La vignetta vuole mettere in risalto come tutto il settore della ristorazione stia soffrendo a causa del perdurare della crisi: anche chi ha la fortuna di rimanere aperto sempre come Autogrill vede crollare i propri ricavi per via dei timori che hanno le persone a creare assembramenti.

Io stesso recentemente andando in Toscana per lavoro mi sono fermato in Autogrill per andare alla toilette ed ho notato che c’è tanta gente in autostrada ma pochi si fermano a consumare in Autogrill.

È normale dunque vedere ogni giorno qualche comunicato relativo a nuove operazioni straordinarie:

  • Da lunedì 22 febbraio è in partenza l’Aumento di Capitale Aedes (50 milioni), società storica della Borsa Italiana, visto che sono passati quasi 100 anni dalla sua quotazione (1924) e che si vede costretta a questa operazione in cui è chiaramente a rischio la continuità aziendale
  • Giovedì prossimo 25 febbraio verrà deliberato dall’assemblea straordinaria degli azionisti l’aumento di capitale da 600 milioni di Autogrill, che penso verrà fatto partire quanto prima dalla famiglia Benetton, intanto che il mercato è ancora intonato positivamente
  • Cattolica Assicurazioni doveva prendere il via entro gennaio ma si vede che prima devono sistemare alcune contestazioni negli accordi di Banca Assicurazione con Ubi e Banco BPM;
  • Banca Monte dei Paschi (cda il 25 febbraio) ha sempre più urgenza di mezzi freschi, cercano disperatamente un accordo con una grande Banca prima di effettuare l’aumento, perché in caso contrario facilmente il titolo non troverebbe il favore dei risparmiatori e rischierebbe l’ennesima ecatombe
  • Pirelli ha ricorso al prestito convertibile ma anche questo comporta nel lungo periodo una diluizione nel capitale;
  • Oviesse fa un aumento di capitale per crescere (una delle poche);
  • Innovatec: aumento deliberato da 25 milioni;
  • Fincantieri (cda il 25 febbraio) ha smentito le voci che la danno tra le prossime a chiedere soldi al mercato, ma non mi stupirei che poi il perdurare della crisi renda l’operazione indispensabile:
  • Saipem fa parte di un settore che soffre la mancanza di nuove commesse anche se ora può andare avanti con le commesse già acquisite;
  • Roma calcio: aumento già deliberato da 150 milioni
  • Juventus (cda 25 febbraio) brucia cassa e anche se abbellisce i bilanci gonfiando gli attivi vendendo giocatori (in realtà scambiando giocatori) a prezzi ben lontani dalle vere quotazioni, prima o poi dovrà ricorrere nuovamente al mercato; inoltre una eventuale uscita già agli ottavi di Champion’s League potrebbe inferire il colpo di grazia ai suoi conti già deboli;
  • Pininfarina ha convocato per il 16 marzo l’assemblea straordinaria dei soci per autorizzare un aumento di capitale da 27 milioni di euro

Ma anche all’estero non sono da meno e già negli ultimi mesi abbiamo fatto operazioni su Rolls Royce, Alstom, Drone Volt, Tui per cui il 2021 si annuncia come un anno bello carico di queste operazioni.

Ricordo ai miei lettori che l’ANALISI FONDAMENTALE ha ancora una sua valenza, non a caso la mia previsione su Game Stop si è già avverata, in Italia hanno provato a far scattare lo short squeeze sul titolo Fincantieri portandolo in pochi giorni da 0.57€ a 0.75€ ma già ora vale 0.67€ e se solo dovesse uscire la notizia che l’aumento di capitale è davvero necessario in un attimo il titolo tornerebbe sui minimi travolgendo tutto e tutti.

Ho organizzato un webinar interessante proprio sul tema degli aumenti di capitale per condividere con voi alcuni dei miei pensieri sulle prossime operazioni straordinarie, per farvi vedere cosa avrò fatto su Aedes (parte lunedì 22 febbraio), e darti la possibilità di toccare con mano un’offerta imperdibile, un anno di formazione ad un prezzo speciale comprensivo della registrazione del bellissimo corso online fatto il mese scorso.

