La situazione attuale non ha precedenti: io seguo i mercati finanziari con costanza da ormai 35 anni e MAI ho visto questi capovolgimenti di prezzo così repentini, oltre che questa volatilità.

Neanche la crisi del 2008 con il fallimento di Lehman Brothers è paragonabile a quello che stiamo vivendo oggi e non finirà di certo neanche quando finirà la quarantena (e per inciso, non avevamo ancora neanche finito di leccarci le ferite della crisi precedente…).

La volatilità è alle stelle - Cosa significa per chi ci deve mettere i soldoni?

La volatilità è una misura della variazione percentuale del prezzo di uno strumento finanziario nel corso del tempo; si dice che è il termometro della paura, perché quando il prezzo di uno strumento finanziario oscilla poco, fa poca paura e quando invece si muove istericamente su e giù, fa crollare i nervi anche ai più stoici.

L’altra faccia della medaglia è che proprio nella volatilità risiede il profitto e questo è lo stesso indirizzo in cui risiede anche il pericolo; d’altronde si sa che rischio e rendimento sono legati da una funzione direttamente proporzionale. Finché leggi queste informazioni nei libri, hanno un certo fascinoso appeal, ma quando la volatilità polverizza il tuo dossier titoli, la lezione assume un sapore ben più rancido.

La volatilità è nostra nemica o è nostra amica?

La verità è che la volatilità, come tutti gli strumenti che ci possono capitare per le mani, nasce neutra e senza pretese dolose nei nostri confronti; è solo l’utilizzo che ciascuno di noi fa nel tempo a determinarne la natura, che poi concorrerà a creare la nostra memoria e le nostre convinzioni al riguardo.

Se ti interessi di strumenti ordinari (v. azioni) è sempre meglio che tu sappia in che fase di volatilità ci stiamo muovendo, ma l’incidenza della volatilità sui tuoi risultati di fatto è solo indiretta.

Quando invece tratti strumenti più elaborati – come i certificati di investimento e le opzioni – l’incidenza della volatilità è diretta, perché è una componente stessa che concorre a formare il prezzo che stai comprando, o vendendo.

Senza scendere in dettagli troppo tecnici in questa sede, devi sapere che il prezzo delle opzioni, e quindi dei certificati che non sono altro che una combinazione di opzioni, è composto dal prezzo del sottostante cui si riferiscono + una componente di decadimento temporale + una componente che esprime appunto la volatilità.

C’è chi campa solo con i meccanismi legati al time decay e chi campa solo tradando la volatilità, quindi sono aspetti tutt’altro che secondari.

Noi siamo specialisti proprio di opzioni e certificati, quindi oggi, col Vix esploso ad oltre 80 a metà marzo, dopo essere stato ingabbiato su valori intorno a 13-20 fin dal 2011, siamo più operativi e sull’attenti che mai, perché con le condizioni di oggi (di prezzi e di volatilità) i rendimenti dei certificati sono a livelli mai visti prima ed ancora di più i prezzi delle opzioni che solitamente usiamo nelle nostre operazioni di copertura che, proprio grazie alla volatilità alle stelle, permettono di incassare due o tre volte tanto rispetto anche solo a un mese fa.

 

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Anche se la percezione del momento, emotivamente complicato per tutti, può indurre alla paralisi o al rinvio dell’operatività ad un futuro più o meno remoto, perché l’emozione prevalente è la paura - umanamente più che giustificata - la verità nuda e cruda è che oggi il rapporto rischio-rendimento di alcuni strumenti finanziari è arrivato a livelli incredibilmente vantaggiosi e mai visti prima!

Stando ai certificati di investimento a livello di prezzi, ormai sono quasi tutti sotto la pari e molti di loro hanno visto le barriere scoppiare, il che rende ancora più difficile per chi mastica a fatica questi calcoli distinguere i gioiellini rispetto ai catorci.

Ancora più difficile è capire come, quando e se coprire questi certificati con opzioni per tutelarsi in caso si sbagli il certificato stesso o il suo timing di ingresso, naturalmente entro certi limiti, perché è ovvio che se sbagli completamente il cavallo su cui puntare, non c’è protezione che tenga.

Le opzioni sono strumenti nati specificamente per coprire il rischio e oggi, anche se la loro nomea è in buona parte rovinata per l’utilizzo speculativo e distruttivo che ne è stato fatto a livello mondiale, sono un’arma eccellente da abbinare ad un certificato per limitare parzialmente o totalmente eventuali perdite e, nei casi migliori, come abbiamo già più volte dimostrato in diretta, diventano addirittura un guadagno supplementare.

Il 30 marzo abbiamo organizzato un webinar che ha avuto un successo strepitoso proprio in uno dei momenti più febbrilmente acuti che hanno interessato la maggior parte degli azionisti delle maggiori società quotate italiane: la BCE e Banca d’Italia hanno esortato le Banche italiane a non pagare i dividendi almeno fino ad ottobre (sarebbero stati pagati come ogni anno tra aprile e maggio e in certi casi stiamo parlando di dividendi corposi fino a circa un 10%, non bruscolini!) e questo ha avuto ripercussioni enormi che solo chi è del settore ha potuto capire al volo e sfruttare a proprio vantaggio.

A questo link trovi la registrazione di questo webinar: WEBINAR CERTIFICATI 

Chi ha avuto la prontezza di seguire questo webinar in diretta ha potuto portare a casa un 10% facile facile su un chiaro errore di prezzo di Bnp Paribas, che non aveva aggiornato tempestivamente i propri prodotti derivati in attesa del cambio della politica di distribuzione dei dividendi.

A volte essere liberi, agili e snelli ti da quella velocità d’azione che Emittenti e Market Maker non possono avere di default. Anche questo concorre a fare la differenza.

Oggi 2 aprile abbiamo operato su un altro titolo, che mostrerò nel prossimo webinar e la nostra caccia sulle inefficienze è ben lontana dall’essersi conclusa.

Come approfittare di questo momento storico a dir poco unico e sfruttare al massimo la volatilità attuale (che non durerà di certo in eterno, così come non poteva durare in eterno la fase di “quiete prima della tempesta”)?

Seguimi in questo ragionamento: un mese fa, prima del crollo dei mercati, potevi comprare un certificato come questo ed ottenere un rendimento del 20-25% annuo e ottenere un 5% circa dalla vendita di una call a copertura sul titolo peggiore, qualora ce ne fosse stato bisogno.

 

Isin: CH0524352306 - Phoenix su titoli americani, scadenza 20/03/2023

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Oggi questo certificato si compra a 875, per cui esprime un rendimento a scadenza del 39% annuo e, se dovesse rimborsare il 15 marzo prossimo alla data di autocall, significa che renderebbe quasi il 50% in meno di un anno!!

Questo se fila tutto liscio, ma se ci fosse bisogno di proteggere una brusca caduta di uno dei 5 sottostanti americani che lo compongono, questi sono i prezzi delle opzioni con scadenza ad 1 mese su strike del 10% più alti del prezzo del sottostante:

AMD: 5%

MICRON: 4%

NETFLIX: 3%

NVIDIA: 4%

SNAP: 6%

In Italia fino alla scadenza delle prossime streghe (19 giugno) vi è il divieto di vendite allo scoperto, quindi col mercato italiano non si possono fare ragionamenti analoghi, ma sulle opzioni americane le strade da perseguire possono essere tantissime, disponendo su molti titoli delle opzioni addirittura a cadenza settimanale, per cui ci si potrebbe anche ingegnare e far coincidere la scadenza dell’opzione con una data di rilevazione del certificato.

In questo particolare momento di mercato la volatilità è maggiore sulle scadenze più vicine, per cui è ancora più facile ottenere ritorni maggiori usando certificati vicini a scadenza, come ad esempio questo su Twitter, operazione della durata di soli 75 giorni.

 

DE000HV448F7 Bonus cap su Twitter scadenza 17/06/2020

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Io questo l’ho già messo in portafoglio, pagandolo 91, per cui posso ambire ad un rendimento del 30% in due mesi e mezzo.

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Sto valutando proprio adesso quale call andare vendere… in questo momento Twitter quota circa 23$.

Se optassi per la call strike 25 a 2,40 potrei venderne una ed incassare 240$; a scadenza mi troverei questi possibili scenari:

  • se Twitter scende e va a infrangere la barriera, la perdita sarebbe ridotta a circa la metà grazie alla copertura (salvo altri interventi aggiuntivi);
  • se Twitter chiude in un range sopra la barriera a 18,78$ ma sotto i 25$ della call venduta, farei bingo ottenendo 2330€ dal rimborso del certificato ed incasserei anche la call, per cui otterrei un guadagno del 40% in due mesi e mezzo;
  • se Twitter a scadenza sarà sopra ai 25$, i 530€ di gain sul certificato mi permetterebbero di non perdere sull’operazione complessiva sino a circa 33$ di Twitter.

(Queste tre ipotesi sono tutte fatte senza tenere conto di eventuali altri correttivi, che invece un buon opzionista mette in atto qualora i movimenti di Twitter li rendesse necessari).

Visto che siamo tutti confinati rispettivamente ognuno a casa propria per causa di forza maggiore, i nostri appuntamenti live sono rimandati a quando il coronavirus ci darà finalmente tregua, ma visto l’interesse e la partecipazione al webinar della settimana scorsa, e viste le innumerevoli domande che ci sono state rivolte proprio per capire meglio come usare le opzioni a copertura dei certificati, a distanza di una settimana dal prossimo webinar ho implementato 5 strategie con 5 certificati e relative coperture sul mio conto personale con denaro reale, prendendomi dunque rischi veri, come faccio da quasi 20 anni, negli eseguiti veri c’è il prezzo che si paga (costi espliciti, cioè le commissioni e costi impliciti, cioè lo spread denaro-lettera, che adesso è in media anche un 3%) ed è cosa assai diversa dai conti demo, che vanno tanto di moda.

Nelle 2 ore di webinar che terrò mercoledì 8 aprile dalle 15,00 alle 17,00 condividerò con voi queste 5 operazioni reali, ne spiegherò la logica di base, i motivi delle mie scelte, vedremo insieme in diretta il risultato che si sarà generato in questi pochi giorni e come porterò avanti queste strategie, sia che siano in sofferenza sia che siano in gain, spiegandovi attentamente i ragionamenti che sono solito fare.

L’obiettivo è dimostrarti come in questa fase di mercato si possa pensare di portare a casa un 8% mese con questo tipo di operatività, che sarebbe un 100% su base annuale, ma non potrà essere così per tutti i prossimi 12 mesi e non ti posso illudere che performances così strabilianti saranno ripetibili a lungo con questa “facilità”.

La realtà delle cose è che questa fase durerà un paio di mesi, forse qualcosa in più, ma è destinata a rientrare anch’essa, come il grafico del VIX ci sta già dimostrando, e come hanno fatto tutte le fasi che l’hanno preceduta e tutte quelle che la seguiranno, per quanto quando si è dentro possa sembrare insormontabile ed eterna.

Per tutto il resto dobbiamo necessariamente aspettare tempi migliori, ma per i certificati con le coperture in opzioni i tempi migliori sono questi:

PRENOTA IL TUO POSTO MERCOLEDI’ 8 APRILE ORE 15,00
AL NOSTRO PROSSIMO WEBINAR GB CERTIFICATI

Giovanni Borsi

GB Investing

Condizioni del GB WEBINAR CERTIFICATI CON COPERTURE:

  1. Il webinar ha un costo di 140,00€ e rimarrà a tua disposizione anche la registrazione senza scadenza. In più, avrai in omaggio l’edizione Top100 di aprile/maggio in uscita proprio l’8 aprile, del valore di 70,00€ con la selezione fatta da Giovanni Borsi dei migliori 100 certificati correnti tra gli oltre 4.500 quotati in circolazione.
  2. Se sei già abilitato alla TOP100 annuale, il prezzo a te riservato per il webinar è 90,00€
  3. Se aderisci alla TOP100 annuale al prezzo di 350,00€ entro l’8 aprile, questo webinar è un nostro omaggio di benvenuto.