Pochi giorni fa mi è capitato di assistere ad un webinar di un Emittente affiancato da un sito che vive di sponsorizzate, in cui spesso i certificati promossi sono strutture di basso livello e ovviamente con rendimenti offerti che difficilmente reggerebbero il fatidico confronto.

Mi è venuta subito l’idea di confrontare il prodotto con una struttura che spesso è poco utilizzata in questo tipo di operazioni se non dopo lo stacco del mega maxi coupon.

Come sempre di questi tempi, arrivato l’autunno, e con l’autunno l’avvicinarsi di fine anno, solo ora molta gente comincia a pensare al da farsi per non perdere le minusvalenze che scadono al 31.12 di quest’anno.

Il mio primo consiglio è sempre stato solo uno: non arrivare all’ultimo momento per fare questo, così da poter pianificare la cosa senza ingrassare gli Emittenti che sfruttano l’urgenza di chi arriva solo ora a pensarci e cade su qualche sponsorizzata che spinge sul prodotto della casa, che riuscirà anche nello scopo di spostare le minusvalenze in avanti, ma il più delle volte le incrementa anche di un 10-20%, di fatto mangiandosi gran parte del beneficio fiscale acquisito con questa azione.

Il trader spaccone - già dal nome si intuisce che le caratteristiche del personaggio che ci accingiamo a descrivere non hanno nell’umiltà e nella modestia il proprio cavallo di battaglia!

È il trader per antonomasia, fosse per lui neanche bisognerebbe descriverlo perché è unico, originale, MI-TI-CO come direbbe il grande Homer!

Oramai sono anni che facciamo webinar cercando di spiegare anche i tanti piccoli dettagli che fanno la differenza in un certificato ma ancora oggi vediamo persone che si lasciano influenzare dal primo messaggio che leggono o dal primo consiglio che ricevono e comprano un certificato solo perché lo ha detto tizio o caio.

E correzione fu… o almeno piccoli scricchiolii ad un trend che rimane solido.

Nel precedente articolo avevamo focalizzato l’attenzione su alcune problematiche a livello globale e di come uno storno sembrasse alle porte, storno che si è palesato con un perfetto timing, (l’esperienza trentennale sui mercati finanziari aiuta...) una precisione temporale e una forza, anzi una cattiveria impressionante che non si vedeva da parecchio.

Dal grafico sottostante si può ben notare che in passato la giornata delle 3 streghe ovvero il giorno nel quale scadono contemporaneamente i contratti su indici titoli ed opzioni che avviene il terzo venerdì di ogni trimestre oltre a registrare un netto aumento delle contrattazioni e della volatilità abbia coinciso in tanti casi in una inversione del trend in essere.

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Tutto questo è stato stravolto negli ultimi 18 mesi per l’enorme liquidità immessa nei circuiti finanziari dalle banche centrali attraverso il quantitative easing (solo il piano della Fed fa registrare acquisti di 120 mld di dollari al mese) una politica iper accomandante che non ha precedenti ed indubbiamente è stato il vero carburante per non dire il solo che ha permesso un rialzo tanto forte e continuativo di quasi tutti gli assets segnando massimi su massimi ed arrivando a valori stratosferici.

Gli indici americani hanno più che raddoppiato il proprio valore, seguiti da quello tedesco, dall’eurostoxx, perfino il nostro FTSE MIB è riuscito nell’impresa di rompere una congestione che manteneva i prezzi bloccati da più di un decennio e il trend sembra molto promettente.

Questi dati non trovano ancora riscontro nell’economia reale ed è questa la scusante o la ragione maggiormente utilizzata da tanti, fin troppi analisti, investitori, piccoli risparmiatori, che non sono stati in grado di sfruttare l’enorme trend rialzista tuttora in atto, adducendo le più svariate giustificazioni - prezzi alti, valutazioni eccessivamente gonfiate, volatilità incontrollabile, crisi pandemica ancora di attualità e contagi in risalita, timori geopolitici e così via, e adesso sperano, invocano una fantomatica correzione che finora non si è palesata.

Il segnale che ci spingerà ad essere ancora più prudenti e guardinghi sui mercati ed alleggerire qualche posizione, come sempre accaduto in passato, potrà essere rappresentato proprio dal cambiamento d’opinione dei più pessimisti, quando questi ultimi sfiancati, sfiniti da mesi di rialzi continui percepiranno la possibilità di perdere l’ultimo treno disponibile e finalmente si accoderanno e convertiranno alla direzionalità di fondo, quello sarà un campanello d’allarme di fondamentale importanza, d’altronde se hanno comprato tutti o quasi, margini per ulteriori rialzi sono improbabili.

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 Lunedi 18 Ottobre ore 14.00

Il simposio annuale di  Jackson Hole di fine Agosto scorso (la prima volta con relatori tutti americani che conferma la politica isolazionista del nuovo corso presidenziale) con le dichiarazioni di Powell volutamente aperte a qualsiasi scenario e anche il recente dato sull’occupazione del settore non agricolo (Non-farm Payrolls) molto al di sotto delle aspettative non hanno minimamente scalfito il trend rialzista e dopo leggerissime vendite in concomitanza con l’uscita del dato i compratori sono tornati alla carica.

Se poi veramente si dovesse andare verso un alleggerimento degli acquisti mensili da parte delle banche centrali come stanno dibattendo da mesi, passare da una semplice correzione o assistere a qualcosa di più profondo non sarebbe né la prima né l’ultima volta.

I mercati finanziari è vero sono imprevedibili ma allo stesso modo sono costellati da operatori professionali nei quali possono variare diversi aspetti ma restano pur sempre degli essere umani, con le proprie emozioni, i sentimenti da gestire, la paura, la sorpresa, la gioia, la frustrazione, e nei quali l’avidità che non è certo un pregio è estremamente complicata da controllare, aggiungiamoci pure che gli scambi vengono effettuati quasi interamente da software velocissimi per cui un repentino cambiamento di sentiment o direzione può essere un evento che potrebbe verificarsi anche in poche sedute borsistiche.

Le reiterate iniezioni di denaro hanno ignorato dati negativi, nascosto difetti e mancanze che prima o poi dovranno essere prese nella giusta e corretta considerazione, in America si assiste ad congestione portuale senza precedenti, situazione particolarmente critica in 2 porti chiave Los Angeles e Long Beach che da soli rappresentano un terzo di tutte le importazioni statunitensi e nei quali migliaia di container sono bloccati e in attesa di essere scaricati con tutte le pesanti ripercussioni che ne derivano.

Solo in California ci sono attualmente 56 navi da carico ancorate nei due maggiori porti sopracitati, di cui 44 sono navi portacontainer in attesa di ingresso da settimane. È il numero più alto registrato dall'inizio della crisi sanitaria, supera il famigerato record di 40 stabilito nel febbraio 2021, secondo un rapporto diffuso dal Marine Exchange of Southern California. Ed è probabile che l'ingorgo peggiori molto poiché la corsa alla stagione delle vendite con il Thanksgiving prima e poi le festività natalizie è appena iniziata. I rivenditori sono alla disperata ricerca di scorte prima dell'inizio della stagione e prima che emergano ulteriori carenze di prodotti.

Nel nostro paese i crediti deteriorati delle banche italiane per una somma di 57,4 mld rappresentano tuttora una grande incognita, è vero nella penisola si vive un momento di ritrovata credibilità grazie alla ritrovata fiducia degli investitori internazionali, da ascriversi quasi completamente al nome dell’attuale primo ministro ed ex presidente della BCE, Mario Draghi, nome che gli investitori hanno imparato a conoscere ed apprezzare negli ultimi anni per i fatti e non solo per le promesse, a livello politico ci saranno a breve degli appuntamenti che potrebbero rimescolare per l’ennesima volta le carte in tavola.

Fondamentale sarà il passaggio a febbraio per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica e molti danno proprio il nome dell’attuale premier in pole position: in questo caso, tutt’altro che improbabile, si dovrebbero trovare nuovi equilibri rapidamente, e una figura con uno spessore elevatissimo per non far rimpiangere “SUPER MARIO”, altrimenti l’instabilità, la speculazione, una veloce impennata della volatilità, potrebbero colpire nuovamente il bel paese con tutti i rischi che ne conseguirebbero.

I mercati non dimenticano nessun dato e quando prendono una direzione, un po' come succede con le cedole a memoria, presentano il conto con i relativi interessi, hanno solo bisogno di un ottimo detonatore e a quel punto i media giustificano l’ampiezza del calo tirando fuori anche i dati che in passato, pur negativi, il mercato aveva ignorato.

Il tapering è un argomento delicatissimo ma non l’unico in grado di creare caos, la crisi portuale sulla quale i media colpevolmente tacciono potrebbe innescare un veloce aumento dell’inflazione e la Fed si troverebbe a ridurre gli acquisti prima del previsto e questo significa anche che miliardi e miliardi di banconote stampate verranno sottratti ai mercati finanziari, aggiungiamoci anche che l’indice americano SP 500 ha disegnato un perfetto pattern di inversione l’Evening Star da manuale delle candele giapponesi

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e tutti gli elementi sembrano andare nella direzione di un imminente storno, ci sono svariati “ordigni” disseminati sui mercati finanziari pronti a deflagrare, le prossime settimane saranno cruciali per comprendere se gli “artificieri” riusciranno ancora una volta a mettere in sicurezza e tranquillizzare i mercati globali.

La parola d’ordine è prudenza con gli investimenti, prestando maggiore attenzione alla protezione che ci viene offerta dai certificati, alla struttura degli stessi, ai sottostanti più sensibili alle news, alle barriere e alla duration.

Non a caso noi abbiamo monetizzato diversi certificati con sottostanti americani, da noi privilegiati da più di un anno con ottimi risultati, passando a certificati su sottostanti meno volatili e con barriere più profonde, tra quelli che ho citato nell’ultimo articolo che ancora oggi si comprano sotto la pari il più prudente è sicuramente quello sui titoli italiani che rende un bel 10% con tutti i titoli sopra strike, le barriere al 50% ed il prezzo ancora sotto al nominale

DE000HR9FZT8 Certificato emesso da Unicredit, con scadenza 21/08/2025.

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Ho visto sui social che molti spingono su questo certificato di Ubs (che già solo l’Emittente mi fa raddrizzare le antenne) dal codice DE000UE97UD3 con sottostanti Eni Intesa e Ferrari che sicuramente è un discreto certificato con caratteristiche simili in termini di barriere ma con un rendimento decisamente più basso (7% contro 10%) e poi con un titolo (Intesa) che staccherà corposi dividendi nei prossimi mesi;

DE000UE97UD3 phoenix memory eni intesa ferrari scadenza 2024

non a caso Intesa sono già anni che ha migliorato la propria efficienza, ma non credo possa proseguire con i margini degli ultimi anni sul gestito e sui certificati che colloca sfruttando al massimo la sua forza commerciale (Fideuram, San Paolo Invest ed ora Iwbank, oltre ovviamente ai private del Gruppo) e già oggi si comincia a vedere una certa debolezza del titolo cui sicuramente ora preferirei Unicredit (cui regaleranno la parte sana di Bmps) o Bper che l’anno scorso ha comprato le 500 Filiali di Ubi e sta migliorando tantissimo i suoi bilanci ed ha ampi margini di crescita qualora riuscisse a seguire il modello di Intesa e la redditività sul gestito oltre ad entrare nel ricco mondo dei certificati in collocamento sul mercato primario.

