Siamo ad inizio settembre ed ora, tornati dalle vacanze estive, ci si chiede su quali certificati investire.

Certo il governo non aiuta, lo spread è tornato a 165 gradendo l’europeismo del PD ma, in questo modo, ci siamo trovati senza governo dall’oggi al domani a causa del “harakiri” di Salvini e non mi stupirei che anche questa gestione abbia vita breve.

Quindi cosa facciamo? Non investiamo più? Stiamo liquidi?

Se si sapessero cogliere certe occasioni non sarebbe una scelta sbagliata: ancora mi mangio le mani per non aver comprato subito il certificato di Deutsche Bank codice Isin DE000DM7CGW2, scadenza 18/09/2019 (era giusto un mese) quando prima di ferragosto si riusciva a comprare a 113.50 sapendo che avrebbe rimborsato 115,50 dopo un mese se l’indice europeo si fosse mantenuto sopra la barriera posta a 2821,66, direi un rischio che si poteva anche correre (oggi 2 settembre è già arrivato al cap a 115,50) visto che se mi fossi pentito dell’acquisto avrei potuto rivenderlo senza costo spread in quanto su questo prodotto Deutsche Bank applica lo spread minimo ed il 13 agosto quotava 113.45/113.50.

E’ bastato aspettare un giorno e lo stesso prezzo non si è più visto! Peccato davvero, perché avrei voluto segnalarlo e farci anche un bell’articolo, ma non c’è stato davvero il tempo materiale e molti comunque lo avrebbero letto ad affare già svanito.

Per gli amanti dei certificati prudenti

segnalo queste due nuove emissioni di Citigroup entrambe molto difensive e lo si capisce facilmente dai rendimenti offerti:

XS1273326907

Certificato emesso da CITIGROUP, di tipo Memory Coupon worst of, con scadenza prevista il giorno 23 Agosto 2023 (4 anni) su 3 titoli italiani, che in questi anni non hanno mai deluso gli Investitori in certificates, nel senso che hanno sempre pagato le cedole e rimborsato il nominale a scadenza.

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Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola (a memoria) di importo pari a 17,5 euro, (1,75%del nominale di 1000) con cadenza trimestrale, 7% su base annua, a condizione che nessuno dei 3 titoli sottostanti quoti a un prezzo inferiore al livello trigger, posto al 65% del prezzo strike, in una delle date di rilevazione previste ( barriera discreta). Anche la barriera finale è posta al 65% del prezzo strike. A partire dalla data di rilevazione del 24 Agosto 2020, se tutti i titoli quoteranno a un prezzo pari o superiore al loro strike, scatterà l’autocall con il conseguente rimborso anticipato a 1000 ( più ovviamente l’ultima cedola). Le cedole sono con effetto memoria, se una non dovesse essere pagata perché il titolo worst of è finito sotto al livello trigger, sarà sufficiente il recupero in una delle date di rilevazione successive per avere il diritto anche alle cedole non incassate.

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Certificato emesso da CITIGROUP, di tipo Memory Coupon worst of, con scadenza prevista per il 23 Agosto 2023 (4 anni) su 3 Indici azionari.

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Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola dell’importo di 15,50€ con cadenza trimestrale (6,2% annuo) a condizione che nessuno dei 3 indici quoti in una delle date di rilevazione previste al di sotto del trigger cedola, posto al 70% del prezzo strike (barriera discreta); anche la barriera finale è posta allo stesso livello.

A partire dalla data di rilevazione del 24 Agosto 2020 entra in funzione la clausola Autocall, se in una delle date di rilevazione previste i 3 indici quoteranno pari o sopra il loro livello strike, scatterà il rimborso anticipato a 1000 (nominale) più ovviamente l’ultima cedola.

Mentre il primo già è salito a 1025 il secondo si riesce ancora a comprare in area 1000 nonostante il nostro indice sia salito di quasi il 5%, per cui se dovessi scegliere oggi andrei sicuramente sul certificato sugli indici, soprattutto in considerazione che sul mercato c’è veramente poco e con rendimenti molto bassi e si fa presto a vedere quali sono gli Emittenti più generosi:

