Siamo arrivati alla 13’ edizione degli Italian Certificate Awards, la manifestazione che ogni anno decreta e premia i migliori certificati ed Emittenti in ben 12 categorie, per alcuni con una valutazione aperta al pubblico e per altri con una valutazione ad opera di una giuria di specialisti.

Quest’anno la competizione tra gli Emittenti è stata abbastanza scarna e ben poche emissioni meritano, forse una soltanto, di essere veramente elogiate. Le categorie di premio sono:

  •  certificato dell’anno,
  • emittente dell’anno,
  • premio speciale certificate journal,
  • miglior certificato a capitale protetto,
  • miglior certificato a capitale protetto condizionato,
  • miglior certificato a leva,
  • premio alla capacità di innovazione,
  • miglior certificato a partecipazione,
  • miglior certificato yield enhacement,
  • premio speciale best broker online,
  • premio speciale best distribution network reti bancarie
  • premio speciale best distribution network reti private.

Tra tutti, noi di principio saltiamo a pie' pari i certificati a capitale protetto perché, salvo rari casi, sono interessanti solo nelle competizioni teoriche ma non concretamente nei portafogli, soprattutto per il modo in cui vengono collocati (sul mercato primario), non consideriamo quelli relativi alle reti bancarie e alle reti private e men che meno la categoria miglior certificato a leva, perché è un ossimoro, ossia “migliore” e “a leva” nella stessa frase stanno come “cavoli” a “merenda”.

Vediamo con che armi si sono scontrati i vari Emittenti, così da capire perché riteniamo la competizione di quest’anno abbastanza triste in generale.

BNP PARIBAS ha presentato il certificato XS1885338332

Un phoenix classico che ha reso il 2,85% e poi è andato in autocall: carina l’idea del rimborso anticipato, anche nel caso in cui in un qualsiasi giorno entrambi i titoli del paniere risultassero sopra strike anche di un solo 5%, ma 2,85% è veramente una miseria!

DEUTSCHE BANK ha presentato:

  • il certificato DE000DC5TEJ4 - è stato originale da parte loro aver scelto un twin win sul nostro indice, ma come si può ritenere interessante un prodotto del genere a 5 anni dalla scadenza? Ha di buono che in caso di rialzo funziona come un Express, aumentando il premio per il rimborso ogni anno, per cui quanto meno è meglio degli altri twin win in circolazione, ma come noi sosteniamo da sempre i twin win non vanno comprati così lontani dalla scadenza.
  • il certificato DE000XM9ZW14, un normalissimo phoenix su Intesa di cui c’è pieno il mercato e con rendimenti decisamente migliori - si vede che gli piace perdere facile!

SOCIETE GENERALE ha presentato:

  • il certificato XS1957200709, un prodotto con sottostante Eur/Try che quest’anno ha sicuramente fatto un ottimo rendimento. Peccato che per anni tanti certificati sulla lira turca hanno decimato chiunque si avvicinasse loro. Di sicuro non manca loro la faccia tosta!
  • il certificato XS1907221128, un Express Glider con sottostanti Unicredit e Fca, che è stato rimborsato alla prima data di rilevazione. La struttura era carina e ottimo il rendimento prodotto, ma è facile lodarsi con prodotti non più quotati e che sai già che sono andati bene.

MEDIOBANCA ha presentato:

  • il certificato XS1958321884, è un phoenix coupon locker su Eurostoxx Banks. L’idea non è male ed anche il prezzo di emissione è a sconto, ma sulla scelta del sottostante casca l’asino: con i dividendi che pagano le banche, sarà dura ottenere il lock in (cedole garantite e capitale protetto a scadenza); basta solo vedere che l’indice, nonostante i mercati siano sui massimi dell’anno, è quasi un 10% sotto allo strike di partenza, guarda caso fatto proprio prima dello stacco dei dividendi del 2019.
  • il certificato XS1907145434, un lock in su Intesa che di fatto è oramai un’obbligazione Mediobanca, per cui rende quasi nulla, in quanto nel prezzo incorpora già anche le cedole future oramai garantite. Tra tutti quelli in lizza questo probabilmente è la struttura più meritevole di essere premiata in quanto, essendo stato emesso a 900 (nominale 1000), aveva caratteristiche interessanti e poteva soddisfare l’utente prudente, ma anche quello più aggressivo ed entrambi sarebbero stati premiati con una performance del 36% in meno di un anno.

