Come un felino che aspetta paziente che il topo sbagli mossa ed esca dalla tana nel momento sbagliato per sferzare il colpo di grazia e portare a casa il bottino.

Così ci stiamo posizionando sui book in questi giorni caotici in cui fioccano errori da ogni dove.

In realtà siamo sempre stati abbastanza tempestivi a cogliere errori di questo tipo, in cui incappano i Market Maker non proprio così rapidi ad aggiornarsi quando intervengono modifiche inaspettate a cui reagiscono con imperdonabile ritardo.

Certo ci vuole un occhio iper-allenato, una conoscenza approfondita delle regole e una velocità decisionale e d’azione obiettivamente non comuni. Non si possono di certo pianificare dei corsi di formazione su queste cose, perché di fatto si tratta di identificare quando sui book ci sono dei prezzi sbagliati, degli sconti privi di senso o delle castronerie sui derivati perché chi fa prezzo è un teorico che non tiene conto di un po’ troppe variabili concrete…

Non capitano di certo tutti i giorni e, non avendo il dono dell’ubiquità, non pretendiamo di incontrarli tutti, ma quelli che abbiamo incontrato, se ne sono accorti e non possono farci proprio niente, se non essere più svegli la prossima volta!

In questo periodo, con le modifiche caldeggiate da BCE e Banca d’Italia sul blocco dei dividendi, con la volatilità impazzita, con il divieto di vendite allo scoperto, di occasioni per cogliere i Market Maker in fallo ce ne sono parecchie. Forte di 20 anni sui book in cui mi sono scontrato quotidianamente con i comportamenti dei Market Maker e memore di quante cavolate hanno fatto negli anni, soprattutto quando il mercato bolle come sta bollendo adesso, settimana scorsa io e il mio Team siamo stati particolarmente attenti a vedere se su qualche strumento derivato non ci fosse qualche occasione da prendere al volo e di cui liberarsi altrettanto al volo, non appena ripristinati i prezzi corretti da parte del Market Maker che, mangiandosi le mani, solo il giorno dopo capisce cosa è successo.

Non c’è solo l’analisi tecnica, non c’è solo l’analisi fondamentale e tutte le teorie che riempiono biblioteche lunghe chilometri. A volte basta sapere dove guardare e portare a casa un guadagno facile, di fatto figlio solo di un errore commesso da chi non è abbastanza veloce ad aggiornarsi e ad aggiornare i prezzi ed in maniera del tutto indipendente da cosa stanno combinando i titoli collegati in questione.

Settimana scorsa ne abbiamo scovati ben 4:

LUNEDì 30 MARZO (in diretta webinar): chi era collegato per di più free, ha visto nel concreto come si sgamano questi errori e qualcuno è stato svelto ad approfittarsene insieme a noi e farcelo sapere il giorno dopo, ad operazione finita, che non credeva ai suoi occhi.

Confrontando questi due prodotti, aventi stessa scadenza in agosto e della stessa tipologia, si nota come non potesse rendere di più quello con sottostante Intesa (41% contro 38%) e con la distanza dalla barriera più che doppia, per cui era evidente che quotasse ancora tenendo conto del dividendo! Errore gravissimo!

2

Per due giorni è stato il prodotto più scambiato tra i certificati di investimento a capitale condizionatamente protetto; la differenza tra i volumi d’acquisto e quelli di vendita del giorno successivo è facile da spiegare: in acquisto erano semplicemente tutti coloro che mi hanno seguito in diretta durante il webinar, mentre io stesso me ne stavo accorgendo a voce alta e lo stavo comprando sul mio conto, mentre il giorno successivo i volumi in vendita sono stati più o meno la metà, perché il webinar era finito e io ovviamente ho comunicato la chiusura della mia operazione ai miei abbonati la mattina seguente, non appena il Market Maker si è accorto dell’errore e ha sistemato il prezzo. Appena il prezzo è tornato ad essere quello giusto, per me non aveva più nessun senso rimanere lì dentro, quindi ho salutato e sono passato al prossimo.

Chi riesce ad entrare in operazioni-lampo come queste, perché ci arriva da solo o perché ha la fortuna di avere qualcuno che gliele fa notare, deve avere ben presente che non appena il prezzo torna a essere corretto, è inutile stare a sperare che il guadagno aumenti ulteriormente, perché dopo sì che entrano in gioco l’andamento del sottostante e tutti gli altri criteri, ma se entri solo per sfruttare un errore del MM, altrettanto velocemente devi uscire quando lui si sveglia.

