E SE BANCA INTESA  E LE ALTRE BANCHE NON PAGANO IL DIVIDENDO?

Leggi fino in fondo questo articolo se sei un azionista in attesa dello stacco dei dividendi perché quest’anno è cambiato tutto e si dovrà fare a meno dei dividendi: anche questo rientra nelle misure eccezionali per contrastare l’emergenza Covid-19.

Sono giorni frenetici questi, in cui i CDA delle principali banche italiane si stanno riunendo per definire le politiche relative alla distribuzione dei dividendi, dopo aver ricevuto pressioni da parte di BCE e Banca d’Italia per i propri vigilati, chiedendo loro senza troppi giri di parole di NON pagare dividendi e di NON comprare azioni proprie almeno fino a ottobre 2020.

Questa misura colpisce sia gli azionisti che sono abituati a ricevere annualmente un succulento dividendo, sia il titolo stesso che andrà incontro a ondate di vendite innescate dalla delusione.

Ma ora la priorità a livello nazionale è riuscire a finanziare le imprese e le famiglie in difficoltà, che crescono a vista d’occhio e rischiano di non riuscire neanche a fare la spesa quotidiana, e questa mossa dovrebbe consentire di recuperare all’incirca 30 miliardi di euro di capitale addizionale e liberare 450 miliardi di prestiti.

Sono oltre 3500 le banche in tutta Europa cui viene richiesto di congelare i dividendi, i piani di buy-back e di essere particolarmente morigerati anche nelle politiche di remunerazione, visto che incidono parecchio sulla base patrimoniale. A buon intenditor…

Ad oggi alcune società hanno già dato comunicazione ufficiale al mercato di aver bloccato la loro attività ordinaria, così come richiesto dai piani alti, come Brembo e Amplifon, altre come Cattolica Assicurazioni sembrano andare verso questa direzione, ma ancora non si sono sbilanciate del tutto.

In ogni modo tutte le società saranno chiamate ad esprimersi entro breve, quindi se hai in portafoglio delle azioni cui sei abituato a ricevere l’accredito del dividendo, sappi che devi stare molto attento per decidere cosa fare dei tuoi investimenti perché, come ogni volta che c’è una modifica strutturale importante (e questa è decisamente più grande di tutti noi), solo chi è veloce nel prendere decisioni (anche dolorose, come quella di vendere in perdita le proprie azioni) può superare con meno traumi questa drammatica fase e cogliere le opportunità del momento velocizzando il recupero.

Molti riflettori sono puntati su Banca Intesa, il cui CDA si riunirà martedì 31 marzo per decidere appunto di rimandare il pagamento del dividendo. Gli azionisti di Banca Intesa, che fino ieri l’altro confidavano abbastanza serenamente di ottenere in maggio un corposo dividendo di oltre il 10% sul prezzo corrente, dovranno rivedere la loro strategia di investimento e ne rimarranno profondamente delusi e facilmente molti di loro decideranno di vendere, facendo ulteriori pressioni sulle quotazioni del titolo.

Ma se invece dietro a questa novità si nascondesse un’occasione da sfruttare?

Se vuoi investire su un titolo come Intesa, saprai già se ci leggi da tempo che non c’è solo la possibilità di acquistare direttamente il titolo. Altri strumenti finanziari che hanno Intesa come sottostante, in un momento come questo possono risultare migliori rispetto al semplice titolo azionario.

Mi riferisco ai certificati di investimento e alle opzioni, per motivi specifici diversi che adesso vediamo di sviscerare, visto che non tutti sanno quanto sono importanti le valutazioni sul dividendo quando si tratta di prezzare i certificati di investimento.

I certificati di investimento a capitale condizionatamente protetto sono strutture che garantiscono determinati flussi cedolari con determinate protezioni e l’Emittente riesce a garantire questi flussi grazie all’uso di opzioni ed all’incasso dei dividendi che rimangono a lui e non vengono quindi riconosciuti all’acquirente: maggiore è il dividendo, maggiore sarà l’incidenza di questo effetto.

Nel prezzo dei certificati di investimento sono già previsti i futuri dividendi dei titoli sottostanti al certificato.