EXANE ha presentato:

  • il certificato FREXA0015901, un phoenix maxi coupon che ha avuto il beneficio di essere rimborsato alla prima data utile per far scattare l’autocall. Come Bnp, hanno optato per giocare sul risultato sicuro, ma almeno è un buon risultato grazie al maxicoupon.
  • il certificato FREXA0016321, un phoenix worst of classico che è andato in autocall pochi giorni fa grazie al rialzo di Tesla. Exane è andata sul sicuro: è facile presentarsi con due certificati che hanno fatto bene, con lo specchietto retrovisore sono tutti bravi!

BANCA IMI ha presentato il certificato XS1963444465

un digital lock in su Generali Assicurazioni, carina l’idea ma francamente chi lo avrebbe comprato in emissione, per solo un 3,35% annuo?

CREDIT SUISSE ha presentato il certificato XS1520280162

un Express su Amazon che ha rimborsato in anticipo. Rimane comunque solo un 4,4% in sei mesi, veramente poca roba, almeno Socgen si è presentata con un Express che ha fatto il 17,75% in sei mesi.

GOLDMAN SACHS ha presentato:

  • il certificato GB00BGXXG988, un fixed Cash Collect su Intesa di cui c’è pieno il mercato
  • il certificato JE00BGBB8H68 un phoenix worst of banalissimo, che ne ha centinaia di migliori. Con che faccia si possono premiare prodotti così anonimi? Snaturano solo la competizione.

NATIXIS ha presentato:

  • il certificato IT0006744525, un normalissimo phoenix con airbag, proprio niente di speciale
  • il certificato IT0006744830, un maxicoupon che è già andato in autocall. Considerando che Natixis ha proposto per anni le strutture tra le più innovative, vederla ridursi a presentare due prodotti così anonimi è una tristezza.

LEONTEQ ha presentato:

  • il certificato CH0481327564, un reverse sui titoli Netflix e Tesla che ora sta andando molto male, tanto che non capisco perché Leonteq abbia scelto di gareggiare proprio con questo certificato, quando ne ha tanti altri in circolazione decisamente migliori (molti dei migliori reverse sul mercato sono proprio targati Leonteq)
  • il certificato CH0468124786, un phoenix worst of che paga cedole mensili del 2%; anche in questo caso poteva trovare di meglio all’interno dei suoi stessi prodotti, visto che ha anche certificati che hanno già pagato un anno di cedole al 3% e sono pure in bid only, a dimostrazione del gradimento che il mercato ha dato al prodotto. Si sono tirati la zappa sui piedi da soli.

Concludendo cosa possiamo dire di questa magra edizione degli Italian Certificate Awards?

Gli Emittenti si daranno due pacche sulle spalle l’un l’altro, complimentandosi di come sono stati bravi, i premi come sempre andranno un po' a tutti, così da uscire tutti felici e contenti e potersi vantare in qualche sponsorizzata dei premi ricevuti.

Noi che passiamo tutte le emissioni di certificati ai raggi x e ci interessano ben poco i riconoscimenti da salotto, ma preferiamo i rendimenti sui portafogli, non abbiamo trovato grandi spunti di interesse, men che meno da inserire in portafoglio. Chi ci segue da anni, sa che ci interessa ben poco parteggiare per un emittente piuttosto che un altro, è meglio mantenere la lucidità e l’obiettività necessarie per valutare la reale bontà di un prodotto e confrontarlo senza peli sulla lingua coi suoi simili.

E’ sulla scia di questa filosofia che abbiamo appena pubblicato il nostro libro su I CERTIFICATI DI INVESTIMENTO dove non diamo volutamente lo stesso peso a tutto l’esistente (vedi i certificati a leva che non vanno premiati, ma piuttosto vanno tolti dal mercato, e così per tanti altri…), ma ti indichiamo chiaramente quali sono le cose che devi sapere riconoscere e i principi cardine dell’arte del confronto per scegliere non quelli che arrivano primi alle gare in giacca e cravatta, ma quelli che arrivano primi sul mercato.

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