In questa fase di mercato i certificati di investimento AIRBAG sono sotto stretta osservazione più degli altri, perché ora il pubblico è naturalmente in cerca di protezioni e se queste sono multiple meglio è. L’airbag infatti altro non è che una ulteriore protezione, in aggiunta alla barriera, che interviene all’occorrenza a scadenza, un po’ come un secondo paracadute che si apre giusto in tempo per evitare di sfracellarti al suolo se il primo non si è aperto.

Il nostro metodo di selezione da una parte è basato su parametri matematici ed oggettivi, così che il confronto sia inopinabile, ma non si limita solo ad uno sterile confronto di dove sono posizionate barriere, cedole e autocall, perché se a monte stai lavorando su un sottostante semi-marcio, tutto il lavoro di comparazione successivo vale meno di zero.

Tra i nostri lettori più affezionati, chi non si ricorda a inizio 2016 gli errori grossolani di chi approcciò superficialmente i certificati di investimento con l’aumento di capitale di Saipem agli sgoccioli? Io sarò anche avvantaggiato perché conosco i meccanismi delle ricapitalizzazioni meglio delle mie tasche, ma è indecente che TUTTI gli Emittenti e TUTTI i formatori di Italia nel mese prima della partenza dell’aumento di capitale si stessero perdendo in un bicchiere d’acqua nel mettere la barriera a 30% o a 40%...

Ricordo che dovetti intervenire apertamente in pubblico in un live che tenni in partnership con un Emittente (con cui oggi non lavoriamo più, ma questa è un’altra storia…), perché nei 15 minuti del loro intervento avevano preparato delle belle slide colorate con un bel certificato avente Saipem come sottostante e tutte le loro elucubrazioni su quale fosse il migliore secondo questo o quel parametro.

ALT, fermi tutti: presi la parola senza troppe cerimonie e stoppai la presentazione che era una reale castroneria, perché TUTTI i certificati long su Saipem di TUTTI gli Emittenti andavano cestinati seduta stante.

Che tu abbia la protezione al 30% o al 40% te ne fai ben poco, quando tra pochi giorni parte un aumento di capitale diluitivo e il titolo perde per strada un 80-90% come ridere. Dagli Emittenti tutto sommato me lo posso aspettare, vanno frenati quando proprio partono per la tangente come in questo caso, ma d’altronde loro devono impacchettare diverse soluzioni che piacciano alla gente; la cosa grave è che anche tutti i formatori caddero nello stesso tranello, perché Saipem mai era andata sotto a quei livelli o perché quel livello era un supportone di lungo periodo.

Non c’è molto da aggiungere: quando un titolo è in aria di aumento di capitale, addirittura diluitivo come fu quello di Saipem, è da vendere a occhi chiusi, altro che certificati long con barriere più o meno profonde.

Lo sanno bene i nostri abbonati, gli unici che si salvarono dalle grinfie di Saipem, perché noi eravamo gli unici in tutta Italia posizionati sull’unico Reverse, altro che cavolate delle barriere! La parola d’ordine in borsa è sempre CONTESTUALIZZARE!

(se vuoi capire meglio cosa successe, a questo link trovi l’articolo che scrivemmo per l’occasione il 13 febbraio 2016 e che destino vuole sia stato anche il primo articolo che ha dato l’avvio alla nostra rubrica sul sito GBinvesting, uno dei più letti ed apprezzati di sempre: E adesso che si fa con Saipem?  ).

Tornando ai confronti dei giorni d’oggi, ora che è finita l’abbuffata degli airbag a sconto, per via che la volatilità è un po' rientrata quanto meno dai massimi, confrontiamo i seguenti 2 airbag per capire quale è il più vantaggioso dal punto di vista del rapporto rischio-rendimento alle condizioni di OGGI.

Attenzione alle analisi fredde e basate solo su software che ti dicono lo scenario a scadenza, tutte utilissime per carità, ma voglio proprio vedere chi terrà questi certificati in portafoglio per 5 anni, io ho fatto il conto che di solito non tengo un certificato in portafoglio per più di 12 mesi, anche perchè se è un buon certificato mi viene rimborsato e se è un pessimo certificato trovo di meglio e preferisco venderlo in perdita. 

CH0524352264: Phoenix memory Airbag (scadenza 13/03/2025) emesso da Leonteq

0.1 04 Aprile 2020

Leonteq ha emesso questo certificato a metà marzo 2020 e dura 5 anni, se non interviene prima la clausola di autocall, che sarà attiva dal 15 marzo 2021 e che decrescerà del 5% ogni anno.

Il certificato oggi quota ben sotto alla pari (meno di 784 circa), per cui garantisce un ottimo flusso cedolare attualmente non a rischio.

A scadenza, se verrà rimborsato a 1000 (e quindi pagate tutte le cedole che sono a memoria e condizionate allo stesso livello del rimborso a scadenza, cosa assolutamente da non sottovalutare), offre un rendimento di circa il 22% annuo.

Ha anche ottime possibilità di rimborso anticipato tra un anno e in tal caso il rendimento sarebbe di 130 punti di flusso cedolare + 216 punti di capital gain, per un totale di 346 punti su 784 investiti, ben il 44%.