Ognuno ha le sue idee, ma di sicuro sarà il mercato a dirci quale sarà il migliore ed io credo che nei prossimi tre mesi il rendimento dei due certificati sarà abbastanza diverso, quello di UBS potrà soffrire degli stacchi dei dividendi di Intesa (qualora nel sistema di pricing non li avesse già considerati) e del flusso cedolare più basso, poi sicuramente se dovesse aumentare la volatilità e di conseguenza i rendimenti offerti sulle nuove emissioni questo andrà a penalizzare le vecchie emissioni che sono state poco generose (come notoriamente sono quelle di UBS)

Vi aspetto al mio prossimo webinar in cui preparerò una analisi delle ultime novità, parlando anche del nuovo certificato dei certificati, prodotto interessante ma... sul fronte dei costi?... superato lo scoglio normativo potrebbe essere la volta buona che una sana concorrenza tra gli Emittenti abbatta i costi (troppo elevati in questo primo certificato) a favore dell’utente finale.

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 A presto

Giovanni Borsi

 

Quando prudenza e rendimento vanno a braccetto anche il più pauroso degli investitori trova il necessario coraggio per effettuare la giusta operazione senza dannarsi l’anima!

Oggi voglio spiegare nei dettagli due emissioni interessanti di Citigroup, che si possono pensare come dei Maxicoupon spalmati su più mesi (come ne abbiamo già visti) ma che possono essere interessanti per usi molteplici.

Innanzitutto hanno caratteristiche simili:

Questa settimana descriviamo un altro tipo di operatore finanziario sui generis che ho soprannominato il “trader salmone”. 

Un particolare operatore che fa del controtrend, della ricerca ossessiva di minimi e massimi, dell’inversione del trend in essere una vera e propria fede personale, il suo credo, la sua religione.

Il trader salmone si riconosce facilmente perché sempre intento a mugugnare e lamentarsi sull’andamento borsistico: per permettervi di visualizzarlo “in carne e ossa” farò un passo indietro negli anni.

Oggi sottoporremo alla vostra attenzione l’impietoso confronto tra il nostro “Mercatino rionale” (normale da noi parlare di stagnazione visto che il Pil è ancora su livelli di 20 anni fa) e il famoso indice Americano Standard &Poor 500, tralasciando per ovvie ragioni l’indice tecnologico per eccellenza, il Nasdaq, perché il confronto sarebbe ancora più impari e mortificante.

All’inizio del nuovo millennio la capitalizzazione di Borsa di Piazza affari, ovvero il controvalore di tutte le società quotate sul listino azionario di Milano era arrivato ad una cifra record di circa 800 mld di euro, l’indice di riferimento aveva fatto registrare massimi superiori ai 51000 punti, valori mai più raggiunti in oltre 2 decadi.

Oramai penso che i miei lettori l’abbiano capita: per portare a nuovo le minus che scadono nell’anno occorre darsi da fare molto tempo prima.

Lo sanno anche i muri oramai che comprare un classico maxicedola prima dello stacco e prendersi un 12-15% di maxicoupon significa solitamente poi rivenderlo e perdere un 15-18%, per cui si ottiene lo scopo di spostare in avanti le minus ma spesso, se non si è bravi nel timing, si aumentano le perdite da recuperare anche se si avranno a disposizione ulteriori 4 anni.

La vignetta di Don Alemanno evidenzia l’atteggiamento tipico di chi ci chiede una soluzione a dicembre: non siamo mica dei maghi !!!

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Per cui approfitto della pausa estiva per consigliare di guardare il proprio zainetto fiscale e pianificare una strategia già oggi, che possa ottenere due scopi: spostare in avanti le minusvalenza in scadenza nel 2021 e cercare allo stesso tempo di guadagnare qualcosa, ossia ridurre le minus che andremo a portare a nuovo.

Per farlo in maniera efficace è meglio spostarsi su strutture che pagano un maggior numero di cedole particolarmente generose, così da poter uscire in piena autonomia nei tempi opportuni senza sottostare alle forche caudine dell’Emittente, che sfrutta alla grande il fatto che la gente compra prima dello stacco del maxicoupon (per cui spesso addirittura lo paghiamo molto caro) per rivendere subito dopo (lo vendiamo ben più basso del prezzo di carico meno la cedolona incassata).

Vi faccio alcuni esempi interessanti, tutte situazioni interessanti, l’ideale non è scegliere quello che paga il rendimento più alto, bensì quello che ci soddisfa maggiormente come sottostanti.

Ho pensato di fare poi uno specchietto riepilogativo così da facilitarne il confronto

XS1575026205 phoenix memory maxicoupon, con scadenza 6/8/2025 emesso da Citigroup

Immagine1

Il certificato quota in lettera a 997 e il titolo worst of è Plug che perde circa il 10% dal suo prezzo di partenza, ma ha appena mostrato una ottima trimestrale

 

XS2340145361 phoenix memory maxicoupon, con scadenza 13/5/2026 emesso da Smart Etn

 

 Immagine2

Il certificato in quotazione a 928 in lettera, worst of e unico titolo sotto strike è Coinbase in perdita del 3% dal suo prezzo strike.

Ha pagato le prime due cedole del 6%, per cui chi lo avesse comprato in emissione a 1000 avrebbe comunque già spostato in avanti un 12% di minus ma la perdita in caso di vendita oggi sarebbe inferiore per cui avrebbe comunque guadagnato un 4-5% in due mesi oltre che aver ottenuto l’obiettivo di partenza (diciamo che questo è ciò cui solitamente ambiamo quando cerchiamo di spostare in avanti le minusvalenze).

 

XS2363933131: Phoenix Memory Maxicoupon su Tesla, Virgin Galactic e Varta. Scadenza 27/01/2023

Immagine3

Il certificato composto da titoli volatili costruito per l'ottimizzazione fiscale in quanto stacca, dilazionata nei primi quattro mesi, un 27,20 % di maxicedole, per cui tutte cedole vengono pagate nell'anno fiscale 2021.

Particolare struttura che non prevede la corresponsione di altre cedole ma solo la possibile autocall dopo 12 mesi; male che vada scade dopo 18 mesi, non dopo 4-5 anni come tutti gli altri maxicoupon in circolazione

 

XS1575017550 Certificato emesso da Citigroup, con scadenza 7/8/2023

Immagine4

Il certificato, di nuova emissione, quota in area 1000, i sottostanti sono in linea con il loro strike, tranne Zoom che è salito di circa il 5%.

In pratica l’intero flusso cedolare è condensato nelle prime 4 cedole, poi diventa uno zero coupon, che di fatto prima rimborsa e meglio è.

Se dovesse arrivare a scadenza rimborsando 1000, sarebbe come avere un rendimento del 24% su 2 anni, circa 1 % al mese, ma se considero che tra 4 mesi il capitale investito sarà di 760 il rendimento percentuale aumenta ad oltre il 30% complessivo.

 

XS1575017980 Certificato emesso da Citigroup, con scadenza 7/8/2023

Immagine5

Il certificato, di nuova emissione, quota in area 1020, i sottostanti sono in linea con il loro strike, tranne Bper che proprio oggi è balzata in avanti (già in altre occasioni avevamo detto che era il nostro bancario preferito).

In pratica l’intero flusso cedolare è condensato nelle prime 4 cedole, poi diventa uno zero coupon, che di fatto prima rimborsa e meglio è.

Se dovesse arrivare a scadenza rimborsando 1000, sarebbe come avere un rendimento del 16% su 2 anni, circa uno 0,7 % al mese, ma se considero che tra 4 mesi il capitale investito sarà di 840 il rendimento percentuale aumenta di un apio di punti.

Codice Isin

Cedole 2021

Cedole successive

Prima Autocall

Scadenza

XS1575026205

26,50 %

0,5% mese

11 mesi

47 mesi

XS2340145361

24,50 %

0,5% mese

10 mesi

58 mesi

XS2363933131

27,20 %

0

12 mesi

18 mesi

XS1575017550

24,00 %

0

12 mesi

24 mesi

XS1575017980

16,00 %

0

12 mesi

24 mesi

Le differenze principali sono nella durata dei primi due certificati, rispettivamente a 4 e 5 anni, l’ultimo è sicuramente il più difensivo essendo sui titoli italiani (meno volatili), il terzo decisamente accattivante visto che se anche un sottostante dovesse scendere la scadenza è veramente breve.

Attenzione perché il primo rileva oggi per cui lo si può comprare, se si vuol prendere anche la prima cedola, entro martedì.

Il secondo ha solo Coinbase sotto strike e si compra molto sotto al nominale per cui potrebbe risalire velocemente in caso Coinbase dovesse riprendersi.

Il terzo ha Virgin Galactic che ne permette l’ottimo rendimento e i dati presentati ieri sera sicuramente sono confortanti in termini di fatturato.

Il quarto e quinto sono appena usciti per cui non ho commenti particolari da fare.

Non mancare al prossimo Webinar Gratuito sui Certificati di Investimento:

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Alla prossima

Giovanni Borsi

 

 

Questa vignetta era stata usata ben tre anni fa e da allora non abbiamo risparmiato critiche ad UBS che, pur facendo molti più prodotti di prima (alcuni anche “decenti”), cerca di abbellire il suo nome “usando” nomi di “influencer” che caldeggiano questo o quel prodotto.

Purtroppo da trader, attentissimo ai dettagli, che magari vedo solo io, continuo a vedere comportamenti discutibili nella loro attività di Market Making, per cui per me rimane in BLACK LIST e per comprare un loro prodotto deve proprio essere qualcosa di fantastico e di breve durata (visto che nel lungo periodo non sai mai cosa ti può succedere).

Regola n.1 (che racchiude il senso della vignetta): stare alla larga dai certificati sponsorizzati dagli Emittenti nei webinar o in siti pagati apposta.

Regola n.2: scegliere strutture premianti. Spesso, ad esempio, l’alto rendimento sostiene il prezzo almeno nella prima fase di ribasso in quanto ne allontana l’autocall per cui il possibile ribasso dovuto ad un sottostante che scende (meglio che sia uno solo del paniere) è compensato dall’aumentata probabilità che le cedole siano pagate per tutta la durata del certificato

Regola n.3: se alla fine non sapete se tifare per il ribasso di un sottostante o per il rialzo probabilmente se quel sottostante si muove non crea problemi al prezzo del certificato.

Anziché fare i galletti sotto l’ombrellone e poi rimanere scottati sarebbe sempre opportuno avere un approccio professionale nelle proprie scelte di investimento e l’assoluto rispetto dei mercati finanziari.

Su Facebook ho letto questo commento “Non leggo mai niente: do un’occhiata a cedlab e poi compro, tanto sale tutto”, direi che la vignetta prende spunto proprio da questi personaggi che oggi si gongolano sotto l’ombrellone vantando performance stellari, ma che poi domani saranno i primi a piangere perché non avranno capito cosa gli sta succedendo e solo a frittata fatta si metteranno a studiare.

Oggi Biagio ci parla di una particolare tipologia di operatore finanziario (in questa calda estate penso ne faremo diversi di articoli in cui descriveremo le diverse tipologie di operatori che lui molto pittorescamente ha definito: il trader fifone, il trader spaccone, il trader banzai, il trader massimi e minimi, il trader controtrend etc etc )

Ma oggi la nostra attenzione è tutta sul trader “Pid…occhio”, come sempre rappresentato in maniera simpatica dal nostro vignettista.

Il termine coniato dopo anni e anni di esperienza, milioni di eseguiti, migliaia di persone conosciute tra conferenze varie, forum finanziari, corsi, webinar, rappresenta perfettamente migliaia di investitori che almeno una volta (a trattarli da gran signori…) si sono macchiati nella loro carriera personale di questo vizio, difetto o modo di essere, insito nella natura umana e che risulta molto difficile da modificare, estirpare o completamente eliminare.

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 Lunedi 19 Luglio ore 14.00 

Quanta gente è long sul mercato e non ha pensato alla eventualità del ribasso? Troppo importante partecipare al più grande rialzo degli ultimi anni senza conoscere le controindicazioni, tutti a pensare a quanto guadagneranno col prossimo rialzo e nessuno a preoccuparsi della possibilità del ribasso e di quanto potrebbe fare male.

L’avidità e l’uso della leva finanziaria sono due brutte bestie da domare.

