E’ passata una sola settimana dall’inizio dell’aumento di capitale della Banca Popolare dell'Emilia Romagna e già il guadagno sullo short ha permesso di ribaltare la perfomance negativa dovuta al cigno nero subito a giugno su Cattolica, e manca ancora la parte long.

Purtroppo siamo alle solite e sempre meno gente riesce a mantenere la lucidità per fare soprattutto le operazioni più profittevoli, o quelle dal più alto rapporto rischio-rendimento.

E’ brutto dirlo ma il trading non è per tutti, soprattutto non è per coloro che non ci stanno a perdere e alla fine sono i primi a perdere, perché anche perdere un’occasione di facile guadagno è perdere soldi.

L’avidità ti porta ad eccedere ed investire più capitali di quelli che ti puoi permettere di perdere.

La speranza ti fa rimanere attaccato a certe operazioni togliendoti concentrazione e liquidità da destinare ad operazioni migliori.

La paura di incorrere in altre perdite ti fa desistere dal fare certi investimenti anche quando è evidente che è il momento giusto per farli.

Io insegno la tecnica, quella che può farti fare anche il 100% in un mese, ma non sto parlando dei 100-200€ che chiunque può raddoppiare facile con una semplice scommessa andata bene, ma di tecniche che si possono imparare ed utilizzare sempre, ovviamente adattandole al proprio profilo di investitore.

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Il grosso dell’impennata dei profitti dell’ultimo mese è dovuto ad una serie di operazioni riconducibili a due titoli e a due strategie completamente diverse:

  1. Lo short sulle azioni BPER, che una volta conosciute le condizioni (diluitive) dell’aumento di capitale non ho esitato ad incrementare con tutti gli strumenti a disposizione usando anche i certificati e le opzioni
  2. 3 settimane di lateralità (se così si può dire su un titolo così volatile) su Tesla mi hanno permesso di guadagnare tantissimo solo usando la tecnica, senza pretendere di sapere dove il titolo potesse andare, mantenendo sempre hedgiata la posizione tra opzioni della settimana corrente e opzioni della settimana successiva

L’anno 2020 lo ricorderò purtroppo per una serie di cigni neri mai avuti nel resto della mia carriera di cui solo uno imputabile al Covid (che potrebbe fornire una buona scusa) e ve li riassumo:

PRIMO CIGNO NERO: a gennaio l’impennata di TESLA mi ha colto con un’opzione scoperta (poi diventate 2) che per oltre un mese ho gestito benissimo riuscendo ad alzare il breakeven da 300 a 600 (una enormità) tanto da pensare (una volta uscita la trimestrale a fine gennaio) che mi bastasse una o due settimane di lateralità per portare la strategia addirittura in guadagno; peccato che all’improvviso il titolo è ripartito con una forza inaudita facendo in 2 sedute altri 300 dollari costringendomi a chiudere la posizione con una sonora batosta.

Cosa fa il trader medio: maledice Tesla e non la farà mai più

Cosa fa il trader professionista: analizza l’errore commesso e introduce dei correttivi per tornare a rendere la strategia profittevole (del resto nel 2019 aveva pagato tantissimo per cui non era certo da buttare) e così ho fatto e me li sono ripresi tutti indietro, ma ben pochi mi hanno seguito (anche per i capitali richiesti prima che facesse lo split azionario)

SECONDO CIGNO NERO: a marzo l’unico servizio che ha pagato caro il COVID è il servizio sulle opzioni sugli indici Eurostoxx e Mibo, la violenza del ribasso e la vicinanza della scadenza non ha permesso di fare correzioni tali da evitare perdite consistenti

Cosa fa il trader medio: maledice le opzioni e non le farà mai più

Cosa fa il trader professionista: analizza la situazione ma non può non agire di nuovo sugli indici in una situazione di volatilità così estrema, per cui quello è il momento giusto per aprire strategie, non certo per chiuderle, magari si può allungare la scadenza per gestirle più serenamente e renderle adatte anche a un neofita che approccia le opzioni ed è giusto che parta dalle opzioni sugli indici.

TERZO CIGNO NERO: il fallimento di WIRECARD che mi ha falcidiato le performance del servizio certificates mentre stavo recuperando benissimo le perdite del Covid. Su questo non ho nulla da dire, mi ha colto di sorpresa, mai e poi mai avrei pensato al fallimento di una società appartenente ad un settore in piena crescita (anche in periodo di pandemia) e facente parte dei 30 maggiori titoli tedeschi, ed anche le avvisaglie di comportamenti scorretti pensavo potessero essere limitati a qualche multa e perdita di bilancio sopportabilissima.

Cosa fa il trader medio: mai più certificati worst of o con più di 2 o 3 titoli

Cosa fa il trader professionista: in un momento di alta volatilità investire in certificati è fin meglio che investire in azioni, per cui non mi sono fatto certo influenzare da una perdita per cambiare la mia strategia operativa; magari un occhio in più ai sottostanti (ho chiuso, anche in perdita, tutti i certificati su settori economici che non mi danno tranquillità) ma non vado certo a comprarmi dei certificati a capitale garantito che con buone probabilità mi restituiranno giusto i miei soldi tra qualche anno.

QUARTO CIGNO NERO: forse il primo che mi capita in tanti anni sugli aumenti di capitale: CATTOLICA ASSICURAZIONI, ma le ragioni dello short ci stavano tutte, vista la necessità di un urgente capitalizzazione, inaspettata e quanto mai strana la soluzione trovata dal consiglio di amministrazione che in una notte ha consegnato di fatto la compagnia assicurativa in mano a Generali Assicurazioni, riuscendo a far deliberare la trasformazione in Spa cui non era riuscito Warren Buffet pur essendo il maggiore azionista.

Diciamo che è stato un intervento alquanto anomalo, ricordo quello dei due fondi che entrarono su BMPS qualche mese prima dell’aumento di capitale del 2015 buttando letteralmente 900 milioni di euro ma facendo raddoppiare il titolo (ma in quel caso ero short io con delle opzioni, ma non ancora short sul titolo, per cui gli abbonati al mio servizio ne rimasero fuori) che poi fece la fine da me indicata.

Fatto sta che su Cattolica, che personalmente avevo caricato tantissimo (visto che è da 25 anni che sugli adc guadagno sempre), ho perso un botto, il titolo aprì il giorno dopo sulla notizia a +25%, per cui anche chi avesse messo uno stop stretto non si sarebbe potuto salvare da questa perdita.

Cosa fa il trader medio: deluso dall’operazione perde la fiducia in queste operazioni straordinarie per cui se le fa ancora riduce le size e difficilmente recupera quanto perso con Cattolica.

Cosa fa il trader professionista: dopo 26 anni di aumenti di capitale non basta certo un’operazione andata male come Cattolica per non farmi più considerare gli AUMENTI DI CAPITALE come il mio fiore all’occhiello, il servizio di cui andare più fiero, per cui su BPER sono stato più cauto all'inizio, ma con le caratteristiche dell'adc in mano a pochi giorni dall'aumento di capitale ho infierito di nuovo, azioni short non ne trovavo più, ma ho venduto call ITM anche se vendevo leggermente sotto al valore intrinseco, ma non mi sono fatto certo intimorire dalla perdita precedente.

Se vuoi salire almeno sulla parte long dell’operazione ed essere pronto a cogliere le future operazioni che sicuramente ci saranno in questi tempi di crisi, non hai tempo da perdere.

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Io mi conosco bene, dopo 4 cigni neri in sei mesi, penso che ora sia arrivato il momento di riprenderseli tutti con gli interessi, non c’è AVIDITA’ ma il giusto premio alla professionalità, non c’è SPERANZA ma direi quasi una certezza perché è 20 anni che regolarmente supero questi momenti, non c’è PAURA perché la paura, se sai quello che fai, non esiste.

Io ho già cominciato a riprenderli. Tu sei pronto?

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Un caro saluto

Giovanni Borsi