Per quello che riguarda il book di negoziazione, come si vede dall’istantanea ufficiale dell’Emittente, c’è circa un 3% di spread tra bid e ask, abbastanza comune oggi che la volatilità è ancora alta e gli Emittenti si devono tutelare.

0.2 04 Aprile 2020

DE000UD3AUL9: phoenix memory Airbag con scadenza 2025 emesso da UBS

0.3 04 Aprile 2020

UBS ha emesso quest’altro certificato alla fine di febbraio, quando ancora non era saltato tutto per aria, e scadrà poco prima del precedente, l’autocall sarà attiva già da agosto, ma vale ben poco perché è altamente improbabile.

Il certificato oggi quota a 54,60 lettera e sembra liquido, perché il pubblico crede che sia il miglior certificato in circolazione attualmente sulla carta, ma in realtà solo lo spread bid-ask che propone l’Emittente (51,60-54,60) è un bel tranello perché, come ci mostra l’istantanea del book, il differenziale non è del 3%, ma di 3 punti, cosa ben diversa perché in percentuale è quasi il doppio!! (occhio ai tranelli della matematica!).

Sono proprio curioso di vedere come si comporterà quando avrà finito di piazzare i suoi 15 milioni emessi.

0.4 04 Aprile 2020

Se poi guardiamo quest’altra foto, dove ci sono certificati un po' di tutti gli Emittenti, si nota come la riga di UBS sia deserta, è l’ultimo a farsi vivo alla mattina, diciamo che fa prezzo dopo le 10, si svegliano con calma…

0.5 04 Aprile 2020

Facciamo finta di chiudere un occhio sugli aspetti più pratici e limitiamoci ai dati ed all’analisi del rendimento offerto:

  1. Certificato di UBS:
    1. le cedole, pur essendo a memoria, sono fortemente a rischio (anzi, a questi prezzi non sarebbero pagate, per via di FCA e Unicredit entrambi sotto barriera)
    2. Nel caso vada tutto bene e si prendano pure le cedole, in 5 anni si portano a casa 8,4 punti all’anno di cedole e 46 punti di capital gain, per cui il massimo che si può ottenere sono 88 punti su 54 investiti, senza speranza alcuna di un rimborso anticipato.
  2. Certificato di Leonteq:
    1. se dovesse arrivare a scadenza e pagare tutte le cedole + il capitale, genererebbe un flusso pari a 130 punti annui di cedole e 214 punti di capital gain, per cui al massimo si può ottenere 864 punti su 786 investiti, quindi meno di quello di UBS, ma con molte più probabilità.
    2. Se va in autocall tra un anno (abbastanza probabile se i mercati recuperano in un anno anche solo 1/5 di quello che hanno perso in un mese) si fa quasi il 50%.

Se ipotizziamo che Fca vada a 5€ (-20%) e non riesca a risollevarsi  (Fca nel mese di marzo ha avuto -85% di immatricolazioni e in aprile penso farà peggio, per cui Fca secondo me è il titolo più a rischio, perché tutto il settore automobilistico patirà infinitamente le conseguenze di questa crisi e già solo il fatto che nessun titolo del settore auto sia presente nel certificato di Leonteq, mi fa propendere in questa direzione), o Banco Bpm (è in entrambi i certificati) vada a 1€, nel caso del certificato di Leonteq non avrei problemi e perderei solo l’opportunità del rimborso anticipato, mentre nel caso del certificato di UBS perderei tutte le cedole e avrei la magra consolazione che tra 5 anni sarei rimborsato circa a 78, per un gain in conto capitale di circa il 40%.

Il certificato di UBS è stato molto valido quando quotava a 37 (quello di Leonteq si poteva comprare a circa 600 nello stesso frangente), ma ad oggi il confronto non regge e, finché si riesce a vendere bene quello di UBS senza essere rapinati dal Market Maker ed approfittando del fatto che ci sono ancora tanti compratori nel book, io un salto verso il minor rischio e il maggior rendimento lo farei ad occhi chiusi.

Tra sei mesi vedremo chiaramente chi uscirà vincitore da questo confronto; ad esporsi in prima persona ci si mette sempre in posizioni scomode, ma non ho mai avuto peli sulla lingua e non comincio di certo adesso che, per chi non si è bruciato interamente portafoglio e neuroni, non c’è mai stato un momento storico più ricco di opportunità di questo proprio grazie alla volatilità alle stelle.

Così come quando dopo una settimana dalla sua creazione, dichiarai che il Fondo Atlante sarebbe miseramente fallito, adesso dichiaro che con i titoli dell’auto e le compagnie aeree si rischia di farsi molto male e chi guarda i grafici a caccia di supporti non ha capito niente di quello che sta succedendo sui mercati.

Per non perdere nulla della nostra formazione gratuita fatta da tanti articoli come questo e dai webinar periodici che puoi vedere registrati sul nostro sito ti invito a registrarti gratuitamente.

E non dimenticarti che puoi sempre vedere gratuitamente la TOP3 ossia quei certificati che di volta in volta riteniamo particolarmente meritevoli di attenzione !

Per chi vuole una scelta più ampia è invece disponibile l'ultima edizione della TOP100 di Aprile/Maggio con la selezione aggiornata dei migliori certificati di investimento in circolazione!

Giovanni Borsi & il Team GB Investing