È ora il momento giusto: il corso online fatto a gennaio ci ha permesso di preparare i nostri utenti ad affrontare la grandissima stagione di operazioni straordinarie che ci aspetta in questo 2021.

Se sei interessato al nostro servizio sugli Aumenti di Capitale, partecipa al webinar gratuito di venerdì prossimo e risponderò alle tue domande così da eliminare ogni dubbio se aderire o meno al servizio.

ISCRIZIONE AL WEBINAR GRATUITO "AUMENTI DI CAPITALE"

Venerdi 26 Febbraio ore 14.00 

 

Ne parlerò anche ai prossimi Webinar su Opzioni e Certificati, perché quando ci sono i grandi Aumenti di Capitale noi usiamo tutti gli strumenti che il mercato ci offre, per cui tutte le nostre aree di massima conoscenza vengono coinvolte (anche il sapere fare un’asta è molto importante).

Webinar sulle Opzioni: strategie su indici o su titoli?

ISCRIZIONE AL WEBINAR GRATUITO "OPZIONI"

Lunedì 22 Febbraio ore 18.00 

Webinar sui Certificati: quali prodotti e settori privilegiare ora 

ISCRIZIONE AL WEBINAR GRATUITO "GB CERTIFICATES"

Mercoledi 24 Febbraio ore 14.00 

 

Alla prossima

Giovanni Borsi

 

P.S: se ti va di dedicare altri 5 minuti alla lettura, sai quanto mi piace dare valore alle email con insegnamenti importanti, non a caso proprio con Aedes nel 2015 conobbi un trader professionista, poi vincitore della ITCUP del 2018 che da allora segue tutti gli aumenti di capitale: puoi essere un bravissimo trader ma se non conosci gli aumenti di capitale non sai cosa ti stai perdendo e Stefano lo ha capito subito e ne ha imparato velocemente le tecniche, perché solo l’arbitraggio puro compete con il rapporto rischio-rendimento offerto dagli aumenti di capitale.

Buona lettura (tratto dal libro che uscirà nel 2021 sugli Aumenti di Capitale).

 

AEDES 2015 CUM WARRANT

In questo capitolo ti racconto l’aumento di capitale di Aedes, avvenuto in giugno 2015.

AEDES è una società immobiliare ed è anche una delle società più vecchie quotate a Piazza Affari, visto che è stata costituita a Genova nel lontano 1905 e, con il contrarsi del mercato immobiliare in seguito alla crisi iniziata nel 2008, ha attraversato una profonda crisi finanziaria, che l’ha portata letteralmente a “cambiare pelle”.

Infatti, dopo aver sfiorato il fallimento, è riuscita nel 2014 a ristrutturare il debito, cedere tutti gli immobili di scarso interesse per il piano industriale, convertire molti debiti in capitale, e addirittura beneficiare di attivi straordinari (73 mln) legati alla ristrutturazione del debito, che hanno permesso di chiudere il bilancio con un utile di quasi 50 mln, un patrimonio cresciuto fino a oltre 200 mln di euro e debiti finanziari scesi da oltre 400 a poco più di 120 milioni di euro.

Dal piano approvato nel 2014, la società è uscita ricapitalizzata per oltre 200 mln di euro, tramite aumenti di capitale senza diritto d'opzione riservati ai nuovi soci ed alle banche creditrici, che si sono trovate in possesso di azioni denominate "speciali".

Queste azioni speciali dal lunedì dell’avvio dell’aumento di capitale furono a tutti gli effetti parificate alle azioni ordinarie quotate in Borsa, ma non staccarono il diritto d'opzione e questo significava che fino al venerdì prima della partenza dell’operazione c’erano 232.845.883 azioni, di cui 10.934.596 ordinarie e 221.911.287 speciali, mentre dal lunedì successivo ci sarebbero stati 10.934.596 diritti di opzione e tutte le 232.845.883 azioni si ritrovarono equiparate con lo stesso codice ISIN e con lo stesso identico trattamento.

