Mai come oggi dopo questi violentissimi e ripidissimi crolli generalizzati in borsa, se si vuole essere attivi sul mercato, è diventato indispensabile capire dove sono gli affari e dove sono le trappole.

Se già le variabili da tenere sotto controllo sono molteplici anche in fase di emissione, ossia al valore nominale, adesso che i certificati di investimento sono moltissimi anche abbondantemente sotto la pari, sapere cosa guardare per capire in maniera limpida il rapporto rischio-rendimento di ciascuno di loro è a dir obbligatorio.

In questo mese di pandemia se ne sono viste di tutti i colori sui book, e non solo nell’andamento dei prezzi e della volatilità, che ce ne sarebbe già abbastanza per scrivere un’intera enciclopedia, ma anche nel comportamento di Emittenti e Market Maker (sia nella loro presenza, sia nella loro assenza).

E’ naturale che il Cigno nero colga tutti impreparati per definizione (altrimenti che cigno nero sarebbe?), anche se “dopo” tutti sembrava che lo sapessero (altra caratteristica tipica dei cigni…) e quindi anche gli Emittenti si sono trovati in un guaio molto più grande di loro senza preavviso e hanno arrancato come meglio hanno potuto: qualcuno si è difeso discretamente, qualcuno ha preferito scappare in campagna per un po’, qualcun altro se ne sta approfittando spudoratamente e qualcun altro ancora si sta leccando le ferite e non sa più dove sbattere la testa.

Posso capire qualche problema iniziale e qualche latitanza nel fare prezzo, anche loro non erano pronti ad affrontare un’esplosione di volatilità di questa portata, ma ora è passato quasi un mese e i softwares possono essere stati tarati per essere sul mercato ed essere competitivi.

Uno degli Emittenti che ne è uscito sicuramente rafforzato è sicuramente Leonteq, che ha praticamente sempre fatto prezzo, anche se a spread allargati, ma questo è comune a tutto il mercato.

Altri Emittenti sono stati parecchio latitanti (Natixis, Goldman Sachs ed Exane in primis) e un altro (UBS) lo aspetto al varco tra un mese, in quanto ha collocato un Airbag vendendone quasi 15 milioni (io non mi sono fidato a comprarlo, proprio perché l’Emittente spesso stracarica di commissioni i prodotti e non vorrei che poi allargasse a dismisura lo spread una volta che ha venduto quello che voleva). Bisogna pensarle davvero tutte.

In questo momento di volatilità estrema è diventato obiettivamente difficile anche per i veri professionisti riuscire a capire quale sia il giusto prezzo di un prodotto.

Confrontiamo questi due certificati di investimento AIRBAG, che in questo momento attraggono ben più di altre categorie, date le batoste prese in faccia e il naturale bisogno di protezione: hanno entrambi ottime cedole (a differenza di emissioni più vecchie) e strike abbastanza in linea coi prezzi di mercato, per cui si può contare maggiormente, oltre che della protezione finale, anche del pagamento periodico delle cedole.

Hanno stessa struttura e stesso Emittente (Leonteq), per cui sono facili da confrontare.

Il giudizio andrà fatto:

  • sulle distanze delle barriere dagli strike iniziali
  • sulla cedola
  • sui dividendi attesi
  • sulla bontà dei titoli sottostanti (non dimentichiamo mai che anche la migliore struttura al mondo decade impietosamente se costruita su un rottame)

 

CH0524352264: phoenix memory Airbag con scadenza 2025


rompicedole 26 certificato1
Questo certificato è stato emesso a metà marzo 2020 e scadrà il 13 marzo 2025, con autocall da 15 marzo 2021, autocall decrescente del 5% ogni anno.
Il certificato sta quotando ben sotto alla pari (meno di 770 circa), per cui garantisce un ottimo flusso cedolare attualmente non a rischio (al contrario di tanti prodotti che si comprano in area 500) e potrebbe anche beneficiare del fatto che già qualche titolo del nostro listino si è mosso per sospendere il pagamento del dividendo (Cattolica e Brembo sono stati i primi).

A scadenza, se verrà rimborsato a 1000 (e quindi pagate tutte le cedole che sono a memoria e condizionate allo stesso livello del rimborso a scadenza, cosa assolutamente da non sottovalutare) offre un rendimento del 22,33% annuo.

CH0524352256: phoenix memory Airbag con scadenza 2025


rompicedole 26 certificato2
Stessa struttura, stesse barriere, stessa scadenza e stesso posizionamento dell’autocall.

Cedola leggermente più bassa, per via che sono titoli che staccano dividendi più bassi (non che siano meno volatili), ma tutti i titoli sono sopra lo strike, per cui il prezzo sconta solo la volatilità del momento, anche se lo sconto non è male (circa 870).

Questo certificato ha molte più probabilità di rimborso, in considerazione del fatto che tutti i titoli sono sopra lo strike e non sono attesi dividendi che li possano far scendere di molto, per cui il rendimento in caso di rimborso tra un anno sarebbe pari a 250 punti (120 di cedole e 130 di guadagno in conto capitale), quasi un 30% annuo. Se così non fosse, il rendimento a scadenza sarebbe comunque pari a circa un 17% annuo.

 

Cosa deduco da questa analisi?

Il primo certificato ha meno probabilità di essere rimborsato tra un anno, ma può essere una scommessa sul cambio di politica dei dividendi di certe società del paniere e, ipotizzando il rendimento a scadenza, siamo su un rendimento decisamente più elevato.

Il secondo certificato potrebbe invece garantire un ritorno maggiore nel breve termine.

La scelta finale spetta a chi ci mette i soldi, ma a noi formatori soprattutto in questo momento così delicato spetta di chiarire e sviscerare il più possibile tutte le variabili in gioco.

 

Ne parleremo più approfonditamente nei prossimi 2 webinar free a cui ti puoi registrare ai seguenti link:

>>> GIOVEDì 26 MARZO ORE 15,30 WEBINAR CON SAXO-BINCK 

>>> LUNEDì 30 MARZO ORE 14,00 WEBINAR GB INVESTING

 

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Giovanni Borsi

GB Investing