Il mercato sforna un massimo dietro l’altro, incurante dei segnali di cedimento dell’economia e del rallentamento globale dovuto anche al coronavirus. Non appena arriva qualche brutta notizia sembra sempre che arrivi lo storno, ma poi puntualmente questo viene riassorbito dal mercato nel giro di qualche giorno e via a nuovi massimi. E questa volta il nostro mercato risulta essere uno dei più reattivi, avendo anche rotto una resistenza decennale. 

Questo è uno di quei classici momenti in cui il mercato sta salendo da mesi, il trend è chiaro, non ci sono tecnicamente segnali di inversione (seppur a livello fondamentale le cose non stiano in piedi ma si sa, i mercati sono il regno dell’irrazionalità per eccellenza) e se vuoi salire sul treno in corsa penta difficile captare il momento buono per fare il balzo (e poi su quale treno?)

Purtroppo anche quest’anno in dicembre si è verificato il solito assalto ai certificati maxicoupon e, ovviamente, chi arriva per ultimo ha poche possibilità di scelta e fa il gioco del lupo che non aspetta altro che mangiarsi la pecorella smarrita che deve correre per forza tra le sue braccia.

Lo abbiamo visto con gli ultimi maxicoupon emessi nel 2019, io stesso pubblicai un articolo su un maxicoupon di Credit Suisse quando questo lo si poteva comprare a 89/90 per poi dover correre a scrivere un secondo articolo per allertare i polli che stavano cadendo in trappola, ignari del fatto che con Nokia

Oggi parliamo di due prodotti che hanno pochi uguali sul mercato, in quanto è praticamente impossibile trovare due certificati worst of che hanno stessi strike, stesse barriere e stessa scadenza (3 anni) ma con due payoff differenti.

Questo ci permette di capire a quali svantaggi andremo incontro preferendo la maxicedola o quali possono essere i vantaggi di questo tipo di struttura rispetto al classico phoenix. 

Siamo arrivati alla 13’ edizione degli Italian Certificate Awards, la manifestazione che ogni anno decreta e premia i migliori certificati ed Emittenti in ben 12 categorie, per alcuni con una valutazione aperta al pubblico e per altri con una valutazione ad opera di una giuria di specialisti.

Quest’anno la competizione tra gli Emittenti è stata abbastanza scarna e ben poche emissioni meritano, forse una soltanto, di essere veramente elogiate. Le categorie di premio sono:

Devo dire che dopo la pubblicazione degli ultimi articoli ho notato come il mercato (o meglio i miei lettori) abbia sempre preferito acquistare prodotti con un prezzo sotto al nominale come se fossero garanzia di minor rischio o maggior rendimento.

Questi gli ultimi due articoli:

  1. Recuperare/Posticipare le Minus attraverso un Certificato maxicoupon che si compra a 89
  2. Il Certificato del mese: Puntare su Oil & Gas

Merce rara con i mercati sui massimi.

  Oggi parleremo del certificato di recente emissione

Codice Isin XS1973535203

Collocato sul mercato da Credit Suisse nel mese di ottobre contenente questi titoli:

In un momento come questo, in cui le borse viaggiano sui massimi incuranti di un possibile calo generale dell’economia o di una eventuale recessione, drogate come sono dalla liquidità che regna sui mercati, è difficile trovare soluzioni nel mondo dei certificati che abbinino rendimento e sufficiente protezione. Il mercato potrebbe dunque andare a riposizionarsi su quei settori che hanno performato meno: banche, oil e telefonici.

Citigroup si presenta con 3 straordinari certificati al consueto appuntamento autunnale che coinvolge molti risparmiatori e/o consulenti finanziari alle prese con le minusvalenze in scadenza a fine 2019.

Più volte abbiamo ricordato che occorre una seria programmazione a tale scopo per cui non voglio tornare sull’argomento se non invitando chi non avesse letto l’articolo di andarselo a rileggere qui.

