Certificato IT0006733742

Durante il 2015 i mercati azionari dopo un’iniziale fase di euforia hanno subito i forti ribassi di quello che è stato un periodo disastroso per il petrolio che ha accusato una forte flessione dei prezzi. Il WTI passò da 60$ al barile ai minimi di 25$ mettendo in crisi tantissime aziende americane produttrici di Shale Oil.
Lo storno sul mercato fu decisamente rilevante, si pensi che l’indice EURO STOXX 50 perse in quell’anno il 30% del suo valore (fine 2015) rallentando nettamente la crescita dell’azionario.

Fatta questa importante premessa addentriamoci a comprendere le caratteristiche del prodotto emesso proprio dopo questa crisi in un momento di stallo che poi vide una forte ripresa delle quotazioni.

Una delle tecniche degli emittenti di certificati “Worst Of” è quella di combinare più titoli che siano scorrelati fra loro al fine di aumentare la cedola e rendere i propri strumenti più interessanti sul mercato.

Purtroppo, gli strumenti montati secondo queste logiche prevedono che vengano invalidate le performance di tutti i titoli del basket e che si faccia riferimento solo alla peggiore.

Non importa che alcuni titoli siano saliti anche del 50% rispetto al prezzo di iniziale, la quotazione del certificato si basa quasi unicamente su quanto sia stato il ribasso del peggiore rispetto allo strike. È in questo clima di incertezza che Natixis decide di proporre sul mercato uno strumento “New Chance” abbinando quindi alle caratteristiche classiche dei certificati “Phoenix” l’opzione di eliminare il peggiore dei titoli rispetto alla performance dallo strike.

Grazie a questa possibilità lo strumento è quindi in grado di gestire maggiormente una situazione di crisi che potrebbe coinvolgere uno qualsiasi dei titoli e farci registrare performance disastrose.
Il certificato IT0006733742 (emesso il 04/01/2016 proprio all’inizio di quella che sarebbe stata poi una forte ripresa dei mercati) prevede un paniere di titoli che comprende:

Tabella 1

Tabella che include le perfomance al 2/03/2018

 

Come riportato all’interno della “Scheda” vediamo che, grazie all’opzione “New Chanche” presente in questo certificato, alla rilevazione annuale
tabella 2se uno dei titoli dovesse registrare una perdita superiore al 35% (<65%/strike)
quest’ultimo verrebbe scartato dal basket. In occasione di ciò il peggiore sarà poi ricalcolato sulla base della peggior performance tra i titoli restanti.

Nel nostro specifico caso, quindi, se alla data del 20/12/2018 il peggiore dovesse essere (come attualmente è) Leonardo, allora verrebbe eliminato dal basket e verrebbe ricalcolato il prezzo del certificato sulla base di Telecom Italia (la seconda peggior performance).

L’effetto memoria presente in questa tipologia di prodotto è fondamentale in quanto ci permette di recuperare le eventuali cedole mancate a causa dell’andamento negativo di anche solo un titolo.

Ad oggi l’effetto memoria ammonta ad una cedola non pagata 3% (quella del 22/12/2017) dove per pochissimo Telecom ha registrato un forte aumento della quotazioni che hanno visto, alla data di rilevazione, il prezzo compreso tra il 65% e 70% non potendo quindi ne’ essere scartata (poiché superiore al 65%) ne’ dando adito alla distribuzione della cedola (perché inferiore al 70%).

Ad oggi il fair value del certificato è di 734€. Quotando 780€ il premio è di 46€ (4,6%).

La data di scadenza è ancora lontana infatti attualmente non ci concentreremo a valutare l’ipotesi di rimborso anticipato (autocall) bensì valuteremo i titoli che in questo momento affossano le quotazioni del prodotto e analizzeremo gli scenari possibili anche in caso di attuazione di operazioni di copertura così da fornire una visione di insieme il più chiara possibile.
L’analisi copre diverse aree e dipende molto dal titolo.
Infatti, sia Telecom che Leonardo stanno vivendo situazioni di forti tensioni societarie che portano i prezzi a non rispecchiare le quotazioni reali dei bilanci. Un paragone in questo senso, ovvero a livello fondamentale, potrebbe deludere ed essere fuorviante.
E’ meglio in questi casi attenersi a scrutinare come il mercato si stia muovendo e quali segnali ci stia realmente fornendo considerando anche manovre speculative di grossi fondi Hedge che in caso di forti vendite o ricoperture potrebbero comunque darci dei segnali abbastanza attendibili di breve/medio periodo. Come vedremo analizzeremo i titoli con la più classica analisi tecnica piuttosto che con il dato relativo alle posizioni short aperte. Inoltre, faremo il paragone fra andamento dell’azione rispetto al suo indice settoriale e dei dati fondamentali a confronto.

