Da sempre sosteniamo che una delle migliori caratteristiche dello strumento certificates sta nella loro flessibilità e nella loro efficienza fiscale.

In questo articolo vi diamo un anticipo su un certificato di investimento speciale che ci presenterà direttamente BZH Capital, prezioso e gradito ospite nel nostro prossimo webinar di mercoledì 5 agosto in collegamento diretto da New York.

Diversificare è quanto mai importante, soprattutto ora che le regole mondiali del gioco stanno cambiando e soprattutto su portafogli di grosse dimensioni. Lo sanno bene i gestori di fondi per i quali in linea di massima non è un gran periodo e hanno bisogno come non mai di qualche chicca fatta bene.

Ci auguriamo che gli Istituzionali che ci leggono trovino la prossima disamina sul Private Equity interessante quanto la abbiamo trovata interessante noi.

E anche se non sei un Istituzionale, sapere cosa cercano e come si muovono i Big può solo aprirti la mente e farti conoscere tante sfumature utili in più.

Quattro grafici che dimostrano la resilienza del Private Equity

Le attuali condizioni economiche globali dei mercati altamente impattate da COVID-19, hanno creato problemi non indifferenti ad investitori con portafogli esistenti esposti sia a mercati liquidi, che illiquidi. Cio’ detto tali condizioni offrono anche una grande opportunita’ di allocazione di capitale a strategie che possono beneficiare di dislocazioni di mercato causate dalla pandemia. Il private equity e’ una delle strategie di investimento che proprio in tali condizioni offre una delle piu’ interessanti opportunita’ di allocazione di capitale. In questo pezzo ne analizzeremo il perche’ tramite tre grafici.

PRIVATE EQUITY: attività di investimento istituzionale in capitale di rischio di medio-lungo termine (solitamente non meno di 5 anni), attraverso cui un operatore specializzato rileva le quote di imprese non quotate ad alto potenziale di sviluppo e crescita, con l’obiettivo di contribuire alla crescita dell’azienda e di monetizzare, al termine del periodo temporale prefissato, l’investimento effettuato.

Tra i motivi principali per cui un imprenditore può pensare di rivolgersi a un fondo di Private Equity vi sono: avviare una nuova attività, crescere di dimensioni, internazionalizzarsi, risolvere crisi aziendali, affrontare il ricambio generazionale, riorganizzare la proprietà dell’azienda, quotarsi in borsa.

Grafico 1: Private Capital vs. Mercati Pubblici, Rendimenti e volatilita’ a confronto (1999-2019)

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Fonte: KKR, “Wisdom in Curiosity”, 2019

Il Grafico 1 mostra come su un set di dati tra il 1999 e il 2019, il private equity ha prodotto rendimenti superiori ai mercati pubblici e con minore volatilità. In particolare il Buyout beneficia di rendimenti maggiori rispetto alle altre strategie nel mercato dei capitali privati.

Grafico 2: Private Equity vs. Mercati Pubblici: rendimenti indicizzati storici (2000-2017)

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Fonte: Cliffwater, “An Examination of Private Equity Performance among State Pensions, 2002-2017”

Il Grafico 2 mostra i risultati della ricerca di Cliffwater, che ha esaminato i rendimenti dei portafogli di private equity di 21 piani pensionistici statali Statunitensi in un periodo di 16 anni (tra il 2000 e il 2017, compresi due mercati al ribasso e due mercati rialzisti). Durante questo periodo, il private equity, espresso dai 21 piani pensionistici, ha generato una performance superiore rispetto ai mercati azionari di.ca 440 punti base in media. Questi forti rendimenti relativi sono stati persino maggiori durante i mercati al ribasso che in anni di crescita economica. Quando l'economia in generale era più forte, il private equity ha generato una performance di 290 punti base superiore rispetto ai mercati azionari. Tuttavia, durante i periodi economici più deboli, questo spread è aumentato a 660 punti base. Secondo questa ricerca, la “sovraperformance” del private equity in realtà aumenta durante una recessione, che è forse una conclusione logica, data la natura a lungo termine di tale asset class.

Grafico 3: Rendimenti medi del US Buyout (IRR annuale)

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Fonte: Cambridge Associates US Buyout Index, 2016 ultimo vintage disponibile.

Il Grafico 3 mostra i rendimenti annuali medi del US Buyout, una delle strategie nel mercato del private equity. I dati suggeriscono che investimenti fatti nei periodi di recessione, come il 2001 ed il 2009, generano performances tra le migliori storiche, beneficiando di prezzi di acquisto più convenienti.

Da questi tre grafici e’ possibile quindi comprendere come il private equity merita considerazione nell’allocazione di portafoglio di un investitore, agendo come efficace diversificatore in un portafoglio multi-asset, contribuendo a migliorarne il rendimento nel lungo termine e riducendone allo stesso tempo la volatilità.

Tale qualita’ e’ ancora piu’ evidente in fasi recessionarie, simili a quelle che stiamo vivendo durante COVID-19, che rappresentano una grande opportunita’ per gestori di private equity. Questi sono infatti in grado di impiegare capitali a rendimenti maggiori e di gestire dinamiche di lungo termine con un approccio di managementhands-on”, senza doversi preoccupare troppo delle dinamiche di breve termine dei mercati pubblici.

BZH Capital e’ un asset manager indipendente focalizzato sul tema della democratizzazione dell’accesso ai mercati privati per investitori professionali ed istituzionali. La visione di BZH Capital sui mercati privati e’ realizzata tramite BPEO1 (BZH Private Equity Opportunities 1), l’innovativo certificato listato sulla borsa di Francoforte con ISIN code, che crea accesso efficiente ed ottimizzato per investitori professionali con basso taglio minimo di soli EUR 125.000, ad un portafoglio diversificato e di alta qualita’ di private equity. Il certificato inizierà’ gli investimenti nell’ultimo trimestre del 2020, quindi beneficiando della dislocazione di mercato causata da COVID-19.

Ti aspettiamo in diretta online:

Mercoledi 5 Agosto ore14.00 

e dalle ore 15,00 collegamento con BZH Capital

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Un caro saluto

Giovanni Borsi & il Team GB Investing