Questi sono i 3 prodotti di Citigroup, di cui uno ve lo avevo già recentemente presentato: 

Troppo spesso mi sento chiedere di strutturare prodotti di questo tipo da consulenti finanziari che non sanno come gestire alcuni certificati che sono andati particolarmente in sofferenza in quanto i loro clienti ovviamente sono avversi al chiudere l’operazione in perdita e preferiscono mantenere la posizione in portafoglio attaccandosi alla speranza di recupero. 

Siamo ad inizio settembre ed ora, tornati dalle vacanze estive, ci si chiede su quali certificati investire.

Certo il governo non aiuta, lo spread è tornato a 165 gradendo l’europeismo del PD ma, in questo modo, ci siamo trovati senza governo dall’oggi al domani a causa del “harakiri” di Salvini e non mi stupirei che anche questa gestione abbia vita breve.

Quindi cosa facciamo? Non investiamo più? Stiamo liquidi?

A fine giugno, dopo anni che lasciava in pasto ai concorrenti questa tipologia di prodotti, Unicredit ha pensato di fare le cose in grande inondando il mercato con la bellezza - bellezza si fa per dire – di una nuova grande emissione di 26 certificati di investimento a maxi cedola, i primi emessi da Unicredit, con 8 caratteristiche costanti:

  • Appartengono tutti alla categoria dei Cash collect
  • Worst of
  • I sottostanti sono sempre una coppia di titoli azionari
  • La scadenza è a 2 anni e mezzo dall’emissione, cioè il 15/12/2021
  • La maxicedola/maxicoupon viene staccata il 23 dicembre 2019 ed è incondizionata (ma super attenzione a questi giochetti di lessico e pure al periodo natalizio!!)
  • Il trigger cedola è al 75%
  • La barriera finale è discreta e posta al 75% degli strike iniziali
  • Le cedole successive sono semestrali
  • La autocallable è posta dopo 1 anno, al 100% degli strike iniziali.

Noi di Gbinvesting studiamo costantemente il mercato e siamo molto attenti alle offerte di nuovi certificati e a come si presentano i nuovi Emittenti.

L’anno scorso scrissi un articolo su Goldman Sachs facendo notare come le loro prime offerte sul mercato fossero delle autentiche “sole, tanto che nelle emissioni successive hanno corretto il tiro risultando decisamente più interessanti: che dire? Ci hanno provato a fare i furbi, forse confidando che il nome Goldman Sachs da solo bastasse a richiamare l’investitore medio che sappiamo prediligere le ben più solide banche nordamericane: ma almeno i nostri lettori penso siano abbastanza attenti e comincino a saper valutare queste offerte.

Ci stiamo avvicinando alle tre streghe di giugno (scadenza di opzioni su titoli e su indici e scadenza dei futures) e come al solito il mercato torna a muoversi repentinamente: nella giornata del 18 giugno 2019 gli indici hanno virato decisamente al rialzo dopo essere partiti in negativo.

Questi sono i giochi che fanno i grandi Istituzionali, agevolati anche da un mercato sempre più illiquido, dove scarseggiano i temi per cui diventa facile muovere il mercato.  Ma attenzione perchè la liquidità è ai massimi livelli per cui le discese non dovrebbero fare paura; sarà facile attendersi nei mesi estivi escursioni di prezzo difficilmente prevedibili: meglio dunque dei buoni certificati (buy and hold) che sono al riparo da queste oscillazioni, che cimentarsi direttamente sulle azioni e subire la beffa degli HFT che muovono il mercato a seconda della loro posizione!!!  

Le caratteristiche che cerco in un certificato

Il tanto bistrattato settore bancario ancora oggi soffre parecchio non appena si impenna lo spread o si riempiono i giornali di polemiche sulla mala gestione riguardante alcune primarie banche italiane (Banca Carige ha rubato oramai la scena a Monte dei Paschi).