Tra i traders di lungo corso il nome di Biagio Spinelli è sicuramente noto, salito alla ribalta nei primi anni 2000 ai tempi delle competizioni organizzate da Lombardreport (in cui ci si batteva per la gloria) o da Iwbank che invece nel 2005 mise in palio una Ferrari.

Spesso ci scontravamo in queste competizioni, ma la stima e l’amicizia è sempre venuta prima, tanto che negli anni successivi sino al 2012 eravamo ogni giorno in chat insieme a fare scalping, mettendo ognuno al servizio dell’altro le proprie competenze per risultare sempre più forti in un mercato che si faceva sempre più difficile per via del dominio incontrastato degli HFT.

Ora limitiamo le nostre sfide sui campi da tennis, e proprio su un campo da tennis è nata l’idea di rimetterci insieme al servizio dei nostri lettori, per dare ulteriore valore aggiunto ai nostri spunti settimanali.

Sicuramente le conoscenze di analisi tecnica e le capacità di analisi del mercato di Biagio sono di altissimo livello, se a queste aggiungiamo la mia esperienza ed in particolare quella nel mondo delle opzioni, penso che abbiamo la possibilità di dare diversi spunti a chi ci legge.

Perché è così importante il mondo delle opzioni?

Perché venerdì era giornata di scadenze tecniche e così come a dicembre 2020 e a marzo 2021 il mercato fece un massimo relativo, giusto come ora.

Non a caso ho voluto fare venerdì 18 il mio ultimo Webinar sui Certificates, sentivo odore di quello che stava per accadere ed ho voluto dire la mia, c’era poco da consigliare questo o quel certificato come fanno tutti, ed ho preferito dire apertamente di non comprare nulla ed aspettare le prossime giornate che avrebbero potuto fornire ingressi interessanti, soprattutto grazie alla volatilità tornata a crescere e a prezzi dei titoli in calo.

Agli abbonati del servizio opzioni Europa ho anticipato il mio segnale successivo, che raramente è direzionale (l’ultimo fu in occasione delle scadenze tecniche di dicembre e anche in quel caso mi diede enorme soddisfazione), per cui se capisci il messaggio sai che non c’è tempo da perdere e che il mercato forse ha finito di muoversi in pochi tick……

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Pensate che io sono andato giù pesante (raramente lo faccio, soprattutto sui futures) vendendo alla stessa ora il future Eurostoxx scadenza settembre a 4138 (chiusura di venerdì a 4062), cosa che ho fatto vedere anche nel mio webinar delle ore 13,30.

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Chi avesse provato a comprare al mio prezzo le opzioni put come da mio messaggio delle ore 12 probabilmente avrebbe avuto pochi minuti per riuscire ad eseguirle, se fosse rimasto nel book sperando di essere eseguito non avrebbe fatto nulla (nel prossimo articolo vi parleremo del trader “pidocchio”), perché come si vede dal grafico la prima candelona è stata proprio quella di mezzogiorno in coincidenza con le scadenze del future giugno e delle relative opzioni.

 

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Stamane le aperture lasciano presagire un’altra giornata ribassista, che sia giunto il momento di liquidare qualche posizione in portafoglio, o è l’ennesima occasione di ingresso e vedremo presto nuovi massimi?

Oggi proveremo solo ad analizzare i grafici e i dati che abbiamo davanti ai nostri occhi, senza alcun preconcetto di base, ignorando deliberatamente il nostro EGO e le nostre previsioni, studiando in modo oggettivo il potenziale che esprimono.

Iniziamo col dire che di sicuro il trend rialzista rimane solido, anche se ci sono i primi segnali di perdita di forza del trend primario ed è innegabile che l’ultima parte dei grafici non abbiano assonanze con quello è successo negli ultimi mesi e già questo è sufficiente per accendere un primo campanello di allarme.

Il secondo step è rispondere a 2 semplici domande:

1- I mercati stanno perdendo forza e sembrano aver bisogno di una naturale e fisiologica correzione? 

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2- Sono intervenute delle nuove variabili che hanno cambiato o hanno le potenzialità per cambiare lo scenario di fondo?

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Ebbene ad entrambe la risposta è Si!

Secondo campanello d’allarme acceso….

Livello di concentrazione massima…

La Fed per far fronte alla crisi causata dal Covid, da fine Marzo 2020 ha iniziato letteralmente a inondare il mercato di liquidita attraverso un piano di Quantitative Easing mai visto in precedenza (trilioni e trilioni di pacchetti di stimoli a sostegno dell’economia Americana) il mercato è andato oltre ogni più rosea aspettativa facendo registrare massimi su massimi, adesso con le prime dichiarazioni di “Tapering” (riduzione degli acquisti mensili da parte della Banca Centrale Americana) lo scenario potrebbe e ripeto il condizionale potrebbe variare.

Ci sono diversi gap aperti sui grafici, ovviamente questo non significa che i mercati azionari crolleranno andando a colmare in qualche seduta tutti quei” buchi” ma solo che esiste una possibilità e dobbiamo tenerne conto e soprattutto non sottovalutarne l’importanza.

I disastri in Borsa avvengono quando si è completamente impreparati ad una possibile ipotesi o non la si vuole accettare, perché ritenuta altamente improbabile!

Ed è proprio in questi casi che bisogna essere lucidi, scaltri, preparati, senza pregiudizi o voglia di voler anticipare o imporre le proprie “strampalate” teorie…

Dobbiamo aver la mente libera e pronta a qualsiasi possibile direzione.

Ci sono dati oggettivi e segnali che evidenziano un deterioramento del trend in essere e la possibilità di una correzione, ma questa non è certo una scoperta copernicana, tutti i trend hanno al proprio interno dei ritracciamenti più o meno profondi, quello che possiamo e dobbiamo fare è di renderli meno dolorosi possibili per il nostro portafoglio mentale, psicologico ed economico, attraverso una flessibilità operativa scevra da qualsiasi convinzione personale.

Ed è proprio in questi casi che motti quali "Sell in May and Go Away" e "Kiss - Keep It Simple Stupid "mantengono il loro fascino!

Per chi opera in certificati e mi viene a dire che a lui questi storni non interessano, perché comunque ha comprato certificati a 3 anni con barriere al 50%, beh forse non ha capito molto di quello che fa, visto che con la volatilità aumentata sarebbe stato decisamente meglio aspettare un paio di settimane liquido (anziché seguire chi consiglia certificati prudenti magari pure di recente emissione che già faticano a recuperare solo le commissioni dell’Emittente) ed andare ad investire in questi giorni a rendimenti di almeno 2 punti superiori: avresti perso uno 0,2-0,3% in questi giorni stando liquido per poi essere premiato con 2 punti di extra rendimento magari per 3 anni: forse è meglio se continui a studiare e soprattutto a seguire chi come noi non deve venderti niente se non cultura finanziaria ai massimi livelli.

Il valore formativo unico che intende offrire la Gbinvesting sta proprio in queste perle di esperienza.

Nel campo certificati siamo unici:

  • nell’assoluta indipendenza (nessun Emittente che ci sponsorizza)
  • possiamo permetterci di insultare qualsiasi Emittente che mal si comporta (lo vedi fare da qualcun altro? Ti sei chiesto come mai nessuno ha il coraggio di prendere posizione contro questo o quell’Emittente?) ma non andiamo a simpatie, domani potremmo premiarlo per un certificato interessante o un comportamento estremamente corretto nei confronti del mercato
  • possiamo dire di non comprare nulla ed aspettare le occasioni della prossima settimana così come abbiamo fatto giusto venerdì scorso, perché noi prima di tutto miriamo al profitto e diciamo quello che pensiamo
  • esponiamo regolarmente i nostri conti (nel bene e nel male, Autogrill docet)
  • vantiamo un’esperienza, unita al talento, che ci mantiene sulla cresta dell’onda da oltre 20 anni (tra me e Biagio sono quasi 50 anni in 2 vissuti sui mercati)

Penso che chi era liquido e stava per comprarsi qualche bel certificato venerdì abbia sapientemente aspettato e ringraziato di essere incappato nel nostro webinar, anche se sarà rimasto deluso dal non aver avuto pronto all’uso un bel certificato da comprare ad occhi chiusi.

Beh, visto che in settimana avrò solo il webinar finale di Autogrill mercoledì alle 8,45, vi anticipo le mie idee operative:

Lunedì 21 giugno: ho sottoscritto i diritti dei due aumenti di capitale SOS Travel e Trawell.co con lo scopo di ottenere i warrant gratis e seguirò le aste di apertura (ben sapendo quanto potrebbe essere il valore teorico dei due warrant, cosa sicuramente ben diversa dalle valutazioni stupide che Borsa Italiana fa tramite la SIAT e calcolate banalmente con le formule di Black & Scholes)

Lunedì e martedì 21-22 giugno: cercherò un punto di ingresso in qualche certificato confidando che l’aumento di volatilità visto sui mercati venerdì possa impattare sul prezzo dei certificati facendoli scendere di prezzo.

Nel mirino ho un certificato nuovo di Unicredit, bel mix tra rendimento e protezione, essendo un certificato airbag:

Codice Isin DE000HV8BP08

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Oggi con la volatilità aumentata rispetto a quando è stato emesso (strike di giovedì sera) già dovrebbe valere un paio di punti sotto al nominale, se poi i titoli dovessero pure scendere di un 2-3% dagli strike potrei trovarmelo già con un discreto sconto e, visto che è un airbag dall’ottimo rendimento, beh, non appena il mercato tornerà ad essere soporifero come nei primi 15 giorni di giugno, non dovrei avere problemi a vedere un buon gain (ed intanto maturo cedole del 5.72% trimestrali)!!

Ed alcune emissioni un po' più datate:

Il certificato più speculativo e rischioso, codice Isin XS1575029993 che ha staccato di recente il 30% di maxicoupon e quota a 670 circa, è una scommessa secca sul fatto che PLUG POWER, unico titolo sotto trigger cedola, entrerà il prossimo 25 giugno all’interno dell’indice Russel1000 per cui potrebbe beneficiare degli acquisti dei grandi fondi indicizzati a questo indice. Attenzione agli earnings del 22 giugno!!

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Una bella discesa di PlugPower in questi giorni unita ad un aumento di volatilità potrebbe rendere la scommessa estremamente interessante.

Oppure questo che ha già un prezzo inspiegabilmente troppo basso (anche se ha staccato un primo maxicoupon del 10%) e che potrebbe ulteriormente scendere nei primi giorni della settimana, codice Isin XS2332683486, tra l’altro si beneficerebbe ancora dello stacco cedola (un ulteriore 10%) che potrebbe portare poi il prezzo in area 800

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Ricordo che con questo tipo di prodotti se si incassano i 4 maxi coupon (40%) e si ha in carico il certificato a 600 è come se si avesse un incredibile protezione (una sorta di grandissimo airbag) e difficilmente dovremmo vedere il certificato valere meno di 600 quando avrà staccato tutte e 4 le cedole del 10%.

Sull’Italia ho nel mirino questo certificato (mi piacciono i sottostanti), codice Isin CH1111685355 con scadenza giugno 2023

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Sono curioso di vedere che effetto potrà avere l’impatto della volatilità sul prezzo di oggi e se me lo riporterà 2-3 punti sotto al nominale (già venerdì era passato da 1014 a 1000).

Per par condicio, inserisco un certificato anche di Vontobel (così nell’articolo ci sono citati ben 5 Emittenti diversi) codice Isin DE000VQ74SC0 sulle compagnie aeree che dovremmo vedere sotto la pari

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Mercoledì 23 giugno: in occasione dell’ultimo giorno dell’aumento di capitale Autogrill vedrò se il mercato mi darà un prezzo più basso di quello attuale, mi sono fatto un’idea del titolo che però potrà trovare conferma solo dopo la fine dell’aumento di capitale.