Facciamo un esempio con questo certificato: codice Isin DE000VE32SU6 che scade a novembre 2020 e che ha perso le protezioni in quanto la barriera è stata infranta al ribasso, perciò ora replica fedelmente il prezzo di Intesa San Paolo; questo significa che a scadenza verrà liquidato un importo per ogni certificato posseduto pari al suo multiplo (42,996 azioni) moltiplicato per il prezzo di Intesa. Venerdì 27 marzo Intesa ha chiuso a 1,55€ ed il certificato a 60,75, che significa 1,4129€ per azione (basta dividere 60.75 per le 42,996 azioni). Questo sconto si spiega solo perché il certificato tiene ancora conto del dividendo di Intesa.

Stessa cosa vale per il certificato DE000VE14ZF0 che scade a giugno 2020, multiplo 46,4523. Venerdì 27 marzo ha chiuso a 67,25, che significa 1,4477€ per azione, oppure per il certificato DE000VE14ZB9 che scade a fine settembre, multiplo 46,408 e che venerdì scorso ha chiuso a 65,90, che significa 1,42€ per azione.

Se hai delle azioni Banca Intesa in perdita (non interessa di quanto) e non vuoi gettare la spugna, qual'è una mossa tecnicamente molto intelligente da fare – anche se difficile da attuare per i classici blocchi psicologici che paralizzano davanti alla perdita?

Se hai le azioni Intesa in portafoglio ad esempio a 2€ e le vendi tappandoti il naso anche in perdita, le puoi contestualmente ricomprare a molto meno tramite uno dei certificati citati sopra, che appunto ti consentono di entrare sul sottostante a sconto, cosicché dopo sarà sufficiente un prezzo più basso per arrivare a pari.

Matematicamente, una volta capito il calcolo, è facile.

Quello che è difficile è eliminare dalla testa il falso mito

che ti illude di non aver perso finché non hai venduto


Pensi forse che chi aveva le MPS a 10€ e se le è tenute non abbia perso? Vai a chiedere un prestito offrendo in garanzia le tue azioni che perdono il 99%, pensi che la banca tenga conto di quello che le hai pagate o di quanto valgono nel momento in cui le chiedi il prestito e il tuo titolo è carta straccia?

Dietro questo cortocircuito si nascondono le decisioni più stupide che hanno ingessato e condotto al suicidio finanziario tutti quelli che si sono sempre fatti raccontare col sorriso tranquillizzante in banca che la situazione non era così grave e che se non vendevano avevano ancora speranza. Peccato che la stessa persona nella stessa situazione, se la cogli in contropiede e candidamente le replichi “ok, allora se ho ancora del valore in portafoglio, mi è facile ottenere un prestito!”. Eh no, non valgono proprio niente e il prezzo di carico notoriamente interessa solo ed esclusivamente all’acquirente.

I certificati di investimento sono derivati ma sono alla portata di tutti, perché qualunque piattaforma ti consente di negoziarli, basta conoscere il codice isin, quel codice che identifica ogni prodotto finanziario quotato su un mercato regolamentato.

Per quello che riguarda invece le opzioni, strumenti adatti ad un tipo di clientela abituato ad un altro tipo di operatività e con piattaforme specifiche evolute, valgono altri ragionamenti ancora.

Anche le opzioni che hanno una scadenza successiva all’ipotetico stacco del dividendo prezzano tenendo conto del dividendo atteso per cui si potrebbe vendere PUT OTM scadenza giugno o settembre, che vengono sicuramente ancora prezzate tenendo conto dello stacco del dividendo di Intesa.

Anche i futures su Intesa stanno dando per scontato il pagamento del dividendo a maggio 2020, infatti la scadenza aprile tratta a 1,5661 e la scadenza giugno tratta a 1,3749, con il titolo che ha chiuso venerdì 27 marzo a 1,5666€.

Questo scenario apre possibilità di ARBITRAGGIO

che ogni investitore pagherebbe oro

(come Finmeccanica 2008 e BMPS 2015, che solo i veterani ricordano!)


Ma se non sei amante della speculazione e ritieni questi ragionamenti troppo complessi e di difficile attuazione, potresti comunque approfittare della volatilità attuale, che premia i certificati rispetto all’investimento diretto in azioni, e del fatto che ancora oggi i prezzi dei certificati tengono conto di dividendi che probabilmente non verranno pagati.

Rispetto a solo un mese fa, ossia nel mondo precedente al Covid19, la situazione sui certificati è totalmente cambiata e, se uno non si lascia prendere dal panico e dallo sconforto del recente crollo generalizzato, oggi a questi prezzi il mercato dei certificati di investimento sta offrendo un’opportunità dietro l’altra da cogliere al volo.