  • Mediobanca (Isin IT0005372377) offre un 4% annuo non a memoria con scadenza 2025 (barriera a scadenza al 50% e trigger cedola al 75%)
  • Credit Suisse (Isin XS1009859775) offre un 4% annuo non a memoria con scadenza 2024 (barriera a scadenza al 55% e trigger cedola al 75%), quindi peggio di Mediobanca
  • Bnp (Isin XS1655695390) offre un 5% annuo non a memoria con scadenza 2023 (barriera a scadenza 50% e trigger cedola al 75%) per cui meglio di Mediobanca, ma ne ha tanti altri con rendimenti vergognosi che fanno pensare a strutture vendute in collocamento a ignari risparmiatori.
  • Leonteq (Isin CH0411116426) offre un 4,60% annuo non a memoria con scadenza 2023 (barriera a scadenza 65% e trigger cedola all’80%) per cui decisamente peggio degli altri e da Leonteq devo dire che non me lo aspettavo così scarso.
  • Socgen (Isin XS1706628226) offre un ottimo 8% annuo non a memoria con scadenza 2021 (barriera e trigger cedola entrambi al 70%): se non avesse gli strike un po' alti e soprattutto non fosse di SocGen che non mi piace assolutamente come attività di Market Making (fa solo i suoi interessi fregandosene delle regole, come ha dimostrato coi vecchi prodotti Commerzbank)
  • Commerzbank (Isin DE000CZ447A1) offre un ottimo 5% annuo non a memoria con scadenza 2022 (barriera al 60% e trigger cedola al 70%) , se non fosse diventato a tutti gli effetti un prodotto di SocGen sarebbe anche questo da farci un pensierino, sicuramente uno dei migliori certificati sugli indici (di fatto è un certificato sull’indice Ibex di Madrid, che è sceso del 15% dal prezzo strike).

Per cui complimenti a Citigroup per il certificato sugli indici, in quanto va su un terreno in cui mi sembra che tutte le banche Emittenti siano abbastanza ingorde e si tengano laute commissioni di collocamento. Del resto se si va allo sportello o dal proprio consulente finanziario è facile che non ci si prenda dei rischi proponendo certificati sui singoli titoli e vengano preferiti i certificati sugli indici.

Vedremo se la concorrenza di Citigroup porterà a cedole più ricche anche sugli indici da parte del sistema. Già a luglio, dopo solo un mese dall’entrata in campo dei primi prodotti competitivi di Citigroup, Leonteq ha già alzato il tiro copiandone uno in tutto e per tutto: stessi sottostanti (Fca Intesa e Unicredit) anche se con strike diversi (peggiori), stessa durata e stesso trigger cedola, cedole a memoria e stessa barriera finale.

PHOENIX MEMORY WORST OF SU PANIERE DI TITOLI

ISIN

Ch0485002197

XS1273321007

EMITTENTE

LEONTEQ

CITIGROUP

MERCATO

CERT-X

CERT-X

EMISSIONE

19/7/2019

20/06/2019

SCADENZA

23/7/2021

21/06/2021

SOTTOSTANTI

FCA  INTESA UNICREDIT

FCA INTESA UNICREDIT

NOMINALE

1000

1000

STRIKE

FCA 12,18   

ISP    2,062

UNICREDIT 11.736

FCA  12,336

ISP     1,8908

UNICREDIT 10,602

BARRIERA FINALE

60%

60%

TRIGGER

CEDOLA A MEMORIA

60%

60%

AUTOCALLABLE

Da gennaio 2020 100%

Da feb 2020    95%

Da ago 2020   90%

Da feb 2021    85%

Da giù 2020 100%

PREZZO

948

998

CEDOLA MENSILE

1%

0.95%

 

L’unica differenza tra i 2 certificati è il posizionamento dell’autocall, quella di Citigroup è posta dopo 12 mesi, quella di Leonteq dopo 6 mesi ed è decrescente: in questo caso gli strutturatori di Leonteq sono stati dei “volpacchioni”, danno l’idea di darti qualcosa di migliore quando invece su un certificato a due anni è peggiorativo, infatti se dopo 8 mesi rimborsi il certificato perché il trigger è passato al 95%, un prodotto con trigger cedole e barriere a 2 anni (che sono diventati 16 mesi) al 60% con i titoli sopra al 95% varrebbe più di 1000 anche senza i trigger decrescenti, per cui in questo caso sembra che ti diano di più ma in realtà si vogliono assicurare il rimborso anticipato a certe condizioni ma a tutto loro vantaggio.

In più, visto che a settembre ci sarà la discesa in campo sui certificati a capitale condizionatamente protetto di Vontobel, con cui devo dire ho buoni rapporti, se mi daranno retta così come Citigroup andremo incontro sempre più a una sana concorrenza e chi non rimarrà al passo e vorrà "fare il furbo" verrà quanto meno escluso dagli acquisti da parte dei nostri lettori, che di sicuro non vanno a comprare i certificati in collocamento allo sportello ed hanno cominciato a saper confrontare i vari prodotti che ci sono sul mercato.

Per gli amanti dei certificati aggressivi

segnalo due certificati ad alto rendimento che soddisfino il palato dei più esigenti sia che siano ribassisti (reverse) sia che siano rialzisti.