Sul fronte certificati c’è una nuova emissione di Citigroup estremamente interessante, con durata di soli 12 mesi, codice Isin XS1575028839, che mi auguro di poter comprare almeno 2-3 punti sotto la pari (così da portare il rendimento ad un anno al 20%), proprio grazie ad una eventuale discesa di Autogrill.

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Venerdì 25 giugno: aumento di capitale Oviesse ai nastri di partenza?

Detto questo chiudo col dire che l’affondo dei mercati potrà durare un paio di giorni o di più, l’importante è poter comprare qualcosa con una buona volatilità perché quando si opera in certificati bisogna avere pazienza e saper aspettare questi momenti ed è proprio per questo che non ho subito reinvestito tutta la liquidità riveniente dagli ultimi rimborsi ma a tutti coloro che mi chiedevano qualcosa dicevo di aspettare le scadenze tecniche.

Farà come a dicembre, un solo giorno di ribasso e poi di nuovo subito su?

Farà come a marzo, due soli giorni di ribasso e poi nuovi massimi?

Ora?

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Non c’è due senza tre, potrebbe dire qualcuno

E se stavolta sono tutti a comprare, perché è stato un affare sia a dicembre che a marzo? Ed il mercato affonda di più?

Beh il mercato è fatto apposta per stupire e sorprendere, se no non si parlerebbe dell’esuberanza irrazionale dei mercati; non mi stupirei vedere tutti quelli che mi dicevano “ma non vedi che va solo su” ora farsela addosso per pochi punti di ribasso.

Personalmente credo che l’equity rimarrà preferita ai bond ed il fiume di denaro messo in moto per la ripresa economica debba ancora fare il suo corso, ma i mercati, complice l’avvicinarsi delle vacanze, potrebbero vedere volare la liquidità sui conti correnti a nuovi massimi assoluti per diversi semplici motivi:

  •        la voglia di portare a casa i guadagni (vendi, guadagna e pentiti regna ancora sovrana e viene ampiamente usata dalle banche per farti vendere quei certificati comprati bene dove ora guadagni qualcosa, per rifilarti i nuovi collocamenti dove rimarrai incastrato per anni, se non ti fai furbo e cominci a studiare qualcosa)
  •       la paura che i prezzi siano troppo alti e ingiustificati da quello che vediamo tutti i giorni (ma la nostra economia è ben altra cosa da quello che si vede all’estero)
  •       l’ignoranza degli strumenti finanziari che il mercato offre (se non studi poi non ti puoi lamentare, fai qualche ora di straordinario in meno e preoccupati di gestire meglio i tuoi sudati risparmi)
  •   la totale mancanza di fiducia nelle banche (in Italia è gara dura per quei pochi consulenti bravi e seri riuscire a cambiare l’atteggiamento diffidente del cliente)

Quest’estate goditi le vacanze, non devi necessariamente essere liquido per essere sereno, potrai anche essere investito se sarai andato in vacanza consapevole dei rischi che stai correndo sui mercati.

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 Lunedi 19 Luglio ore 14.00 

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Alla prossima

Giovanni e Biagio

 

La fantastica vignetta di Don Alemanno si presta a tante interpretazioni e mi dà veramente tanti spunti didattici.

Premetto che io sono un appassionato di funghi, se vieni nel bosco con me di sicuro non vieni fuori con dei funghi tossici o addirittura velenosi.

Anche se negli ultimi anni sono andato a funghi raramente ma con ottime soddisfazioni, pensate solo che la prima volta che ho portato Luana con me siamo dovuti uscire prima dal bosco perché avevamo già raggiunto i limiti di raccolta, cosa che raramente mi era capitata nei precedenti 40 anni.

Non posso che dire grazie alle sponsorizzate che mi capitano sotto tiro, offrono spunti didattici su cui è facile costruire un articolo come questo rimanendo sempre sull’Arte del Confronto.

Stavolta andiamo a confrontare due certificati emessi da poco, entrambi di Leonteq, uno sponsorizzato dal solito sito che vive di queste cose, per cui spesso vado a vedere gli ottimi articoli (ben fatti come è giusto che sia quando vivi solo di marketing) ma mi segno questi certificati principalmente per evitarli alla grande: probabilmente hanno caricamenti commissionali superiori alla media tanto che vengono largamente pubblicizzati.

Nel mio studio settimanale mi sono imbattuto in questo interessantissimo grafico che ha veramente tante, forse troppe analogie con la situazione attuale, tralasciando tutte le questioni macro economiche, perché sinceramente paragonare un mercato tecnologico agli albori, per intenderci un mercato dove non esistevano giganti quali Amazon, Facebook, Tesla solo per citarne alcuni e vivevamo allegramente senza Iphone, Youtube e social vari, con quello attuale non avrebbe senso.

Torniamo all’Arte del Confronto per smascherare cosa ci propinano alcune sponsorizzate: questo articolo l’ho scritto di getto perché stamane mi è arrivata una sponsorizzata di un sito che vive solo di queste pubblicità, belle foto, bella descrizione del certificato, tutto bello insomma, come fare a dire che non è ben fatto, questo oggi è quello che ti insegnano le agenzie di marketing se vuoi vendere.

Peccato che pochi di quelli che leggeranno la sponsorizzata cui mi riferisco si metteranno a vedere cosa offre il mercato per capire se il prodotto è effettivamente interessante:

spesso non è tutto oro ciò che luccica

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 Lunedi 19 Luglio ore 14.00 

 

È veramente dura prendere una decisione tra due menù che ci piacciono tantissimo, a volte non si riesce a rinunciare e li si compra entrambi, magari a piccole dosi, ma non si può fare a meno che assaggiare un prodotto così appetitoso.

Questi 2 maxicoupon con 4 cedole mensili del 10% cadauna,  sono 2 prodotti che segneranno il mercato nei prossimi mesi: mi immagino già la corsa degli altri Emittenti per studiare prodotti simili, visto che si sentiranno ridicolizzati dopo aver presentato prodotti incredibili che offrivano 4 maxi cedole del 4% (un 16% in 4 mesi te lo paga un normalissimo maxicoupon con una sola cedola).

Noi di GBinvesting stiamo cavalcando il tema dei viaggi già da molti mesi, ma ora, guardando i volumi sul mercato e le nuove emissioni, sembra che tutti si stiano buttando solo ora sul settore visto che si comincia a parlare di riaperture e addirittura in certi paesi (molto più avanti di noi coi vaccini) di ritorno alla normalità.

Gli Emittenti più competitivi rimangono sempre Citigroup e Vontobel anche se quest’ultima è stata segnalata da qualche mio lettore per comportamenti disdicevoli, avendo messo il certificato DE000VQ2T2U7 in bid only driven, non dando possibilità a nessuno di comprarlo e penalizzando notevolmente chi lo volesse vendere in quanto il bid dell’Emittente è passato da oltre 100 a 90.

La vignetta vuole evidenziare come Elon Musk confidi nel mercato cinese per salvaguardare il business di Tesla (oltre il 25% delle vendite è fatto in Cina), grazie anche alla Gigafactory Shanghai, che ha permesso a Tesla di arrivare alla fine del suo primo anno di vendita di auto prodotte in Cina con una posizione di comando nel più grande mercato di veicoli elettrici del mondo.

Sul mercato a primavera non ci sono tanti prodotti maxicoupon (solitamente gli Emittenti li fanno sbocciare ad autunno facendosi una guerra pazzesca): alcune proposte rimangono inguardabili, sicuramente nascondono caricamenti di commissioni implicite decisamente onerosi per il malcapitato risparmiatore che si trova a spostare 10 di minus e ne crea 14-15 di nuove.

Premetto che nella mia carriera di trader mi è capitato di fare dei bei colpi comprando questa tipologia di certificati ma non sono mai arrivato ad incassare una maxicedola; anzi forse il più delle volte ho comprato dei vecchi maxicoupon quando c’erano alte probabilità di rimborso anticipato, per sfruttare il fatto che dopo aver staccato il maxicoupon quotano sempre lontano dal nominale anche a pochi mesi dalla probabile autocall.

Chi non conosce la favola del brutto anatroccolo?

Difficile transarla al mondo certificates, verrebbe da pensare ad un certificato scoppiato (quindi molto brutto) che all’improvviso diventa fantastico grazie al recupero del sottostante: ma noi difficilmente andiamo a cercare scommesse e pensiamo più a valutare la bontà della struttura in termini di rendimento e commissioni implicite, la correttezza dell’Emittente nell’attività di Market Making etc etc.

Per cui oggi ho deciso di farvi vedere 4 strutture ottime e che sicuramente avranno successo (due lo hanno già dimostrato, essendo tra le più scambiate del listino) tutte molto simili, con cedole mensili (piacciono molto) ed una che ora è un po' dimenticata dal mercato come fosse un brutto anatroccolo, quando in realtà, valutandola attentamente non ha niente da invidiare alle altre, forse ne è anche migliore.

Volare basso: è un’espressione che può essere interpretata sia in modo letterale (ossia volare ad una bassa altitudine come sta facendo l’aereo che si sta schiantando nella vignetta) sia in modo figurato ed in questo caso significa non avere troppe pretese.

Negli investimenti finanziari uno che non ha troppe pretese spesso viene visto positivamente, viene associato ad una persona prudente, ad un buon padre di famiglia che si accontenta di minori rendimenti pur di stare tranquillo.

Purtroppo spesso non è così in quanto è la bassissima educazione finanziaria abbinata alla paura di perdere soldi che ci porta a VOLARE BASSO.

Innegabile dirlo: siamo degli abitudinari e se possiamo facciamo lavorare poco il cervello, per cui se un prodotto o un titolo ci ha dato soddisfazione vorremmo ripetere all’infinito l’operazione.

  • Ma è sempre corretto farlo?
  • Quanto conviene rimanere sul carro del vincitore?
  • Cosa occorre analizzare per non rimanere col classico cerino in mano?

La vignetta evidenzia come in periodo di lock down due dei settori che vedono incrementato il loro business sono sicuramente i video giochi ed i siti di incontri online.

A dire il vero penso che anche una volta usciti da questa crisi siano due settori che di sicuro non patiranno crisi, magari la singola azienda potrebbe essere travolta da altre più competitive ma a livello settoriale i settori del gaming e del dating non dovrebbero subire pause nella crescita e lo si vede chiaramente dal successo che ha avuto recentemente la IPO di Bumble a Wall Street (+50% per una capitalizzazione di 14 miliardi di dollari.

La vignetta evidenzia come sia giusto cavalcare ciò che sarà sempre più nelle nostre vite e nelle nostre abitudini di consumo.

Ognuno di noi ha una sua idea di vacanza, per cui può non ritrovarsi in questa vignetta, ma la stragrande maggioranza della popolazione potrebbe rivedersi un domani in autostrada con la propria macchina elettrica (utilitaria, più facilmente una NIO o un’auto europea di nuova generazione, difficilmente una Tesla) con destinazione alloggio affittato su Airbnb e figlio al seguito con tanto di playstation o altro videogioco.

L’investitore capace nel nostro manuale “Bankarate” è rappresentato dal castoro.

Dopo avere ottimamente cavalcato il tema dei viaggi, visti i rimborsi dei prodotti con Tui, Carnival e Tripadvisor della settimana scorsa (DE000VQ1K3Z4 8% trimestrale purtroppo andato in autocall) e visti i recenti rialzi di Airbnb (da noi suggerita in un recente articolo) , senza aver trascurato la tecnologia che è pur sempre un tema forte e che rimarrà tale anche nei prossimi anni, oggi mettiamo in risalto un altro tema che sta correndo molto ma che è destinato a continuare in virtù dei nuovi governi, sia americano che italiano e delle rinnovate attenzioni che verranno poste nei prossimi Summit a tutela dell’ambiente.

In un momento delicato come questo tutti gli investitori sono alla ricerca di temi che offrono delle opportunità: sicuramente post covid i temi che hanno avuto la maggiore attrazione sono stati il 5G, Fintech, Clouds ed energie rinnovabili.

La vignetta che rappresenta l’investitore capace tratta dal libro “Bankarate” raffigura un castoro che ha ben costruito la sua diga.

Ora a cosa dovrebbe ambire l’investitore in certificates?

ALTO RENDIMENTO

ALTA PROTEZIONE

SCADENZA VICINA

La prima risposta che un qualsiasi esperto darebbe è: impossibile avere tutto questo, per avere protezione devi rinunciare al rendimento, difficile avere rendimento su titoli solidi come Amazon o Coca Cola.

Chi di voi non ha mai prenotato una camera su Airbnb? Oggi potete anche comprare le relative azioni sul mercato azionario! Ebbene sì! Il colosso degli affitti brevi è sbarcato a Wall Street lo scorso 10 dicembre facendo registrare un balzo delle quotazioni da 68$ a 146$.

Al termine della prima sessione la capitalizzazione si attestava sopra i 100 miliardi di dollari. Direi un record visto come si era messo il 2020 per il settore del turismo!

Ma andiamo per gradi e spieghiamo che cosa è Airbnb: è un portale che mette in contatto persone in cerca di un alloggio per un breve periodo con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare; generalmente il contratto avviene tra privati.

Correva l’anno 2007 quando fu aperto il sito e già nel 2012 si contavano alloggi in circa 192 paesi.

Nell’era in cui in molti paesi sviluppati si sono vinte le elezioni grazie all’uso dei social, senza che ci fosse alcuna credibilità nel programma di governo ed esperienza nel chi sarebbe andato a governare, vediamo che anche in borsa ci sono titoli che godono dei favori delle grandi masse (che spesso capiscono poco di borsa).

Basta che si apra un canale nuovo (la piattaforma Robinhood) che permetta alle masse di investire a costi zero in azioni Tesla e si assiste a pura follia, come se anche le azioni dovessero arrivare su Marte.

Possiamo dire che il fenomeno Tesla non conosce limiti e/o rivali?

Ai tempi del Coronavirus c’è un settore che ha avuto una esplosione senza eguali: l’E-commerce.

Non che andasse male prima ma l’emergenza sanitaria ha fatto sì che sempre più persone comprassero online tanto che negli ultimi 12 mesi gli italiani hanno aumentato la frequenza di acquisto online del 79%.

Dal punto di visto dei mercati finanziari ci sono titoli quotati in borsa che hanno registrato performance monstre come SHOPIFY che dai 17 $ della IPO del 2015 è passata agli odierni 1.170 $... ma ci sono anche titoli che, dopo una fase di consolidamento, hanno avuto una doccia fredda come ALIBABA.

I rendimenti calano ma gli Emittenti hanno disperato bisogno di fare commissioni per cui occhio alle offerte che ti arrivano, perché le banche spendono fior di quattrini a far fare corsi di formazione ai loro uomini: peccato che sono corsi di tecniche di vendita così da preparare le migliori esche per vendere, non certo per saperne di più su come funziona e quali caratteristiche deve avere un buon certificato.

Come anticipato nello scorso articolo, abbiamo lanciato sul nostro gruppo Facebook il sondaggio per capire quali sono gli Emittenti più apprezzati nella loro attività di Market Maker ed è balzato subito all’occhio come ci sia soprattutto da stare alla larga da certi Emittenti

Nel webinar di lunedì vi illustrerò una panoramica dei loro comportamenti abituali così da tener conto anche di questo fattore assolutamente non trascurabile soprattutto quando si compra un certificato e lo si segue mese dopo mese.

Quest’anno ancora una volta assistiamo alla buffonata degli Italian Certificate Awards, in cui si cerca di accontentare un po' tutti gli Emittenti elargendo premi a pioggia e poter tutti dire alla propria clientela che si è stati premiati come miglior certificato.....

In settimana si sono visti nuovi massimi sugli indici americani e anche le borse europee non sono lontane dai prezzi di febbraio; chi mi conosce sa che non ho mai fatto previsioni sugli indici, posso al massimo essermi fatto un’idea ed il più delle volte me la tengo per me.

Quando mi espongo sulla direzionalità di uno strumento finanziario lo faccio supportando le mie tesi con l’esperienza e se possibile, quando questo è possibile, con la matematica, facendo ragionare le persone sul perché uno strumento è sottovalutato o sopravvalutato.

Da qualche mese siamo concentrati su scadenze brevi (18-24 mesi) in quanto le condizioni attuali del mercato e soprattutto della volatilità, permettono di avere ancora ottimi prodotti come alcuni di quelli appena emessi da Vontobel tra cui abbiamo scelto i 4 che ci piacciono maggiormente.

La volatilità misura la variazione percentuale del prezzo di uno strumento finanziario nel corso del tempo; si dice che è il termometro della paura, perché quando il prezzo oscilla poco, provoca poca paura mentre quando si muove istericamente su e giù mette a dura prova i nervi anche dei più stoici.

Nella volatilità però risiede il profitto che è anche lo stesso indirizzo nel quale abita il pericolo; d’altronde si sa che rischio e rendimento sono legati da una funzione direttamente proporzionale, che noi abbiamo spiegato benissimo nel nostro miglior corso di sempre (il corso online sugli arbitraggi e non solo) che puoi ancora comprare qui e che prevede 6 mesi di chat gratuita nella quale posteremo quanto di meglio potremo trovare sul mercato utilizzando qualsiasi strumento finanziario di nostra conoscenza

Per l’ennesima volta ribadiamo quanto detto innumerevoli volte in precedenza: le minusvalenze vanno gestite per tempo e più ci si avvicina a fine anno e più è facile rimanere invischiati in tante offerte a dir poco ingannevoli di tanti Emittenti che in questi mesi hanno visto crollare i volumi sui certificati ed ora probabilmente vogliono guadagnare più del dovuto su questi prodotti, sapendo che chi li compra li compra per necessità impellente per cui non sta molto a guardare cosa compra, ma guarda solo all’effetto che generano sul suo zainetto fiscale.

Nonostante molti sappiano che da qualche mese ho un potente software a disposizione (ed i risultati del nostro servizio in abbonamento ne hanno decisamente beneficiato) rimango sempre dell’idea che questi software servano a ben poco se non si imparano altre cose ben più importanti e che la stragrande maggioranza dei formatori trascura o “volutamente” trascura, in quanto la formazione è “sponsorizzata” dall’Emittente di turno.

Di questi tempi si leggono tanti articoli al riguardo:

  • alcuni troppo generalisti che ti danno solo un elenco di maxicoupon magari in ordine di data di stacco, così da non scontentare gli Emittenti sponsor, ma nessun confronto critico anche di fronte ad evidenti disparità tra un Emittente e l’altro
  • altri che sono delle vere e proprie sponsorizzate da parte dell’Emittente che mira a mettere in luce qualcuno dei suoi prodotti; tra l’altro proprio nelle sponsorizzate vediamo i prodotti peggiori, quelli che decantano un 10% di maxicedola che all’ignaro risparmiatore sembra tanto, ma che se lo mettiamo a confronto di strutture simili, è veramente poca cosa.

Più volte abbiamo messo a confronto certificati molto simili per cercare di spiegare quanto possa essere più conveniente una soluzione in luogo di un’altra a prima vista accattivante.

Il prezzo del certificato è composto da tante variabili per cui è difficile saperlo prezzare correttamente

Lo avevamo preannunciato che sarebbe stato un autunno caldo per i maxicoupon, molti Emittenti ci leggono e forse si sono dati da fare per essere i primi della classe, soprattutto adesso che si entra nel vivo della ricerca di sistemare le minusvalenze in scadenza nell’anno.

In questa fase di mercato, in cui non si capisce bene se ci sarà un secondo lockdown come in Israele o Indonesia, o se prevarrà la ripresa totale delle attività produttive vedo che alcuni Emittenti hanno lanciato alcuni certificati a tema.

Ritengo molto interessante avere a disposizione certificati monotematici così da poter puntare su questo o quel settore, vediamone alcuni esempi che non mi dispiacciono.

La volatilità è una misura della variazione percentuale del prezzo di uno strumento finanziario nel corso del tempo; si dice che è il termometro della paura, perché quando il prezzo di uno strumento finanziario oscilla poco, fa poca paura e quando invece si muove istericamente su e giù, fa crollare i nervi anche ai più stoici.

L’altra faccia della medaglia è che proprio nella volatilità risiede il profitto e questo è lo stesso indirizzo in cui risiede anche il pericolo; d’altronde si sa che rischio e rendimento sono legati da una funzione direttamente proporzionale. Finché leggi queste informazioni nei libri, hanno un certo fascinoso appeal, ma quando la volatilità polverizza il tuo dossier titoli, la lezione assume un sapore ben più rancido.

La volatilità è nostra nemica o è nostra amica?

LA GUERRA DEI MAXI COUPON ENTRA NEL VIVO

Si preannuncia un autunno caldo sia per quanto concerne la volatilità dei mercati sia per l’avvicinarsi di fine anno e della corsa dell’ultima ora per chi ha minus in scadenza.

Devo segnalare di fare massima attenzione ai prodotti che circolano per una serie di fattori:

  1. Gli Emittenti mi sembra che abbiano alzato i loro margini, per cui fare attenzione ai maxicoupon che propongono
  2. Pur di chiamare un prodotto maxicoupon Unicredit non paga la cedola per sei mesi e poi la paga tutta in una volta, giusto per potergli dare il nome Maxicoupon
  3. Mai farsi guidare dall’urgenza dell’operazione e scegliere il primo prodotto che ti viene presentato, soprattutto se questo avviene da parte della tua banca con prodotto emesso dalla banca stessa

Ricevo regolarmente le newsletters con le comunicazioni “di servizio” dei principali Emittenti, così da essere sempre aggiornato su tutte le ultime nuove emissioni di certificati di investimento per inserire i certificati di volta in volta più meritevoli nella TOP100 GB Certificati.

Se fino a poco tempo fa per avere un buon raccolto dall’investimento in certificati di investimento si guardava a una scadenza a 5 anni, con le condizioni attuali del mercato e soprattutto della volatilità, penso che i migliori raccolti si possano ottenere accorciando l’orizzonte temporale a 12 – 18 mesi.

La volatilità sulle opzioni è prezzata in maniera decisamente anomala e va a premiare le strutture a 18-24 mesi rispetto a quelle a 5 anni, per cui investire a 4-5 anni non permette più di avere un sufficiente premio al rischio.

Tank: “Allora, cosa vi serve, a parte un miracolo?”

Neo, l’Eletto: “Armi. Tante armi.”

Il capolavoro dei fratelli Wachowski a cavallo del nuovo millennio, Matrix, ci aveva già fatto immaginare l’esistenza di un’altra realtà cui poter collegarsi tramite una linea telefonica speciale, utilizzata come uscita di sicurezza in caso di emergenza.

Stanno arrivando sul mercato i primi certificati emessi dalla Banca svizzera EFG in collaborazione con Leonteq e andando ad analizzare i rendimenti offerti possiamo già trarre le prime conclusioni:

Leonteq ha contraddistinto il mercato italiano dei certificati e da novembre 2016 ha fatto passi da gigante contribuendo non poco a migliorare le condizioni per noi utenti finali, oltre che essere estremamente innovativi nelle strutture dando ampio spazio a novità interessanti introducendo:

 

La storia ci insegna che quando si è scottati in un’operazione che ci ha fatto perdere soldi evitiamo alla grande di ripetere ogni operazione simile che ci possa far pensare di ricadere ancora in errore, perché a quel rischio associamo un risultato che ci ha sconvolto.

Ora sento molte persone che dalla faccenda Wirecard ne sono uscite malissimo, ma non tanto perché la perdita ha intaccato il proprio capitale economico (pur essendo stata pesante), ma perché la perdita è andata ad intaccare il capitale psicologico ed ora non si è più disposti ad investire in certificati simili a quello che ha generato questo turbamento.

Ormai conosciamo bene i maxi-coupon, quei certificati che staccano una prima cedola molto alta (è facile anche oltre un 20%) e che sono tanto gettonati quando si tratta di trovare uno strumento che renda un guadagno velocemente, così da spostare in avanti, o recuperare del tutto nei migliori dei casi, le minusvalenze in scadenza.

Oggi vedremo il nuovo Phoenix Maxicoupon emesso da Citigroup, che paga una prima generosissima maxicedola del 30% già ad agosto ma che, oltre ad essere un Maxicoupon, abbiamo definito anche un Maxi-Airbag.

In questa fase di massima incertezza non è facile trovare prodotti sul mercato che offrano quello che tutti vorrebbero, cioè possibilità di guadagnare bene, perché se non si guadagna quando i mercati si muovono tanto come in questi ultimi tempi, allora non si guadagna mai, però le batoste di febbraio e marzo sono recenti e quindi si va in cerca anche di protezioni profonde, e già che ci siamo con dei sottostanti solidi e impostati al rialzo, e come ciliegina sulla torta il prezzo di acquisto sotto la pari sarebbe proprio il massimo.

Nell’ultimo articolo pubblicato settimana scorsa abbiamo parlato di quanto sia difficile comprare psicologicamente un prodotto sopra la pari, proprio perché si pensa subito alla perdita in conto capitale che si otterrà quando il certificato verrà rimborsato al suo valore nominale, che però è solo un elemento da considerare, ma non l’unico!

Ma oggi il 90% degli ultimi prodotti arrivati a mercato tra marzo e aprile è sopra alla pari, per cui bisogna saper cogliere anche le opportunità che possono celarsi tra questi prodotti senza cestinarli a prescindere solo perché sono sopra la pari.

Veniamo da una settimana in cui gli indici sono risaliti abbastanza velocemente e contestualmente è discesa la volatilità, per cui i prezzi di molti certificati sono risaliti dai minimi e molti di loro stanno quotando inevitabilmente sopra la pari.

Ergo: l’incapacità di valutare la convenienza matematica degli strumenti mixata alla paura/ignoranza di comprare uno strumento sopra la pari senza saperne calcolare il reale rendimento, porta a scegliere tra due strumenti analoghi “a occhi chiusi” quello sotto i 100, anche se non sta scritto da nessuna parte che è effettivamente il migliore.

Il mercato dei certificati di investimento non sta conoscendo crisi, anzi, il recente crollo delle quotazioni ha portato molti Emittenti a dover rinnovare l’offerta con emissioni che rispecchiano gli attuali prezzi di mercato di molti sottostanti.

Alcuni Emittenti continuano imperterriti nella loro politica di coprire il mercato con i soliti sottostanti e le solite strutture ed il più delle volte approfittando della volatilità attuale per ritagliarsi un maggior utile. Altri Emittenti invece privilegiano titoli e/o settori economici a tema, che possano al contempo beneficiare di buone cedole grazie alla volatilità ancora alta del momento, così come di business al riparo dalle conseguenze ancora non ben quantificabili dell’attuale pandemia.

La discesa di questi giorni dei mercati finanziari torna a preoccupare gli investitori in certificati di investimento, che vedono riavvicinarsi pericolosamente le barriere.

Molti ci scrivono per chiedere su quali prodotti switchare questo o quel prodotto, a volte si vuole rimanere sullo stesso sottostante, altre volte meglio pensare a cambiare cavallo onde evitare ulteriori mal di pancia.

In un mondo che cambia, non si può rimanere ancorati al passato e questo vale anche per gli investimenti finanziari. Con un disastro del genere a livello mondiale, inevitabilmente cambieranno le abitudini dei consumatori e dei lavoratori, anzi, sono già cambiate e, se abbiamo dei titoli in portafoglio, quello che dobbiamo chiederci è

Quali settori e quali aziende potranno beneficiare di questi grandi cambiamenti?

Tra tutti i certificati di investimento, la categoria degli AIRBAG oggi è la più gettonata, nonostante anche loro abbiano largamente patito il ribassone di marzo. Quando sono arrivati a quotare anche 400-500, gli acquisti sono arrivati in massa, dato che per essere rimborsati a 400-500, sarebbe servito un ulteriore ribasso del worst of in certi casi addirittura del 40-50%.

IN CERCA DI CAPITALE GARANTITO – 2’ PUNTATA

La stragrande maggioranza delle persone, se posta davanti al bivio tra minor rischio e maggior rendimento, solitamente alla fine opta prima di tutto per la garanzia di non perdere soldi. A maggior ragione in un momento epocale come quello attuale in cui molti portafogli sono andati in fumo e faranno parecchia fatica a rialzarsi, l’esigenza primaria dopo la scottata è la protezione più alta possibile.

Da quando è scoppiata la crisi e i rendimenti dei certificati sono andati alle stelle si è aperto un divario enorme tra un Emittente e l’altro, tanto da far pensare male.

E’ come se l’Emittente, che stupido non è e i suoi affari li sa fare molto bene, anziché uscire con i rendimenti che oggi offre il mercato, avesse deciso di tenersi parte di questi rendimenti aggiuntivi lucrando commissioni decisamente più alte, pensando che intanto chi ha tante minus è comunque costretto a comprare questi prodotti per cui anche se si prende un 13% al posto di un 20%, finché si accontenta di andare in banca e sentire solo quella campana si fa andare bene quello che gli viene offerto, anzi magari pensa pure di avere fatto un buon affare perché il 13% gli sembra tantissimo e che non credeva esistessero prodotti così “vantaggiosi”.

Nei milioni di eseguiti che ho fatto in Borsa negli ultimi 25 anni gli annali ricordano si e no una decina di operazioni che ho mandato a mercato affidandomi all’analisi tecnica. Non ho mai negato che per me l’analisi tecnica è importante solo quando il grafico “parla da solo”, ma per il resto non mi vedrete mai tirare e incrociare righe su righe per decidere come allocare il mio patrimonio.

CERTIFICATO IDEALE PER CHI E’ IN CERCA DI CAPITALE GARANTITO   

Se mi leggi da tempo, sai che i certificati a capitale protetto per me di solito sono solo degli impacchettamenti fatti ad hoc per renderne facile il collocamento massivo da parte delle banche presso i clienti più prudenti, o che per il loro profilo Mifid possono comprare solo questo tipo di prodotti, senza troppe domande e troppe spiegazioni.

Come un felino che aspetta paziente che il topo sbagli mossa ed esca dalla tana nel momento sbagliato per sferzare il colpo di grazia e portare a casa il bottino.

Così ci stiamo posizionando sui book in questi giorni caotici in cui fioccano errori da ogni dove.

In questa fase di mercato i certificati di investimento AIRBAG sono sotto stretta osservazione più degli altri, perché ora il pubblico è naturalmente in cerca di protezioni e se queste sono multiple meglio è. L’airbag infatti altro non è che una ulteriore protezione, in aggiunta alla barriera, che interviene all’occorrenza a scadenza, un po’ come un secondo paracadute che si apre giusto in tempo per evitare di sfracellarti al suolo se il primo non si è aperto.

La situazione attuale non ha precedenti: io seguo i mercati finanziari con costanza da ormai 35 anni e MAI ho visto questi capovolgimenti di prezzo così repentini, oltre che questa volatilità.

Neanche la crisi del 2008 con il fallimento di Lehman Brothers è paragonabile a quello che stiamo vivendo oggi e non finirà di certo neanche quando finirà la quarantena (e per inciso, non avevamo ancora neanche finito di leccarci le ferite della crisi precedente…).

E SE BANCA INTESA  E LE ALTRE BANCHE NON PAGANO IL DIVIDENDO?

Leggi fino in fondo questo articolo se sei un azionista in attesa dello stacco dei dividendi perché quest’anno è cambiato tutto e si dovrà fare a meno dei dividendi: anche questo rientra nelle misure eccezionali per contrastare l’emergenza Covid-19.

Mai come oggi dopo questi violentissimi e ripidissimi crolli generalizzati in borsa, se si vuole essere attivi sul mercato, è diventato indispensabile capire dove sono gli affari e dove sono le trappole.

Nessuno pensava che il Coronavirus potesse travolgere i mercati in questo modo.

La reazione di fine gennaio alla notizia dell’epidemia in Cina (piccolo ribasso e subito nuovi massimi) non ha generato particolari timori sui mercati occidentali con tutti gli analisti a dare nuovi target rialzisti al nostro mercato visto che finalmente si era rotta una resistenza epocale a 25000 punti.

Chi mi conosce o chi ha letto il mio ultimo libro sui certificates sa cosa penso del molteplice uso che si può fare dei certificati maxicoupon, a maggior ragione adesso che i prezzi di molti sottostanti sono scesi permettendo l’acquisto a forte sconto.

Ma vediamo quanto scrivevo circa un anno fa: 

Il mercato sforna un massimo dietro l’altro, incurante dei segnali di cedimento dell’economia e del rallentamento globale dovuto anche al coronavirus. Non appena arriva qualche brutta notizia sembra sempre che arrivi lo storno, ma poi puntualmente questo viene riassorbito dal mercato nel giro di qualche giorno e via a nuovi massimi. E questa volta il nostro mercato risulta essere uno dei più reattivi, avendo anche rotto una resistenza decennale. 

Questo è uno di quei classici momenti in cui il mercato sta salendo da mesi, il trend è chiaro, non ci sono tecnicamente segnali di inversione (seppur a livello fondamentale le cose non stiano in piedi ma si sa, i mercati sono il regno dell’irrazionalità per eccellenza) e se vuoi salire sul treno in corsa penta difficile captare il momento buono per fare il balzo (e poi su quale treno?)

Purtroppo anche quest’anno in dicembre si è verificato il solito assalto ai certificati maxicoupon e, ovviamente, chi arriva per ultimo ha poche possibilità di scelta e fa il gioco del lupo che non aspetta altro che mangiarsi la pecorella smarrita che deve correre per forza tra le sue braccia.

Lo abbiamo visto con gli ultimi maxicoupon emessi nel 2019, io stesso pubblicai un articolo su un maxicoupon di Credit Suisse quando questo lo si poteva comprare a 89/90 per poi dover correre a scrivere un secondo articolo per allertare i polli che stavano cadendo in trappola, ignari del fatto che con Nokia

Oggi parliamo di due prodotti che hanno pochi uguali sul mercato, in quanto è praticamente impossibile trovare due certificati worst of che hanno stessi strike, stesse barriere e stessa scadenza (3 anni) ma con due payoff differenti.

Questo ci permette di capire a quali svantaggi andremo incontro preferendo la maxicedola o quali possono essere i vantaggi di questo tipo di struttura rispetto al classico phoenix. 

Siamo arrivati alla 13’ edizione degli Italian Certificate Awards, la manifestazione che ogni anno decreta e premia i migliori certificati ed Emittenti in ben 12 categorie, per alcuni con una valutazione aperta al pubblico e per altri con una valutazione ad opera di una giuria di specialisti.

Quest’anno la competizione tra gli Emittenti è stata abbastanza scarna e ben poche emissioni meritano, forse una soltanto, di essere veramente elogiate. Le categorie di premio sono:

Devo dire che dopo la pubblicazione degli ultimi articoli ho notato come il mercato (o meglio i miei lettori) abbia sempre preferito acquistare prodotti con un prezzo sotto al nominale come se fossero garanzia di minor rischio o maggior rendimento.

Questi gli ultimi due articoli:

  1. Recuperare/Posticipare le Minus attraverso un Certificato maxicoupon che si compra a 89
  2. Il Certificato del mese: Puntare su Oil & Gas

Merce rara con i mercati sui massimi.

  Oggi parleremo del certificato di recente emissione

Codice Isin XS1973535203

Collocato sul mercato da Credit Suisse nel mese di ottobre contenente questi titoli:

In un momento come questo, in cui le borse viaggiano sui massimi incuranti di un possibile calo generale dell’economia o di una eventuale recessione, drogate come sono dalla liquidità che regna sui mercati, è difficile trovare soluzioni nel mondo dei certificati che abbinino rendimento e sufficiente protezione. Il mercato potrebbe dunque andare a riposizionarsi su quei settori che hanno performato meno: banche, oil e telefonici.

Citigroup si presenta con 3 straordinari certificati al consueto appuntamento autunnale che coinvolge molti risparmiatori e/o consulenti finanziari alle prese con le minusvalenze in scadenza a fine 2019.

Più volte abbiamo ricordato che occorre una seria programmazione a tale scopo per cui non voglio tornare sull’argomento se non invitando chi non avesse letto l’articolo di andarselo a rileggere qui.

Questi sono i 3 prodotti di Citigroup, di cui uno ve lo avevo già recentemente presentato: 

Troppo spesso mi sento chiedere di strutturare prodotti di questo tipo da consulenti finanziari che non sanno come gestire alcuni certificati che sono andati particolarmente in sofferenza in quanto i loro clienti ovviamente sono avversi al chiudere l’operazione in perdita e preferiscono mantenere la posizione in portafoglio attaccandosi alla speranza di recupero. 

Siamo ad inizio settembre ed ora, tornati dalle vacanze estive, ci si chiede su quali certificati investire.

Certo il governo non aiuta, lo spread è tornato a 165 gradendo l’europeismo del PD ma, in questo modo, ci siamo trovati senza governo dall’oggi al domani a causa del “harakiri” di Salvini e non mi stupirei che anche questa gestione abbia vita breve.

Quindi cosa facciamo? Non investiamo più? Stiamo liquidi?

A fine giugno, dopo anni che lasciava in pasto ai concorrenti questa tipologia di prodotti, Unicredit ha pensato di fare le cose in grande inondando il mercato con la bellezza - bellezza si fa per dire – di una nuova grande emissione di 26 certificati di investimento a maxi cedola, i primi emessi da Unicredit, con 8 caratteristiche costanti:

  • Appartengono tutti alla categoria dei Cash collect
  • Worst of
  • I sottostanti sono sempre una coppia di titoli azionari
  • La scadenza è a 2 anni e mezzo dall’emissione, cioè il 15/12/2021
  • La maxicedola/maxicoupon viene staccata il 23 dicembre 2019 ed è incondizionata (ma super attenzione a questi giochetti di lessico e pure al periodo natalizio!!)
  • Il trigger cedola è al 75%
  • La barriera finale è discreta e posta al 75% degli strike iniziali
  • Le cedole successive sono semestrali
  • La autocallable è posta dopo 1 anno, al 100% degli strike iniziali.

Noi di Gbinvesting studiamo costantemente il mercato e siamo molto attenti alle offerte di nuovi certificati e a come si presentano i nuovi Emittenti.

L’anno scorso scrissi un articolo su Goldman Sachs facendo notare come le loro prime offerte sul mercato fossero delle autentiche “sole, tanto che nelle emissioni successive hanno corretto il tiro risultando decisamente più interessanti: che dire? Ci hanno provato a fare i furbi, forse confidando che il nome Goldman Sachs da solo bastasse a richiamare l’investitore medio che sappiamo prediligere le ben più solide banche nordamericane: ma almeno i nostri lettori penso siano abbastanza attenti e comincino a saper valutare queste offerte.

Ci stiamo avvicinando alle tre streghe di giugno (scadenza di opzioni su titoli e su indici e scadenza dei futures) e come al solito il mercato torna a muoversi repentinamente: nella giornata del 18 giugno 2019 gli indici hanno virato decisamente al rialzo dopo essere partiti in negativo.

Questi sono i giochi che fanno i grandi Istituzionali, agevolati anche da un mercato sempre più illiquido, dove scarseggiano i temi per cui diventa facile muovere il mercato.  Ma attenzione perchè la liquidità è ai massimi livelli per cui le discese non dovrebbero fare paura; sarà facile attendersi nei mesi estivi escursioni di prezzo difficilmente prevedibili: meglio dunque dei buoni certificati (buy and hold) che sono al riparo da queste oscillazioni, che cimentarsi direttamente sulle azioni e subire la beffa degli HFT che muovono il mercato a seconda della loro posizione!!!  

Le caratteristiche che cerco in un certificato

Il tanto bistrattato settore bancario ancora oggi soffre parecchio non appena si impenna lo spread o si riempiono i giornali di polemiche sulla mala gestione riguardante alcune primarie banche italiane (Banca Carige ha rubato oramai la scena a Monte dei Paschi).

Non dimentichiamoci però che alcune banche non hanno niente a che vedere col resto del sistema, anzi, hanno decisamente beneficiato delle crisi altrui essendo un porto sicuro dove mettere i propri risparmi.

Una di queste è sicuramente Fineco,

Vista l’abbondanza stiamo attenti alle offerte

Sto parlando ovviamente di INTESA SANPAOLO e UNICREDIT, due dei titoli più gettonati dai risparmiatori italiani e utilizzati in maniera massiccia da tutti gli Emittenti con offerte facilmente paragonabili e che ci dovrebbero permettere di valutare l’Emittente nel suo complesso.

Contrariamente a tanti altri articoli parto subito con la descrizione dei 2 certificati per poi spiegarne i molteplici usi a cui possono essere destinati:

ISIN: XS1520272144

Certificato emesso da Credit Suisse, di tipo 5Year maxi coupon, worst of su azioni italiane: GENERALI con prezzo strike di 17,00€, FCA con prezzo strike di 14,45€, INTESA SAN PAOLO con prezzo strike di 2,325€, STM con prezzo strike di 16,22€ e UNICREDIT con prezzo strike di 12,882€.

Quando si sentono nominare certificati particolarmente aggressivi il riferimento è spesso rivolto a quei prodotti che sulla carta offrono rendimenti mensili che sfiorano e a volte superano il 2%. Pensate che sul mercato ce ne è uno che rende il 3% mensile. Un vero e proprio miraggio per i tempi che corrono!

rompicedole 7 tab 1

Il recente periodo natalizio ha visto il ritorno della volatilità sui mercati finanziari e ciò ha decisamente influito sulle emissioni di quel periodo, soprattutto a favore dell’investitore più scaltro e navigato.

In Borsa di certezze ce ne sono ben poche: a parte gli arbitraggi, più unici che rari per la loro eccezionalità, tutto il resto si può affrontare solo in termini probabilistici. Abbiamo però una serie di ricorrenze che si basano su elementi certi, che è stupido lasciarsi scappare, quando ci urlano indicazioni preziose a tutto andare.

Un tema hot che coinvolge quasi tutti (molti di più di quelli che lo ammettono candidamente) sono le tanto odiate MINUSVALENZE

Vi siete mai soffermati ad analizzare il petrolio?

Io non mi sono mai addentrato ad effettuare trading sulle commodities ma penso che non sia molto semplice. E’ un asset class molto esposta a variazioni geopolitiche dove le mani forti sono 3-4 personaggi che fanno il bello e cattivo tempo.

Ricorda che il petrolio genera una grande influenza sul sistema economico mondiale, anche perché rappresenta il 37% delle fonti di rifornimento globale. Non per niente viene denominato l’oro nero.

L’accoppiata vincente: i certificati con sottostanti una coppia di titoli

In questo nuovo articolo porto alla vostra attenzione 4 certificati long e 2 certificati reverse fatti con coppie di titoli: i certificati long sono tutti su titoli italiani, diciamo che sono validi per chi crede che l’Italia sia vicina al fondo, mentre i certificati reverse sono su coppie di titoli americani e possono essere adatti a chi crede che siamo di fronte ad un periodo di instabilità in cui difficilmente si potrà vedere crescere ancora certi titoli, soprattutto quelli americani, di certo più vicini ai massimi di quanto invece sia l’Italia.

Elegante, longilineo, atletico, energico, esuberante e dal temperamento allegro. Pelo corto, compatto e lucido, testa allungata, cranio ampio, muso robusto e forte, occhi vigili e attenti, orecchie pendenti, collo lungo e arcuato, torace profondo, dorso robusto, zampe lunghe e muscolose e dall’inconfondibile e caratteristico mantello a macchie marroni o nere. Queste le caratteristiche standard dei dalmati, bellissimi cani protagonisti dell’intramontabile film prodotto dalla Walt Disney negli anni Sessanta “La carica dei 101”.

Siamo al 4°appuntamento con la nostra rubrica e stavolta torno sul tema del rapporto rischio-rendimento, perché molti vanno a cercare protezioni che alla fine (se deve andare male) comunque non proteggono. La conoscenza delle variabili in gioco permette di investire oggi a condizioni difficilmente replicabili, grazie a prezzi dell’equity bassi e a volatilità a livelli eccezionali, ma in calo, per cui è ora il momento giusto per investire.

SE SEI TORO PUOI PUNTARE A BEN OLTRE IL 30% CON QUESTI STRUMENTI

Oggi tutti mi chiedono certificati prudenti, le scoppole prese su Telecom e sui bancari italiani sono dure da digerire e hanno ingessato molti portafogli, la situazione sembra un po' quella del dopo-Brexit (almeno nei prezzi dei titoli bancari italiani) anche se in quel caso il rimbalzo è arrivato quasi subito, ed ora invece cosa succederà?

Siamo al 3°appuntamento con la nostra rubrica e stavolta vado sul tema dei migliori certificati del 2018, quelli che stanno per essere premiati agli Italian Certificate Awards 2018 ed in particolare su quello che sta per essere premiato come certificato dell’anno e nella categoria speciale dedicata alla capacità di innovazione.

Stiamo parlando di un certificato che merita sicuramente il premio, ma noi di Gbinvesting amiamo educare il nostro pubblico al fatto che anche un certificato che sta per essere premiato come certificato dell’anno, potrebbe avere qualcosa di meglio sul mercato: mai fermarsi alle apparenze e ai titoloni dei giornali.

Siamo al 2°appuntamento con la nostra nuova rubrica e dobbiamo tornare sull’argomento RECUPERO MINUSVALENZE per allertare i nostri lettori da molte offerte deludenti. Per cui ho pensato ancora di utilizzare la vignetta di giugno, sempre molto attuale, perchè oramai sono all’ordine del giorno le doppie barriere o doppie cedole che non offrono niente di più di prima se non un nome accattivante.

Questa volta ho deciso di rompere le cedole a Unicredit e Leonteq,

Finita l’estate si è pensato di continuare con la serie di analisi che insegnano "l’arte del confronto” per essere in grado di compiere in modo corretto il primo fondamentale passo: la scelta del certificato da comprare. Abbiamo preso spunto dalla famosa rubrica di Gene Gnocchi “il rompipallone” per mettere al servizio dei lettori la nostra voce indipendente che verrà presa da altri come posizione di “rompiscatole”:

Eccoci all’ultimo appuntamento di questa competizione estiva, se ti sei perso gli altri articoli li puoi leggere qui: Sfida 1 - Sfida 2 - Sfida 3.

Certificati reverse non ce ne sono tanti, per cui metto a confronto gli Emittenti che li fanno descrivendone le caratteristiche, così da capire quali possono fare al caso nostro e con quali rischi, al fine anche di capire come mai stavolta la sfida è anomala, nel senso che sul podio saliranno tre certificati tutti e tre di Leonteq (un po' come quando sul podio della moto GP abbiamo tre spagnoli o tre italiani): eh sì in questo caso bisogna dirlo, su questo terreno Leonteq, pur con qualche certificato discutibile, vince alla grande!!!

Eccoci al terzo appuntamento di questa piccola competizione estiva, se ti sei perso gli articoli precedenti della Champions Certificates li puoi leggere qua: Sfida 1 e Sfida 2.

Come ragionano, come si comportano e quali sono i fattori che osservano gli Emittenti che confezionano i certificati che noi andiamo a comprare sul mercato?
Come reagiscono gli Emittenti tradizionali quando si affaccia un nuovo temibilissimo competitor, che vuole venire a prendersi una bella fetta di mercato?

Mettiamoci comodi ad osservare lo spettacolo: sul ring molti Emittenti si stanno mettendo i guantoni.

Eccoci al secondo appuntamento di questa piccola competizione estiva,

Sia che tu stia seguendo la nuova trovata estiva per tenere incollati al televisore gli amanti del calcio, sia che non te ne freghi nulla di questa competizione, ho pensato di scrivere una serie di articoli, sempre finalizzati ad educarvi come si sceglie un certificato, e allo stesso tempo per andare un po' più a fondo e capire veramente quali sono i pregi e i difetti dei principali Emittenti che operano nel mondo dei certificates.

Per non farvi mancare spunti operativi ho dunque pensato, nelle 4 settimane di agosto di creare una sorta di mini competizione con confronti di prodotti il più possibile simili, stilando delle classifiche parziali.

Brutto vizio la procrastinazione: è furba perché da una parte ti illude che “tanto c’è tempo” e intanto ti abitua ad una determinata situazione che, più si consolida, più diventa difficile da scalfire. Molti eventi non sono prevedibili e quindi non sono pianificabili. Quando invece abbiamo date e scadenze precise, ci sono poche scuse a cui appellarci.

In questo testo, vediamo un caso eclatante in cui abbiamo tutti il calendario chiaro davanti al naso, eppure arrivano sempre quasi tutti in ritardo. E poi si mangiano le mani…

GB Vignetta

Se uno fa il furbo, è giusto che prima o poi qualcuno se ne accorga e lo smascheri pubblicamente: quando un passo falso – volontario - incontra dall’altra parte qualcuno/qualcosa svelto a capire cosa sta succedendo, succede il patatrac.

Vignetta Proteggere gli Investimenti

Nello scorso appuntamento ti ho dato qualche antidoto per depistare le STREGHE e trasformarle in SIRENE, però non è tutto oro quel che luccica, quindi come fai a riconoscere la reale intenzione delle sirene che si presentano a te e che ti incantano con le loro offerte irresistibili?

Se mi leggi da anni, sai che non ho MAI messo becco sulle valute e sul forex in generale, perché la mia specializzazione verte altrove, dove sono richieste competenze molto diverse.

Ciò non toglie che, a grandi linee, le questioni macro le tengo sotto d’occhio, non tanto per fare qualcosa con le valute, perché rimango dell’idea che DOBBIAMO FARE QUELLO CHE SAPPIAMO FAR BENE,

CERTIFICATI-DE000CZ45QD3-IT0006741414

CONFRONTO DE000CZ45QD3 - IT0006741414

Nel periodo di aprile 2018 vengono emessi due certificati di tipo Phoenix che prevedono lo stesso basket di sottostanti. I due prodotti targati Commerzbank e Natixis si assomigliano anche se, dopo un'attenta analisi, si possono notare particolarità che li distinguono. Dopo averli sommariamente presentati in toto cercheremo di comprendere le dinamiche che rendono il certificato Commerzbank (DE000CZ45QD3) più vantaggioso rispetto a quello Natixis (IT0006741414).

Le previsioni le lasciamo ai cialtroni: io non so cosa succederà (e sfido chiunque), dico solo che fissarsi sulle cose che già si hanno in portafoglio e sedersi sugli allori senza portarsi dietro l’ombrello, quando poi arriva il temporale, dopo è inutile piagnucolare. Il problema della natura umana è che alla fine non stiamo sgridati: non è che non abbiamo visto e già vissuto dei momenti bui e dei bei “cigni neri”, eppure quando le acque si calmano, la memoria diventa leggera leggera e lì ricasca l’asino...

Vignetta GB - Aprile 2018

Che ormai i certificati sono sulla bocca di sempre più investitori, è un dato di fatto, riscontrabile da quanto se ne parla in giro e, terra terra, dai volumi di scambio, che sono in progressiva crescita da oltre un decennio, con un boom non indifferente negli ultimi 3-4 anni.

Webinar free 17 Aprile 2018

Prendiamo spunto da questo detto popolare per sottolineare che in finanza non è proprio così, perché molti sanno aprire una posizione ma poi la gestione emotiva li porta a perdere, per cui spesso la differenza sta nel saperla gestire.

Certificati Corridor

Non è finita con l’utilizzo dei certificati di investimento come coperture del proprio portafoglio.

Abbiamo iniziato con il mantra per operare al meglio con i certificates ANALIZZA-CONFRONTA-SCEGLI-GESTISCI
Abbiamo visto i Certificates REVERSE come arma per difenderci e passare indenni eventuali momenti di paura sui mercati, MA non è finita qui.

Certificato IT0006733742

Durante il 2015 i mercati azionari dopo un’iniziale fase di euforia hanno subito i forti ribassi di quello che è stato un periodo disastroso per il petrolio che ha accusato una forte flessione dei prezzi. Il WTI passò da 60$ al barile ai minimi di 25$ mettendo in crisi tantissime aziende americane produttrici di Shale Oil.
Lo storno sul mercato fu decisamente rilevante, si pensi che l’indice EURO STOXX 50 perse in quell’anno il 30% del suo valore (fine 2015) rallentando nettamente la crescita dell’azionario.

 

Dal più prudente al più aggressivo, dall’antipasto al dessert:
dal 5% al 72% di rendimento potenziale su base annua   

  

Siamo arrivati a un momento dell’anno in cui è doveroso tirare un paio di somme per vedere cosa c’è da migliorare, come, quanto e dove aggiustare il tiro, se c’è da aggiustarlo, come affrontare l’estate ed accelerare o meno per arrivare all’obiettivo che ci si è prefissati da qui alla fine dell’anno.


L’anno scorso abbiamo chiuso l’anno con un lusinghiero +10,5% con 9 operazioni annue (+3 concluse nel 2017), COME PUOI VEDERE A QUESTO LINK,

Ti hanno mai beccato a scuola in flagrante mentre copiavi la verifica di matematica dal secchione del banco davanti?

Ecco, non si fa.

Ci hanno insegnato così ed il concetto è giusto preso in senso lato, della serie “arrangiati e fai qualcosina per i cavoli tuoi, no?”.

E fin qua, a grandi linee, direi che siamo tutti bene o male d’accordo.

Ma è sempre vero in senso assoluto che copiare è una brutta cosa?

Sono passati 6 mesi dal mio articolo dove spiegavo l’UNICO modo esistente al tempo per recuperare le minusvalenze (non spostarle semplicemente, ma recuperarle, che è ben diverso!) e lo puoi rileggere qui:

http://www.eduwebcertificates.it/il-punto-di-giovanni-borsi/948-come-recuperare-le-minusvalenze-del-2012.html

Ogni operazione in Borsa può essere distinta in due macrofasi: la semina e la raccolta.

In un momento di mercato a bassissima volatilità come adesso (lo è già da un po’ e temo che sarà così ancora per un bel po’), è sempre più difficile districarsi tra le offerte di certificates dei vari Emittenti.

L’ultima moda è quella di proporre prodotti dalle caratteristiche e dai nomi appetibili, come quelli che ho descritto nel mio precedente articolo (puoi rileggerlo qui: http://www.eduwebcertificates.it/il-punto-di-giovanni-borsi/951-attenzione-a-non-farsi-incantare-dalle-nuove-proposte-degli-emittenti.html):

Ormai sappiamo tutti che ci sono tante categorie di certificates, tra l’altro non sono neanche chiarissime per i non addetti ai lavori, perché purtroppo ogni Emittente, in assenza di una regola condivisa e comune, sceglie liberamente di chiamare i certificates un po’ come gli pare e piace e, per di più, queste nomenclature si moltiplicano come funghi, giusto per complicare un po’ le cose.
Tenendo sempre a mente questa evoluzione continua a livello lessicale, sul sito www.eduwebcertificates.it trovate free oltre 20 video didattici con spiegate le categorie dei certificates da me nella maniera più chiara possibile,

Un nuovo Emittente di Certificates è presente sul mercato Cert-x dal 28 ottobre 2016: si tratta di Leonteq, una società svizzera quotata alla SIX Swiss Exchange (azione registrata col simbolo LEON) e specializzata nella realizzazione di soluzioni di investimento.

Leonteq opera su tre principali divisioni di business:

1. soluzioni strutturate,
2. soluzioni previdenziali,
3. Leonteq Partner & piattaforma di sviluppo.

Si avvicina la fine dell’anno e, come tutti gli anni, ci arrivano innumerevoli richieste di aiuto su come compensare le minusvalenze maturate nel 2012, quelle che verranno completamente perse allo scadere del 31/12, ammesso che non si applichino delle strategie per recuperarle o, quanto meno, spostarle in avanti.

Le minusvalenze ricordo che sono le perdite subite nell’investire il proprio denaro sui mercati finanziari; in poche parole, si tratta della differenza negativa tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un prodotto finanziario.

Il premio al rischio è stato il tema centrale del mio intervento all’ultimo ITFORUM di Rimini ma, guardando quello che si scrive in giro in materia certificates e peggio ancora le emissioni degli Emittenti alla disperata ricerca di vendere qualcosa, lanciando messaggi che vanno esattamente contro le mie idee di investimento, penso sia importante ritornare sull’argomento.
Del resto i risultati sino ad ora mi stanno dando ragione: da aprile ho iniziato a fare consulenza indiretta a qualche Emittente ed ho cominciato a proporre soluzioni mirate:
ad aprile sono stati emessi questi due prodotti, entrambi andati benissimo, nonostante la Brexit

Dopo i Crescendo Wedding Cake di Exane, in parte copiati da Unicredit coi cash collect a doppia cedola, cosa ci dobbiamo aspettare?

In parte sono apprezzabili gli spunti operativi che offrono alcune nuove emissioni, anche se poi, andando a vedere nei dettagli, talvolta ci sono certificates tradizionali che sono molto meglio di quelli appena presentati.

E’ un po’ come quando l’Apple presenta l’ennesimo IPhone n. 224 e tutti corrono a comprarlo perché effettivamente vale qualcosa in più dell’IPhone n. 223, ma quel qualcosa in più ce lo fanno pagare molto di più del suo reale valore.

Sì, lo so, tutti gli anni leggerai titoli dove ti dicono che questo è proprio l’anno più giusto per fare questa o quell’altra cosa.
Però quest’anno ho una serie di informazioni molto più importanti in più rispetto a quando lavoravo solo online e mi limitavo alle fiere di settore per incontrare il pubblico, cioè 2-3 volte all’anno.
Ormai è un anno che incontro almeno un paio di volte ogni mese qualche centinaio di risparmiatori che mi seguono nel mio Tour “L’Aperitivo del Buon Investitore”, che ormai ha toccato molte città del Nord Italia

Negli ultimi appuntamenti de “L’aperitivo del Buon Investitore”, un format di successo che porto ogni mese in molte città italiane insieme ad un Consulente Finanziario Indipendente e ad un Emittente di Certificates, mi è capitato spesso di sentire critiche rivolte agli Emittenti da persone molto preparate, che li accusano di emettere prodotti su sottostanti molto rischiosi.
Ma prima di criticarli, chiediamoci piuttosto perché gli Emittenti strutturano certificates su alcuni sottostanti e non su altri in momenti particolarmente bollenti.

Vista la partenza ed il contesto, si preannuncia un anno difficile per i mercati azionari.

Dall'analisi del portafoglio in essere sui Certificates posso ritenermi molto soddisfatto, non tanto per le performances, ma soprattutto in questo periodo per non avere visto violata neanche una barriera.

In giro invece non faccio altro che sentire di gente messa veramente male per questi motivi: