e quando il buon senso non basta, per decreto ministeriale) e rischiare sanzioni, o addirittura il penale solo a mettere il naso fuori dal giardino, ha fatto per forza cambiare in un battibaleno i nostri comportamenti di acquisto e, di conseguenza, molti settori vengono avvantaggiati ed altri vengono più o meno rasi al suolo, non importa quanto fossero consolidati prima di quel fatidico 9 marzo 2020.

Tutto quello che riguarda il mondo online, seppur amaramente, festeggia:

-      le piattaforme di smart-working e di video conferenze, che stanno cambiando i connotati del significato che abbiamo sempre dato al lavoro;

-      le piattaforme di intrattenimento come Netflix e Facebook ci sguazzano;

-      la banalissima spesa quotidiana è diventata un’odissea di 3 ore solo per comprare pane, olio e pomodoro. La logistica e la GDO - grande distribuzione organizzata - hanno un gran da fare, dai generi di prima necessità a quelli più pretenziosi, così da farci arrivare comodamente sullo zerbino davanti a casa quanto ci serve ed evitare il più possibile contatti e potenziali contagi.

Questi sono solo alcune tra le prime macro-evidenze di quanto il coronavirus ci stia stravolgendo la vita, ma l’elenco potrebbe protrarsi a lungo e dubito fortemente che anche quando Conte ci darà il via libera, le cose torneranno come prima, soprattutto a livello di psicologia collettiva.

Se prima acquistare online era una preferenza, da poco più di un mese è diventata una necessità.

Anche i giochi e generalmente l’azzardo online, ahimè, sono cresciuti di un +13% nell’ultimo mese, una enormità per una piaga sociale che già era drammatica - dopo il coronavirus, l’azzardovirus è il nostro peggior nemico.

Un vantaggio di questa pandemia è stata sicuramente la chiusura delle sale giochi, ma se il problema è stato solo spostato sull’online, non hanno risolto proprio un bel niente, anzi, hanno reso la loro diffusione solo più comoda e veloce. [State alla larga dalle scommesse e dalle previsioni, di qualunque natura esse siano].

Veniamo al mondo del trading e degli investimenti online, che conosciamo più che bene: l’amm.re delegato di Directa Sim, Vincenzo Tedeschi, ha recentemente dichiarato al Tg che i volumi in marzo sono più che raddoppiati, nonostante il divieto di aprire posizioni short abbia sicuramente penalizzato i clienti più attivi, ossia gli scalper professionisti, ma ha favorito tutti gli altri che si sono trovati a casa con molto più tempo a disposizione per seguire gli andamenti dei mercati e, magari un po’ annoiati o con la voglia di trovare un’alternativa a un lavoro che forse non potranno più riprendere, fanno i loro primi timidi tentativi in acque sconosciute.

Le banche online durante le crisi sono solite raccogliere risultati straordinari, approfittando del fatto che la gente ha paura delle banche tradizionali più esposte alla crisi economica, e sempre più vanno su banche online come Fineco, che offre servizi online più convenienti e non avrà certo i problemi legati alla futura crisi economica e conseguenti sofferenze (in marzo Fineco ha dichiarato una raccolta positiva di oltre 1 miliardo di euro, addirittura superiore al risultato complessivo del primo bimestre dell’anno. Numeri che parlano da soli).

Veniamo ora alla nostra specialità, i certificati di investimento, e vediamo se oggi c’è qualche struttura e qualche prezzo interessante in giro; ne ho trovato uno che ha qualcosa di eccezionale:

Codice Isin: DE000VP2E1E2 emesso da Vontobel con scadenza 9/10/2023

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Perché sono particolarmente ottimista su questo certificato:

-      ha come sottostanti titoli che sono al riparo dalla prossima crisi economica (Netflix, Facebook, PayPal e WireCard);

-      ha barriere a scadenza al 50% dai valori attuali e comunque scesi di un 10-20% dai massimi registrati a febbraio, tranne Netflix che col rialzo del 13 aprile è tornata a 400$, a dimostrazione di quanto sia immune dalla crisi;

-      ha le cedole a memoria, per cui anche se una non dovesse essere pagate, può essere recuperata alla rilevazione successiva e ad ogni rilevazione successiva. La condizione per recuperarla sarà sempre più vantaggiosa, sino a coincidere a scadenza con la barriera al 50%, per cui basta che a scadenza tutti i titoli siano sopra al 50% del loro prezzo iniziale fissato l’8 aprile, che il certificato avrà pagato tutte le cedole, pari a ben il 9% semestrale.

Vedendo il comportamento di altri certificati simili, penso che ci sarà da correre a comprarlo subito, prima che il prezzo salga anch’esso oltre la soglia di convenienza, come è capitato a questo altro certificato, che sarebbe stato bellissimo se comprato subito al pronti-via, ma che già adesso è diventato sconveniente, visto che oggi quota 114/115,50 e si rischia di essere rimborsati a meno del prezzo di acquisto in occasione del pagamento della prima cedola a settembre.

Isin: DE000VE8XH90 emesso da Vontobel con scadenza 10/03/2025 b

Quest’altro certificato emesso da Vontobel e con sottostanti Unicredit e Intesa San Paolo sarebbe bellissimo, se non fosse per il prezzo di acquisto corrente.

Proprio per questo motivo preferisco comprare subito il certificato di Vontobel, appena arrivato alla quotazione (martedì 14 aprile): non voglio mangiarmi le mani tra un mese, con il rischio di vederne salire il prezzo, come ha già fatto appunto il certificato di Unicredit.

I 4 sottostanti del certificato di Vontobel sono già saliti di prezzo ed, anche se dovessero scendere di prezzo, come potrebbe benissimo accadere, sapendo come reagiscono i prezzi di questi prodotti anche solo a fronte del ritracciamento della volatilità, è controproducente attendere a vuoto per cercare di comprarlo un po' più basso dei suoi primi prezzi che sta presentando, perché il rischio altissimo è che potrebbe schizzare veloce verso l’alto e il prezzo vicino al nominale potremmo non vederlo più per un bel po’!

Cedole così alte e contemporaneamente barriere così profonde sono veramente merce rara, se poi hanno anche come sottostanti titoli che dovrebbero reggere di più all’urto della prossima recessione, tanto meglio!

I due sottostanti del certificato di Vontobel, Facebook e Netflix, sono due colossi sulla bocca di tutti, che per un bel po’ non avranno gran problemi di business.

Gli altri due titoli sottostanti, PayPal e WireCard, meritano qualche parola in più ed anche i loro businesses sono in forte espansione, ossia la moneta elettronica e le carte di credito.

PayPal è una public company americana fondata nel 1999 a Palo Alto da 5 genietti, tra cui il visionario Elon Musk. Originariamente nacque Confinity, società che sviluppava softwares di sicurezza per dispositivi portatili e nel marzo del 2000 si fuse con X.com, una compagnia di servizi bancari online sempre di Elon Musk, che sancì il salto di qualità della società, affermandosi rapidamente come mezzo per effettuare pagamenti online insieme alle carte di pagamento.

Come funziona il circuito telematico?

Le transazioni avvengono senza la condivisione di dati sensibili (come avviene invece con le carte) con il destinatario finale: semplice, intuitiva e sicura - almeno così si spera - velocizza il processo di pagamento nel mondo dell’e-commerce, che in un momento come questo di quarantena è diventato essenziale.

Dal 2015 PayPal è quotata in borsa ed il suo trend è costantemente in crescita: ogni anno la società ha costantemente registrato un incremento sia delle entrate che dell’utile lordo e del reddito netto.
Le attività sono cresciute di anno in anno, così come le passività, ma sempre con un rapporto dove le prime sono superiori alle seconde (il patrimonio netto ha sempre registrato un incremento, tranne nel 2018 con una piccola flessione, ampiamente recuperata però già alla fine del 2019).

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Fonte: investing.com

Ma l’eccellenza dei pagamenti elettronici non è prerogativa solo dell’oltreoceano con Paypal e Western Union.

WIRECARD è l’altro sottostante implicato che ci interessa guardare più a fondo: la società tedesca, quotata a Francoforte, offre tecnologie e servizi finanziari a livello globale, tramite l’elaborazione dei pagamenti elettronici internazionali e locali, l’emissione di carte ed una piattaforma di gestione dei rischi per la protezione dalle frodi.

Tramite registrazione online, si può aprire un conto presso la Wirecard Bank, che può essere caricato tramite contanti, carte, addebito diretto, bonifico o altre tipologie di pagamento locali. Il servizio comprende anche una MasterCard virtuale, che può essere utilizzata come mezzo di pagamento nelle milioni di postazioni abilitate MasterCard in tutto il mondo e la possibilità per gli utenti internazionali di inviarsi reciprocamente somme di denaro in tempo reale.

Anche nel caso di Wirecard la redditività e la solidità patrimoniale sono due punti cardine, che si riflettono in un trend in forte crescita, analogo a quello della rivale Paypal.

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Fonte: investing.com

In questo momento il neonato certificato di Vontobel sta quotando poco sopra la pari e, per stare sul sicuro, noi siamo tra i suoi primi acquirenti: sottostanti solidi ed in linea col momento di mercato, cedole alte ed a memoria e barriere così protettive calcolate dagli strike di questi giorni sono 3 ingredienti preziosi da non perdere coi tempi che corrono. Il “problema” è che cresca troppo nei prossimi giorni, lasciando fuori gli indecisi come ha fatto quello di Unicredit, che oggi deve cedere lo scettro a quello di Vontobel.

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Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing