Questo è uno di quei classici momenti in cui il mercato sta salendo da mesi, il trend è chiaro, non ci sono tecnicamente segnali di inversione (seppur a livello fondamentale le cose non stiano in piedi ma si sa, i mercati sono il regno dell’irrazionalità per eccellenza) e se vuoi salire sul treno in corsa penta difficile captare il momento buono per fare il balzo (e poi su quale treno?)

Chi è già in posizione al RIALZO si starà chiedendo se è il caso di uscire dalle posizioni e concretizzare il guadagno, che altrimenti è destinato a rimanere virtuale. Sai che nervi quando non li porti a casa e anzi, li vedi diminuire progressivamente davanti ai tuoi occhi, ma non vuoi più vendere fino a quando il controvalore del tuo investimento non torna ai massimi precedenti che avevi tanto pregustato!

Chi è in posizione al RIBASSO invece se la passa molto peggio, perché sta soffrendo ormai da parecchio e, se non ha già gettato la spugna, starà pregando che il mercato crolli, d’altronde non può mica sempre solo salire… (o no?). Quelle preghiere dove prometti che non shorterai mai più così in anticipo, i trader all’ascolto capiranno bene! Ognuno ha le proprie belle gatte da pelare sia quando il mercato sale, sia quando il mercato scende, sia quando si è in guadagno, sia quando si è in perdita.

Pure coloro che non sono in posizione hanno i loro pensieri, seppur sicuramente meno impellenti di chi deve decidere il momento del SELL, quello che tira le somme e dice se sei stato bravo o no in soldoni.

Tra chi è FLAT in questo momento ci saranno sicuramente quelli che aspettano un lieve storno per entrare al rialzo, confidando nella forza del trend (se non compri quando ci sono minimi e massimi crescenti, quando devi comprare?), così come allo stesso modo ci sarà chi vuole entrare, ma vuole fare il colpaccio, perché ormai è salito talmente tanto che quando inverte, lo fa con grinta e allora cerca di shortare un potenziale massimo e comincia a gufare un panic selling che gli farebbe volare alle stelle la volatilità e il portafoglio personale.

Il mondo è bello perché è vario. Tutte le posizioni viste finora hanno in comune un fatto, la discrezionalità: chi pensa che il mercato salirà, compra titoli e chi pensa che il mercato scenderà, shorta titoli. Le posizioni sono chiare, le squadre sono formate.

Poi ci sono gli incerti, che non sanno decidersi se entrare o non entrare e se farlo al rialzo o al ribasso, dati i prezzi correnti. Gli indecisi non vanno sempre derisi, perché tanto nessuno di noi può prevedere dove sarà lo Stoxx50 o Tesla tra 5 o 30 giorni, e troppa arroganza nel voler prevedere il futuro di solito si ritorce contro in maniera nefasta su chi fa un po’ troppo il furbo.

Ci sono dei momenti come questo in cui il mercato ha corso talmente tanto che è ragionevole, se non proprio saggio, essere incerti. Accogliamo allora l’incertezza per quello che è e cerchiamo, se esiste sul mercato, uno strumento finanziario che premi sia in caso di rialzo, sia protegga in caso di ribasso.

Niente di troppo nuovo in fin dei conti: molti certificati di investimento, essendo una combinazione di opzioni, hanno proprio questa caratteristica: se “indovini” la direzione avrai la tua cedola o comunque il tuo rendimento e se sbagli direzione, fino a un certo livello non sono guai. Con gli investimenti direzionali e discrezionali uno se lo può sognare questo privilegio!

 

Ma c’è una categoria di certificati di investimento che si distingue tra tutte per la sua capacità di contenere le perdite se proprio le cose vanno dalla parte opposta a quella che avevi pensato: sono gli AIRBAG.

Come dice la parola stessa, il richiamo è inequivocabilmente al meccanismo di salvezza di questi dispositivi costruiti apposta per proteggere la nostra incolumità. Anche nei certificati di investimento esiste qualcosa del genere, una sorta di paracadute per salvare il portafoglio in caso di caduta rovinosa.