Non dimentichiamoci però che alcune banche non hanno niente a che vedere col resto del sistema, anzi, hanno decisamente beneficiato delle crisi altrui essendo un porto sicuro dove mettere i propri risparmi.

Una di queste è sicuramente Fineco,

Vista l’abbondanza stiamo attenti alle offerte

Sto parlando ovviamente di INTESA SANPAOLO e UNICREDIT, due dei titoli più gettonati dai risparmiatori italiani e utilizzati in maniera massiccia da tutti gli Emittenti con offerte facilmente paragonabili e che ci dovrebbero permettere di valutare l’Emittente nel suo complesso.

Contrariamente a tanti altri articoli parto subito con la descrizione dei 2 certificati per poi spiegarne i molteplici usi a cui possono essere destinati:

ISIN: XS1520272144

Certificato emesso da Credit Suisse, di tipo 5Year maxi coupon, worst of su azioni italiane: GENERALI con prezzo strike di 17,00€, FCA con prezzo strike di 14,45€, INTESA SAN PAOLO con prezzo strike di 2,325€, STM con prezzo strike di 16,22€ e UNICREDIT con prezzo strike di 12,882€.

Quando si sentono nominare certificati particolarmente aggressivi il riferimento è spesso rivolto a quei prodotti che sulla carta offrono rendimenti mensili che sfiorano e a volte superano il 2%. Pensate che sul mercato ce ne è uno che rende il 3% mensile. Un vero e proprio miraggio per i tempi che corrono!

rompicedole 7 tab 1

Il recente periodo natalizio ha visto il ritorno della volatilità sui mercati finanziari e ciò ha decisamente influito sulle emissioni di quel periodo, soprattutto a favore dell’investitore più scaltro e navigato.

In Borsa di certezze ce ne sono ben poche: a parte gli arbitraggi, più unici che rari per la loro eccezionalità, tutto il resto si può affrontare solo in termini probabilistici. Abbiamo però una serie di ricorrenze che si basano su elementi certi, che è stupido lasciarsi scappare, quando ci urlano indicazioni preziose a tutto andare.

Un tema hot che coinvolge quasi tutti (molti di più di quelli che lo ammettono candidamente) sono le tanto odiate MINUSVALENZE

Vi siete mai soffermati ad analizzare il petrolio?

Io non mi sono mai addentrato ad effettuare trading sulle commodities ma penso che non sia molto semplice. E’ un asset class molto esposta a variazioni geopolitiche dove le mani forti sono 3-4 personaggi che fanno il bello e cattivo tempo.

Ricorda che il petrolio genera una grande influenza sul sistema economico mondiale, anche perché rappresenta il 37% delle fonti di rifornimento globale. Non per niente viene denominato l’oro nero.

L’accoppiata vincente: i certificati con sottostanti una coppia di titoli

In questo nuovo articolo porto alla vostra attenzione 4 certificati long e 2 certificati reverse fatti con coppie di titoli: i certificati long sono tutti su titoli italiani, diciamo che sono validi per chi crede che l’Italia sia vicina al fondo, mentre i certificati reverse sono su coppie di titoli americani e possono essere adatti a chi crede che siamo di fronte ad un periodo di instabilità in cui difficilmente si potrà vedere crescere ancora certi titoli, soprattutto quelli americani, di certo più vicini ai massimi di quanto invece sia l’Italia.

Elegante, longilineo, atletico, energico, esuberante e dal temperamento allegro. Pelo corto, compatto e lucido, testa allungata, cranio ampio, muso robusto e forte, occhi vigili e attenti, orecchie pendenti, collo lungo e arcuato, torace profondo, dorso robusto, zampe lunghe e muscolose e dall’inconfondibile e caratteristico mantello a macchie marroni o nere. Queste le caratteristiche standard dei dalmati, bellissimi cani protagonisti dell’intramontabile film prodotto dalla Walt Disney negli anni Sessanta “La carica dei 101”.

Siamo al 4°appuntamento con la nostra rubrica e stavolta torno sul tema del rapporto rischio-rendimento, perché molti vanno a cercare protezioni che alla fine (se deve andare male) comunque non proteggono. La conoscenza delle variabili in gioco permette di investire oggi a condizioni difficilmente replicabili, grazie a prezzi dell’equity bassi e a volatilità a livelli eccezionali, ma in calo, per cui è ora il momento giusto per investire.

SE SEI TORO PUOI PUNTARE A BEN OLTRE IL 30% CON QUESTI STRUMENTI

Oggi tutti mi chiedono certificati prudenti, le scoppole prese su Telecom e sui bancari italiani sono dure da digerire e hanno ingessato molti portafogli, la situazione sembra un po' quella del dopo-Brexit (almeno nei prezzi dei titoli bancari italiani) anche se in quel caso il rimbalzo è arrivato quasi subito, ed ora invece cosa succederà?

Siamo al 3°appuntamento con la nostra rubrica e stavolta vado sul tema dei migliori certificati del 2018, quelli che stanno per essere premiati agli Italian Certificate Awards 2018 ed in particolare su quello che sta per essere premiato come certificato dell’anno e nella categoria speciale dedicata alla capacità di innovazione.

Stiamo parlando di un certificato che merita sicuramente il premio, ma noi di Gbinvesting amiamo educare il nostro pubblico al fatto che anche un certificato che sta per essere premiato come certificato dell’anno, potrebbe avere qualcosa di meglio sul mercato: mai fermarsi alle apparenze e ai titoloni dei giornali.

Siamo al 2°appuntamento con la nostra nuova rubrica e dobbiamo tornare sull’argomento RECUPERO MINUSVALENZE per allertare i nostri lettori da molte offerte deludenti. Per cui ho pensato ancora di utilizzare la vignetta di giugno, sempre molto attuale, perchè oramai sono all’ordine del giorno le doppie barriere o doppie cedole che non offrono niente di più di prima se non un nome accattivante.

Questa volta ho deciso di rompere le cedole a Unicredit e Leonteq,

Finita l’estate si è pensato di continuare con la serie di analisi che insegnano "l’arte del confronto” per essere in grado di compiere in modo corretto il primo fondamentale passo: la scelta del certificato da comprare. Abbiamo preso spunto dalla famosa rubrica di Gene Gnocchi “il rompipallone” per mettere al servizio dei lettori la nostra voce indipendente che verrà presa da altri come posizione di “rompiscatole”:

Eccoci all’ultimo appuntamento di questa competizione estiva, se ti sei perso gli altri articoli li puoi leggere qui: Sfida 1 - Sfida 2 - Sfida 3.

Certificati reverse non ce ne sono tanti, per cui metto a confronto gli Emittenti che li fanno descrivendone le caratteristiche, così da capire quali possono fare al caso nostro e con quali rischi, al fine anche di capire come mai stavolta la sfida è anomala, nel senso che sul podio saliranno tre certificati tutti e tre di Leonteq (un po' come quando sul podio della moto GP abbiamo tre spagnoli o tre italiani): eh sì in questo caso bisogna dirlo, su questo terreno Leonteq, pur con qualche certificato discutibile, vince alla grande!!!

Eccoci al terzo appuntamento di questa piccola competizione estiva, se ti sei perso gli articoli precedenti della Champions Certificates li puoi leggere qua: Sfida 1 e Sfida 2.

Come ragionano, come si comportano e quali sono i fattori che osservano gli Emittenti che confezionano i certificati che noi andiamo a comprare sul mercato?
Come reagiscono gli Emittenti tradizionali quando si affaccia un nuovo temibilissimo competitor, che vuole venire a prendersi una bella fetta di mercato?

Mettiamoci comodi ad osservare lo spettacolo: sul ring molti Emittenti si stanno mettendo i guantoni.