3

LUNEDì 30 MARZO: BNP ha sbagliato anche su un sottostante Unicredit, anche se Unicredit proprio lunedì aveva già annunciato di non pagare il dividendo, per cui non potevano neanche attaccarsi alla scusa che se poi lo pagavano avevano prezzato bene…

Anche in questo caso un bel 10% fatto in un giorno, giusto il tempo che BNP realizzasse le conseguenze del mancato stacco del dividendo di un suo sottostante ed agisse di conseguenza.

In questo caso si vede esplicitamente che la performance praticamente certa e senza rischio che abbiamo portato a casa con una zampata era del tutto slegata all’andamento del titolo, infatti Unicredit continuava a scendere e lo strumento non era un Reverse, ma abbiamo guadagnato lo stesso!

4

GIOVEDì 2 APRILE: abbiamo comunicato ai nostri abbonati questo certificato su Azimut, sempre su un errore per via dei dividendi che gli Emittenti proprio non hanno ben recepito:

“Portafoglio certificates senza coperture: ho comprato 120 pezzi del certificato su Azimut NL0012872311 84,60, avendo un multiplo di 7,2516 di fatto è come se comprassi azioni Azimut a 11,7 mentre il titolo in questo momento vale 12,70, il certificato sconta il pagamento del dividendo, se questo venisse rimandato il certificato si allinea, come è successo lunedì con il certificato di Intesa, ma diventa anche altamente probabile il possibile rimborso a 102,20 a giugno. Poi come si evince dalle foto, qualcuno era già uscito a fine giornata quando il certificato è balzato da 84.90 lettera a 88.15 denaro, altri lo hanno venduto il giorno dopo, ma a fine giornata valeva 87.55 con Azimut a -4%, per cui noi possiamo ancora giocarcela essendo a +4% dal nostro prezzo di acquisto ed eventualmente mettere uno stoploss a pareggio (se va male) e puntare ai 102,2 del rimborso se invece Azimut dovesse stabilizzarsi o recuperare da questi prezzi (la barriera è a 11,03€ ed è discreta).”

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Questo il prezzo del certificato di oggi 7 aprile: ho deciso di tenerlo perché ambisco al rimborso a scadenza, al limite me la gioco e metto lo stop a pareggio, ma ho il tempo che mi gioca a favore, ed essere partito con un +5% solo perché si è sbagliato il Market Maker è un grandissimo vantaggio che una volta tanto è in mano a noi e non a loro.

VENERDì 3 APRILE: appena è uscita la notizia che anche BNP Paribas non pagava il dividendo, sono volato a scovare il certificato giusto per noi – e sbagliato per i Market Maker - e appena l’ho trovato, ho lanciato subito il messaggio ai nostri abbonati: “Portafoglio certificates senza coperture: ho comprato n 300 pezzi del seguente certificato a 35,86. Il certificato è un replicante del titolo BNP con un multiplo di 1,5893, oggi BNP quota circa 25 euro e quindi il certificato dovrebbe valere 39,7 il fatto che si compri a sconto è perché considerano il dividendo di 3,10€ che invece oggi hanno annunciato che non verrà pagato”.

Peccato che il market Maker ce ne ha fatti comprare “solo” 5000 pezzi e poi è sparito tutto il giorno, si vede che nel dubbio avevano capito che i volumi erano anomali e si saranno messi a fare i calcoli. Vedremo lunedì che prezzi farà, col -5% della chiusura il certificato oggi comunque rimborserebbe 1,5893*24,735= 39,311€ per cui abbiamo ancora un 10% di margine.

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Ieri Bnp non aveva ancora corretto il prezzo facendosi comprare ancora a 36, per poi aggiornare verso le 12 e fare quasi 39 denaro. Quando sono usciti i primi, hanno cominciato ad abbassare i prezzi e fare i soliti giochini tipici degli Emittenti che, se sbagliamo noi ci fanno secchi ampliando a dismisura gli spread bid-ask e, se sbagliano loro, usano tutte le loro armi per non pagare, o pagare il meno possibile.

Oggi, dopo che molti sono usciti in gain, è tornato a prezzare equamente premiando chi ha tenuto duro.

Credo che queste sfumature così sofisticate siano una nostra reale esclusiva, d’altronde se non hai letteralmente milioni di eseguiti alle spalle, tutto questo rimane arabo.

La morale è che in questi frangenti di mercato, dove prevale naturalmente la paura, occorre invece avere coraggio, anche se in maniera consapevole. I guadagni si nascondono ovunque e questi 4 casi ci dimostrano chiaramente che se sai cosa, dove e come guardare i book e le notizie, a volte possiamo partire addirittura in vantaggio e portare la bilancia del rapporto rischio-rendimento decisamente dalla nostra parte.

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Un caro saluto

Giovanni Borsi e il Team GB Investing