In questa fase di mercato, che penso di poter definire la più grande crisi borsistica del dopoguerra, anche perché non è ancora terminata e non si ha neppure idea di che effetti produrrà nel futuro economico mondiale, vedo che sui social spesso rimangono tracce delle performance strabilianti raggiunte da chi ha saputo cavalcare il ribasso o da chi ti dice che era già tutto scritto nei grafici e bastava saperli interpretare...

Ma siamo seri e facciamo un'analisi dei disastri che hanno coinvolto un po' tutti gli investitori e/o traders, perché stavolta anche l’investitore più prudente si deve leccare le ferite con performance negative a doppia cifra.

Faccio questa ipotesi, di un investitore abbastanza aggressivo che abbia investito 100k del suo capitale in fondi azionari, azioni, certificati e derivati (futures e opzioni), teniamo conto che 10 mila euro investiti in opzioni o futures solitamente hanno una leva di 10 volte rispetto ad un semplice investimento in un fondo o in una azione, salvo che non si vada a leva anche su questi strumenti finanziari (certi broker te lo permettono sia sulle azioni che sui certificati).

Ora se io avessi investito 100 mila euro un mese fa (ovviamente long), diciamo 30.000€ in azioni, 30.000€ in ETF, 30.000€ in certificati e 10.000€ in futures e opzioni, probabilmente avrei perso il 40%-50% sui primi e l’80-100% su futures o opzioni, ma in valore assoluto avrei più da leccarmi le ferite sulle asset class che ritenevo più prudenti e/o conservative (ossia investimenti fatti con la tecnica del buy and hold), che non sugli strumenti più rischiosi.

Cosa voglio dire con questo esempio?

Voglio dire che la volatilità alle stelle oggi sta penalizzando maggiormente certificati di investimento e strategie in opzioni, ma per chi è liquido fa di questi due strumenti quelli con più possibilità di profitto nel futuro, perché non serve auspicare grandi risalite di prezzo per rivedere la luce, ma basta a volte anche solo un rientro da questo picco di volatilità estrema, che sappiamo tutti che non potrà durare in eterno.

Oggi prevale l’avversione al rischio, ma vi assicuro che chi ha investito in certificati con barriere iper prudenti per un misero 3-4% all’anno oggi si trova anche lui col culo per terra. Per cui forza e coraggio, lecchiamoci le ferite e manteniamo la lucidità per cogliere le opportunità che offre il mercato.

AZIONARIO ITALIANO

  • ENI: performance a un mese -47,24% (dati di Borsa Italiana)
  • GENERALI: performance a un mese -35,02% (dati di Borsa Italiana)
  • INTESA: performance a un mese -38,01% (dati di Borsa Italiana)
  • ENEL: performance a un mese -30,90% (dati di Borsa Italiana)
  • FCA: performance a un mese -33,40% (dati di Borsa Italiana)

ETF o FONDI

  • FR0010010827 ETF LIXOR FTSEMIB UCITS (dati di Borsa Italiana) ha perso in un mese il 35,96%
  • FR0010315770 ETF LIXOR MSCI WORLD UCITS (dati di Borsa Italiana) ha perso in un mese il 27,25%

CERTIFICATI SU INDICI

XS1706628226: certificato su indici che avevo definito di gran lunga il migliore presente sul mercato a fine gennaio, avendo fallito il rimborso anticipato per pochissimo e con un rendimento dell’8% annuo contro uno scarso 6% dei suoi concorrenti. Presenta una barriera per il nostro indice posta a 16454,942 (recuperabile) ma la forte discesa degli indici e l’impennata di volatilità lo ha portato ad un prezzo di 660 con una performance del -34% in un mese, livello impensabile anche per il ribassista incallito.

CERTIFICATI SU ENI CHE GIRAVANO UN MESE FA SUI SOCIAL

A dimostrazione che nessuno si potesse aspettare questo tracollo di Eni, cito 3 certificati che io e altri trader famosi e che hanno la mia più totale stima hanno promosso circa un mese fa, come potevamo ipotizzare un simile tracollo dopo la reazione dei mercati a fine gennaio al ribasso cinese prontamente assorbito andando su nuovi massimi?

CH0456759387: certificato emesso da Leonteq che ho definito come il miglior certificato su titoli italiani di tutto il nostro listino e l’ho comprato non appena è andato sotto a 1000, aveva il vantaggio di avere barriere al 50% ma con intesa e Unicredit sopra del 20-30% allo strike e solo Eni sotto del 10-15% e questo mi permetteva di non essere rimborsato anticipatamente, perché il desiderio era di tenerselo ben stretto visto la cedola dell’1% mensile, pagata anche il 6 marzo in quanto oggi le barriere di Intesa (0,9964€) e di Unicredit (4,95€) sono ancora lontane mentre quella di Eni è diventata inaspettatamente pericolosa (7,47€). Il certificato oggi vale 540 con una perdita in un mese di circa il 45% (avendo incassato una cedola dell’1%).

DE000HV446K1: certificato emesso da Unicredit, definito come una interessante opportunità su Eni, un mese fa valeva 95,50 e offriva un bonus a 112 con scadenza il 15 dicembre 2021; purtroppo come tutti i bonus emessi da Unicredit, avendo barriera continua intraday, è un certificato morto (nel senso che ora replica l’andamento di Eni), vale 41,53 e ha perso in un mese oltre il 55%.

DE000VE6PXL2 certificato emesso da Vontobel, definito in assoluta buona fede adatto al buon padre di famiglia, strutturato su Eni, un mese fa valeva 100, classico cash collect con strike 12,768€ e barriera al 70% a 8.9376€; di buono ha la barriera discreta e le cedole a memoria del 4.77% annuali. L’esplosione della volatilità ha portato il certificato a perdere oltre il 52% contro una perdita di Eni di circa il 47%.

Dopo aver visto questa debacle totale, un autentico bollettino di guerra che potrebbe continuare all’infinito, citando tantissimi altri strumenti finanziari anche peggio di questi, che tipo di strategie potremmo mettere in atto?

POSSIBILI STRATEGIE DA METTERE IN ATTO

AZIONARIO: molti saranno diventati cassettisti, pensando già che quelle azioni le erediteranno i figli o nipoti, magari avevano appena comprato qualche azione in previsione dei lauti dividendi di maggio, ma ora non è facile ipotizzare quando i corsi si riprenderanno e soprattutto quali saranno i minimi, si potrebbe analizzare cosa offre il mercato dei certificati e andare a scovare dei certificati che possano fungere da sostituto dell’azione in portafoglio ma con ancora le protezioni intatte, per cui dei certificati che possano garantire cedole e rimborso del nominale anche se le azioni sottostanti dovessero mantenersi a questi prezzi a lungo.

FONDI e ETF: stesso discorso vale per un Fondo o un ETF, può essere meglio un certificato su indici come quello citato prima (oppure se ne può cercare uno con strike attuali di nuova emissione): al prezzo di 660 offre la possibilità in meno di un anno e mezzo di incassare 120 punti di cedole e 340 punti di capital gain, ma occorre che il nostro indice si mantenga sopra ai 16500 punti, oramai violati anche se di poco.

CERTIFICATI: in questo caso bisognerebbe sicuramente avere il coraggio di fare qualche switch di portafoglio per andare su prodotti che hanno ancora barriere integre ma prezzi molto bassi a seguito dell’impennata di volatilità; in questi giorni sto scremando tutto il mercato alla ricerca di prodotti interessanti per sistemare i miei portafogli certificates, è incredibile ma penso che la prossima top100 (la mia selezione dei 100 migliori prodotti del mercato) sarà letteralmente stravolta (prima cambiavano 20-30 prodotti su 100 a bimestre, ora penso che ne cambieranno il 50-70% e ad aprile sarà decisamente diversa da quella di febbraio).

FUTURES: non è il mio campo, ma attualmente siamo nelle condizioni che ogni rimbalzo è una occasione di vendita, almeno fintanto non si sia trovata la soluzione al coronavirus o si cominci a vedere una curva decrescente nei contagi.

OPZIONI: la volatilità alle stelle ha permesso a chi non si è già bruciato il conto di sopravvivere e correggere le strategie proprio grazie alla volatilità. Pensate solo che oggi con meno di 2.000€ di margine si potrebbe fare un’operazione leggermente ribassista (proprio perché la crisi non è finita) andando a vendere sull’Eurostoxx50 (l’indice dei principali 50 titoli europei) con scadenza giugno (tre mesi) 1 call 2300 a 390 e 1 put 2300 a 190, oppure se si è neutri sul mercato 1 call 2450 a 300 e 1 put 2450 a 250, se si è più ottimisti 1 call 2600 a 215 e 1 put 2600 a 316. Come vedete si parla quasi sempre di 530-580 punti circa, considerato che ci sono i dividendi di mezzo (incidenza di circa 80 punti indice) se io ho altre posizioni rialziste con fondi, azioni o certificati, starei più tranquillo e farei quella sugli strike più bassi (2300), è quella dove incasso di più (5800€, che è anche il massimo guadagno possibile) e comunque non perderei verso l’alto a scadenza sino a 2880 di Eurostoxx giugno (pari ai 2960 del future marzo); come si può vedere dal payoff di questa semplicissima strategia si possono guadagnare in 3 mesi anche 5.000€ con un capitale impegnato minimo (sempre bene averne almeno il doppio per apportare le opportune modifiche ed evitare eventuali margin call).

Ma siamo sempre alle solite: chi ha il coraggio di fare qualcosa quando si è appena preso in faccia un ribasso epocale? E come dargli torto?

Ogni crisi, che sia finanziaria o economica, è sempre fonte di opportunità per chi le sa cogliere.

Non dirò mai (come mi è capitato di sentire addirittura alla RAI, sul servizio pubblico) a un disoccupato o a un buon padre di famiglia che è un coglione se non investe in opzioni o altri derivati, su questi strumenti occorre sempre investire quell’eccedenza che si può anche perdere, perché quando si è intaccato il capitale psicologico difficilmente si è in grado di investire di nuovo, per anni se non per il resto della propria vita.

E questo ribasso che ha preso di sprovvisto gran parte dei risparmiatori li allontanerà sempre più dalla propensione al rischio gettandoli nelle mani di banche sempre più avide che chissà cosa si inventeranno pur di fare il bilancio sulla pelle dei loro clienti.

Se non sai cosa fare in questa situazione di incertezza registrati al sito e sfrutta tutte le informazioni gratuite che ti mettiamo a disposizione, tra cui anche la possibilità di RICHIEDERE UNA COACHING GRATUITA con uno dei nostri Tutor. 

Alla prossima
Giovanni Borsi