Aedes a giugno 2015, fu chiamata dunque a completare il piano con l'ultimo tassello: un aumento di capitale di circa 40 milioni (più altri 20 milioni al servizio dell'eventuale conversione dei warrant) che erano offerti in opzione agli azionisti a partire da lunedì 8 giugno 2015.

Misi subito l’operazione nel mirino per via dei warrants gratis che venivano assegnati a chi avrebbe sottoscritto le nuove azioni, perché non sarebbe stata la prima volta in cui questo regalo dei warrants gratis si sarebbe potuto tradurre in un bel guadagno ed infatti fu così anche questa volta.

Vediamo i dettagli dell’operazione: come sempre presi dal mio articolo posto sul sito di https://www.directa.it/pub2/it/aumenti/AE.html.

Il rapporto di esercizio era di 8 azioni offerte (con abbinati altrettanti warrant) per ogni azione vecchia posseduta (escluse le azioni speciali), al prezzo di 0,46€. In totale furono offerte 86.956.536 azioni ordinarie Aedes, con abbinati altrettanti Warrant Aedes Spa 2020. I possessori dei warrant potevano sottoscrivere 1 nuova azione ogni 3 warrant posseduti al prezzo di 0,69€, con le modalità e i termini indicati nel regolamento dei warrant; più precisamente potevano esercitare il proprio diritto di sottoscrizione durante i primi 5 giorni lavorativi di ciascun mese, a partire da luglio 2015 e fino a luglio 2020. Abbiamo già visto che da lunedì 8 giugno le azioni speciali sottoscritte nell'ambito del piano di risanamento in data 23 dicembre 2014 vennero parificate alle azioni ordinarie in quel momento in circolazione, ma non staccarono nessun diritto d'opzione. Inoltre, il 90% di esse era soggette a cd. obblighi di lock up, cioè non potevano essere vendute per un certo periodo di tempo. Queste azioni erano state pagate dalle banche 2.30€, mentre quelle sottoscritte tramite conferimenti in natura erano state pagate 0.805€, a fronte di un valore rettificato delle azioni Aedes di 0.6055€.

Al momento della partenza dell’operazione, c’erano dunque sul mercato circa 230 mln di azioni, ma solo 10 milioni avevano staccato il diritto d'opzione e solo 20 milioni potevano circolare liberamente, non essendo vincolate ad alcun accordo di lock up.

Al termine dell'aumento di capitale, invece, ci sarebbero state sul mercato più di 320 milioni di azioni, di cui un terzo liberamente scambiabili.

Venerdì 5 giugno 2015 subito dopo la chiusura dei mercati, Borsa Italiana comunicò come al solito i prezzi rettificati ed i coefficienti di rettifica K efficaci dal 8/06/2015:

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Già guardando questi numeri, vedendo quanto il valore era spostato sul diritto, si poteva pensare ad un aumento fortemente diluitivo, non a caso il coefficiente k è 0.30 per cui molto basso.

Ricordo a tal proposito che il coefficiente k può esprimere valori compresi tra 0 e 1 e più si avvicina allo zero e più si parla di aumento diluitivo.

In questo caso c’era da capire quanto potesse essere valutato il warrant

Dai valori evidenziati nel comunicato di Borsa Italiana, possiamo ricavare questi calcoli: l'azione rettificata vale 0.6055€, con 1 diritto si sottoscrivono 8 azioni a 0.46€ e quindi il diritto per le sole azioni vale 0.6055 - 0.46 = 0.1455 x 8 = 1.164 €, mentre il prezzo rettificato è pari a 1.39€.

Per differenza, si ricava che 1.39 - 1.164 = 0.228€ e questo è il costo del diritto per avere gratuitamente 8 warrant, il cui valore unitario secondo le formule di Black & Scholes è dunque pari a 0.0285€.

Considerato che servono 3 warrant per sottoscrivere un'azione a 0.69€, di fatto il warrant è un premio call sull'azione con scadenza luglio 2020 e strike 0.69 + 0.0855 €, che lo si ricava moltiplicando per tre il valore che è venuto fuori prima pari a 0.0285€.

Questo calcolo è molto utile per capire se il prezzo del warrant è calcolato in maniera corretta.

Per me il prezzo calcolato da Borsa Italiana era SBAGLIATISSIMO, perché non può un’opzione con 5 anni di vita residua avere un premio di solo il 13%.

Il titolo è speculativo e l’azienda potrebbe risollevarsi dopo la profonda crisi, stava cambiando pelle, per cui ci stava che il warrant sarebbe stato molto ricercato dalla speculazione professionale.

Questa invece la tabella delle parità matematiche dei diritti e dell'azione, considerando un valore fisso del warrant di circa 0.03 €, questo per semplificare i conti.

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L’azione si mantenne sempre sopra le sue parità, il prestito titoli non era consentito, per cui potevo solo aspettare gli ultimi giorni per intervenire sul diritto.

Decisi dunque di comprare i diritti nell’ultimo giorno di trattazione e lo comunicai ai miei abbonati: per il sito segnalai un acquisto di 1000 diritti, mentre io in realtà ne comprai molti di più, facendolo tra l’altro in diretta in occasione del nostro ormai consueto evento nazionale, che coincise fortunatamente proprio con l’ultimo giorno di trattazione dei diritti Carige e Aedes, giornata che ricordo ancora perché non capita tutti i giorni di guadagnare 10.000€ in un giorno su un capitale a inizio mattina sul conto trading di circa 30-40000€, davanti a 100 persone e con altre 400 in diretta streaming, e mentre fai trading tieni lezione e festeggi l’anniversario della tua azienda!

Per quello che riguarda invece l’operatività che pubblicai sul sito per i miei abbonati, agii così: comprai 1000 diritti a 0.6405€ alle 9,10 con l’intento di sottoscrivere azioni + warrant; la somma dei due mi sarebbe costata 0,54€ come si vedere dalla seguente tabella (per semplificare attribuii un costo di carico di 0,51€ per l’azione e 0,03€ per il warrant):

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Nel primo giorno utile per vendere le azioni scrissi questa comunicazione:

Sono già state assorbite 10 mln di azioni (su 80 mln complessive, di cui 20 prese da uno degli azionisti di maggioranza). Adesso si vende con 20% di performance, ma forse a questi prezzi si svende; bisogna chiedersi chi compra a questi prezzi. Io tengo tutto

Il 26 giugno vendetti le azioni a 0.56€ visto che queste da sole mi garantivano un buon gain ed il fatto che a questo punto i warrants erano di fatto gratis! Tecnicamente un’operazione perfetta e trasformata in totale assenza di rischio, il sogno di qualunque investitore, qualche volta con queste operazioni ci si riesce.

Il 29 giugno comprai anche i diritti inoptati a 0.70€, così da avere altri 8000 warrant e 8000 azioni, stavolta in carico a 0.56€ complessivi.

Il 30 giugno era il giorno della verità perché finalmente arrivava in quotazione il warrant.

Prima dell’apertura scrissi ai miei abbonati: “stamane viene quotato il warrant, vedo se incrementare (sotto a 0.04€) o vendere (sopra 0.05€)”.

Riuscii a comprare altri 50.000 warrants a 0.0381€ sfruttando forse il fatto che molti stavano portando a casa comunque un ottimo gain, ma del tutto inconsapevoli della smisurata sottovalutazione dello strumento e perché impazienti di chiudere l’operazione in guadagno, e ne rivendetti 46.000 a 0.061€ con una performance intraday del 60% così da tenerne solo 20000, in quanto ne avevo già 16.000 rivenienti dalla sottoscrizione dei diritti.

Il primo di luglio chiusi le azioni rivenienti dai diritti a 0.54€ e mi rimasero solo i 20000 warrants in portafoglio in carico a 0.0381€ e un gain contabilizzato su quanto chiuso pari a 1.816€.

Mi sto riferendo solo a quanto pubblicato sul sito, tutte quelle operazioni che vanno a finire nello storico delle performances.

Alla fine, il 10 luglio vendetti anche gli altri warrant a 0.05€ e tornai flat.

Col senno di poi, sarebbe stato meglio vendere tutto subito, ma il gain complessivo su Aedes è stato superiore ai 2000€ con un impegno di capitale veramente basso.

Peccato per la crisi dei mercati e della crisi greca, perché poi in agosto il warrant, pur con l’azione relativamente stabile, come si può vedere dai grafici a confronto, fece una fiammata sino a 0.083€ per poi intraprendere un costante declino, vista anche la discesa delle quotazioni del titolo Aedes.

GRAFICO DI AEDES

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GRAFICO DEL WARRANT

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Da questo aumento di capitale, sicuramente complesso, avete capito quanto è prezioso conoscere questi meccanismi, si possono trarre diversi insegnamenti, uno più importante dell’altro:

  • quando danno dei warrants gratis, bisogna assolutamente comprare i diritti e sottoscriverli, perché i prezzi di Borsa italiana sono sempre sbagliati, perché si affidano a delle formule teoriche che servono solo sui libri, ma hanno poco a che fare con la realtà pratica;
  • prendere dimestichezza coi ragionamenti e coi calcoli che ho spiegato in questo video per risalire ad una quotazione più verosimile del warrant in oggetto diventa un obbligo, è faticoso ma verrà ripagato con ottimi gain e in pochi giorni, non sapete quando ma succederà, a me è successo più di una volta, ovvio che bisogna essere molto preparati e molto pronti e per nulla indecisi
  • non siate esageratamente frettolosi a liberarvi dei warrant appena arrivano sul mercato, solo perché magari vedete un gain potenziale, magari anche buono, soprattutto se il calcolo fatto a mente fredda indica ragionevolmente un altro prezzo, perché le formule si sbagliano a fare i calcoli, ma il mercato non si sbaglia mai e ci mette pochi giorni ad adeguarsi ai prezzi giusti
  • dulcis in fundo: l’operazione tecnicamente perfetta, cioè quella grazie alla quale ti ritrovi una posizione aperta senza averla pagata, perché viene gratis dalla vendita parziale dell’operazione iniziale, non è un miraggio, ma esiste e può scovarsi in qualunque operazione analoga a questa, quindi mai snobbare, lo ripeto ancora una volta, gli aumenti di capitale minori, perché spesso sono dei veri gioielli.

Questa la testimonianza di un top trader (vincitore Itcup del 2018) che ha conosciuto gli aumenti di capitale grazie ad un mio evento gratuito:

Premetto che ho un’esperienza trentennale nel campo del trading e degli investimenti, ma la prima volta che ho effettuato un’operazione di aumento di capitale è stato qualche anno fa durante un evento live free con Giovanni Borsi a Parma ed ho scoperto con mia grande sorpresa che gli aumenti e in particolare quelli diluitivi hanno un rapporto rischio /rendimento eccezionale.

In quell’occasione su consiglio di Giovanni ho acquistato in apertura dell’ultimo giorno di quotazione i diritti Aedes perché erano convenienti rispetto alla parità teorica considerando il valore di mercato dell’azione.

L’acquisto è stato fatto nonostante che il diritto Aedes faceva circa + 10%, verso fine seduta ho venduto metà della posizione guadagnando circa il 40% sul prezzo di acquisto, mentre gli altri diritti mi sono serviti per sottoscrivere l’aumento di capitale ad un prezzo in quel momento scontato del 30%. Il primo giorno di quotazione delle nuove azioni Aedes c’è stato un crollo del 20%, ma mi ha permesso comunque di avere un margine di guadagno del 10%.

Successivamente ho fatto altri aumenti di capitale diluitivi come Saipem, Carige, Creval con ottime performance. Stefano Bartolini”