Tra i certificati di investimento più prudenti in assoluto e con prezzi dei sottostanti in linea coi prezzi di mercato, c’è questo:

 

CH0524352264: phoenix memory Airbag con scadenza 13/03/2025 

 

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Comprato a circa 800, con prezzo a sconto di un 20% rispetto al nominale solo grazie alla volatilità del momento, questo certificato di investimento avrebbe sicuri benefici da un annuncio di non pagamento del dividendo e, anche se così non fosse, garantirebbe comunque un rendimento di oltre il 100% in 5 anni!

Emesso a metà marzo 2020, con autocall a decorrere dal 15 marzo 2021 (autocall decrescente del 5% ogni anno), le barriere sono poste al 65% e ha una ulteriore protezione (Airbag), che agisce solo se a scadenza un sottostante dovesse aver perso più del 35%.

Il certificato sta quotando ben sotto alla pari (770 circa), per cui garantisce un ottimo flusso cedolare attualmente non a rischio (al contrario di tanti prodotti che si comprano in area 500!) e potrebbe anche beneficiare del fatto che già qualche titolo del nostro listino si è mosso per sospendere il pagamento del dividendo.

A scadenza, se verrà rimborsato a 1000 (e quindi avrà pagato tutte le cedole a memoria e condizionate allo stesso livello del rimborso a scadenza, cosa assolutamente da non sottovalutare) offre un rendimento del 22,33% annuo.

Noi di Gbinvesting siamo specialisti in 3 macro aree e tutte e 3 hanno a che fare con quello che sta per succedere su gran parte dei titoli azionari del nostro listino.

Area Aumenti di capitale ed altre operazioni straordinarie: la crisi economica che ci aspetta vedrà società che non ce la faranno e dovranno fallire, altre che verranno comprate da società più forti, altre ancora che dovranno ricapitalizzarsi per poter sostenere il momento di crisi. Da oltre 30 anni cavalchiamo queste operazioni straordinarie ed abbiamo saputo cogliere profitti da tutti gli aumenti di capitale più importanti degli ultimi anni (Juventus lo scorso dicembre è stato solo l’ultimo in ordine cronologico) e dalle altre operazioni straordinarie (Ipo, Opa, fusioni e spin off).

Area Opzioni: oltre ad insegnarti le varie tipologie di strategie speculative ed a copertura che si possono fare con le opzioni, siamo maestri assoluti negli arbitraggi, ed in questo caso le opzioni servono per garantire il risultato positivo che andiamo a costruire con altri strumenti finanziari (azioni e/o certificati di investimento). E’ facile vantarsi a posteriori dei risultati raggiunti, noi invece siamo sempre molto esposti nel bene e nel male prima, dopo e durante le operazioni che diffondiamo al nostro pubblico. A questo proposito, ti vogliamo far vedere un webinar che puoi visionare gratuitamente previa registrazione sul nostro sito www.gbinvesting.com e che feci in diretta con Unicredit, in cui mostrai un certificato proprio di Unicredit con sottostante Monte dei Paschi di Siena, che prezzava a sconto del 25% e su cui in pochi giorni facemmo un 50% (su oltre 2 milioni investiti tra tutti i partecipanti al webinar):

OPERATIVITA' -> CERTIFICATI DI INVESTIMENTO -> WEBINAR

Area Certificati di investimento: in questa area, la più ricca di contenuti gratuiti, essendo quella che più di tutte può fare la differenza per la maggior parte degli investitori, facciamo tante analisi, ricerche e confronti per arrivare a selezionare i migliori certificati in circolazione. I nostri punti di forza, che ci distinguono dagli altri formatori che trattano certificati di investimento in Italia, sono il nostro essere da sempre molto operativi con denaro reale e la nostra lotta aperta verso quegli Emittenti che agiscono in maniera scorretta sul mercato durante la fase di collocamento prima e di negoziazione poi, tanto che il nostro ultimo manuale “I certificati di investimento. Come Giovanni Borsi sceglie i migliori” è l’unica pubblicazione completa che ti spiega concretamente:

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Ti aspetto online, il preavviso è stato poco, ma quando il mercato si muove in questo modo, non si può temporeggiare

Giovanni Borsi

GB Investing