Secondo un antico adagio, le borse dovrebbero rispettare l’andamento dell’economia del Paese sottostante. Quindi in linea teorica se per esempio l’economia del Belgio dovesse crescere del 2%, anche la Borsa dovrebbe salire. Questo perche’ le societa’ quotate dovrebbero avere degli utili in crescita rispecchiando l’ascesa economica.

La crescita economica e’ ovviamente un dato molto importante nella valutazione degli analisti di Borsa. Ma nel corso degli anni ha perso relativamente importanza, in particolare in America. Perche’ ? Semplicemente perche’ oltre il 40% degli utili delle societa’ statunitensi e’ generato fuori dagli USA e quindi dipendente da altre variabili.

In Europa, il collegamento crescita economico/andamenti dei listini nazionali e’ invece piu’ stretto. Prendiamo per esempio i 4 Paesi piu’ grandi dell’Unione Europea e l’andamento delle Borse sottostanti.

Finalmente (!) per la prima volta a lanciare la volta quest’anno c’e’ l’Italia (si e’ vero che si rimbalza dopo un tonfo enorme nel 2020, ma non siamo i soli) seguita a stretto giro dai Francesi e decisamente indietro i teutonici tedeschi e ancora piu dietro la Spagna.

Per l’Italia il 2021 sara’ uno di quegli anni da segnare nel calendario: crescita attesa +6.1%, miglior risultato dal lontanissimo 1976, con ancora in attesa di utilizzare gli oltre 200 Miliardi di euro messi a disposizione dal Recovery Fund Europeo.

Sugli stessi livelli viaggiano anche i galletti transalpini con una crescita che dovrebbe attestarsi intorno al 6% nell’anno in corso, mentre decisamente poco tonica l’economica della Germania che nell’ultimo trimestre ha ulteriormente rallentato abbassando ulteriormente le stime per il 2021 al 2.6% (rispetto al 3.5% previsto precedentemente).

E le Borse ne prendono atto. Gli indici europei che segnano le performance migliori sono rispettivamente quello francese con un +22.84% e quello italiano che registra un rialzo del 21.02% nel 2021. Decisamente meno bene il Dax di Francoforte che segna “solo” un +14.22% e peggio ancora l’Indice principale spagnolo che si ferma all’11.96%

Un gran balzo, invece, per il FTSEMIB che riesce a recuperare quasi quota 27.000 punti, livello che non si vedeva dal lontano 2008. E che potrebbe continuare a sovraperformare gli altri Indici anche nel 2022 considerando che i settori migliori quest’anno sono stati proprio quelli core dell’indice nostrano ossia l’energia che è balzata di oltre il 50% e il settore finanziario che a livello internazionale e’ salito tra il 20% e il 30%.

Il suggerimento e’ quindi ancora si sovrapesare i titoli legati all’energia, sia classica sia rinnovabile, e di preferire le banche che con i tassi visti in salita ed economie in ripresa potrebbero ancora regalare buone soddisfazioni nel prossimi mesi.

Il 2021 e’ stato, almeno fino adesso, l’anno del “Rally of everything” ossia dell’ascesa praticamente di qualsiasi cosa. Il 2022 potrebbe essere invece un anno molto diverso, dove bisognera’ essere in grado di scegliere non solo i settori vincenti ma anche le societa’ migliori. Un anno dove e’ altamente probabile la volatilita’ sara’ una presenza molto piu’ significativa di quanto fatto fino adesso. La technologia potra’ essere ancora un cavallo vincente, ma a questi prezzi si rischia di pagare molto. Troppo. Una correzione potrebbe essere salutare. Quasi benefica in questo settore. Utility e industriali invece potrebbero invece essere meno performanti a causa dei cd “coni di bottiglia” legati ai problemi nell’approvvigionamento.

Angelo Ciavarella

 

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