Eccoci al secondo appuntamento di questa piccola competizione estiva,

Sia che tu stia seguendo la nuova trovata estiva per tenere incollati al televisore gli amanti del calcio, sia che non te ne freghi nulla di questa competizione, ho pensato di scrivere una serie di articoli, sempre finalizzati ad educarvi come si sceglie un certificato, e allo stesso tempo per andare un po' più a fondo e capire veramente quali sono i pregi e i difetti dei principali Emittenti che operano nel mondo dei certificates.

Per non farvi mancare spunti operativi ho dunque pensato, nelle 4 settimane di agosto di creare una sorta di mini competizione con confronti di prodotti il più possibile simili, stilando delle classifiche parziali.

Brutto vizio la procrastinazione: è furba perché da una parte ti illude che “tanto c’è tempo” e intanto ti abitua ad una determinata situazione che, più si consolida, più diventa difficile da scalfire. Molti eventi non sono prevedibili e quindi non sono pianificabili. Quando invece abbiamo date e scadenze precise, ci sono poche scuse a cui appellarci.

In questo testo, vediamo un caso eclatante in cui abbiamo tutti il calendario chiaro davanti al naso, eppure arrivano sempre quasi tutti in ritardo. E poi si mangiano le mani…

GB Vignetta

Se uno fa il furbo, è giusto che prima o poi qualcuno se ne accorga e lo smascheri pubblicamente: quando un passo falso – volontario - incontra dall’altra parte qualcuno/qualcosa svelto a capire cosa sta succedendo, succede il patatrac.

Vignetta Proteggere gli Investimenti

Nello scorso appuntamento ti ho dato qualche antidoto per depistare le STREGHE e trasformarle in SIRENE, però non è tutto oro quel che luccica, quindi come fai a riconoscere la reale intenzione delle sirene che si presentano a te e che ti incantano con le loro offerte irresistibili?

Se mi leggi da anni, sai che non ho MAI messo becco sulle valute e sul forex in generale, perché la mia specializzazione verte altrove, dove sono richieste competenze molto diverse.

Ciò non toglie che, a grandi linee, le questioni macro le tengo sotto d’occhio, non tanto per fare qualcosa con le valute, perché rimango dell’idea che DOBBIAMO FARE QUELLO CHE SAPPIAMO FAR BENE,

CERTIFICATI-DE000CZ45QD3-IT0006741414

CONFRONTO DE000CZ45QD3 - IT0006741414

Nel periodo di aprile 2018 vengono emessi due certificati di tipo Phoenix che prevedono lo stesso basket di sottostanti. I due prodotti targati Commerzbank e Natixis si assomigliano anche se, dopo un'attenta analisi, si possono notare particolarità che li distinguono. Dopo averli sommariamente presentati in toto cercheremo di comprendere le dinamiche che rendono il certificato Commerzbank (DE000CZ45QD3) più vantaggioso rispetto a quello Natixis (IT0006741414).

Le previsioni le lasciamo ai cialtroni: io non so cosa succederà (e sfido chiunque), dico solo che fissarsi sulle cose che già si hanno in portafoglio e sedersi sugli allori senza portarsi dietro l’ombrello, quando poi arriva il temporale, dopo è inutile piagnucolare. Il problema della natura umana è che alla fine non stiamo sgridati: non è che non abbiamo visto e già vissuto dei momenti bui e dei bei “cigni neri”, eppure quando le acque si calmano, la memoria diventa leggera leggera e lì ricasca l’asino...

Vignetta GB - Aprile 2018

Che ormai i certificati sono sulla bocca di sempre più investitori, è un dato di fatto, riscontrabile da quanto se ne parla in giro e, terra terra, dai volumi di scambio, che sono in progressiva crescita da oltre un decennio, con un boom non indifferente negli ultimi 3-4 anni.