Gli airbag sono certificati di investimento long con coperture molto più importanti del solito. Di solito nell’analisi di un certificato si guarda la barriera e si vede la percentuale, se è a scadenza o continua, se è uguale al trigger cedola, quando è la scadenza o altre date di rilevazioni utili. L’Airbag è un meccanismo di protezione aggiuntivo che permette, qualora il worst of dei titoli sottostanti violi la barriera, di contenere decisamente le perdite. Risulterà tutto più chiaro col seguente esempio di un nuovissimo certificato Airbag emesso da Credit Suisse in gennaio 2020, con scadenza a 5 anni, e che risulta essere uno dei migliori attualmente in circolazione:

XS1973533927 Phoenix con airbag su titoli europei

Certificato XS1973533927

Questo certificato paga una cedola trimestrale del 2,45%, a condizione che nessuno dei 5 titoli sottostanti quotino nelle date di rilevazione previste al di sotto del trigger cedola posto al 65% del suo strike. A scadenza la barriera finale è posta al 50% del prezzo strike. Dalla cedola di gennaio 2021 entra in funzione la clausola autocall: se in una delle date di rilevazione previste tutti i sottostanti quoteranno pari o sopra il livello previsto per l’autocall, il certificato verrà rimborsato in anticipo. Il livello determinante per il rimborso anticipato sarà: il 98% del prezzo strike a Gennaio 2021 il 96% del prezzo strike ad aprile 2021 il 94% del prezzo strike a luglio 2021 ad ogni trimestre si abbasserà di 2 punti ulteriori, fino a arrivare al 65% alla data di scadenza.

Se il certificato non verrà rimborsato in anticipo, alla scadenza potranno verificarsi 2 persi scenari:

  • se tutti i titoli quoteranno sopra la barriera (al 50% del prezzo iniziale), si avrà diritto al rimborso dell’intero valore nominale (100)
  • se quoteranno sopra al trigger cedola (65%) si percepirà anche l’ultima cedola se il titolo peggiore o worst of quoterà al di sotto della barriera, entrerà in funzione la clausola AIRBAG ed il rimborso avverrà considerando la percentuale di perdita oltre la barriera e sottraendo tale percentuale (moltiplicata x 2 ossia strike/barriera) al valore nominale.

Esempio: se il titolo worst of perderà il 55%, vuol dire che il suo prezzo sarà il 45% del prezzo iniziale: essendo la barriera al 50% la differenza sarà quindi (55-50) x2= 10%, con conseguente rimborso a 90 del certificato. Questo significa che, a fronte della perdita del 55% del peggior titolo, il certificato perde solo il 10%!

Non male per chi vuole entrare in posizione, ma vuole dormire sonni tranquilli: se sale, va bene e se scende, sei tutelato in maniera veramente massiccia. Solo pochi giorni fa il DE000CZ44W74 in scadenza ha fatto tremare chi lo aveva in portafoglio, perché si era ritrovato con ben 2 titoli che hanno chiuso di un solo 0.5% sopra la barriera: il certificato non era più negoziabile da qualche giorno e chi lo aveva ha tremato sino all’ultimo, in quanto sarebbe bastato poco ed il certificato anziché rimborsare 1000, come è avvenuto, avrebbe potuto rimborsare un po' meno di 600 (aveva le barriere al 60%) se solo uno tra Telecom e Mediaset avesse perso 1 solo punto percentuale!

Chi lo ha avuto per le mani fino all’ultimo lo avrebbe sicuramente sostituito a occhi chiusi con un Airbag se avesse potuto! Se la stessa struttura infatti avesse incluso la clausola airbag, tutti avrebbero potuto dormire sonni tranquilli, al massimo anziché rimborsare 1000 avrebbe potuto rimborsare 990 o 980, che è ben perso da una beffa del 40% solo per uno starnuto finale!

Queste sono solo alcune delle numerosissime scoperte che farai sul mondo dei certificati leggendo il mio ultimo libro giunto già alla seconda edizione aggiornata anche con le ultime novità dove non abbiamo certo peli sulla lingua, essendo tra i pochi in Italia che trattiamo la materia con totale indipendenza.

>>> I CERTIFICATI DI INVESTIMENTO. COME GIOVANNI BORSI SCEGLIE I MIGLIORI

 

Buona lettura.

Giovanni Borsi 

 

PROSSIMO APPUNTAMENTO: GB Certificates Live - 12 Febbraio 2020