telecom marzo 2018

Vi sono diversi segnali che, nonostante siano discordanti fra loro, necessitano un’interpretazione secondo delle gerarchie precise indicando possibili andamenti futuri secondo tempistiche diverse. I prezzi sono appena fuoriusciti da una figura tecnica che avanza ormai dallo scorso 2016 conosciuta come “triangolo”. Questa situazione tecnica presuppone che vi sia una compressione della volatilità fino alla rottura di una delle due trendline NERE, come sembrerebbe sia avvenuto, portando a forti acquisti/vendite a seconda che il prezzo rompa a rialzo o a ribasso (a rialzo nel nostro caso).

Altra indicazione di medio periodo sono le 3 Medie Mobili evidenziate rispettivamente di periodi: 50(Gialla), 100 (Arancione), 200 (Rossa).

Dopo lo strappo rialzista di questi ultimissimi giorni il titolo si è mantenuto primariamente vicino alla media a 200 periodi, quella rossa, e dopo una rottura con chiusura a prezzi superiori, si è velocemente portato nella zona della resistenza statica segnalata. Per il momento quindi vi è forza relativa. Infine, un’indicazione di breve periodo viene fornita sia dallo Stocastico RSI (In basso) che segnala una fase di “ipercomprato”, situazione che potrebbe scaturire dei ribassi , sia il fatto che i prezzi stiano stazionando vicino ad una resistenza dinamica molto importante. Potremmo assistere ad uno storno nei prossimi giorni piuttosto che un segnale di ulteriore forza.

Per chiarezza Grafica e per avere una visione d’insieme più completa evidenzio i due livelli rispettivamente TRIGGER CEDOLA e TRIGGER <65%. A questi livelli vi sarà o il pagamento della cedola se il prezzo è superiore alla linea tratteggiata superiore oppure l’eliminazione del titolo dal basket se il prezzo fosse contestualmente sia sotto la linea tratteggiata verde inferiore sia che l’andamento sia effettivamente il peggiore del paniere di titoli del certificato.

POSIZIONI SHORT al 09/03/2018
Il dato relativo alla posizione netta short è 2,99%. Si è registrato un fortissimo cale delle posizioni corte relative al titolo durante il 2016 che si dimezzano verso la fine del 2017.

telecom short

CONFRONTO SETTORIALE al 09/03/2018

telecom confronto

In figura soprastante il confronto fra andamento di TLIT.MI e EURO STOXX 600 TELECOMMUNICATIONS mentre in basso la lista dei competitors del titolo. Il titolo pesa solo il 5% dell’indice di conseguenza scostamenti rispetto all’andamento medio settoriale sono indice sia di forza relativa che di debolezza e possono essere sfruttati prontamente per capire la direzionalità futura. Fonte di questi dati è il sito ufficiale degli indici EURO STOXX.

tabella euroxx

Come si evince dalla tabella il P/E di Telecom Italia è senza dubbio molto interessante rispetto ai big del settore in Europa. Questo però non è l'unico dato su quale fare affidamento. Purtroppo, le difficoltà Italiane e in complesso della società hanno spinto il titolo a forti ribassi e di conseguenza la quotazione è in forte balia degli eventi. La tabella viene riportata per avere un'idea il più chiara possibile anche se, come accennato sopra, non dev'essere considerata come un'indicazione valida di acquisto bensì solo materia di studio per completare il quadro sul titolo.

Leonardo

Leonardo presenta un andamento molto volatile soprattutto in questi ultimi anni. Tra il 2015 ed oggi ha oscillato fra i valori di 8 e 16 ed è stata bersaglio dei fondi hedge sia a rialzo che a ribasso. Le ultime indicazioni del CdA e i conti in forte flessione (soprattutto nel reparto elicotteri, uno dei tre pilastri fondanti dell'azienda) non hanno dato grande fiducia agli investitori che hanno fatto crollare in pochi mesi il prezzo del 50%. Per quanto riguarda l'analisi grafica riportiamo che il prezzo è in una fase di congestione (seppur breve) e sembra aver trovato importante supporto sia statico che dinamico. La trendline che persiste dal 2012 sembra impostare Leonardo a rialzo ed un eventuale rottura porterebbe il titolo a testare prima la zona dei 7.20 e poi la zona dei 5,50 euro circa. Il prezzo si assesta sotto alle 3 medie mobili e di conseguenza potrebbe risultare importante un rimbalzo tecnico nella zona della Media Mobile gialla (50 periodi). A questo si abbina anche il basso valore dello stocastico che segnala Leonardo come in una zona di ipervenduto. Questi segnali sembrano chiari nell'impostazione di un rimbalzo che diventerebbe forza relativa del titolo solo con una chiusura superiore al valore della prima media mobile a 50 periodi.

POSIZIONI SHORT al 07/03/2018
Il totale della posizione netta short è del 1,7% ed è stata aggiornata all'ultima data di movimenti di apertura di posizioni da parte del fondo AQR Capital Management (28/02/2018).

CONFRONTO SETTORIALE al 07/03/2018

Come si evince dal confronto con l'indice “EURO STOXX Goods & Services” in cui Leonardo pesa solo lo 0,41% la flessione dei prezzi del titolo si nota soprattutto nei confronti dell'intero settore che invece sta registrando dei massimi relativi di periodo. Questo comportamento è sintomo di problematiche a livello societario che offrono buone opportunità speculative a fondi hedge piuttosto che a investitori di lungo periodo.

Sanofi

Considerazioni valide sono i supporti statici che, anche grazie al dinamico passante poco sotto l’attuale linea dei prezzi, stanno mantenendo comunque il titolo impostato “long” sul lungo periodo. Non vi sono altri particolari segnali su questo titolo che non sembra reagire in modo particolare né alla fase di “ipervenduto” appena verificatasi né alle medie mobili. Per mantenere chiaro il grafico non ho evidenziato la figura tecnica appena formatasi. Il cosiddetto “Head & Shoulders” che comunque grava a ribasso su un titolo che sembra debole. In attesa di ulteriori sviluppi importanti per avere una visione più chiara di dove sia realmente intenzionato a stazionare il titolo.

CONFRONTO SETTORIALE al 07/03/2018
L’andamento del titolo sembra piuttosto in linea con quello del suo indice settoriale EURO STOXX Health Care. A nuovi minimi di settore SANOFI non riesce a reagire e perde terreno anche se è da notare una certa forza relativa del titolo. In caso di forte rimbalzo molto probabilmente il titolo ne beneficerebbe particolarmente. Questo lo deduco dall’andamento di fine 2017 dove nonostante fossero stati segnati nuovi minimi sull’indice, SASY.PA stentava a crollare e mostrava anzi segnali energici nei vari rimbalzi verificati successivamente. Sembra necessario continuare a monitorare il titolo rispetto all’andamento del suo indice di riferimento per comprendere se effettivamente la zona attuale può essere la fine delle vendite e quindi rappresentare un forte supporto piuttosto che diventare una resistenza.

ANALISI DI SCENARIO CERTIFICATO IT0006733742

Ogni fine del semestre fino a dicembre 2019 (restanti: 1 anno e 9 mesi), quindi ogni giugno e dicembre, avviene una rilevazione che può portare a diversi scenari.

  1. AUTOCALL: Se ad una prossima rilevazione semestrale (per esempio 22/06/2018) tutti i titoli dovessero essere superiori ai livelli di strike allora avverrebbe il cosiddetto rimborso anticipato. Il totale del rimborso anticipato si divide in 3 porzioni poiché permette di incassare sia il prezzo nominale sia la cedola che sarebbe stata distribuita sia un premio (Il premio per il rimborso). Nel nostro specifico caso quindi avverrebbe un rimborso complessivo di 1000 (nominale) + 30 (cedola) + 40 (premio) per un totale di 1070.
    ATTENZIONE: A questo bisogna sommare anche le cedole arretrate rimaste in memoria. Nel nostro caso è una sola la cedola rimasta in tale stato ed ammonta al 3% e quindi il RIMBORSO TOTALE ammonterebbe a 1100. Se si verificasse questo scenario chi ha seguito la strategia fin dall’inizio beneficerebbe di 325 euro di Gain su ogni certificato che si dovesse comprare a 775 circa. (Percentualmente 40% circa).
  2. A SCADENZA: Se non fosse verificata la condizione sopra e anche solo un titolo fosse inferiore allo strike in una zona di prezzo compresa fra il 70%/99,9% dello stesso allora in tal caso il certificato si limiterebbe a pagare le cedole fino a scadenza (quindi ogni 6 mesi) prezzando esattamente come il “Worst of” del basket e aumentando il premio del prodotto rispetto al suo reale fair value. Questo effetto è dovuto alla rischiosità dello strumento che diminuendo rende più favorevole lo scenario di pagamento delle cedole. Se si dovesse verificare questo evento si incasserebbero 4 cedole (3% l’una) più 1 cedola rimasta in memoria (sempre 3%) e ancora non pagata. A scadenza dunque si verrebbe poi rimborsati del prezzo nominale. Considerando le 5 cedole rimaste avremmo un gain complessivo di 150 euro per ogni strumento detenuto in portafoglio da sommare poi al rimborso. In totale quindi 1150 euro. In questo caso, per chi lo avesse comprato a 775 circa il gain su ogni certificato sarebbe di 375 euro (circa 48%). Nota Bene: ovviamente questa casistica rende di più in quanto si è costretti a detenere più a lungo questo prodotto.
  3. NEW CHANCE: In caso il peggiore fra i titoli risultasse inferiore al 65% si verificherebbe SOLO in occasione della prossima rilevazione annuale (20/12/2018) l’eliminazione dal paniere e la conseguente riprezzatura del prodotto in base al titolo peggiore all’interno del nuovo basket. Ovviamente non è possibile fare una stima di quale titolo possa essere il peggiore fra 9 mesi, ci limitiamo a osservare i prezzi odierni e a dire che, CETERIS PARIBUS, ad oggi avverrebbe l’eliminazione di Leonardo e che il “Worst Of” del paniere diverrebbe Telecom. Il prodotto non prevede barriere di “Knockout” e quindi non si estingue prima della scadenza anche in caso di performance disastrose da parte dei titoli. Questo significa che sono validi sempre e comunque gli scenari analizzati sopra l’importante è che vengano soddisfatti i requisiti (sia che il basket sia di 6 o di 5 titoli).
  4. COPERTURA: Grazie all’opzione “NEW CHANCE” presente in questo certificato abbiamo la possibilità di attuare diverse strategie di copertura in base a quello che secondo noi può essere il titolo più debole all’interno del paniere. Come già esplicato, Telecom Italia nell’ultima rilevazione non è stata di poco scartata e questo ha influito non poco sull’evoluzione del prodotto. Purtroppo TLIT.MI subisce forti oscillazioni di prezzo e, anche complice la forte volatilità, è difficile capire come voglia realmente posizionarsi in termini di prezzo. Fino a pochi giorni fa rappresentava una vera e propria minaccia poiché stazionava da tempo in una zona compresa fra il 65%/70% dello strike, ovvero non permetteva né di distribuire cedole né di essere scartata. Proprio per questo motivo abbiamo valutato che fosse la più pericolosa e abbiamo creato una strategia “ad hoc”. Trattandosi di titolo su cui le voci di scalata possono contribuire anche a far salire molto il titolo si è preferito utilizzare lo strumento Corridor. Questo strumento nuovo (nato a gennaio di quest’anno) fa parte dei certificati a leva, se comprato più vicino alla barriera long che alla barriera short potrebbe essere paragonato più ad un acquisto di put che ad una vendita di call, solo per il fatto che la perdita massima è limitata all’importo speso per l’acquisto del certificato; ma rispetto all’acquisto della put ha il vantaggio enorme che si guadagna dal trascorrere del tempo e talvolta anche in caso di moderato rialzo del sottostante (come la vendita di una call). Chi mi conosce sa che nelle coperture prediligo la vendita di call, ma in questo caso ho preferito agire sul corridor, pensando che al massimo posso perdere la spesa, che potrebbe essere ampiamente compensata dal rialzo del certificato e dall’incasso della doppia cedola a giugno (3% di giugno + 3% della cedola a memoria di dicembre 2017). Ora aspetto i dati trimestrali di Leonardo, se sono molto brutti a quel punto spero che Leonardo peggiori tanto da essere scartato dal paniere a dicembre, se sono normali o positivi potrei vendere una call su Leonardo con scadenza giugno così da avere una doppia copertura.

Cesare Marsilio
Analista Certificates GB Investing

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