Webinar free 17 Aprile 2018

Prendiamo spunto da questo detto popolare per sottolineare che in finanza non è proprio così, perché molti sanno aprire una posizione ma poi la gestione emotiva li porta a perdere, per cui spesso la differenza sta nel saperla gestire.

Certificati Corridor

Non è finita con l’utilizzo dei certificati di investimento come coperture del proprio portafoglio.

Abbiamo iniziato con il mantra per operare al meglio con i certificates ANALIZZA-CONFRONTA-SCEGLI-GESTISCI
Abbiamo visto i Certificates REVERSE come arma per difenderci e passare indenni eventuali momenti di paura sui mercati, MA non è finita qui.

Certificato IT0006733742

Durante il 2015 i mercati azionari dopo un’iniziale fase di euforia hanno subito i forti ribassi di quello che è stato un periodo disastroso per il petrolio che ha accusato una forte flessione dei prezzi. Il WTI passò da 60$ al barile ai minimi di 25$ mettendo in crisi tantissime aziende americane produttrici di Shale Oil.
Lo storno sul mercato fu decisamente rilevante, si pensi che l’indice EURO STOXX 50 perse in quell’anno il 30% del suo valore (fine 2015) rallentando nettamente la crescita dell’azionario.

 

Dal più prudente al più aggressivo, dall’antipasto al dessert:
dal 5% al 72% di rendimento potenziale su base annua   

  

Siamo arrivati a un momento dell’anno in cui è doveroso tirare un paio di somme per vedere cosa c’è da migliorare, come, quanto e dove aggiustare il tiro, se c’è da aggiustarlo, come affrontare l’estate ed accelerare o meno per arrivare all’obiettivo che ci si è prefissati da qui alla fine dell’anno.


L’anno scorso abbiamo chiuso l’anno con un lusinghiero +10,5% con 9 operazioni annue (+3 concluse nel 2017), COME PUOI VEDERE A QUESTO LINK,

Ti hanno mai beccato a scuola in flagrante mentre copiavi la verifica di matematica dal secchione del banco davanti?

Ecco, non si fa.

Ci hanno insegnato così ed il concetto è giusto preso in senso lato, della serie “arrangiati e fai qualcosina per i cavoli tuoi, no?”.

E fin qua, a grandi linee, direi che siamo tutti bene o male d’accordo.

Ma è sempre vero in senso assoluto che copiare è una brutta cosa?

Sono passati 6 mesi dal mio articolo dove spiegavo l’UNICO modo esistente al tempo per recuperare le minusvalenze (non spostarle semplicemente, ma recuperarle, che è ben diverso!) e lo puoi rileggere qui:

http://www.eduwebcertificates.it/il-punto-di-giovanni-borsi/948-come-recuperare-le-minusvalenze-del-2012.html

Ogni operazione in Borsa può essere distinta in due macrofasi: la semina e la raccolta.

In un momento di mercato a bassissima volatilità come adesso (lo è già da un po’ e temo che sarà così ancora per un bel po’), è sempre più difficile districarsi tra le offerte di certificates dei vari Emittenti.

L’ultima moda è quella di proporre prodotti dalle caratteristiche e dai nomi appetibili, come quelli che ho descritto nel mio precedente articolo (puoi rileggerlo qui: http://www.eduwebcertificates.it/il-punto-di-giovanni-borsi/951-attenzione-a-non-farsi-incantare-dalle-nuove-proposte-degli-emittenti.html):

Ormai sappiamo tutti che ci sono tante categorie di certificates, tra l’altro non sono neanche chiarissime per i non addetti ai lavori, perché purtroppo ogni Emittente, in assenza di una regola condivisa e comune, sceglie liberamente di chiamare i certificates un po’ come gli pare e piace e, per di più, queste nomenclature si moltiplicano come funghi, giusto per complicare un po’ le cose.
Tenendo sempre a mente questa evoluzione continua a livello lessicale, sul sito www.eduwebcertificates.it trovate free oltre 20 video didattici con spiegate le categorie dei certificates da me nella maniera più chiara possibile,

Un nuovo Emittente di Certificates è presente sul mercato Cert-x dal 28 ottobre 2016: si tratta di Leonteq, una società svizzera quotata alla SIX Swiss Exchange (azione registrata col simbolo LEON) e specializzata nella realizzazione di soluzioni di investimento.