Per chi fosse RIBASSISTA sul mercato ed in particolare sui titoli del Nasdaq, segnalo un certificato reverse emesso da Leonteq (dove ancora risulta essere l’Emittente con le migliori strutture)

CH0488711521

Certificato emesso da LEONTEQ, di tipo Reverse Memory Coupon worst of, con scadenza agosto 2021 (due anni) su 4 titoli americani.

rompicedole 14 tab 3

Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola mensile del 1,67% del nominale (1000) a condizione che nessun sottostante quoti sopra il livello trigger posto al 140% del prezzo strike. Anche la barriera finale è posta al 140% del prezzo strike. La scadenza naturale del certificato è prevista nel mese di Agosto 2021 (2 anni), ma dalla data di rilevazione del 18 Febbraio 2020 entra in funzione la clausola Autocall, se tutti i titoli sottostanti quoteranno sotto il loro prezzo iniziale scatterà il rimborso anticipato al valore nominale. Oggi il certificato quota in lettera 940 per via del fatto che AMD è salito di circa 5% dal suo prezzo strike, rendimento potenziale circa 24% annuo, ma se dovesse rimborsare a febbraio garantirebbe 6 cedole (100 punti) + 60 punti sul prezzo per un rendimento in soli 5 mesi e mezzo di quasi il 19%.

***

Per chi invece ha ancora fiducia nei mercati azionari mondiali (anche perché sull’obbligazionario è sempre peggio trovare rendimenti) segnalo questo nuovo certificato di Citigroup:

XS1273327467

Certificato emesso da Citigroup, phoenix worst of, con cedola mensile del 3%, scadenza naturale 23 Agosto 2022 (3 anni) e autocall attivo dalla data del 24 Febbraio 2020.

rompicedole 14 tab 4

I titoli sottostanti sono:

  • NETFLIX con prezzo strike di 291,44$,
  • TESLA con prezzo strike di 211,4$
  • ADVANCED MICRO DEVICE con prezzo strike di 29,54$,
  • BAIDU con prezzo strike di 101,85$
  • ZURICH INSURANCE con prezzo strike di 347,40 Franchi Svizzeri.

Il regolamento del certificato prevede il pagamento di una cedola del 3% al mese, se nessuno dei titoli sottostanti quoterà in una delle date di rilevazione previste a un prezzo inferiore al trigger cedola , posto al 75% del prezzo strike (barriera discreta) mentre la barriera finale è posta al 60% del prezzo strike. Dalla data di rilevazione del 24 Febbraio 2020 se tutti i titoli sottostanti quoteranno pari o sopra il loro prezzo strike, scatterà l’autocall, con il conseguente rimborso anticipato al valore nominale (1000) più l’ultima cedola.

Direi interessante la scadenza a 3 anni, sicuramente meglio dei 5 che spesso contraddistinguono i certificati a cedole così ricche, anche il prezzo in area 1000 è interessante, visto che tutti e 5 i titoli sono saliti rispetto al prezzo strike per cui solo la volatilità che si mantiene alta permette un acquisto in area 1000.

Personalmente preferisco questi ultimi due certificati in quanto ritengo che la volatilità attuale sia destinata a scendere e agire quindi in maniera positiva sul prezzo dei certificati più aggressivi.

Su circa 4500 certificati di investimento in circolazione, oltre 3000 li puoi scartare a prescindere o perché sono già state infrante le barriere, o perché i prezzi correnti non giustificano più neanche la loro osservazione, e del rimanente migliaio, dopo gli opportuni raffronti, ne rimangono si e no un centinaio in grado di soddisfare le esigenze più disparate, dalle più prudenti alle più speculative, inclusi fattori fiscali, come il recupero delle minusvalenze.

Per capire e cominciare a comprare e vendere i certificati bisogna prima saperli analizzare ad uno ad uno, poi saperli confrontare per caratteristiche simili (ci sono differenze immense che diventeranno col tempo sempre più velocemente evidenti ai tuoi occhi) e poi saperli gestire, tuttora che li avrai in portafoglio (lì la musica cambia, perché dovrai aggiungere il controllo della tua emotività e la capacità di coprirli o sostituirli quando e se andranno in sofferenza).

Spesso ci arrivano utenti con il loro giardinetto di certificati da commentare e sistemare; a parte rari casi che si esauriscono sulle dita di una mano, di solito nessuno sa spiegare perché ha preso proprio quello lì e non un altro, a parte “ha la cedola alta” o altre motivazioni che lasciano il tempo che trovano. Prima di pretendere di guadagnare mari e monti, se uno imparasse almeno a NON comprare i certificati sbagliati, sarebbe già un successo clamoroso – non è una battuta, perché le operazioni sbagliate in Borsa ti fanno perdere soldi, tempo (anche anni per chi si inchioda ad aspettare la scadenza) e ti fanno pure innervosire con tutte le conseguenze del caso, fino a portarti a pensare che sia lo strumento sbagliato o addirittura una mezza truffa, non che sia tu ad aver sbagliato approccio allo strumento.

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