Dipende dai punti di vista, per noi di GBinvesting è un’accoppiata vincente,
2 aumenti di capitale da non perdere!!!

Ma entriamo un po' nell’immaginario collettivo. Se c’è una Società sportiva che da sempre è argomento di discussione, passione, rabbia, invidia, ammirazione, fonte di infinite polemiche, scandali, tragedie, una Società che, partendo da campetti di calcio sterrati, è entrata nelle case di tutti, nei Bar Sport, negli ambienti di lavoro, in televisione; che ha unito e diviso un intero paese; che ha legato il suo nome in modo indissolubile, nel bene e nel male, alle vicende di una Famiglia di industriali tra le più importanti del nostro paese e da qualche anno è anche entrata a gamba tesa nel mondo della finanza, addirittura nel listino principale di piazza affari, questa è la F.C. Juventus.

 

Chi l’avrebbe potuto immaginare che un giorno un qualsiasi tifoso del più sperduto paese avrebbe potuto, insieme a migliaia di altri appassionati essere azionista del suo maggiore oggetto di culto e passione. Bisognerebbe chiedere a Gianni Brera!

Calcio e finanza, stadio e borsa: fantastico. Due mondi apparentemente distanti, densi di aneddoti, di infinite storie, di infinite speranze che si legano per seguire percorsi paralleli ma in realtà uniti da interessi comuni. Finalmente in borsa si può parlare anche di sport, non solo di freddi grafici, numeri e bilanci. Finalmente negli stadi si può anche parlare di risparmi e sognare di fare un pò di “danè”, soldi veri… se le cose vanno bene.

Tifoso risparmiatore o risparmiatore tifoso vieni a me che ti cambio la vita, e il portafoglio. E poi al Bar Sport! Basta parlare di moviola e polemiche su rigori certi o dubbi; non si legge più solo la Gazzetta dello sport, ma ci si procura anche Il Sole 24 ore per controllare seduta stante l’andamento del titolo. E poi l’acquisto del grande campione! Bisogna comprare altre azioni, correre in banca subito o fare da soli, che ormai abbiamo tutti il conto online con la piattaforma di trading che ci fa sentire un po' più investitori evoluti del nostro stupido vicino di casa o compagno di bevute.

E l’eliminazione dalla coppa! Che tragedia, che ansia, cosa succederà al titolo e ai nostri risparmi?! Stop. Si è banalizzato è vero, abbiamo fatto del sarcasmo su un argomento che in realtà, se si approfondisce, tanto banale non è, anzi. Fermo restando che, quelle di cui abbiamo accennato, sono cose che succedono per davvero e possono anche far sorridere, è però d’obbligo aggiungere: purtroppo.

Per approfondire l’argomento ci facciamo aiutare dal nostro “Bankaratè: manuale di autodifesa dai colpi bassi del mercato”, che dedica giusto un capitolo a questo argomento: La borsa e lo sport (pag.154). E ci facciamo una sana e consapevole pubblicità al nostro libro perché siamo convinti (e ci danno conferma di questo tutte le persone che l’hanno letto) che spendendo pochi euro in cultura finanziaria, si potrebbe evitare di buttare dalla finestra centinaia, ma più facilmente migliaia e migliaia di euro di sudatissimi risparmi.

Gli investimenti in Borsa e la classifica del campionato sono letteralmente 2 sport diversi.

La verità è che non solo la Juventus ma anche Roma e Lazio, non avrebbero dovuto neanche essere ammesse alle quotazioni in Borsa, perché ai tempi in cui sono state quotate non soddisfacevano uno dei 3 requisiti minimi richiesti dalla Consob, cioè l’aver depositato gli ultimi 3 bilanci in utile. Benché normalmente certe azioni anomale le ignoriamo, le prendiamo in considerazione però solo nel caso in cui ci sono in vista delle operazioni straordinarie, come nel caso degli aumenti di capitale, come per esempio quello della Juventus (2012) e della Roma (2014 e 2016).

Queste operatività diventano facili se sei affettivamente neutrale verso la società in questione e soprattutto se conosci come ragiona e come agisce l’azionariato medio di queste squadre, il fan della domenica, niente di più lontano dall’approccio che si deve avere quando si manovrano dei soldi. Tutta questa premessa doverosa perché è notizia di questi giorni che a breve sia la Juventus che la Roma faranno un altro aumento di capitale.

Stavolta la gara non si svolgerà sul terreno di gioco, ma sul timing dell’operazione. Penso che alla Juve se ne fregheranno della Roma: si credono troppo superiori per pensare di poter essere paragonati ad una società minore che non si è neanche qualificata in Champions League. Ma fanno male, perché se la Roma lo fa prima e dovesse perdere il 50% in borsa, una qualche certezza la toglie a quegli investitori che dicono che è grazie all’ultimo aumento di capitale della Juve che sono stati vinti gli ultimi 8 campionati e la Juve oggi può primeggiare in Europa e portare in squadra campioni del calibro di Ronaldo.

Ma i conti sono sempre uguali:
  • cresce il fatturato
  • crescono i costi
  • si fanno i soliti artifici contabili scambiando giocatori a prezzi folli così da realizzare plusvalenze a bilancio
  • il risultato netto è sempre negativo e di conseguenza il patrimonio netto peggiora
  • crescono le poste di bilancio (il parco giocatori) grazie a questi artifici contabili
  • aumentano di conseguenza i rischi di attivi difficilmente monetizzabili.

Gli amministratori della Roma invece penso proprio che ci penseranno alla Juve, del resto anche l’aumento di capitale lo hanno annunciato subito dopo la Juve: chissà cosa avranno pensato? Se lo fa la Juve che è vista forte e ricca allora lo possiamo fare anche noi.

  1. Meglio anticipare le mosse della Juve e darne esecuzione prima sapendo che comunque sarà una sofferenza per il titolo
  2. Se l’aumento della Juve dovesse affondare il titolo per quello della Roma, se fatto dopo la Juve, non ci sarebbe scampo, essendo la più debole delle due, non solo calcisticamente parlando
  3. Se invece l’aumento della Juve passa indenne sul mercato confidando che nell’era Ronaldo la Juve sia diventata così forte, anche borsisticamente visto che è entrata nel listino dei 40 titoli principali, da poter raccogliere 300 milioni dal mercato (non sono bruscolini per una società che non fa utili da sempre e che ha ridotto il patrimonio netto a soli 40 milioni) allora anche quello della Roma potrebbe trovare i suoi fan, magari gliela si racconta un po' dicendo loro che la Roma con questo adc replicherà i fasti della Juve e i tifosi si infiammeranno subito correndo a comprare le nuove azioni .

Dura entrare nelle teste di amministratori che probabilmente di borsa e di psicologia dei mercati ne sanno ben poco, per cui meglio prepararsi il piano di battaglia sapendo come agire a seconda delle scelte che faranno sia sul timing dell’operazione sia sui prezzi cui verranno offerte le nuove azioni. Le società di calcio, un po' come le banche, sono maestre a nascondere i veri conti di bilancio (ne sa qualcosa anche Malacalza, non certo un piccolo azionista di Carige, ma anche lui tradito da conti non veritieri). Sembra quasi che siano state a scuola dai grandi maestri dell’illusione così da sembrare molto più belle e sane di quanto dicano i loro bilanci; sono appena uscito dal Museo delle Illusioni di Praga ed è sorprendente come si riesca con poco a dissimulare la realtà: basta guardare una cosa da un punto di vista diverso e tutto cambia, e anche parecchio.

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A quasi due anni dall’ultimo bell’aumento di capitale (Credito Valtellinese) ora possiamo confidare in una nuova ricca stagione di operazioni interessanti:

  • riammissione di Carige e conseguente aumento di capitale
  • Astaldi e Salini in dirittura d’arrivo
  • Juve e Roma ai nastri di partenza, ma hanno talmente tanto bisogno di soldi che prevedo saranno i primi ad avere esecuzione anche perché negli altri casi c’è anche tanta politica in mezzo a ritardare l’esecuzione delle operazioni.

Per cui in questo momento, non certo dei migliori per noi, visti i magri risultati dell’ultimo mese sulle opzioni, confido nel nostro dormiente e miglior servizio di sempre (e parlo di quasi 20 anni di storia, tutti sempre in grande utile), quello sugli aumenti di capitale, per ridare lustro alle nostre performance.

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Un saluto da Praga
Giovanni Borsi