Leonteq opera su tre principali divisioni di business:

1. soluzioni strutturate,
2. soluzioni previdenziali,
3. Leonteq Partner & piattaforma di sviluppo.

Si avvicina la fine dell’anno e, come tutti gli anni, ci arrivano innumerevoli richieste di aiuto su come compensare le minusvalenze maturate nel 2012, quelle che verranno completamente perse allo scadere del 31/12, ammesso che non si applichino delle strategie per recuperarle o, quanto meno, spostarle in avanti.

Le minusvalenze ricordo che sono le perdite subite nell’investire il proprio denaro sui mercati finanziari; in poche parole, si tratta della differenza negativa tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un prodotto finanziario.

Il premio al rischio è stato il tema centrale del mio intervento all’ultimo ITFORUM di Rimini ma, guardando quello che si scrive in giro in materia certificates e peggio ancora le emissioni degli Emittenti alla disperata ricerca di vendere qualcosa, lanciando messaggi che vanno esattamente contro le mie idee di investimento, penso sia importante ritornare sull’argomento.
Del resto i risultati sino ad ora mi stanno dando ragione: da aprile ho iniziato a fare consulenza indiretta a qualche Emittente ed ho cominciato a proporre soluzioni mirate:
ad aprile sono stati emessi questi due prodotti, entrambi andati benissimo, nonostante la Brexit

Dopo i Crescendo Wedding Cake di Exane, in parte copiati da Unicredit coi cash collect a doppia cedola, cosa ci dobbiamo aspettare?

In parte sono apprezzabili gli spunti operativi che offrono alcune nuove emissioni, anche se poi, andando a vedere nei dettagli, talvolta ci sono certificates tradizionali che sono molto meglio di quelli appena presentati.

E’ un po’ come quando l’Apple presenta l’ennesimo IPhone n. 224 e tutti corrono a comprarlo perché effettivamente vale qualcosa in più dell’IPhone n. 223, ma quel qualcosa in più ce lo fanno pagare molto di più del suo reale valore.

Sì, lo so, tutti gli anni leggerai titoli dove ti dicono che questo è proprio l’anno più giusto per fare questa o quell’altra cosa.
Però quest’anno ho una serie di informazioni molto più importanti in più rispetto a quando lavoravo solo online e mi limitavo alle fiere di settore per incontrare il pubblico, cioè 2-3 volte all’anno.
Ormai è un anno che incontro almeno un paio di volte ogni mese qualche centinaio di risparmiatori che mi seguono nel mio Tour “L’Aperitivo del Buon Investitore”, che ormai ha toccato molte città del Nord Italia

Negli ultimi appuntamenti de “L’aperitivo del Buon Investitore”, un format di successo che porto ogni mese in molte città italiane insieme ad un Consulente Finanziario Indipendente e ad un Emittente di Certificates, mi è capitato spesso di sentire critiche rivolte agli Emittenti da persone molto preparate, che li accusano di emettere prodotti su sottostanti molto rischiosi.
Ma prima di criticarli, chiediamoci piuttosto perché gli Emittenti strutturano certificates su alcuni sottostanti e non su altri in momenti particolarmente bollenti.

Vista la partenza ed il contesto, si preannuncia un anno difficile per i mercati azionari.

Dall'analisi del portafoglio in essere sui Certificates posso ritenermi molto soddisfatto, non tanto per le performances, ma soprattutto in questo periodo per non avere visto violata neanche una barriera.

In giro invece non faccio altro che sentire di gente messa veramente male per questi motivi: